Il lotto delle otto

Superato brillantemente lo scoglio, psicologico ma non solo, degli ottavi di finale, siamo tutti in attesa di vedere chi sarà il nostro prossimo avversario per i quarti. Venerdì alle ore 12 (diretta su Sky) verranno effettuati i sorteggi, e così sapremo se, dopo aver incontrato lo spaziale Barcelona di questi tempi nel girone, ed il Chelsea “ho preso Ancelotti perché è una sicurezza di vittoria” negli ottavi, potremo contare su una sfida meno da cardiopalma, o se questo trend continuerà e ci beccheremo un altro top team.

la dea bendata ci arriderà? tifava Chelsea, non ce ne voglia...

la dea bendata ci arriderà? tifava Chelsea, non ce ne voglia...

Sette le squadre in gioco (oltre noi, of course): due francesi, due inglesi, una spagnola, una tedesca, una russa. Analizziamole meglio, e cerchiamo di capire (anche se il discorso è del tutto relativo, dato che, come dice Josè da Setubal, in questo tipo di sfide fondamentali saranno i dettagli, ed i dettagli sono in continuo e perpetuo mutamento) quali possono essere gli accostamenti più favorevoli

Arsenal – ad inizio anno tra le compagini inglesi era quella che godeva di meno credibilità: i fatti hanno dimostrato che, eliminate Liverpool e Chelsea, i ragazzi terribili di Arsène Wenger possono creare grandi grattacapi a tutti, o quasi. L’Arsenal gioca, dopo il Barcelona chiaramente, il calcio più spettacolare, veloce ed imprevedibile, forte anche dell’età anagrafica dei suoi giocatori, un marchio di fabbrica per questa società.

Il giocatore più rappresentativo, e capitano della squadra, è senza ombra di dubbio Cesc Fabregas, regista proveniente dall’inesauribile cantera blaugrana, ed in odore di trasferimento la prossima estate. Mou e Moratti un penserino ce lo farebbero volentieri, ma il mio parere (non solo mio a dirla tutta) è che, se non dovesse ritornare nella sua terra natìa, Cesc rimarrà all’Arsenal, dove viene considerato, da società tifosi e compagni di squadra, alla stregua di una semi-divinità.

Oltre Fabregas citiamo sicuramente il misogeno russo Arshavin, attaccante esterno che fa della velocità e della fantasia il suo tratto distintivo, e l’assenza di Van Persie, che sarà importantissima per questa squadra. Dopo l’entrataccia del simpatico Chiellini, l’Arsenal ha avuto (non sempre per carità) svariati problemi a finalizzare la grande mole di gioco creata, e si sta vedendo che il danese Bendtner non è sempre stato all’altezza di tale compito. Questa mancanza, e la scarsa esperienza di molti elementi in rosa a giocare le grandi partite, possono essere i loro punti deboli. Sicuramente, il loro dinamismo ci può mettere in gradi difficoltà.

Barcelona – semplicemente la squadra più forte del mondo. Li abbiamo già incontrati nel girone, in casa ci siamo difesi abbastanza bene tutto sommato, al Camp Nou non abbiamo visto palla, di segnare un gol non c’abbiamo neanche potuto pensare. Il mio parere è che i blaugrana, se in giornata, sono praticamente imbattibili.
Uno dei due giocatori più decisivi al mondo (anche se la diatriba con C.Ronaldo quest’anno è finita prima ancora di iniziare), Leo Messi, i canterani Xavi, Iniesta, Pedro, Puyol, Valdez, Piquè, la vecchia volpe Henry e… Zlatan Ibrahimovic.

I punti di forza di questa squadra sono infiniti: possesso palla elevato a percentuali insostenibili, velocità di inserimento dei centrocampisti elevatissime, tecnica sopraffina, genialità distribuita alla grande in sei, sette giocatori, su undici. Campioni d’Europa in carica, forse l’unico modo per batterli lo aveva trovato l’anno scorso quella vecchia volpa di Hiddink, ma anche lui (per cause contingenti diciamo) è rimasto con un pugno di mosche in mano. Come detto, i pregi sono mille, i difetti beh.. sembrerà assurdo, ma con Zlatan Ibrahimovic al centro dell’attacco, la manovra spagnola si è un tantino incrinata, perdendo di velocità ed efficacia. In più, i complessi da Champions dello svedesone possono aiutare, ma il parere finale (universale, stavolta) è sempre quello: evitiamoli come la peste.

Bayern Monaco –
il Bayern di Van Gaal, di Ribery e di Robben, ha dapprima eliminato una Juventus oggettivamente ridicola da un girone non irresistibile, e poi “ha fatto eliminare” una Fiorentina a mio avviso meritevole del passaggio ai quarti. Formazione storica, tra le più blasonate d’Europa, ha vissuto un inizio di stagione non troppo positivo, dettato dal cambiamento alla guida tecnica rispetto allo scorso anno, dall’arrivo del tulipano Van Gaal e dal conseguente repulisti da lui effettuato. L’olandese sembrava sull’orlo di una crisi di nervi verso novembre, poi l’amico Ciro ha deciso di dargli una mano ed ora i crucchi si ritrovano ai quarti, ed in prima posizione nel loro campionato.

La squadra a mio avviso è molto molto forte in alcuni settori del campo, e abbastanza mediocre in altri: le ali, il francese Ribery e l’olandese Robben, sono forse quanto di meglio il calcio europeo ha da offrire. Velocità, dribbling, cross, fantasia: se i due sono in vena, e se l’avversario glielo concede, in area possono arrivare decine e decine di palle a partita. Veramente impressionanti, secondo me. Il problema però è che in mezzo all’attacco hanno non così tanti fuoriclasse: Gomez è uno dei giocatori più sopravvalutati del continente: pagato 30 milioni di Euro questa estate, a Monaco lo stanno imparando a conoscere più per le occasioni da rete che si divora, che per le sue doti da killer dell’area di rigore. Il teutonico (ma di origine polacca) Klose ha nel colpo di testa la sua arma principale, ma l’età per lui inizia a farsi sentire, e recentemente è apparso un pelo appannato. Il giovanissimo Muller (attaccante che all’occorrenza può essere impiegato da trequartista) completa il pacchetto avanzato. Dietro non sono di certo una sicurezza, citiamo il portiere tira-rigori Butt ed il giovane difensore centrale Badstuber, che, insieme al laterale Lahm, sono i giocatori di difesa più conosciuti della squadra.

Insomma, in giro di strova di meglio. Il Bayern a mio avviso va aggredito in casa loro, dove deve impostare il gioco, e non in casa propria, dove vorranno far partire i loro pericolosissimi contropiedi. Io credo che impostando bene la gara a Monaco, il Bayern è un avversario molto meno preoccupante di quanto il loro blasone dica.

Bordeaux – la squadra francese, campione in carica del campionato transalpino ed allenata da quel Laurent Blanc spessissimo dato come successore di Mou in panchina, per il prossimo anno, è stata un po’ la sorpresa di questa manifestazione: hanno vinto alla grande un girone in cui (sulla carta) avrebbero dovuto lottare per il secondo posto, sono sempre primi oltralpe e mostrano un buon gioco, non troppo spettacolare ma molto solido e “di squadra”. Sicuramente non sono ai livelli dei top-team europei, e l’hanno dimostrato rischiando un po’ l’altra sera contro i modesti greci dell’Olympiakos. Anche in campionato stanno rallentando in questo periodo, permettendo a squadre inferiori, come il sorprendente Montpellier, o l’Auxerre, di avvicinarsi in classifica.

Il gioco dei transalpini verte inevitabilmente sulla stella di Gourcuff, trequartista regalatogli (o quasi) dai vincitori di Mitropa Cup in una delle (ormai proverbiali) intuizioni di mercato rossonere. Gourcuff è senza dubbio il giocatore di maggior talento della squadra, bloccato lui (come si è visto in Francia ultimamente), bloccato quasi del tutto il Bordeaux. In avanti infatti non hanno giocatori capaci di inventarsi, o di programmare molto. Il marocchino Chamack (in partenza verso l’Inghilterra a fine stagione) è infatti un buon attaccante, ma finita lì: dinamismo e corsa, ma piedi mediocri. Il portiere Carasso (ex del Tolosa) è un buon portiere, ma non un gran portiere; il terzino Fanni, è un laterale dotato di ottima corsa e piedi abbastanza quadrati, insomma: bloccando il 10 girondino, e trovandoli in condizioni di forma un po’ appannate, io credo che possano essere loro i più appetibili per questo sorteggio.

CSKA Mosca – i russi non si qualificavano ai quarti di finale di Champions League (o Coppa Campioni che dir si voglia) da più di dieci anni, finalmente ce l’hanno fatta. Una sorpresa? A mio avviso neanche tanto, questa società sta operando molto bene da anni, prendendo alcuni tra i giovani più interessanti del continente (soprattutto proveniente dall’Europa dell’est) e facendoli crescere senza fretta. Ai quarti hanno eliminato, tra lo stupore generale, il Siviglia, nel girone hanno mandato in Europa League il Wolfsburg campione di Germania. Formazioni non imbattibili per carità, ma comunque degne di stima ed attenzione.

Tra i giocatori più pericolosi dei russi citiamo Dzagoev, Krasic e Necid. Dzagoev è un trequartista che a me piace tantissimo, e che spero possa entrare al più presto nei taccuini di Branca: veloce e fantasioso, di media statura, e soprattutto molto maturo per la sua giovanissima età… insomma, io credo che nel centrocampo nerazzurro ci possa stare alla grande. Quest’anno è esploso definitivamente, portando il CSKA ai quarti grazie soprattutto ai suoi assist. Krasic è un’ala molto offensiva, serba, che è sotto osservazione da parte dei maggiori club europei (noi compresi, si dice: mah…). Velocissimo, buon dribbling, piede preferito il destro. Ne sentiremo parlare, anche perché è abbastanza giovane e quest’anno sarà il suo ultimo nell’ex Unione Sovietica. Necid è invece una punta della Repubblica Ceca, anche lui esploso quest’anno a suon di gol in Russia. E’ un attaccante abbastanza completo, un buon elemento considerata la ua giovanissima età.

Insomma, sicuramente il CSKA non è una squadra blasonata, conosciuta e strapagata, ma gioca bene al calcio, è giovane ed ha fame. E soprattutto, non ha nulla da perdere: essere sorteggiati contro di loro vuol dire sicuramente non aver avuto sfiga, ma l’aspetto principale dovrà essere quello di non  sottovalutare l’avversario, perché altre lo hanno fatto, e son finite male. Da valutare anche il fatto che il loro campionato è iniziato a gennaio: saranno ancora imballati o correranno come matti?

Lyon –
seconda squadra transalpina ancora in gioco, hanno stupito tutti eliminando lo stra-favorito Real Madrid multimilionario negli ottavi di finale. I francesi sono a loro modo, una delle squadre più costanti in Europa: la loro presenza a questo punto della coppa è ormai una costante. Sicuramente non sono più brillanti come nelle passate edizioni, hanno avuto molte difficoltà in avvio di stagione in Ligue 1 (a mio avviso, uno dei campionati più sottovalutati d’Europa), ma si stanno ritrovando.

Con la cessione del figliol prodigo Benzema hanno dato un taglio netto con il passato, e con l’arrivo in panchina di Clade Puel, e di giocatori di spessore come Lisandro Lopez, tentano la riapertura di un nuovo ciclo: negli ultimi anni infatti, il campionato francese è stato affare quasi esclusivamente loro. Anche in questa squadra ci sono giovani molto interessanti, tra tutti cito il centrocampista bosniaco Pjanic, e ultimamente stanno mettendo in mostra un buon gioco: non più spettacolare come quello passato, ma coriaceo e determinato: si trovano a due punti dalla vetta in campionato, e sono in una fase positivissima: i soldi (tanti, 30 e passa milioni) ricavati dalla cessione di Karim Benzema sono stati reinvestiti nell’acquisto del già citato Lisandro Lopez, dell’ariete Bafetimi Gomis (non troppo dotato, a mio avviso), del laterale Michel Bastos, che l’anno scorso ha meravigliato tutti con un campionato nel Lille giocato a livelli assurdi. In più si ritrovano in rosa molti nazionali francesi, come il coriaceo mediano Toulalan ed il portierino ex-Nizza Lloris.

Sicuramente sono tra i più abbordabili, tra le squadre ancora in corsa, ma hanno una condizione di forma attualmente invidiabile ed una buona esperienza a questi livelli. Hanno dimostrato negli ottavi che sottovalutarli è un rischio che anche mostri sacri come le merengues Real non possono correre.

Manchester United – che dire… il Man UTD incarna in tutto e per tutto il concetto di continuità: nei risultati, in campionato ed in Europa, dove sono ai vertici da decenni ormai; in campo, dove troviamo giocatori ormai attempati, come Gary Neville, Ryan Giggs, Paul Scholes, che hanno speso una intera vita professionale per difendere l’onore dei diavoli rossi; in panchina, dove siede, da ancora prima che io nascessi, uno degli allenatori migliori del calcio contemporaneo, un vecchietto scozzese di nome Alex Ferguson. Anzi, SIR Alex Ferguson.

Hanno ceduto Cristiano Ronaldo questa estate, hanno rinunciato a Carlitos Tevez, finito ai rivali del City (tutto questo grazie ad una gestione societaria che beh, quella no, quella non è proprio da invidiare) eppure sono ancora lì. Anzi, sono sempre lì. Come spesso capita, non son partiti troppo bene in Premiership, ma ora sono in uno stato di forma clamoroso, hanno un impianto di gioco conosciuto dagli elementi della squadra più che a memoria, hanno Wayne Rooney, l’unico che quest’anno può impensierire Leo Messi per la palma di miglior giocatore d’Europa. L’attaccante sta migliorando, sta esplodendo sotto ogni punto di vista: si è allenato recentemente anche nei colpi di testa, come abbiamo visto in una recente amichevole giocata contro una squadra italiana trovatasi lì per caso, e ciò lo rende ancora più pericoloso e temibile. Trovare un punto debole ai Red Devils non è cosa semplice: forse l’attempato portiere Van Der Saar non può essere definito propriamente come una sicurezza, forse dietro mancano un po’ di qualità (nel senso che i due centrali, Vidic e Ferdinand, non hanno ricambi diciamo adeguati), forse a centrocampo si sta aspettando l’esplosione definitiva dei vari Valencia, Nani, Anderson, ma insomma ragazzi: sono sicuramente tra le tre squadre d’Europa più forti, sono sicuramente tra queste, quelli che stanno meglio, ora come ora.

Fra qualche ora sapremo. Fra qualche ora vedremo se imprecare un’altra volta contro la sorte, o tirare un sospiro di sollievo. L’idea che a tutti sta balenando in mente in questi giorni, è di poter assistere ad un revival della scorsa finale di Champions, e poter star così tranquilli (relativamente, ovvio), per almeno un altro turno. Evitate Barcelona e Manchester, il resto delle squadre, se giochiamo come allo Stamford Bridge, sono tutte alla nostra portata. Vedremo se sognare, o preoccuparci ancora, ed imprecare ancora contro la dea bendata.

La mia graduatoria: in ordine di preferenza: Bordeaux, CSKA Mosca, Lione.

Le mie preoccupazioni; in ordine Barcelona, Manchester United, Arsenal.

About Vujen

Classe '85, marchigiano, ex-petroliere in carriera e musicista fallito. Appassionato di fotografia, Balcani e di calcio straniero, specialmente francese. Non ha mai visto l'Inter vincere al Meazza. I suoi pupilli sono Walter Samuel e l'indimenticabile Youri Djorkaeff.