Chi ha paura dell’uomo nero.

E’ incredibile come certi nomi evochino nell’immaginario di alcuni (molti? pochi? troppi.) i pensieri più cupi.
Più neri che azzurri, diciamo.

A volte questi nomi sono anche giustificati, che so, dici “Gresko”, “Lippi”, “Lucescu”, “Tardelli”…
questi almeno credo che siano nomi condivisi da tutti, ci riportano la mente ad Inter del passato non troppo distante, quando erano gli altri a ridere, e noi a fornire spesso il pretesto per tali derisioni.

Mi vien da ridere invece quando leggo (nei commenti al post precedente, ma anche altrove in rete) le previsioni più nefaste sul Balo in nerazzurro, per il semplice ritorno del nome di un procuratore, Mino Raiola.

Dagli immancabili “allora vattene” corredati da vari insulti (che ci sono a prescindere, su Mario, perchè di frustrati anche la nostra tifoseria è piena), a chi paventa infortuni farlocchi, trasferimenti a parametro zero al milan, chi ricorda che Balotelli recentemente si è fatto vedere che parlava con Corona (non la cantante), chi addirittura riesce a pensare che “Ci deve essere qualcosa di veramente negativo che loro sanno e non possono rendere pubblico almeno per ora.”.
Certo, forse tira tardi.
No, troppo poco.

Beve come Adriano (quello tollerato all’inverosimile dagli stessi gonzi che ora vorrebbero la testa di Balotelli), meglio ancora, facciamo che si droga, e non ne parliamo più…

Ecco, sono già andato fuori tema: tutte queste cose non c’entrano un cazzo con il nome che evoca brutti pensieri, quel nome è solo un pretesto, che tanto se non è Raiola a farli venire, ci sarà appunto Corona, il taglio di capelli, la macchina nuova, la multa per il clacson di notte, una frase sbagliata da parte della sorella o dei fratelli…

Io con “l’uomo nero” parlavo proprio di Raiola Carmine detto Mino, già procuratore di Nedved, Ibrahimovic, Maxwell, Kerlon e chissà quanti altri, professionista rispettabile (è agente Fifa, non è esattamente l’ultimo dei faccendieri come a certi piace vagheggiare), bravo a fare gli interessi dei suoi assistiti ed al contempo a non scontentare le società.
Non intendo farne l’agiografia, semplicemente sarebbe il caso di non ragionare di pancia (è dura, parlando di calcio, soprattutto quando nel 2010 ci si attacca ancora a concetti come “le bandiere”, “i valori”, “le leggende” et similia…) e riconoscere le persone per quello che sono, cioè dei professionisti.

Maxwell preso a parametro zero, fa 3 anni a livello più che sufficiente, poi chiede di guadagnare di più. La società non è d’accordo a concedere quel “di più”, con il consenso e reciproca soddisfazione delle parti, si trova una destinazione gradita e Maxwell fa segnare all’Inter una plusvalenza di 5-6 milioni di euro.

Ibra invece arriva per circa 25 milioni, i gobbi OGGI dicono che venne ad un prezzo stracciato causa Calciopoli, la verità gli fa male ammetterla, cioè che all’epoca ritenevano loro di aver fatto un affare: di sicuro, nell’estate del 2006 la cosa andava bene a venditore, acquirente ed intermediario, nessuna pistola puntata.
In ogni caso, tre anni e tre scudetti dopo, se ne va facendo segnare quella che forse è la plusvalenza più grande nella storia dell’Inter, di sicuro a certe cifre c’era stato solo il passaggio Di Ronaldo al Real, per quanto ci riguarda.

Nel mezzo, di questi tre anni, si ricordano DUE aumenti dell’ingaggio (ed il secondo solo pochi mesi prima del trasferimento).
Ampiamente motivati dai gol che consentono all’Inter di incamerare il 15°, 16° e 17°.

Sorprende quindi che l’uomo nero che terrorizza i sogni di qualcuno sia un procuratore che finora con noi ha dato e ricevuto il giusto, e non per esempio altri procuratori.
Qualche esempio?

Hidalgo, incapace di far accettare a Burdisso la destinazione Atletico Madrid, messosi proprio di traverso in quanto aveva già trovato l’accordo con la Roma.
Il procuratore di Obinna, che manco so chi sia, incapace di far capire all’ala coi ferri da stiro che si doveva togliere dalle balle, e ci ha messo UN ANNO E MEZZO a fargli cambiare aria.
Si potrebbe continuare con altri casi di procuratori di mezze seghe da cui è stato come minimo difficile separarsi, ma vado dritto al nome grosso:
Jorge Mendes.

Procuratore di Maniche, Figo, Quaresma, e non da ultimo Mourinho.
Quattro nomi non certo casuali: Figo sfiducia pubblicamente il tecnico di Jesi, nella serata conclusasi con le dimissioni di Mancini, Maniche (non voluto da Mancini) arriva come “tassa” per ingraziarsi il procuratore, Quaresma quest’estate rifiuta ogni possibile destinazione e Mourinho… beh, che dire, è divertente leggere dei fastidi per il “mal di pancia” di Ibra e contemporaneamente vedere le stesse persone “far finta di pomi” sulla telenovela della scorsa estate, con tanto di voci messe in giro ad arte su un presunto interesse del Real Madrid, teatrino conclusosi con aumento di ingaggio.

Prima che qualcuno non capisca, a me va bene pure Jorge Mendes. Se è la tassa da pagare per avere Mourinho come allenatore.

Solo è il caso di ricordarsi che tutti gli agenti/procuratori, fanno l’interesse dei propri assistiti, prima di tutto.
E che tutti gli assistiti, si chiamino Balotelli, Mourinho, Trezeguet, Maicon, puntano a massimizzare il proprio tornaconto economico.
E’ la normale legge del mercato.

Poi ci sono procuratori che riescono a fare contente ANCHE le società, altri che purtroppo si ritrovano a gestire dei veri bidoni (o anche tutte e due le cose contemporaneamente).
Ben vengano quelli con fiuto, come Raiola.

Io non ho paura dell’uomo nero, e voi?

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