Una serata no.

E’ stata forse la peggior Inter vista quest’anno. La squadra è sembrata svogliata, quasi demotivata, soprattutto nel primo tempo. Nonostante l’offensivissimo 4-2-3-1 di partenza, l’unico tiro in porta nella prima frazione di gioco è arrivata al minuto 40, con una conclusione da circa trenta metri che non ha minimamente impensierito Amelia. In fase difensiva non abbiamo mai sofferto e l’unico pericolo da segnalare è una conclusione di Mesto da fuori area, respinta a mani aperte da Julio Cesar.  Il Genoa è arrivato a S.Siro per contenere, con una formazione molto prudente e ben messa in campo. Partita ordinata quella dei rossoblu, che sono riusciti ad imbrigliare la nostra manovra, anche per i tanti errori dei nostri in fase d’impostazione. Tantissimi passaggi sbagliati e molte imprecisioni non ci hanno consentito di creare azioni degne di nota.

Nella ripresa le cose sono un’pò migliorate, con la squadra leggermente più brillante rispetto alla prima frazione. Dopo pochi minuti Milito ha avuto la palla buona per sbloccare il risultato, ma sul disturbo di un avversario ha calciato a lato da buona posizione. Sembrava comunque il segnale che le cose stessero per cambiare.  Invece no, perchè la squadra è ripiombata in quello stato di indolenza già visto durante i primi 45 minuti. Poi il doppio cambio Muntari-Cordoba e Eto’o-Pandev ha mutato un’pò l’atteggiamento dei nostri. Il ritorno del capitano a centrocampo ha riportato un’pò di vitalità in mediana, dando la scossa ai nostri, che hanno provato finalmente ad andare avanti con più convinzione. Gli ultimi venti minuti hanno prodotto alcune situazioni interessanti dalle parti di Amelia. Non a caso però  i pericoli maggiori sono arrivati con conclusioni da fuori, a dimostrazione di come il Genoa abbia difeso molto bene negli ultimi 16 metri. L’ingresso di Quaresma per Deki nel finale, è stato l’estremo tentativo di portare a casa l’intera posta, senza però riuscirci.

Un passaggio a vuoto per il quale si possono trovare mille motivi. I tanti giocatori reduci dagli impegni con le nazionali, Balotelli con 38,5 di febbre, le assenze a centrocampo (reparto nel quale più degli altri è mancata la brillantezza) di Cambiasso e Motta, sono solo alcuni degli alibi che si possono accampare. A mio modo di vedere si è trattato semplicemente di una serata no, di quelle che possono capitare nell’arco di un campionato. Alla luce del pareggio di sabato sera tra le due migliori  squadre a livello estetico (cit.), questo 0-0 lascia in bocca un sapore agrodolce per non essere riusciti ad allungare sulle dirette rivali, ma di contro c’è la consapevolezza che i punti di vantaggio rimangono invariati con una partita in meno da giocare.

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