Vergogna!

Una vergogna. Questa è l’unica parola che mi viene in mente. L’arbitraggio di Tagliavento è stato veramente indegno. Nel post precedente NK ne ha già spiegato in maniera molto esauriente i motivi, quindi evito di ritornarci sopra.  Pensavo che con alcune direzioni di gara viste all’epoca di Moggi & co. si fosse toccato il fondo. Mi sbagliavo. A Bari, nel derby, a Napoli e sabato sera con la Samp, si è percepito nettamente quale  sia l’aria che tira nel nostro campionato. Ai tempi in cui i vari Ceccarini, Bertini, De Santis imperversavano con decisioni al limite del grottesco, mi sono sempre rifiutato di credere al complotto. Allora mi sbagliavo, visto che il tempo e i fatti emersi mi hanno dato torto, nonostante qualcuno cerchi sistematicamente di negare quella che è stata poi l’evidenza. Adesso mi sorgono moltissimi dubbi sull’operato e la buona fede di alcuni direttori di gara.

Dopo essere uscito disgustato dallo stadio per quanto visto, oggi rimango ancor più schifato dall’atteggiamento di alcuni pseudo-giornalisti-commentatori, che stanno facendo di tutto per continuare a negare l’evidenza. Non chiedo a questi signori di prendere le difese dell’Inter, assolutamente. Ma quantomeno pretenderei un’analisi razionale dei fatti. Perché se si dice che, seppur severa, l’espulsione di Samuel può starci, allora bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che contatto Pazzini-Lucio a palla lontanta è da rosso. Se si ha la faccia tosta di affermare che il secondo giallo a Cordoba è sacrosanto, bisognerebbe essere altrettanto coraggiosi nel dire che lo stesso Pazzini fa un tuffo da far invidia agli storici Cagnotto e Dibiasi. Ma la cosa ancor più vergognosa è ridurre l’analisi del match di sabato sera esclusivamente al nervosismo dell’Inter, di Mourinho, del pubblico. Addirittura ho sentito attribuire alla cosiddetta “panolada”, assoluto inedito per il nostro campionato, l’aggettivo di violento. E non ci stò. Perché, cari miei, io ero tra quelli che agitavano il fazzoletto  e non accetto assolutamente che per questo mi venga appioppata tale etichetta. Non c’era nessuno a San Siro che si è messo a giocare a ping-pong con i fumogeni, come ad esempio accaduto la settimana scorsa a Torino in occasione di J**e-Genoa. Come mai questo fatto non è stato sottolineato con la stessa veemenza con cui è stato evidenziato lo sventolio di fazzoletti bianchi? Perché i pochi che ne hanno parlato hanno liquidato l’episodio con un semplice racconto, senza presa di posizione alcuna contro quei “signori”? Dobbiamo attendere a breve un provvedimento che impedisca al pubblico di entrare allo stadio portando con sè un fazzoletto, ma nel contempo autorizzando l’accensione di fuochi pirotecnici?

In barba ai pareri di questi pseudo-luminari del calcio e della moralità, voglio invece fare i complimenti sia alla squadra che al pubblico del Meazza.

I ragazzi meritano un elogio per come hanno giocato per circa cinquanta minuti in doppia inferiorità numerica, senza concedere praticamente nulla agli avversari. La nostra squadra ha dimostrato un carattere eccezionale. Nessuno ha lesinato impegno, correndo ininterrottamente per tutto il tempo e sacrificandosi in compiti e ruoli non proprio congeniali. Cambiasso difensore centrale ed Eto’o centrocampista di copertura a sinistra ne sono il manifesto. Un paio di tiri da fuori area che non hanno impensierito Julio Cesar  e qualche cross puntualmente preda dai nostri  sono stati gli unici pericoli creati ai blucerchiati. La Samp, seppur con due uomini in più,  non ha mai dato la sensazione di poterci impensierire, forse più preoccupata di togliere due punti all’Inter che di provare a portare a casa il bottino pieno. Vederli in undici dentro l’area di rigore in occasione degli angoli a nostro favore ed i cambi per difendere il pari effettuati da Del Neri ne sono la prova. E alla fine, nonostante tutto, l’occasione migliore è capitata sui piedi di Eto’o, con risposta miracolosa di Storari.

Anche ai presenti allo stadio, con i quali proprio su queste pagine sono stato in alcuni casi molto critico, va rivolto un grande plauso. L’incitamento alla squadra è stato costante per tutto il match ed è arrivato da tutti i settori. Nonostante qualcuno evidentemente non l’abbia gradito, lo sventolio di fazzoletti bianchi per protestare nei confronti dell’arbitro è stata una maniera molto civile e spettacolare e in un certo qual modo originale ed elegante. Evidentemente qualcuno gradisce più che il  dissenso venga espresso ululando alla luna (cit.), incendiando i seggiolini dello stadio, oppure indirizzando raggi laser negli occhi dei giocatori avversari. L’applauso finale, puntualmente contraccambiato, che ha salutato l’uscita dal campo dei ragazzi è stata la dimostrazione di come il pubblico si sia stretto intorno alla squadra, cercando di aiutarla a resistere all’assedio e addirittura trascinarla nell’impresa di portare a casa tre punti. Bravi.

Infine, concedetemi un saluto ai soliti amici che, come sempre, ho avuto il piacere di incontrare prima della partita, facendo la conoscenza di Sergio65 e signora, della figlia del Presidente e della piccola erede di Ziorinco.

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