Calma e gesso

Dopo qualche giorno passato sotto “effetto valium” per merito della scintillante vittoria per 3-0 sul Cagliari, è bastato un pareggio in quel del Tardini per rivitalizzare il nostro spirito critico.  Leggendo sul blog e altrove alcuni commenti,  la prima cosa che mi è venuta da pensare è che parzialmente siamo caduti nel trabocchetto dei media che, già nella mattinata di mercoledì, titolavano di un’Inter in fuga potenzialmente a +11 dalla Roma e, nel balletto dei recuperi, ad un virtuale +12 dai cugini. Dopo qualche attimo di riflessione però, sono arrivato alla conclusione che la cosa è vera in parte.

Analizzando i freddi numeri si nota come la nostra squadra sia prima in classifica con un vantaggio di 9 lunghezze sulla Roma, inseguitrice più immediata. Ammesso e non concesso che il Milan riesca a battere la Fiorentina nel recupero che si disputerà ad aprile, il vantaggio sulla seconda si ridurrebbe a 8 punti, che a dirla tutta non sono proprio un’inezia. Sempre i freddi numeri dicono che il nostro è il miglior attacco della Serie A con 49 reti segnate e  la difesa la meno battuta, con 20 gol subiti. Alla luce di tutto ciò com’è possibile che, proprio dagli stessi tifosi della Beneameta, vengano spesso mosse feroci critiche nei confronti della squadra? La risposta è semplice:  il tifoso nerazzurro è per natura esigente,  spesso ipercritico,  portato a cercare sempre la perfezione. E questo a mio modo di vedere è un’pò un nostro limite, che in alcune circostanze ci impedisce di godere a pieno delle imprese della nostra squadra.   Sia chiaro, nessuno vuol negare il diritto di critica, ci mancherebbe. In fondo l’analisi del match, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti negativi, è lo strumento più efficace per individuare i problemi e migliorarsi.  Di contro, c’è da dire che personalmente non gradirei neanche far parte di una tifoseria che, nonostante l’evidenza, negasse certi fatti per partito preso, vedendo il cielo azzurro e limpido anche quando invece è plumbeo.

Insomma,  credo che più spesso dovremmo mettere sul piatto della bilancia, insieme a quelli negativi, anche gli aspetti positivi, valutando bene entrambe le facce della medaglia. Oggi sento parlare della partita di Parma come un’occasione persa per allungare. Sicuramente questo  è vero, ma non dovremmo scordarci di quelle partite in cui abbiamo portato a casa punti immeritatamente. Perchè  in un campionato regolare è praticamente impossibile vincerle tutte ed è fisiologico essere meno brillanti in alcune circostanze. Ricordate che fine hanno fatto quelli che a inizio stagione stilavano tabelle che prevedevano, su 38 partite, ben 36 vittorie e solo 2 pareggi?
Che poi, tirando le somme, la situazione mi sembra tutt’altro che nera. O no?

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