Grinta, carattere e fortuna

Partiamo dalla fine. La nota lieta è sicuramente l’ennesima prova di carattere che ci ha permesso di riprendere una partita che si era messa malissimo. Il 2-2 è secondo me  il giusto risultato, visto i valori ed il gioco espresso dalle due squadre in campo. Il match infatti è scivolato via tranquillo per più di un’ora, per poi accendersi nelle battute finali. Il Bari conferma la fama di compagine rognosa, che adotta una tattica quasi da squadra di calcetto, con i quattro difensori ed i due centrocampisti centrali a far girare palla nella propria metà campo, quasi chiamando il pressing degli avversari, per poi uscire o verticalizzare improvvisamente per permettere ai quattro giocatori d’attacco di presentarsi face to face con il marcatore avversario di turno. La difficoltà maggiore dei nostri è stata proprio quella di portare un pressing adeguato, visto che a salire erano solo i quattro uomini d’attacco del 4-2-3-1, con Zanetti e Muntari bloccati bassi per cercare di intercettare le ripartente dei galletti. L’azione del primo minuto, con Milito bravissimo ad andare in pressione, recuperare un rinvio sbilenco di un difensore e servire Sneijder per la conclusione, è stata l’occasione migliore creata nella prima frazione dai nostri a dimostrazione che se fossimo riusciti ad essere più efficaci in quei frangenti, la partita poteva essere molto diversa. Nonostante ciò, le uniche occasioni concesse al Bari nei primi quarantacinque minuti sono state un’incursione di Alvarez , con Julio Cesar bravissimo a respingere la conclusione da pochi passi, ed un tiro di Parisi da posizione defilata disinnescato sempre dall’Acchiappasogni. Per quello che ci riguarda non ricordo azioni degne di nota nella prima frazione se non quella menzionata, anche per la poca vena dei due nostri esterni Pandev e Balotelli, sicuramente non in una delle loro serate migliori.

Pandev Bari-Inter

Nella ripresa la partenza è più convinta e si ha l’impressione di essere alla ricerca dell’accelerazione giusta per sbloccare il match. Su una situazione di calcio d’angolo Milito non riesce a concretizzare solo per la respinta di un difensore su un tiro a botta sicura da dentro l’area. Sneijder, ancora una volta il migliore dei nostri, si danna l’anima per cercare di recuperare qualche pallone e servirlo ai nostri avanti, che però non riescono a sfruttare al meglio alcune buone giocate dell’olandese. Dietro la situazione sembra essere sotto controllo, con gli avversari che ci impensieriscono solo in una circostanza, più per un malinteso Lucio-Julio Cesar che per meriti propri. Poi improvvisamente, la svolta: al ventesimo Samuel va in chiusura in scivolata su una verticalizzazione per Meggiorini che conclude a rete: la palla sbatte sul braccio alzato dell’argentino e per Rosetti è giustamente rigore, con conseguente ammonizione per il numero 25 nerazzurro. Sul dischetto va Barreto che spiazza il portiere e mette in rete per l’1-0. Esultanza dei biancorossi e palla al centro. Passano una manciata di secondi e Rosetti concede al Bari il secondo penalty, per un’entrata irruenta ed azzardata di Lucio, che a sua volta si becca il giallo. Ineccepibile la decisione, come peraltro la trasformazione di Barreto per il è 2-0. Esplode il San Nicola, con il pubblico di casa, ormai sicuro della vittoria, a far festa grande.

Mourinho a questo punto cambia: fuori Samuel e dentro Santon. Cordoba scala centrale e il bambino prende il suo posto a sinistra sulla linea difensiva. E, come col Siena, ancora una volta questa squadra dimostra di avere un carattere incredibile. Da una palla recuperata a centrocampo, grazie anche ad un tocco involontario dell’arbitro, nasce un’azione caparbia quanto confusa che porta Balotelli al tiro dal limite. Il pallone viene deviato e dopo una serie di carambole giunge a Pandev che salta Gillet e mette in rete. A questo punto si ribaltano gli stati d’animo e il mister prova ancora a cambiare: fuori Mario, abbastanza in ombra sino a quel momento, dentro Quaresma. E ancora da una palla recuperata sulla mediana nasce l’azione del pari. Sullo sviluppo dell’azione Sneijder con un imbucata mette Pandev davanti a Gillet e Bonucci, prima che il macedone possa calciare, lo stende da dietro: per Rosetti è rigore ed ammonizione. Le proteste dalla panchina interista, che giustamente pretenderebbe il rosso per il difensore barese, producono solo l’espulsione di Oriali. Sul dischetto va Milito che non sbaglia e fa 2-2. Quindi altra sostituzione: entra Cambiasso ed esce Muntari, stoicamente in campo nonostante le non perfette condizioni fisiche. A questo punto entrambe le squadre sembrano più badare a condurre in porto il pareggio che non a voler vincere la partita. E così sarà, nonostante qualche tentativo velleitario di entrambe di  far propria l’intera posta. L’occasione migliore capita proprio al Bari con Kamatà, che scattato sul filo del fuorigioco ma si allunga troppo la sfera, favorendo così l’intervento di Julio Cesar.

Finisce così una partita strana, condizionata molto dalle assenze, che ha ribadito per l’ennesima volta il carattere di questi ragazzi che, seppur attraversando un momento non troppo brillante, sono riusciti nell’ennesima rimonta impossibile. La speranza adesso è quella di recuperare più giocatori possibili in vista del derby. Stankovic putroppo dovrebbe essere out ma se Cambiasso, Muntari, Motta saranno tutti arruolabili, con Sneijder e Zanetti avremo la possibilità di allestire una formazione sicuramente all’altezza. In caso contrario, si può sempre chiedere il rinvio della partita.

P.S.: nel post partita si segnala una perla di Massimo Mauro, che nel primo tempo ha visto un Bari che gioca come il Barcellona. Si Consiglia una visita oculistica.

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