Parma-Inter, senza Sneijder, Lucio, Eto’o e… Fernandes
Insomma Samuelino Eto’o deve ancora smaltire le scorie dell’inutile partecipazione alla competizione per nazionali più inutile e dannosa del mondo, cioè la Coppa d’Africa…
Poco male, contro il Parma (al quale il Camerunese ha forse segnato il gol più bello da quando gioca con i nostri colori) scenderanno in campo almeno due tra Balotelli, Milito e Pandev, che hanno fatto molto bene in questo mese di gennaio che si va a concludere.
Il nostro numero 9 magari potrà mettere dei minuti nelle gambe in coppa italia, che ci aspetta la prossima settimana (andata) e quella successiva (ritorno)… una bella accozzaglia di partite, quella che ci aspetta nelle prossime settimane: Parma-Inter il 31, Inter-Fiorentina il 3/02, Inter-Cagliari il 07/02, Fiorentina-Inter il 10/02, Napoli-Inter il 14/02 e poi una settimana di riposo prima di affrontare Sampdoria (20/02), Chelsea (24/02), Udinese (28/02), altra pausa per le nazionali, Genoa (07/03), Catania (12/03) e Chelsea (16/03).
Peggio di noi andrà alla Fiorentina, che in ogni caso oltre alle due gare di champions si troverà in mezzo alle balle un recupero di peso contro il Milan, e qui casca l’asino: i viola han cercato di posticipare il ritorno della semifinale di Coppa Italia al 14 Aprile, ricevendo un sonoro rifiuto da parte nostra.
E ci mancherebbe pure altro!
Quella settimana infatti è giusto in mezzo tra Fiorentina-Inter (ma di campionato) ed Inter-juve. La prossima volta, pensateci meglio quando cravatta gialla vi sconvolge il calendario, nonesiste che siamo noi a pararvi il sederino complicandoci la vita…
A Parma, luogo che da 3 anni è impossibile non associare ad un pomeriggio da leggenda, con i due lampi del Genio, andremo anche senza Carneade Fernandes, giovanotto un po’ tamarro portoghese che pareva destinato ad arrivare in prestito per rilanciarsi dopo un lungo infortunio.
Peccato (soprattutto per la Miss, che aveva raccolto abbondante documentazione, anche testimoniale…) che non abbia passato le visite mediche… in compenso sembra sempre più vicino ò’arrivo del laziale Ledesma, fresco sconfitto nella vertenza con Lotirchio.
So che a molti non piace, viene giudicato troppo lento, ma a me sembra migliore di Muntari e comunque viene per essere una riserva (come dovrebbe essere pure il ghanese, in un mondo sensato). Inoltre è un buon modo per ricucire i rapporti con il presidente laziale in vista di giugno, quando l’obiettivo per rafforzare la difesa potrebbe chiamarsi Kolarov…
Probabili formazioni:
Inter: Julio Cesar; Maicon, Samuel, Materazzi (o Cordoba), Santon; Zanetti, Cambiasso; Balotelli, Motta, Pandev; Milito.
Parma: Mirante; Paci, Panucci, Lucarelli;Zaccardo, Dzemaili, Morrone, Galloppa, Castellini; Bojinov, Biabiany.
Qualche appunto sparso: contro un centrocampo così folto, non è da escludere la variante che preveda l’inserimento anche di Muntari al posto di uno tra Mario e Goran, anche se penso che con il giusto sacrificio in fase difensiva, andrebbe bene anche la formazione di cui sopra; uno sguardo particolare merita Biabiany, che è ancora un nostro giocatore e sta facendo davvero bene in questo campionato; l’outsider mancato di giornata sarà Crespo, di ritorno a Collecchio 10 anni dopo un trasferimento a cifre da record alla Lazio, ma non convocato per questa gara… meglio, perchè il buon Hernan sebbene a fasi alterne ha ancora un discreto fiuto per il gol. Ed in abbinata con “Parma”, mi evoca sempre brutti ricordi.
UPDATE: come comunicato dal sito ufficiale, Parma-Inter non si disputerà “per motivi di ordine pubblico relativi alla sicurezza di impianti e spalti messa in pericolo dopo la nevicata che si è abbattuta sulla città”. La partita verrà recuperata mercoledì 10 febbraio alle 20.45.
Tags: Parma

Mourinho è Ettore
itida questa sensazione. Il pubblico interista spinge, finalmente senza nessun tipo di remora, incitando all’unisono i ragazzi. Lancio di Pandev per Milito che vince un rimpallo e si invola verso la porta avversaria: sinistro a incrociare e palla nel sacco. Esulta El Principe, esplode la San Siro nerazzurra. Lo stadio è in delirio e lo speaker chiama il nome del marcatore: “HA SEGNATO PER NOI, CON IL NUMERO 22, EL PRINCIPE, DIEGO, ALBERTO….”, “MILITOOOOOOOO!”, rispondiamo noi a gran voce. 1-0 e palla al centro.
Pandev sistema con cura il pallone, Dida la barriera. Tutto è pronto e quando l’abritro fischia Goran accarezza di sinistro la sfera, che si alza sopra le teste del muro rossonero, dirigendosi verso la porta. Stavolta la rete si gonfia e San Siro può esplodere. Sugli spalti ci si abbraccia, si esulta, si urla tutta la nostra gioia, sfogando la rabbia e la tensione accumulata. In campo anche i ragazzi fanno festa e lo speaker impazzisce, scandendo diverse volte di seguito il nome di Goran, con il pubblico puntuale a rispondere ogni volta. Ora il figliol prodigo può uscire, tra gli applausi scroscianti del Meazza. E non importa se si è beccato il giallo per essersi tolto la maglia, va benissimo così. Entra Motta per rinforzare gli ormeggi, ma manca ancora tanto. Il tempo scorre lento ma inesorabile e la sofferenza si fa più dolce. Cordoba sostituisce Muntari e Balotelli prende il posto di uno stanchissimo Milito, autore di una prova maiuscola. La standing ovation è d’obbligo per entrambi e in uno stillicidio di energie nervose ci si avvicina al 90°. Mourinho da bordo campo capisce che la squadra sta accusando la fatica e comincia ad agitarsi, reclamando con ampi gesti delle braccia l’incitamento del popolo interista. Impossibile non accontentarlo. Tifo alle stelle e pelle d’oca. Tutto lo stadio saltella e invoca il nome dello Special One, che da par suo rifiuta l’ovazione facendo “no” con la mano e chiedendo di riservare tutte le attenzioni ai 10 leoni in campo. Il quarto uomo alza la lavagna del recupero proprio mentre Julio Cesar disinnesca in corner una conclusione volante di Huntelar, anch’egli subentrato nel finale: l’extra time sarà di 5 minuti. Ormai sembra fatta, ma la sorpresa è ancora una volta dietro l’angolo. Proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo nasce una mischia nella quale Lucio respinge con il braccio una conclusione ravvicinatissima di un rossonero. L’arbitro non ha dubbi: rigore e secondo giallo per il brasiliano che ci fa rimanere addirittura in nove. A questo punto, prima ancora che il penalty venga calciato, il pensiero è già a quei rimanenti 240 interminabili secondi da giocare, che con la squadra in vantaggio di un solo gol e sotto di due uomini ci espongono al rischio della beffa finale. Ronaldinho aggiusta il pallone sul dischetto, solita rincorsa sgangherata e conclusione di piatto destro. Julione vola, si distende sulla destra e intercetta la sfera deviandola oltre il fondo. San Siro esplode ancora, più fragoroso che mai e lo speaker, impazzito, fa una cosa che mai avevo visto e sentito fare: “HA PARATO IL RIGORE PER NOI: JULIOOOOOOOO……” “CESAAAAAAAAR!”, JULIOOOOOOOO…” “CESAAAAAAAAR!”, “JULIOOOOOOO…“ “CESAAAAAAAAR!”, “JULIOOOOOOO…” “CESAAAAAAAAR!”.
mo incontenibile, l’adrenalina scorre a fiumi. Si comincia a festeggiare e poco importa se Maicon, sfruttando un errore della difesa della squadra dell’amore, calcia su Dida il pallone del 3-0. Arriva il triplice fischio, i ragazzi si abbracciano, festeggiano, condividendo la gioia con il pubblico che, ad eccezion fatta per la curva milanista, non vuol saperne di abbandonare lo stadio. Le note di Pazza Inter, sparata ad un volume altissimo dagli altoparlanti, risuonano nel catino del Meazza, che continua ad essere una bolgia. Ce l’abbiamo fatta, vincendo contro tutti e tutto, in una serata epica, che rimarrà indelebile nei nostri ricordi. E sicuramente se la ricorderanno anche quelli che interisti non sono.




