Atalanta-Inter: moriremo tutti

Sneijder helpIn una partita oggettivamente buttata via, usciamo con un 1-1 dall’Atleti Azzurri d’Italia. Sulla partita in sè poco da dire, basterebbe il risultato: l’Inter va in gol con Milito e controlla agevolmente il match per tutto il primo tempo quando, salvo due tentativi di autogol di Cordoba e Cambiasso, l’Atalanta non si fa mai viva dalle parti di Julio Cesar. Un cartellino giallo per proteste a Sneijder è l’unica nota negativa prima di avviarsi a un secondo tempo che sembra prendere la strada del primo: Inter che non brilla ma controlla facilmente la gara, trova il 2-0 con Lucio -giustamente annullato per fuorigioco- e giochicchia, fino a quando Sneijder a due passi dall’arbitro fa un fallo da dietro che gli costa il secondo giallo e quindi il rosso. A quel punto, in 10 contro 11, l’Inter inizia inevitabilmente a soffrire il tentativo di rimonta dell’Atalanta. Tentativo che resta comunque abbastanza sterile fino a quando su un lancio da dietro Lucio buca un intervento (non facilissimo, per la verità) e Tiribocchi trova uno spettacolare stop che gli permette di spedire la palla alle spalle di Julio Cesar. L’Inter reagisce e arriva anche ad un passo dal gol con una conclusione quasi a botta sicura di Thiago Motta al 94′ che Coppola riesce a deviare con la punta del piede, ma l’1-1 è ormai inevitabile.

Resta il rammarico nel vedere tre punti fatti e buttati al vento così, senza un vero perchè. Resta la rabbia nel vedere che le energie per cercare il raddoppio c’erano, vista la reazione dopo l’1-1. Resta l’amaro in bocca di un pareggio in trasferta contro una delle squadre oggettivamente meno competitive della Serie A. Ma queste cose non possono giustificare i toni da apocalisse sentiti dai tifosi nerazzurri in testa a match finito.

1. Milan e Juve hanno entrambe guadagnato -1 punto nei nostri confronti. E dalle mie parti è chi insegue che deve rammaricarsi per le occasioni non sfruttate, non chi sta davanti. Non solo: lo hanno guadagnato con prestazioni imbarazzanti, che lasciano ben poco spazio alle speranze future. Zero episodi, zero sfortuna, zero “dettagli”: Palermo e Bari hanno fatto la partita lasciando ben poco margine a risultati diversi da quelli che sono usciti. 0-2 in casa, 3-1 a Bari. Queste sono le nostre inseguitrici. E noi stiamo qui a lamentarci dei nostri risultati?

2. Nella settimana dei verdetti della Champions League, nella settimana delle partite da dentro o fuori, nella settimana delle ultime spiagge, non solo l’Inter è l’unica a non perdere, ma è anche l’unica a offrire una prestazione decente e sicura, più o meno in linea con gli standard abituali. Non ci riesce la Fiorentina strapazzata a Verona da un Chievo non certo brillante, non ci riesce il Milan preso a schiaffi a San Siro da una squadra in difficoltà. E non parliamo della Juventus, che poteva chiudere con un passivo ben più imbarazzante. E noi siamo qui a puntare il dito contro l’allenatore?

Mourinho schifo3. Già, l’allenatore: da dove cominciamo? Cominciamo dal modulo. Quel 4213 che mercoledì scorso sembrava la panacea di tutti i mali e oggi è un modo di giocare “orrido”. Mercoledì era una formazione finalmente offensiva e votata allo spettacolo, oggi relega Eto’o e Balotelli a fare i terzini. Mercoledì esaltava il genio di Sneijder e gli inserimenti di Stankovic, oggi ingabbia Sneijder e costringe i mediani a stare dietro. Mercoledì liberava autostrade per le offensive dei terzini, oggi li obbliga a stare coperti perchè davanti non hanno nessuno (ma poi, i terzini non sono Eto’o e Balotelli?). Verrebbe da chiedersi se le partite vengono viste, o si butta un occhio solo a formazione e risultato. Verrebbe da chiedersi se davvero non si riesce a vedere la qualità messa in campo con questa formazione, il possesso palla estremo e finalizzato al gioco che si è visto mercoledì e si è visto ieri. Verrebbe da chiedersi se davvero uno svarione difensivo in inferiorità numerica può essere sufficiente a radere al suolo tutto.

4. E continuiamo, a proposito dell’allenatore, con il suo “nervosismo”. Un “nervosismo” talmente violento da essere trasmesso anche ai suoi giocatori. Un nervosismo che si evince da cosa? Da un’espulsione in Juve-Inter…poi? Da una conferenza stampa annullata dalla società? Dal modo in cui risponde ai giornalisti? E perchè non si nota invece che il suo comportamento cambia a seconda di chi ha di fronte? Perchè non si nota che si rivolge in un certo modo solo ai vari Sconcerti, Mauro, Varriale e che invece parla tranquillamente con i vari Vialli, Marchegiani, Boban? Perchè non si nota che il suo “nervosismo” è costruito ad arte per alcune trasmissioni e alcune televisioni, mentre altrove -e non solo all’estero– non ha nessun problema? Sono forse questi i sintomi di un nervosismo reale, o piuttosto di un atteggiamento di facciata?

Mourinho sbuffa5. E poi c’è Ramazzotti. Già, Ramazzotti. Diventato, in una fredda domenica pomeriggio, più famoso di Tartaglia. L’aggressore alla gogna da una parte, la vittima santificata dall’altra. Cosa è successo con Andrea Ramazzotti? Poco, probabilmente. Quanto basta per giustificare una telefonata di scuse di Paolillo in serata, sicuramente. Abbastanza per leggere sui giornali della polveriera Mou, che litiga, insulta e aggredisce un giornalista (la gravità del gesto varia naturalmente a seconda del giornale che la riporta), insultandolo pesantemente e prendendolo per le braccia. Da notare come praticamente in tutti gli articoli si parli di “versione fornita dal giornalista” salvo poi ricorrere a frasi che avrebbero (condizionale) udito alcuni non meglio precisati steward. Ma come? Succede tutto davanti alle telecamere e davanti ad almeno un paio di giornalisti…e nessuno ha un resoconto preciso? Nessuno sa cosa è successo? Nessuno ha una immagine, un virgolettato? Ah, il meraviglioso mondo del giornalismo sportivo d’assalto…

6. Guardiamo il lato positivo: anche quest’anno è Natale, e ancora non ci hanno ripresi.

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.