scritto da il 5 novembre 2009 alle 21:06

L’Inter si toglie la maschera

Ukraine Italy Champions League

I guerrieri della notte... di Kiev

In una partita di quelle da ricordare, finalmente la beneamata ha mostrato il suo vero volto anche in Europa, ieri sera.

Quando la partita inizia, anche lo spettatore comodo sul divano con riscaldamento acceso può ben rendersi conto che a Kiev fa un freddo boia, quando mai avevate visto tutti i nostri giocatori bardati di sciarpe, guanti e calzamaglie stile guerrieri ninja? Inoltre fin dal primo minuto c’è un piccoletto che corre come un ossesso, col 10, da centrocampo ad attacco, e sfiora subito un gol: è chiaro che ha freddo e corre per non congelarsi.

Poi, dal nulla di un primo tempo comunque dominato come possesso e circolazione del pallone, l’improvvisa botta di Culoshenko, un tiro con deviazione che nemmeno a provarlo per un anno in allenamento gli riesce.. insomma, dire che in quel momento si vedevano le streghe per una volta non centrava niente con l’Inter di Veron.

Eppure, nel primo tempo di ieri sera (che lo ribadisco, era molto più “nerazzurro” che “bianco”) mancava qualcosa, un dettaglio indispensabile in Champions: la pericolosità offensiva.
Si perchè non serve a nulla in Europa controllare il pallone se non riesci a proporre un’azione da gol veramente pericolosa, e del nostro primo tempo oltre al già citato tiro di Snejder ad inizio gara si ricorda giusto un tiro del Principe a due all’ora verso il portierone Ucraino. Inoltre, Cambiasso è parso abbastanza spaesato, con molti passaggi prevedibili, qualche errore e poca luce dispensata..

Proprio per questo, nel vedere i due cambi operati subito nell’intervallo da Mourinho non mi ha preso alcun timore per gli equilibri tattici, Balotelli ha raddoppiato il dinamismo in attacco che prima si basava soprattutto sull’olandese volante e Motta è rapidamente entrato in partita in mezzo al campo, le occasioni sono fioccate ben prima del pareggio (creando non pochi scompensi in chi vi scrive…).

Alla fine della fiera, pareggiamo (e poi vinciamo) con due gol che definire rocamboleschi non è eresia, dopo averne mancati 4-5 di limpidissimi, in pieno stile “pazza Inter”, ma il risultato è strameritato, nel secondo tempo più che la Dynamo Kyev avevamo di fronte la Dinamo Chievo, da quanto abbiamo creato.
L’importante è mantenere i piedi per terra, perchè come in campionato 7 punti non autorizzano già i caroselli allo stesso modo anche se siamo in testa in Champions ci sono 4 squadre in due punti e dobbiamo ancora giocare una gara tutt’altro che facile al Camp Nou, prima di Inter-Rubin Kazan a Dicembre.

Di sicuro, anche ieri una bella mazzata sui denti non solo dei gufi (ci stanno in fondo), ma soprattutto di quelli che fanno tanto gli sboroni che si intendono di calcio internazionale e poi sghignazzavano ai nomi nuovi dell’urna: se i campioni di Russia tolgono 4 punti su 6 al Barcelona, forse qualche riflessione in più sul nostro girone andrebbe fatta…

P.S.: abbiamo terminato il match con una disposizione tattica degna del Calcio Balilla, in quella che riprendendo un vecchio post definirei “Feijoada Cosacca”..

scritto da il 4 novembre 2009 alle 23:51

Stream of INTERness*

Esco dal lavoro e vado in palestra. Tra sauna e bagno turco, devo confessare, mi sono scordata della cempions lig. Esco dalla palestra e passo davanti a un negozio di TV. Perdiamo 1-0, mi prende il magone e decido di sedermi come una mendicante sulla panchina per strada. So per certo che messa lì così sulla panca, spalle curve, muso lungo, faccio pena. Rimango fino alla fine del primo tempo, ignorando l’autunno che oggi è arrivato anche a Lisbona. Passa un cretino con la maglia della Giuve, spero di averlo solo immaginato, ma forse no, visto che sono vicino a un campetto da calcio. Alla fine del primo tempo, dicevo, mi alzo e mi trascino col passo “zebedei a terra” fino a casa. In metropolitana leggo “Manuale di Prostituzione Intellettuale” e penso ‘a Mourì, mavvaffa… Sul pullman mi sento come Nino che si fa il GRA per non vedere la partita, mando un messaggio a Sarasa: “Quanto stiamo perdendo? No.. così per curiosità…**”. L’ottimismo è il sale della vita. Apro la porta di casa e corro in postazione. Accendo il piccì, maledico Vista per obbligo morale e poi digito ad una velocità supersonica www.uefa.com. Sempre 1-0, per loro. Continuo nella fase Euronics e nemmeno guardo il risultato del Barça per non piangere. Poco più tardi, scoprirò di aver fatto male, avrei tirato su il morale un po’ prima. Intanto il principe consorte arriva con un bel take away indiano e ci mettiamo a mangiare. Io butto un occhio al sito. Palo. Corner. Palla fuori di poco. Ri-corner. Ingiurie varie si susseguono, ma sono una signora e non le ripeto. Mentre sto bevendo, il sito va in palla e quando riemerge… Milito. Esulto scompostamente sputando l’acqua che avevo in bocca. Guardo la classifica, tutto può succedere. Mastico qualcosa e quasi soffoco esultando per il 2-1 di Snejder. Godo. Absolutamente godo. Guardo la classifica di nuovo e mi sento svenire. Tutto può succedere. Grazie di esistere.

* Courtesy of Virginia Woolf

** Sarasa non ha ancora risposto, il solito cafone!

scritto da il 3 novembre 2009 alle 23:14

Scusi Presidente

Libera interpretazione di Giorgio Gaber: “Scusi Presidente”. Ci sarebbero interi post da scrivere sui giorni a venire. Su quel che potrebbe contare la partita di domani per il futuro immediato e sul quello futuribile, ma non ne ho alcuna voglia, quindi mi affido alla poesia, ché magari riesco a esprimere un pezzettino di quel che vorrei dire o magari anche no. Non è facile però, è tutto qui (per restare in tema musicale).

Io L. F. sono nato e vivo a Milano.
Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

Mi scusi Presidente
io forse sbaglio il tempo
ma canto la mia Inter
Voglio dare il buon esempio.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che ritorni
una vecchia mania.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell’inno della Champions
di cui un po’ mi vergogno.
In quanto ai giornalisti
che mi stanca giudicare
e che i nostri poi lo sanno
non hanno più pudore.

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all’impudenza
di dire che non sento
della Coppa l’esigenza.
La vinse il Mago Herrera
con i suoi eroi gloriosi
mi pare già un motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
con cui viene cantata
dal tempo del Moggismo.
Sappiamo com’è andata.
I pluridecorati
Si riempiono di toppe
Ma a guardarli bene
hanno le scarpe rotte.

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

La nostra bella Squadra
è piena di magia
s’arranca un po’ in Europa
ma si vince a casa Mia.

Mi scusi Presidente
ma questa nostra Squadra
che voi rappresentate
non deve temer niente
se non le baggianate.
E’ ora molto chiaro
guardando questo lustro
che con un bel progetto
arriva il premio giusto.
Sarà che gli Interisti
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
A quello che ci dicono
dovremmo poi imparare
che è ben manipolato
e non stiamo ad ascoltare!

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi Interisti
per gli altri siamo solo
scudetto di cartone.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
NON RUBO E VINCO IL QUINTO.

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

Questa bella Squadra
forse è davvero pazza
e infine anche in Europa
sa metterci una pezza.
Ma se anche poi non fosse
e dovesse scivolare
si rialza ringhia e vince
con Mourinho allenatore.
A chi dice che non basta
che non è la soluzione
io rispondo: me ne sbatto
certo gli altri stanno peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Aspettare siam capaci
che ormai abbiamo imparato
se manca ancora un passo
è solo rimandato.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
e che forse avete fretta
ma credete almeno a questo.
Se dopo tanti anni
siamo infine i Re d’Italia
date retta con José
lo saremo anche d’Europa.

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono.

Io mi sento Interista
e per fortuna lo sono
per fortuna
per fortuna lo sono.

scritto da il 2 novembre 2009 alle 12:57

Mamma la Rai!

In questo uggioso Lunedì intaschiamo il risultato positivo di Livorno, che ci lancia a +7 sulle seconde, quasi con uno sbadiglio. Io poi sono fuori concorso, visto che la logistica del week end mi ha impedito di vedere qualsivoglia partita sperduto com’ero in zone senza alcuna forma di copertura televisiva o telefonica, ma tanto per darvi il quadro della situazione il mio ghigno era più ampio nel sapere della debacle dei Gobbi a Napoli piuttosto che nel leggere il risultato di Livorno-Inter sul cellulare nella serata di ieri, una volta ritornato alla civiltà.

Certo ha aiutato la mia ilarità la lettura del titolone di RuttoSporc di domenica mattina: “Suiciro”.

Per la serie bentornati sulla terra. Dopo settimane passate a sentire paragoni tra Diego di Cognome e Diego di Nome e Maradona di Cognome. Dopo gli arditi accostamenti tra il simpattico Ferrara e Pep Guardiola. Finalmente arriva puntuale lo schiaffo della realtà.

Intendiamoci, tutto come da copione. Possiamo forse aspettarci che ora il quotidiano della Giuve riprenda la sceneggiata che lo scorso anno ha portato infine all’esonero del Settantenne. Prima Campioni ora Coglioni.

Personalmente credo che abbia ragione Mourinho e sia presto per decretare la fine del Campionato dopo sole 11 giornate. Non lo dico solo per scaramanzia, ma per la semplice ragione che il torneo è ancora molto lungo. Inoltre trovo indisponente che la stampa continui in questa campagna di esaltazione “dell’Anti Inter” di turno, salvo poi lapidare quella stessa squadra al primo passo falso.

Se non fosse che gli stessi giocatori della Giuve si sono prestati a tanta “nucleare” (cit.) vanagloria potrei provare quasi un minimo di comprensione nei loro confronti (ho detto QUASI).

Archiviata l’assegnazione del cucchiaio di legno, passiamo ai vincitori del P.I. D’ORO della settimana.

(rullo di tamburi)

Trattasi della televisione di Stato. Il sunto del match di Livorno di 90′ minuto sembra infatti rivolto unicamente a sottolineare i favori arbitrali (veri o presunti) di cui l’Inter avrebbe goduto, fino ad affermare che al Livorno sia stato negato un rigore di Lucio su Tavano. Ecco il video:

Tanto per dare un’idea di quanto possa essere diverso il modo di commentare la partita e in particolare l’episodio del presunto rigore, questa è la Sintesy – Sky (si veda minuto 3:15):

Già potrebbe bastare, ma perché non guarnire la torta con panna e ciliegine? Mi sembra il caso di omaggiarvi con l’intervista della squadra(ccia) Rai a José Mourinho nel dopopartita. Tralascio l’elezione di Vieirà come peggiore in campo dell’Inter, non ho visto la partita, ma da quel che ho letto direi che non sta né in cielo né in terra, anche considerando che con ManSini in campo, non mi verrebbero molti dubbi.
Dal minuto 1:50 iniziano le “cannonate Europee”. Fanno 3 minuti su 5 passati a menare il torrone sulla “mentalità” dell’Inter in Europa, non male per un’intervista dopo un match di campionato. Non commento ulterioremente, guardate e giudicate.

ERRATA CORRIGE:

Come giustamente segnalato dal Saggio Vitarob, i Gobbi le hanno prese sì dal Napoli, ma in casa, in quel di Torino. Si vocifera che gli incentivi alla rottamazione verranno prorogati dopo questo evento.

scritto da il 1 novembre 2009 alle 10:49

Point-Blanc

Point-blank (con la k) è un’espressione inglese che si può tradurre abbastanza fedelmente con “a bruciapelo”, sia in un contesto balistico (nel senso di colpo con la canna dell’arma da fuoco sufficentemente vicina alla pelle della vittima da causarne una piccola bruciatura), sia quando qualcuno dice qualcosa senza troppi fronzoli, direttamente insomma.
E’ anche il titolo di un’ottima Graphic Novel di Ed Brubaker e Colin Wilson, apprezzati fumettisti, in cui c’è un tizio dal grilletto facile (Cole Cash) che vuole scoprire chi ha sparato ad un suo ex commilitone, e la scoperta, dopo un percorso che potremmo definire “labirintico”, tra flashback e sequenze di loop che ritornano ossessivamente, lo lascerà di merda.

Questa storia mi è venuta subito in mente, oltre che per l’associazione di idee Blanc/blank, nel sentire qualche giorno fa il nuovo presidente juventino parlare di scudetti con gli asterischi portati via da chissà chi per chissà quali misteriosi motivi… davvero, se il nostro ignaro eroe Jean-Cole volesse mettersi sulle tracce dei responsabili di queste sparizioni (e lo inviterei davvero a farlo) rimarrebbe sbalordito dalle conclusioni a cui giungerebbe.

Perchè magari al calcio c’è arrivato davvero per sbaglio, come il suo predecessore, in un caldo giorno di inizio estate 2006, e con tutte le cose a cui doveva pensare (tipo il ritiro estivo, il nuovo allenatore o la sontuosa campagna acquisti Andrade-C. Zanetti-Marchionni) di sicuro deve essergli sfuggito che al processo sportivo per Calciopoli era stato lo stesso avvocato della sua società a ritenere congrua come punizione per quanto commesso la retrocessione in serie B e la perdita dei due scudetti sotto indagine..

Jean Cole in azione, davanti alla Lega Calcio

Jean Cole in azione, davanti alla Lega Calcio

Per questo sproloquio pieno di asterischi (e di qualche omissis),  ha ricevuto un esposto alla Procura della FIGC, cosa che di solito renderebbe più prudente una persona di buon senso. Lui no.

Monsieur Point-Blanc (nel senso che spara cazzate a bruciapelo, senza preavviso nè filtri di sorta), fresco di nomina a consigliere di Lega non si è lasciato sfuggire l’occasione di ribadire il concetto con una lucidità degna di Cobolli e anche di Gigli, dopo aver confermato che in caso di scudetto indosserebbero una terza stella taroccata come le altre due: “non sarebbe un’offesa per i tifosi dell’Inter” (domanda: pirlone d’oltralpe, permetti che se ritenerla un’offesa siamo noi a stabilirlo e non tu…ma perchè non la indossi già adesso, magari anche una quarta, una quinta…?) “Ho preso anche questo (l’esposto) come un complimento quindi il fatto che qualcuno faccia un esposto su questo tema mi va bene.”
E pazienza se l’oggetto del “complimento” sia il non riconoscere le sentenze sportive di Calciopoli… “Non è la prima volta che lo dico e non credo proprio che sia una mancanza di rispetto per i tifosi dell’Inter. Ci confrontiamo sul campionato. Dobbiamo dimostrare rispetto totale per il campionato se vogliamo che i giovani che guardano il campionato si comportino bene anche noi dirigenti, giocatori e allenatori devono farlo”.

E certo, quale modo migliore di rispettare il campionato ed educare i giovani del non riconoscere delle sentenze?
Ci vorrebbe un Daspo (cit.).

Come se non bastasse, il neo presidente ha trovato il tempo di fare polemica (sul nulla) pure col settantenne più amato dai nerazzurri, rimproverandolo per aver spiattellato qualcosa che già sapevano tutti, ma che doveva rimanere segreta, non cercarono con insistenza Stankovic perchè sgradito ai tifosi (ed a Ranieri portarono Thiago…): “faceva meglio a stare zitto, è poco professionale”.
Da lasciare di stucco la risposta del tecnico romano: “no no, io sono professionale, sono stato zitto un’anno fa, due anni fa, mica parlo ora; anche perchè se parlassi, ne avrei di cose da dire…”. Zittito dal settantenne, roba da matti!

Il nuovo presidente è però contagioso, come Frank Cobolli: ogni volta che parla, succede di tutto, ed ha trasmesso questo potere anche ad altri cardini del progetto “terza stella”, Buffone e Ciruzzo Ferrara.
“Vogliamo chiudere un ciclo, con la vittoria dello scudetto”
“Dopo questa vittoria, siamo consapevoli dei nostri mezzi”
“E’ stata come un’esplosione nucleare”

E infatti, puntuale come un orologio Svizzero, la sconfitta con il Napoli, dopo essere stati in vantaggio 2-0.
Ma nessun problema, possono sempre consolarsi con l’imminente terzo (o quarto, ho perso il conto) rientro stagionale di Del Piero e soprattutto con la Coppa Zamparini della settimana: “Con l’Inter abbiamo giocato malissimo in difesa, ma l’Inter non gioca a calcio, la Juve si”. Qualsiasi commento aggiuntivo è superfluo.

Finalmente, veniamo a noi.
Livorno non è una trasferta semplice, è alla nostra portata ma servirà maggior concentrazione di quanto visto nel secondo tempo giovedì… In più approfitto di questo spazio per dire che Serse Cosmi è uno di quegli allenatori che vorrei perennemente disoccupato, distante anni luce dalla serie A.

Una persona piccola piccola, che insegna ai suoi giocatori a fare fallacci pur di bloccare le azioni più pericolose degli avversari, e ricorre al fallo tattico sistematico per tutte le altre; senza dimenticarne l’antisportività nel cercare chissà quali meriti della propria squadretta quando dopo una difesa da anticalcio per 90 minuti magari riesce a portare a casa un punticino, o la storica performance a Striscia la Notizia quando in un fuori onda candidamente confessò che nella serie C succedeva di tutto (ma davanti alle autorità sportive perse stranamente la memoria).

Ricordo un Mazzone (che gli è 100 volte superiore, come maestro per dei giovani) che anni fa disse pubblicamente di Materazzi “non capisco perchè faccia queste cose, con me non le faceva” ed era vero, Materazzi iniziò proprio con Cosmi ad uscire dalle righe troppo spesso, in campo.

Insomma, i nostri dovranno stare attenti soprattutto a questi aspetti, non reagire (tra una settimana c’è la Roma!) ma chiedere all’arbitro di mostrare il cartellino alla prima entrataccia, perchè se si lasciano agire indisturbate le squadre di Cosmi la rissa ci scappa sempre (oltre al rischio infortuni).
Se gli arbitri fossero seri, le squadre di Cosmi dovrebbero finire OGNI gara in 8-7 giocatori.

Mancheranno Chivu per squalifica, e sarebbe stata un’occasione d’oro per il Bambino Santon, se Giovedì sera non avesse mostrato nel post gara un’insicurezza che ci può stare, a 19 anni, ma che non da le garanzie di cui ha bisogno una squadra come la nostra… quindi come aveva fatto bene a tenere fermo al palo per un turno o due Muntari, il Mou ha fatto bene anche stavolta, specificando comunque che non c’è alcuna bocciatura.
Assente anche l’eroe di giovedì, SuperMario, che però deve solo smaltire un’influenza robusta, potrebbe essere a disposizione già per mercoledì, davanti ritorna dal primo minuto il Principe Milito, a far coppia con Suazo se Eto’o non starà al meglio.

Buona partita a tutti!