scritto da il 19 novembre 2009 alle 14:13

Un panino con la mortazza per favore

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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: Bauscia Cafè goes on mobile, da ora il sito sarà visualizzabile in versione per cellulari in modo automatico caricando la pagina dal vostro smartphone. Vi rimando al post sottostante di Nk per i dettagli.
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Domani mattina faccio le valigie, le carico in macchina e poi, nel primo pomeriggio parto per Bologna. No, non vado a vedere la partita, sarà già cosa buona se riuscirò a vederla su Sky. Vado a trovare la fidanzata, cogliendo l’occasione per combinare pure qualche meeting di lavoro nella Packaging Valley.

Non vi nascondo che, come sempre accade, la pausa nel campionato mi ha intorpidito al punto che mi sono ricordato del match di sabato solo questa mattina, leggendo i commenti. Nemmeno contro la Roma ero propriamente sveglissimo, ma in quel caso la cosa era giustificabile dalla reazione alle botte di adrenalina arrivate in Champions League.

La speranza è che i nostri non soffrano del mio stesso calo di tensione, perché la giornata di campionato è di quelle da prendere in considerazione. Il Bologna non è precisamente una potenza, anzi se vogliamo dirla tutta ha fatto un inizio di campionato da girone Dantesco, giusto negli ultimi tempi si è dimostrata in ripresa sconfiggendo il Palermo e mostrando una discreta prestazione contro i Rosikoni. Ricordiamoci poi come era riuscita a bloccare la Giuve sul pari, anche se quello era il momento peggiore della Banda del Buco, appena prima della disfatta di Palermo.

A proposito, gli asteriscati giocano un match di allenamento contro la Juve B, sì dai quella del nordest.

Sabato i tre punti sono un atto doveroso nei confronti della nostra classifica e però…

Però Martedì c’è il Barca, porca di quella paletta. Alzi la mano chi non sta pensando a questa partita dal due settimane. Io lo confesso senza remore, con tutto che la razionalità mi ricorda ogni giorno che la cosa importante è pensare al quinto scudo e che la Champions è una chimera pericolosa.

Basta, basta. Bisogna giocare una partita alla volta.

Mi aspetto la più classica delle gare da Campionato Italiano. Loro chiusi a riccio. Noi con un po’ di turnover in vista della gara del 24. Dovremo recuperare quell’attenzione in fase difensiva che un po’ è venuta a mancare quest’anno. Manovra lenta nel tentativo di trovare il varco giusto. Gara da Mario Balotelli, se ha voglia di provare a saltare l’uomo.

Già, Mario, certo se la poteva anche risparmiare, ma in fondo chissenefrega, basta che si faccia perdonare. A Ibra abbiamo perdonato di peggio.

Speriamo di mangiare la mortadella senza esagerare masticando bene, se no ci rimane sullo stomaco e Martedì c’è Paella e Sangrilla!!!

Riscoprire la centralità della politica

La mortazza piace a tutti

scritto da il 19 novembre 2009 alle 14:06

Bauscia Cafè nel mondo mobile

Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per Bauscia Cafè: è con grande gioia (e un po’ di malcelato orgoglio) che presentiamo oggi la versione mobile del nostro blog!

La home page di Bauscia Cafè | mobile

La home page di Bauscia Cafè | mobile

Nasce finalmente Bauscia Cafè | mobile: post, archivi, commenti e tutta la compagnia di Bauscia Cafè sempre a portata di palmare, in un’interfaccia completamente nuova e pensata appositamente per i dispositivi touch di nuova generazione. Tempi di caricamento delle pagine ridotti all’osso, zero spreco dei tanto preziosi megabyte facili prede dei gestori telefonici e tutto il mondo Bauscia sempre nelle vostre tasche, con la possibilità di godere appieno dei contenuti del blog: articoli nuovi e vecchi, la ricerca per categorie e per tag, le immagini, i link e tutti i commenti degli amici del blog in tempo reale.

Da oggi tutti gli accessi effettuati tramite le piattaforme android, aspen, blackberry9500, blackberry9530, cupcake, dream, incognito, iphone, ipod, opera mini, webmate, webos verranno automaticamente “dirottati” sulla nuova interfaccia, lasciando comunque la possibilità al lettore, in fondo ad ogni pagina, di tornare alla visualizzazione classica.

Bauscia Cafè | mobile. Il mondo Bauscia a portata di dito!

scritto da il 18 novembre 2009 alle 8:12

Nel buio

Noto, leggendo qua e là tra i vari blog nerazzurri, che le dichiarazioni di Jean Claude (vado in) Blanc hanno dato non poco fastidio.

Per carità, fastidio più che legittimo, ma dov’è la novità? Questo francese dallo sguardo inebetito ci aveva già “deliziati” qualche settimana fa delle sue teorie su stelle, asterischi e compagnia cantante, quindi non commenterei oltre lasciandolo nel suo buio mentale che tanto l’interruttore penso sia proprio rotto…

Oggi vorrei parlare di un’altra situazione “poco luminosa” per il calcio italiano, il cosidetto “Lodo Pandev”.
La situazione di partenza è abbastanza chiara, c’è un giocatore con un regolare contratto di lavoro che scade al 30/06/2010 e (legittimamente) non vuole rinnovarlo alle condizioni che pretende il datore di lavoro.

Se al posto di Pandev, Lotito e della Lazio ci fossimo io, il mio direttore generale e la società dove lavoro, andremmo avanti fino a giugno, io a lavorare e lui a pagarmi, senza grossi problemi e poi arrivederci e grazie, qua invece la situazione si complica perchè il presidente della squadra biancoceleste ritiene di subire un danno dalla mancata “monetizzazione” di un giocatore che è cresciuto e si è fatto notare da quando gioca nella Lazio, quindi altrettanto legittimamente, dal proprio punto di vista, decide di non far più valorizzare dal suo dipendente-allenatore una risorsa che comunque se ne andrà via gratis.

Quello su cui il Presidente del Collegio Arbitrale dovrebbe esprimersi tuttavia è qualcosa di più grave che non una scaramuccia tra datore e dipendente-calciatore, ovvero se nel “non valorizzare” (= non far giocare) Pandev non siano stati messi in atto anche dei comportamenti rientranti nella categoria del “mobbing” e se non prefigurino pertanto la possibilità per il tesserato di svincolarsi con effetto immediato dalla società.

Non voglio assolutamente anticipare un giudizio personale su come debba o non debba pronunciarsi questo Organo della Giustizia Sportiva, la materia è controversa anche per chi se ne occupa di professione, penso tuttavia che quanto sta accadendo in questi giorni a Roma agli occhi del passante della strada (i miei) assomiglia sempre più ad una farsa, tra dimissioni, diffide, malattie reali o immaginarie ma che casualmente impediscono le sedute…

Insomma, per la credibilità del Calcio, questo è veleno puro, diserbante. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se al posto della squadra del Consigliere di Lega ed “efficentatore”  Lotito ci fosse stata una squadra di serie B o C, e bene ha fatto il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori ad alzare la voce. Non perchè avvenga una pronuncia favorevole o negativa, ma proprio perchè almeno una pronuncia arrivi!

A proposito di assenti (in)giustificati ai processi, è notizia dei giorni scorsi che i signori Ancelotti e Cellino, come dire, due persone per bene, non si sono fatti vivi benchè regolarmente convocati al Processo di Napoli su Calciopoli.  Mi viene in mente un amico “importante” di entrambi questi signori… forse che li ha già avvisati che con la prossima leggina in tema di giustizia, tra gli altri processi, verrà segato pure questo?

No, perchè se così fosse, come non capire i due impegnatissimi tesserati? Vuoi che non avessero di meglio da fare, a Londra o a Cagliari, che non prendere un aereo per partecipare ad un processo così instradato? (a scanso di equivoci, per chi non ci arrivasse, questa ricostruzione è una battuta ed è totalmente frutto della mia immaginazione; non lo dico per i lettori abituali, ma metti il caso che passi di qua qualcuno per caso…)

Vabbè, siamo stati nel buio anche troppo, per oggi, direi di tornare a riveder le stelle (due o tre che siano, Dante non era stato chiaro in proposito..), non prima di un’ultima tappa in questo “Dark Tour”, decisamente più piacevole delle precedenti: il 01/12 (con replica il 12/01) presso l’Istituto dei Ciechi di Milano va in scena lo spettacolo (al buio, sennò che centrava con questo post?) “Nel numero dei +” di Gianfelice Facchetti.

"Nel numero dei +" - La Locandina

"Nel numero dei +" - La Locandina

Non avendolo ancora visto, penso che le parole migliori per presentarlo siano quelle dell’autore stesso!

scritto da il 17 novembre 2009 alle 11:26

Vaduz-Inter: finalmente Arnautovic

Ed ecco che ciò che si paventava nei commenti del post precedente si concretizza.

Un raccontino spero né lungo né tedioso sull’eroica trasferta dei nostri eroi in quel del Liechtenstein, ameno Principato situato tra Austria e Svizzera che con le Cayman Islands si gioca l’invidiabile (?) primato di luogo geografico dove son presenti “più banche che ristoranti”.

Alibec serve a Arnautovic la palla dello 0-1

Alibec serve a Arnautovic la palla dello 0-1

I nostri entrano in campo con una formazione mista “vecchie glorie”, “reduci prima squadra” e “giovani virgulti”, l’avversario milita nella serie B svizzera ed è reduce da cinque risultati positivi…un po’ come i bbretrocessi  più famosi che partecipano al campionato nazionale italiano.

Si parte con ritmi da dopolavoro anche perché i pretoriani che formano il “frangifrutti” (cit. vialli dixit) davanti alla linea difensiva sono Thiago Motta e Patrick Vieira: piedini sempre deliziosi ma non proprio sapienti interpreti di Blitzkrieg. Però però…davanti al portiere dei ragazzoni del Vaduz che si chiama Rosamina incomincia a intravedersi qualche movimento interessante. Interpreti principali l’oggetto misterioso del mercato estivo Marko Arnautovic e soprattutto Denis Alibec, ancora più giovane dell’austriaco e ciò che più conterà agli occhi del MOU fisico (e carattere) da sportellatore.

E il ragazzone rumeno infatti diventa protagonista nel primo gol: al 16′ Vieira e Motta recuperano e lanciano Alibec sul filo del fuorigioco (da quanto sognavo di poter scrivere “sul filo del fuorigioco”!!), il giovane virgulto salta il portiere in uscita e serve palla al cachemire al centro per la rete dell’Arnautovic nostro. Una decina di minuti dopo il pareggio dei ragazzotti in tenuta rossa, avvenuto in modo tale che ci fa sperare che il Julione vero n.1 al mondo possa godere sempre di una salute di ferro.

Le azioni che chiudono il secondo tempo vedono come protagonisti i nostri improbabili terzini Samuel a sinistra e il giovane Donati a destra per i movimenti sempre interessanti di Alibec. Ah no: Quaresma fa in tempo a sbagliare un gol a porta vuota. Nulla di nuovo sotto il sole, penserete giustamente, anche se il ragazzo è stato vivace.

Intervallo. Si ricomincia con Paolone Orlandoni al posto del sempreverde Toldo e Obi che prende il posto del Muro. Arna si sposta sull’altra fascia: evidentemente il catechismo del MOU deve aver funzionato perché nel primo tempo a destra e nel secondo a sinistra il lungagnone torna sempre a dare una mano in fase difensiva. Anche Obi a sinistra è bello che vivace. Poi l’azione più bella da gol che gol non è: combinazione Vieira-Quaresma-Arnautovic-Alibec: il gol del centravanti della primavera è, secondo il guardalinee, salvato da un difensore del Vaduz. Il dubbio rimane tutto ma niente da fare…peccato per Alibec che stava già esultando.

Ma come dicono i sapientoni della tv “il gol è nell’aria” ed eccolo: Arnautovic lanciato da Alibec mette a sedere il portiere e appoggia  in porta, poi provvede anche a mandare in luoghi ameni chi vorrebbe un fuorigioco che non c’è. Bei caratterini là davanti. Ci piace.

Successivamente continuano a fioccare le azioni da gol e i relativi errori sottoporta (evito di segnalarvi i protagonisti perché la vostra fervida immaginazione li avrà già identificati). Fa in tempo a farsi male Obi e fanno in tempo ad entrare tutti i bambini portati in gita dal MOU, che alla fine della partita come sempre spende sapide parole per le p.i. e le amenità distribuite a piene mani durante la giornata su calcio e longevità sulle panchine nella terra d’Albione.

La sensazione che mi ha lasciato questa amichevole è che coloro che dovevano mostrare colpi e volontà hanno centrato l’obiettivo. Certo c’è bisogno di testarli con più continuità, però i segnali sono buoni. Teniamo d’occhio Alibec: su di lui ci son più che sensazioni. E spero pure che non si “cassi” Arnautovic. I colpi li ha. Il temperamento pure. E hanno l’età dalla loro parte.

Nell’auspicio che il raccontino non sia stato né lungo né tedioso passo e chiudo.

scritto da il 16 novembre 2009 alle 9:32

PES 2010 vs. FIFA10

Ovviamente per me è un onore scrivere questo mio primo post su BausciaCafè! Metterò a confronto i due videogiochi di calcio del momento, PES 2010 vs FIFA 2010, facendo una mia personale recensione. Chi vincerà questo derby??

PES 2010 FIFA10

GRAFICA

Questa ovviamente è la prima caratteristica che salta all’occhio. I due giochi quest’anno sono molto simili dal punto di vista grafico…i giocatori sono identici a quelli reali e gli stadi sono davvero molto belli. Quella di PES è una grafica leggermente più nitida e più chiara rispetto a FIFA…ma si tratta di piccoli dettagli che non fanno pendere l’ago della bilancia né da una parte né dall’altra. Unica pecca che possiamo trovare in entrambi i titoli è la poca fluidità del movimento dei giocatori durante le loro “galoppate”.

GIOCABILITA

La cosa che si nota subito è che in FIFA ogni singolo passaggio, cross oppure tiro va dosato…è presente una barra che si carica in base a quanto si tiene premuto il tasto scelto. In PES questo avviene solo quando si effettuano i cross fuori dall’area oppure quando si deve tirare. Per quanto riguarda i dribbling, in PES il giocatore riesce più “facilmente” a liberarsi dall’avversario e le triangolazioni sono sempre bellissime (questo, ad onor del vero, è stato sempre un punto di forza del titolo Konami). Aspetto negativo di quest’ultimo è dovuto alla possibilità di effettuare varie finte con le frecce direzionali…cosa che personalmente odio per il fatto che molto spesso capita di perdere palloni a centrocampo per delle “veroniche” mai volute o cercate!!!

VARIE ED EVENTUALI

Altro punto in favore (ahimè) per FIFA è la bellissima opzione “LIVE”. In pratica collegandosi ad internet si possono scaricare i risultati stagionali della propria squadra del cuore e rigiocare tutti i match di quest’ultima facendo un simpatico confronto con l’andamento reale della squadra scelta!  Si ha una sola possibilità e quindi si può rimediare alle figuracce della squadra del cuore (ovviamente non è il nostro caso…quindi consiglio questa opzione ai frustrati della domenica). In PES viene riproposta la “COMUNITA’”, ossia la possibilità di registrare i nostri amici e confrontare tutti i dati delle partite che vengono giocate insieme. Per chi ama sfidarsi, questa è una bella opzione di gioco. E’ presente in tutti e due i titoli, il “DIVENTA UN MITO” grazie al quale si può creare, partendo da zero, un nostro giocatore e farlo arrivare al successo. A differenza di PES, il titolo della EA SPORTS dà la possibilità di usare un giocatore già esistente e aumentare il suo successo e popolarità, avendo anche degli obiettivi da raggiungere in ogni partita. Il fatto di poter disputare la Champions e l’Europa League è un punto a favore di PES, che però continua ad avere l’annoso problema delle licenze ufficiali…vero tallone d’Achille del titolo Konami. Anche quest’anno purtroppo è da segnalare la quasi totale assenza di licenze ufficiali per campionati importanti quali Premier League inglese e Liga spagnola…purtroppo una pecca che non può essere più perdonata.

Da questo confronto devo ammettere (segnalo che mi sta scendendo giù una lacrimuccia) il sorpasso di FIFA nei confronti di PES. Purtroppo in questi ultimi anni la Konami si è cullata un po’ troppo…e ovviamente ha finito per pagare l’evoluzione incredibile della EA SPORTS.

Spero di non avervi annoiato troppo e di essere stato quanto più chiaro! Ringrazio i baristi per l’occasione che mi è stata data.

scritto da il 14 novembre 2009 alle 14:06

L’arte della traduzione ai tempi della Prostituzione Intellettuale – Josè Mourinho e l’Inghilterra

"A me no piace prostitussione intellectuale"

"A me no piace prostitussione intellectuale"

Quella della Prostituzione Intellettuale, si sa, è un’arte sottile. Un’arte che richiede, oltre alla conclamata malafede, scaltrezza, furbizia, intelligenza e…una buona dose di fortuna. Fortuna per non vedere sbugiardate le cose che si scrivono, fortuna affinchè nessuno si imbatta nelle fonti originali.

Capita, ad esempio, che un giorno qualcuno -diciamo un allenatore portoghese di stanza ad Appiano Gentile- rilasci un’intervista al Times. Cosa fa la brava prostituta (si, d’accordo: intellettuale…)? La prende, la traduce, taglia un po’ di qua, modifica un po’ di là e….hop! Pronto l’articoletto da sbattere in home page!

Ed è così che nella prima pagina di SportMediaset possiamo leggere a caratteri cubitali “Mourinho è nostalgico: ‘il mio calcio è la Premier’”. E dentro: “Mourinho medita il ritorno a Londra“. Aiuto. Inizia una nuova telenovela. Mourinho vuole andare via. No, vuole un altro aumento. No, vuole l’acquisto del cugino di Quaresma. E’ caccia al sostituto: Blanc, Zenga, Prandelli, addirittura Spalletti.

Ma quali sono le parole di Mourinho?

Sto pensando allo sviluppo dei settori giovanili ma l’Italia non è il Paese adatto per fare questo. Lo è l’Inghilterra e il calcio inglese è il mio calcio”

No, quelle vere dico…quelle rilasciate al Times. Quali sono?

“I love Inter and would love to build for the future here. In fact, I am doing it now, because I am not a selfish coach and I’m thinking about the future in terms of youth development and the age structure of my first team — but Italy is not the country for this. England is the country. And my football is English football”

Fortuna, si diceva. Peccato che al tempo di internet e di questo squallido giornalismo da copia/incolla, le fonti siano alla portata di tutti.

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UPDATE – precisazioni di Mourinho in merito all’articolo in questione: “Come si può leggere anche da una corretta traduzione di alcune mie frasi virgolettate, ho spiegato che amo l’Inter, che sto bene all’Inter e che sto costruendo per l’Inter: infatti, questa è la mia realtà e la vivo come tale fino alla scadenza del contratto che mi lega al club. Mi spiace moltissimo che un sincero tributo a Sir Alex Ferguson sia stato utilizzato a frammenti su un mezzo di informazione e in modo diverso da quello per il quale, il mio intervento era stato richiesto e soprattutto con finalità totalmente diverse”

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UPDATE (2) – incredibile: SportMediaset prende la precisazione di Mourinho che leggete qui sopra (dal sito ufficiale inter.it, firmata dall’Ufficio Stampa), LA TAGLIA A PIACIMENTO e titola “Mourinho smentisce il Times“. Capito? Mourinho smentisce IL TIMES! Chissà a chi si riferiva Mourinho quando parlava di “corretta traduzione”, eh SportMediaset? La vergogna, questa sconosciuta.

scritto da il 12 novembre 2009 alle 12:37

Spunti di riflessione

Le pause del campionato sono deleterie, non solo per il campo di San Siro che subirà mischie e placcaggi in una partita epica tra All Blacks e Italia (R.I.P.) ma anche per la marea di notizie (in)utili che si susseguono.

Si comincia con un timido Dzeko si offre al Milan di sicuro effetto, per arrivare a Huntelaar chiama il Milan «Vedrete, vi conquisterò». Non si fa in tempo ad augurarsi che gli organi di stampa smettano di prenderli per i fondelli, che Galliani (Adriano, non Sorella) si inventa l’abbonamento per il girone di ritorno. Si appella ai 16.000 che non hanno rinnovato per la delusione di non poter più venire di qua per vedere segnare Kaká, dimenticandosi di includere quei famosi 11.000…

Leggo inoltre che Del Piero ha incontrato Richie McCaw degli All Blacks e mentre parla del più e del meno, incalzato da un giornalista, promette di fare presto la linguaccia, anche  all’Inter. Il giornalista che scrive qui ci informa che “Un altro aspetto in comune, tra Del Piero e gli All Blacks è la linguaccia. I neozelandesi infatti, durante l’Haka, la danza rituale eseguita prima di ogni incontro, mostrano la lingua agli avversari: «L’Haka è molto importante nella cultura neozelandese – spiega il rugbista – Ruotare gli occhi, o tirare fuori la lingua viene fatto per spaventare gli avversari e vedere se hanno il coraggio di guardarci in faccia».” Ecco, mi sembra evidente che non venga fatta per prendere per i fondelli l’avversario dopo aver segnato. Ma c’è chi può…

Pare che Quaresma sia vicino all’Atletico a gennaio, vulesseiddio! Si parla anche di Porto, ma mi sento di dubitare fortemente di un ritorno in bianco-blu. Pare inoltre che Otamendi sarà presto dell’Inter. Chi sa, parli! Io non lo conosco e mi piacerebbe saperne di più.

E siccome in questo blog si fa anche cultura, informo i naviganti che sono FINALMENTE in vendita questi due simpaaaatici volumi:

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Il Dribbling Club – Nel terzo volume di questa collana di fumetti troviamo il giovine Giovinco. E’ lui che, nel corso del romanzo, aiuterà – e allenerà in segreto – i ragazzi della Robur, impegnati nella preparazione della finale del torneo «Magico Calcio» contro i terribili Galacticos, è lui che, in un dvd allegato al libro, regala una dimostrazione pratica delle 19 schede tecniche presenti (iniziativa creativa, controllo della palla, eccetera) e insegna una ventina di dribbling, dal «mamba» al «ghepardo», dallo «sparviero»al «condor».

Daniele de Rossi. Il mare di Roma – De Rossi diventa il mare. Sale, s’ingrossa, cresce, tracima, straripa, dilaga, inonda, fuoriesce. Canta tutte le libertà stonate che sono le più belle, percorre ogni girotondo, urla e parte per la rivoluzione lasciando i bambini a casa per il bene del mondo; è la fanfara e la banda prima dell’ora di cena d’estate, la scuola chiusa per la finta bomba, i colori dell’edicola, il ritorno dalla prima vacanza da grande, l’ultimo autogrill prima di casa, Push dei Cure ballata di notte sui ghiacci, una scena notturna di Se mi lasci ti cancello, un valzer suonato dai Sex Pistols, Disorder dei Joy Division…

Non so se ridere o piangere. Nel dubbio, rido sguaiatamente.

scritto da il 10 novembre 2009 alle 18:57

Misteri svelati della Pazza Inter…

Voglio bucargli i guanti come Marc Lenders!

"Voglio bucargli i guanti come Marc Lenders!"

Dopo lungo pensare, discutere e analizzare ecco svelato il motivo del pareggio di Domenica…

CI SIAMO DIMENTICATI LA MUSICHETTA DELLA CHAMPIONS…

P.S.
(faccina)

scritto da il 10 novembre 2009 alle 5:27

Quel muro che non viene giù…

Mi perdoneranno la Storia e qualche milione di tedeschi, presenti e passati, per l’associazione di idee che può apparire blasfema in questo giorno di commemorazioni, però quando ieri sera è entrato il gol di Eto’o il popolo interista era lì, in trepidante attesa… come se da un momento all’altro la formazione-martello pneumatico con tre punte più  Sneijder fosse destinato inesorabilmente ad abbattere il muro giallorosso che per 45 minuti (non qualche decennio, ma comunque un’eternità calcistica) ci aveva resistito.

Un “muro” fatto di evidenti simulazioni, pianti plateali e perdite di tempo indecenti, ma anche, per onestà intellettuale va riconosciuto,  di una buona tecnica individuale ed una discreta manovra di squadra.
Il nostro problema maggiore, per restare in tema “demolizione”, è stato voler provare ad abbatterlo con testate e spallate, anzichè con un’azione ragionata e con in mano gli strumenti giusti, così che già stanchi per un’altra faticaccia (un altro ecomostro post sovietico) in settimana, i nostri non sono riusciti a completare l’opera.

La delusione sul momento è grande, come potrebbe essere diversamente? la serata ideale per chiudere la striscia di risultati utili dei romanisti a san siro (solo con noi, tra l’altro) in campionato, aperta con il ricordo veramente suggestivo del più grande Presidente dell’Inter più Grande, ma basta capire che ci saranno altre occasioni goderecce più avanti, occasioni che magari nascono proprio dalla consapevolezza che dopo un partitone a Kyev bisogna concentrarsi sul nuovo match dal primo minuto, e passa anche questa mini delusione.

Ho citato la Grande Inter, che come ricordato da vitarob domenica sera fuori dal baretto giocava contemporaneamente con due ali-attaccanti esterni come Corso e Jair, Mazzola, un altro attaccante e Suarez: la tentazione, dopo aver visto le immagini sul teleschermo, è pensare a chi potrebbe giocare in quel modo nei vari ruoli, ma è un mero esercizio stilistico, niente che possa essere provato al di là di ogni ragionevole dubbio per esempio sulla tenuta fisica nel calcio moderno di una squadra del genere… ma si sa, il calcio è bello anche per questo, ognuno può immaginare la sua formazione ideale, essere libero di pensare che con Tizio dall’inizio era tutta un’altra storia: basta un giro nei commenti al post precedente per mostrare l’incrollabile certezza che tutti noi abbiamo di una qualche idea tattica.

Io per primo, credo di aver detto tre volte nel giro di un’ora “ma perchè ha tolto Muntari, si stava proponendo almeno..”, per tre volte chi avevo vicino mi ricordava dell’ammonizione già presa ed allora annuivo, poi dopo un po’ ripetevo la domanda. E vi assicuro che non avevo bevuto nessun alcolico ieri!

Lasciamo però da parte l’imponderabile, l’emozione e l’irrazionalità che circondano quei giocatori nel rettangolo verde, e veniamo a qualcosa di meno prosaico:  i nuovi piagnistei del settantenne e dei romanisti.
Evidentemente insaziabili,  anzichè rallegrarsi del punto conquistato continuano a sputare veleno con accuse ridicole del tipo che l’Inter è una squadra fallosa, che gli arbitri non ci ammoniscono a dovere.. intendiamoci, ieri siamo stati un po’ troppo fallosi, ma la cosa nonè certo andata a nostro favore visto che per ogni fallo i giallorozzi si rotolavano tarantolati per un minuto o due, chiamando le barelle per poi non salire.

Però intanto il tarlo è lanciato, c’è un intero ambiente che non aspettava altro, ovvero un finto imparziale “denunciante”. Peccato che se si va a guardare il numero di falli commessi fin qua si può notare come i gobbi siano ad una ventina in più…

scritto da il 8 novembre 2009 alle 13:29

Il ritorno del settantenne (a San Siro)

Lo ammetto: quando la squadra più asteriscata d’italia lo esonerò la scorsa primavera, un po’ mi dispiacque… povero Raniero, in fondo mica era colpa solo sua per le innumerevoli figure da peracottari di quella squadretta nelle ultime due stagioni: come minimo, qualche responsabilità andava pur condivisa col tutor-sport, con la badante e con Cobolli, Gigli, Blanc e Secco, i Quattro Moschettieri del mercato.

Temevo inoltre che non ci sarebbe stata più occasione di vedere all’opera su una squadra importante questo genio della comunicazione… masochistica, ed in effetti ora è tornato ma solo sulla panchina della Roma.
La differenza tra il settantenne dell’anno scorso e quello attuale è evidente, senza nessuno che lo prenda in giro parlandogli di vincere scudetto e/o champions, o che gli facciano credere che un ex giocatore sia imprescindibile solo perchè sa battere le punizioni, anche il comandante Claudio contiene la propria esuberanza verbale.

Nessun “Deco e Carvalho a me Abramovic li avrebbe dati”, per intenderci, nè sopraffini ed eleganti paragoni anatomici come il celebre “noi siamo coglioni, lui [Mourinho] sta in mezzo”.. in compenso ha trovato altri modi di rendersi protagonista, prima polemizzando con Blanc (quello che col calcio non c’entra nulla) sull’affaire Stankovic (non voluto dai tifosi), poi dicendo che è dura condurre una squadra non costruita da lui (e sono già tre anni che gli capita, in effetti, se chiedi Stankovic e ti danno Thiago..): insomma, dopo averci fatto divertire per due anni con balle, ora sortisce lo stesso effetto dicendo la verità, impagabile.

Va detto che rispetto all’ultima volta che Ranieri ha vinto contro di noi a San Siro mancherà il suo miglior uomo assist: Burdisso.
Ieri sulla gazza c’era un’interessante ipotesi di calciomercato in tal senso: lasciare Burdisso-errore-fisso alla corte di Rossella Sensi e riprenderci un giovane cresciuto nel nostro vivaio e che qualche apparizione nella stagione dei record l’aveva fatta: Andreolli.

Oggi ha 23 anni, è maturato al Sassuolo superando i problemi alla schiena che avevano caratterizzato la stagione 2007-2008 tra Roma e Vicenza, continua a “vedere” la porta durante corner e punizioni e – particolare più importante – pare che sia uno di quei giocatori che l’allenatore portoghese non capisce come sia stato possibile cedere, di quelli provenienti dalle giovanili (l’altro è Pandev).
Se son rose, fioriranno, ma non vi nascondo che farei lo scambio seduta stante..

In ogni caso, non è questo il tempo per il mercato, oggi la Roma è solo l’avversario da battere dopo 4 anni che non riusciamo a farlo a San Siro in Campionato, vediamo di stoppare questa fastidiosa tendenza (anche se certe rimonte in extremis tipo quelle con i gol di Zanetti, Balotelli e Crespo occupano un posto speciale nella mia personale galleria delle emozioni forti regalate da questa squadra negli ultimi tempi..)!