Ringrazio Laporta e Guardiola: ci hanno risparmiato un’umiliazione peggiore

Ho testimoni che possono confermarlo: sull’1-0 ho detto che era finita, sul 2-0 che avrei voluto che l’arbitro fischiasse subito la fine. Sul 2-0, il Barcellona diventa ingiocabile, ho temuto la goleada, che non è venuta perché il Barca era pur sempre privo dei suoi fenomeni d’attacco, e voleva risparmiarci una figuraccia (nonché risparmiare energie in vista del Real, domenica). Resta da capire perché l’Inter non sia nemmeno entrata in partita, senza catastrofismi, ma senza minimizzare la durezza della lezione. Quanto siamo inferiori.

Gerard Piquè

Mi limito a due sensazioni. La prima è che con i piedi siamo scarsi. Chivu, Maicon, Samuel, Lucio, Zanetti, Motta, Cambiasso, Muntari, lo stesso Stankovic… quanti errori nei passaggi, rispetto alla matematica perfezione esibita dai catalani. Non è una colpa non avere Xavi e Iniesta, campioni così ce li hanno solo loro: è una colpa non avere ancora una manovra in grado di limitarne l’estro. Colpa che si somma al non aver ancora capito che per puntare in alto bisogna vestire di nerazzurro Fabregas o Mascherano, e che Maicon e Chivu non sono “terzini” all’altezza della Champions.

Secondo motivo: senza Sneijder, l’Inter non ha cambio di passo, non conquista mai la superiorità numerica, deve cercare di avanzare con troppi passaggi e anche dal punto di vista dinamico mostra dei limiti. Squadre con la qualità del Barcellona puoi batterle solo se arrivi primo sul pallone. E se non hai paura, se non dai la sensazione che il pallone sia incandescente e occorra liberarsene al più presto.

Julio Cesar 7 – Maicon 4, Samuel 5, Lucio 5,5, Chivu 4 – Zanetti 5, Motta 4, Cambiasso 4,5, Stankovic 5,5 – Eto’o 5,5, Milito 6. Muntari 5,5, Balotelli e Quaresma s.v. – Mourinho 5.

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Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.