Quel muro che non viene giù…

Mi perdoneranno la Storia e qualche milione di tedeschi, presenti e passati, per l’associazione di idee che può apparire blasfema in questo giorno di commemorazioni, però quando ieri sera è entrato il gol di Eto’o il popolo interista era lì, in trepidante attesa… come se da un momento all’altro la formazione-martello pneumatico con tre punte più  Sneijder fosse destinato inesorabilmente ad abbattere il muro giallorosso che per 45 minuti (non qualche decennio, ma comunque un’eternità calcistica) ci aveva resistito.

Un “muro” fatto di evidenti simulazioni, pianti plateali e perdite di tempo indecenti, ma anche, per onestà intellettuale va riconosciuto,  di una buona tecnica individuale ed una discreta manovra di squadra.
Il nostro problema maggiore, per restare in tema “demolizione”, è stato voler provare ad abbatterlo con testate e spallate, anzichè con un’azione ragionata e con in mano gli strumenti giusti, così che già stanchi per un’altra faticaccia (un altro ecomostro post sovietico) in settimana, i nostri non sono riusciti a completare l’opera.

La delusione sul momento è grande, come potrebbe essere diversamente? la serata ideale per chiudere la striscia di risultati utili dei romanisti a san siro (solo con noi, tra l’altro) in campionato, aperta con il ricordo veramente suggestivo del più grande Presidente dell’Inter più Grande, ma basta capire che ci saranno altre occasioni goderecce più avanti, occasioni che magari nascono proprio dalla consapevolezza che dopo un partitone a Kyev bisogna concentrarsi sul nuovo match dal primo minuto, e passa anche questa mini delusione.

Ho citato la Grande Inter, che come ricordato da vitarob domenica sera fuori dal baretto giocava contemporaneamente con due ali-attaccanti esterni come Corso e Jair, Mazzola, un altro attaccante e Suarez: la tentazione, dopo aver visto le immagini sul teleschermo, è pensare a chi potrebbe giocare in quel modo nei vari ruoli, ma è un mero esercizio stilistico, niente che possa essere provato al di là di ogni ragionevole dubbio per esempio sulla tenuta fisica nel calcio moderno di una squadra del genere… ma si sa, il calcio è bello anche per questo, ognuno può immaginare la sua formazione ideale, essere libero di pensare che con Tizio dall’inizio era tutta un’altra storia: basta un giro nei commenti al post precedente per mostrare l’incrollabile certezza che tutti noi abbiamo di una qualche idea tattica.

Io per primo, credo di aver detto tre volte nel giro di un’ora “ma perchè ha tolto Muntari, si stava proponendo almeno..”, per tre volte chi avevo vicino mi ricordava dell’ammonizione già presa ed allora annuivo, poi dopo un po’ ripetevo la domanda. E vi assicuro che non avevo bevuto nessun alcolico ieri!

Lasciamo però da parte l’imponderabile, l’emozione e l’irrazionalità che circondano quei giocatori nel rettangolo verde, e veniamo a qualcosa di meno prosaico:  i nuovi piagnistei del settantenne e dei romanisti.
Evidentemente insaziabili,  anzichè rallegrarsi del punto conquistato continuano a sputare veleno con accuse ridicole del tipo che l’Inter è una squadra fallosa, che gli arbitri non ci ammoniscono a dovere.. intendiamoci, ieri siamo stati un po’ troppo fallosi, ma la cosa nonè certo andata a nostro favore visto che per ogni fallo i giallorozzi si rotolavano tarantolati per un minuto o due, chiamando le barelle per poi non salire.

Però intanto il tarlo è lanciato, c’è un intero ambiente che non aspettava altro, ovvero un finto imparziale “denunciante”. Peccato che se si va a guardare il numero di falli commessi fin qua si può notare come i gobbi siano ad una ventina in più…

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