L’Inter si toglie la maschera

Ukraine Italy Champions League

I guerrieri della notte... di Kiev

In una partita di quelle da ricordare, finalmente la beneamata ha mostrato il suo vero volto anche in Europa, ieri sera.

Quando la partita inizia, anche lo spettatore comodo sul divano con riscaldamento acceso può ben rendersi conto che a Kiev fa un freddo boia, quando mai avevate visto tutti i nostri giocatori bardati di sciarpe, guanti e calzamaglie stile guerrieri ninja? Inoltre fin dal primo minuto c’è un piccoletto che corre come un ossesso, col 10, da centrocampo ad attacco, e sfiora subito un gol: è chiaro che ha freddo e corre per non congelarsi.

Poi, dal nulla di un primo tempo comunque dominato come possesso e circolazione del pallone, l’improvvisa botta di Culoshenko, un tiro con deviazione che nemmeno a provarlo per un anno in allenamento gli riesce.. insomma, dire che in quel momento si vedevano le streghe per una volta non centrava niente con l’Inter di Veron.

Eppure, nel primo tempo di ieri sera (che lo ribadisco, era molto più “nerazzurro” che “bianco”) mancava qualcosa, un dettaglio indispensabile in Champions: la pericolosità offensiva.
Si perchè non serve a nulla in Europa controllare il pallone se non riesci a proporre un’azione da gol veramente pericolosa, e del nostro primo tempo oltre al già citato tiro di Snejder ad inizio gara si ricorda giusto un tiro del Principe a due all’ora verso il portierone Ucraino. Inoltre, Cambiasso è parso abbastanza spaesato, con molti passaggi prevedibili, qualche errore e poca luce dispensata..

Proprio per questo, nel vedere i due cambi operati subito nell’intervallo da Mourinho non mi ha preso alcun timore per gli equilibri tattici, Balotelli ha raddoppiato il dinamismo in attacco che prima si basava soprattutto sull’olandese volante e Motta è rapidamente entrato in partita in mezzo al campo, le occasioni sono fioccate ben prima del pareggio (creando non pochi scompensi in chi vi scrive…).

Alla fine della fiera, pareggiamo (e poi vinciamo) con due gol che definire rocamboleschi non è eresia, dopo averne mancati 4-5 di limpidissimi, in pieno stile “pazza Inter”, ma il risultato è strameritato, nel secondo tempo più che la Dynamo Kyev avevamo di fronte la Dinamo Chievo, da quanto abbiamo creato.
L’importante è mantenere i piedi per terra, perchè come in campionato 7 punti non autorizzano già i caroselli allo stesso modo anche se siamo in testa in Champions ci sono 4 squadre in due punti e dobbiamo ancora giocare una gara tutt’altro che facile al Camp Nou, prima di Inter-Rubin Kazan a Dicembre.

Di sicuro, anche ieri una bella mazzata sui denti non solo dei gufi (ci stanno in fondo), ma soprattutto di quelli che fanno tanto gli sboroni che si intendono di calcio internazionale e poi sghignazzavano ai nomi nuovi dell’urna: se i campioni di Russia tolgono 4 punti su 6 al Barcelona, forse qualche riflessione in più sul nostro girone andrebbe fatta…

P.S.: abbiamo terminato il match con una disposizione tattica degna del Calcio Balilla, in quella che riprendendo un vecchio post definirei “Feijoada Cosacca”..

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