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INCHIESTA CALCIOPOLI: LA STORIA DEL “DOSSIER” CHE NON PIACEVA A SKY E LA BUFERA IN ARRIVO SULLA UEFA!
22.10.2009 10:01 di Sabine Bertagna.

Fonte: fcinter1908.it
“Juve: il grande inganno” Kaos edizioni

Sono passati tre anni, ma Calciopoli ancora incombe sul panorama calcistico italiano. La recente smentita di De Santis, Moggi opinionista e presto anche presente al Cda della Juventus sono segnali di un equilibrio di trasparenza precaria, dal quale emergono alleanze mai spezzate. Il 6 febbraio 2006, dopo un Juventus-Udinese che fece gridare alla vergogna, Alessandro Arrighi (giornalista e autore di “Juve: il grande inganno” e “Scudetti col verme”, entrambi editi dalla Kaos) decide di inviare a Inter Channel una lettera di due pagine con il riepilogo dei favori arbitrali concessi alla Juventus e di quelli messi in atto per sfavorire l’Inter. La lettera viene letta in diretta da Roberto Scarpini al Processo di Biscardi e immediatamente citata dai media come un Dossier dell’Inter. Come spiegherà successivamente anche Giacinto Facchetti, non è altro che una richiesta di spiegazioni, dati alla mano, di uno spettacolo calcistico ormai increscioso, e che da lì a tre mesi sfocerà nello scandalo del pallone, che tutti conosciamo come Calciopoli. O che crediamo di conoscere. Alessandro Arrighi ha commentato in una lunga intervista in esclusiva per fcinter1908.it il panorama del calcio di oggi, la sudditanza giornalistica e l’imminente scandalo legato alla Uefa, del quale sentiremo presto parlare (preparatevi: sta per scoppiare un altro bubbone!). Con una dedica speciale a chi nell’onestà e nella trasparenza aveva trovato il suo unico modo di essere: l’indimenticabile Giacinto Facchetti.

Partiamo dalla lettera che lei aveva inviato a Inter Channel dopo un tristemente famoso Juventus-Udinese, quando i favori arbitrali avevano oltrepassato il limite della decenza. Ci può raccontare come è andata e in che modo quella denuncia è diventata un libro?

Dopo quella giornata di campionato ero esasperato dai furti ininterrotti ai danni dell’Inter. In quel campionato tutti i match della Juventus erano stati falsati e non a caso il 60% degli arbitri di allora è stato poi coinvolto nell’inchiesta di Napoli con accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Feci quindi semplicemente un riepilogo degli eventi, giornata per giornata, fino a quel momento e chiesi perché l’Inter non segnalasse le scorrettezze alla magistratura. Questo io lo scrissi quattro mesi prima che poi tutta l’Italia venisse a sapere la verità. Roberto Scarpini lesse un estratto di quelle due pagine al Processo di Biscardi e poi ho saputo che quelle pagine erano state date anche a Giacinto Facchetti. La stampa equivocò il tutto perché non era un dossier dell’Inter, ma un riepilogo documentato molto compatibile con la realtà dei fatti. Il Corriere della Sera parlò di un dossier dell’Inter e Bargiggia a Studio Sport mostrò l’originale del mio fax in diretta. Tra l’altro, sempre nel febbraio 2006, io questa vicenda l’avevo segnalata alla redazione sportiva di Sky (la quale è evidentemente condizionata dal patto di marketing Milan-Juventus stipulato tra Giraudo e Galliani nel 2005) e mi fu detto che la cosa non era di loro interesse. Hanno preso un buco pazzesco: avrebbero potuto anticipare di mesi quello che poi è venuto fuori e invece hanno ignorato completamente la vicenda. A maggio decisi di scrivere un libro, mi rispose la Kaos, che si offrì di pubblicarlo e “Juve: il grande inganno” vendette circa 3.500 copie.

Pochi mesi dopo sarebbe scoppiato lo scandalo Calciopoli. Improvvisamente la stampa ci raccontava di un sistema minuziosamente costruito da Moggi, nel quale si accordava con arbitri e designatori sull’esito delle partite. Ma dove era la stampa durante Calciopoli?

La grande stampa (televisioni, quotidiani sportivi e nazionali) ha occultato il 90% delle notizie fondamentali. Nessuno mai ha pubblicato quello che ha pubblicato l’Espresso, e cioè il rapporto dei carabinieri del nucleo provinciale di Roma, che aveva svolto le indagini su input dei pm di Napoli dal quale si evincono 20 anni di calcio italiano malato e nel quale si parla delle dirigenze e delle proprietà di Milan e di Juventus in termini piuttosto gravi. L’Espresso le ha pubblicate queste cose, ma nessuno le ha lette. Il pubblico non sa niente di tutto ciò. Nel rapporto si parla per esempio dello sconto delle auto Fiat riservato ad arbitri e guardalinee, di Moggi che chiama Lapo Elkann per sbloccare le auto per i fabbisogni della Juventus. Cose confermate anche da Capobianco, ex-dirigente bianconero. E poi ancora dell’accordo di potere Galliani-Carraro-Giraudo-Moggi per controllare il calcio italiano. E di Platini, che chiede la raccomandazione ai fondatori della Gea per essere eletto alla presidenza dell’Uefa. E’ notizia di questi giorni che l’Interpol ha scoperto che la Champions League è più taroccata del campionato italiano di Moggiopoli, con 40 partite sotto indagine. Quindi anche l’arbitraggio di ieri e in generale delle ultime partite dei nerazzurri in Europa potrebbe essere conseguenza di un sistema manovrato. A novembre verrà pubblicato il rapporto di questa indagine, che dura da tre anni, e della quale ha parlato solo il Mattino. Questo per dare un’idea del livello d’informazione. Non è venuto fuori neanche il 4% di quello che i carabinieri avevano scoperto. I giornalisti prendevano il premio scudetto dalla Juve. Se la Juventus vinceva lo scudetto pagava anche i giornalisti amici a fine campionato. E poi smentiamo una volta per tutte la grandissima balla delle presunte intercettazioni della Telecom e del presunto coinvolgimento dell’Inter. I pm di Napoli hanno risposto che le intercettazioni le hanno condotte i carabinieri e i pm Beatrice e Narducci. C’è stata poi un’indagine di due anni su Telecom che ha escluso in via preliminare qualsiasi coinvolgimento di Tronchetti Provera e di Carlo Buora per quanto riguarda le famose intercettazioni illegittime della Telecom. L’Inter ha querelato recentemente Bergamo, ma nessun giornale ha aggiunto la considerazione che questa storia era già stata vagliata e risolta dai magistrati. L’Inter in questa vicenda non ha avuto nessun tipo di coinvolgimento.

Mourinho, appena arrivato in Italia, ha inquadrato immediatamente due problematiche del calcio italiano: la prostituzione intellettuale e il conflitto d’interessi. Nel suo libro si parla molto dell’asse Juventus-Milan. Ora dopo Calciopoli come si è ridisegnato?

Che cosa è successo dopo Calciopoli? Nulla. La dimostrazione classica è il trofeo Berlusconi, l’unico trofeo al mondo giocato da soltanto due squadre, che è nato nel segno di Telepiù in seguito diventato Sky, con gli stessi dipendenti e con la stessa dirigenza. Il patto di marketing tra Juventus e Milan è tuttora esistente, anche la santa alleanza stipulata da Galliani e Giraudo non è stata infranta. Sempre per rimanere in tema di conflitto d’interessi, Galliani è stato già eletto presidente della neonata Lega di A, ora separata da quella di B.

Come è nata la dedica speciale a Giacinto Facchetti?

La cosa più significativo è che il mio libro è andato in stampa drammaticamente il giorno in cui Giacinto Facchetti è morto. Ho appreso la mattina in cui dovevano stampare il libro, che era venuto a mancare, ho telefonato alla Kaos e siamo riusciti a inserire la dedica in prima pagina a Giacinto. In seguito sono stato contattato dal figlio Gianfelice, che mi ha detto di aver letto il libro e di considerarlo come il proseguimento del lavoro di mio padre. Mi è stato vicino anche nella presentazione del libro.

Che cosa ne pensa dell’uscita di De Santis? Ritiene che la stampa gli abbia dato il giusto peso?

Penso che De Santis l’abbia fatto perché la vicenda gli sarebbe costata qualche milione di euro di danno e sarebbe stato sul lastrico. Se c’era una figura corretta quella era sicuramente Facchetti. Avendo mentito e non potendo provare nessuna delle sue accuse per non rovinarsi ulteriormente la vita De Santis è stato costretto a farlo. Come sarà costretto a fare presto Bergamo. Come ha fatto anche Moggi: i disperati cercano di dire quello che facevamo noi, lo facevano tutti.

Che cosa ne pensa della prossima partecipazione di Moggi al Consiglio d’Amministrazione della Juve?

Una cosa tragicomica. Più tragica che comica. Moggi è attualmente imputato in cinque, dico cinque, processi penali a suo carico. Uno a Roma, dove è già stato condannato a 18 mesi di reclusione per illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, uno per falso in bilancio, falsa fatturazione, illecita iscrizione ai campionati di serie A, plusvalenze a Torino per la gestione della Juventus (processo sul quale la Figc chiude entrambi gli occhi altrimenti la Juve dovrebbe essere nuovamente processata e retrocessa), un processo a Roma per diffamazione aggravata ai danni dell’Inter e di Facchetti, un processo di Napoli associazione a delinquere e frode sportiva. 5 processi, e una persona già condannata, processata e radiata a livello sportivo diventa opinionista, viene ospitata in trasmissioni; Italia 7 Gold gli ha fatto ora un lauto contratto come ospite fisso della trasmissione sportiva. E presto si presenterà come grande dispensatore di verità al Cda della Juventus. Ricordiamoci che l’avvocato della Juventus Zacconi aveva detto nel 2006 che carte alla mano erano da serie C. Questo in sede di Cda.

Gli errori arbitrali commessi negli ultimi anni sono imputabili a qualche sistema?

Non sono imputabili ad un sistema. Resta il fatto che Juventus e Milan hanno sistematici favori arbitrali in tutte le partite, occultati in maniera vergognosa dai giornali e dalle trasmissioni sportive. Come i torti, che subisce l’Inter e che vengono sistematicamente fatti sparire dalle moviole domenicali. Parlerei del conflitto di interessi e del fatto che Juventus e Milan controllano il 95% della stampa sportiva italiana. Questo induce gli arbitri a non sbagliare per non essere massacrati il giorno dopo. E induce gli stessi a sbagliare molto piacevolmente contro l’Inter perché sanno che i loro errori non verranno mai fatti vedere. In questo modo gli arbitri fanno anche carriera internazionale. Pensiamo ad Orsato per esempio. In Cagliari-Inter: espulsione di Mourinho, rigore non dato a Stankovic, rigore dato contro, con Maicon che non sfiora il cagliaritano. Non a caso Orsato quando ha arbitrato l’Inter ha sempre fatto di tutto per non farlo vincere. Lui è uno dei papabili per l’arbitraggio internazionale. Questo mi sembra un segnale molto significativo per capire chi comanda ancora oggi.

RINGRAZIAMO LA GRANDE DISPONIBILITA’ DI ALESSANDRO ARRIGHI!

About errek

Violento ed irascibile si distingue per l'assoluta mancanza di apertura mentale. Essendo nato a Catanzaro Nord, detesta il Sud e i meridionali in genere e tifa Inter da molto prima che fossero creati i Cieli e la Terra.