Presidente, ci mancherai.

Il nostro, in compagnia del suo Caino.

Il nostro, in compagnia del suo Caino.

“L’addio di Cobolli Gigli è stato deciso da John Elkann in nome dello svecchiamento, ideologia che il presidente Exor persegue con decisione. L’ha fatto alla Stampa, con la direzione di Mario Calabresi, lo vuole alla J**e. Ora che l’emergenza-scandalo è finita, ora che l’immagine della società è stata ricostruita, per Elkann bisogna passare alla fase successiva, quella della riconquista di una centralità bianconera nel Palazzo e sul campo. Più Blanc in Lega e dove si fa la voce importante (o grossa) e attraverso il presidente esecutivo far sentire il peso di Torino. Inoltre si risparmia lo stipendio di Cobolli”. Roberto Perrone, pag. 48 Corsera.

Diciamolo subito, con Giovanni Cobolli Gigli esce dal mondo del calcio una persona divenuta subito un idolo. Dei tifosi nerazzurri. Esperto di c(or)azzate e portaerei ha sempre avuto un occhio di riguardo nei nostri confronti, anche perché voleva accertarsi che il suo calciatore preferito, Ibrahimovic, continuasse la brillante carriera. Ibra, uno dei pochi giocatori di cui era a conoscenza prima che gli inviassero un file dalla sede di Corso Galileo Ferraris con i nomi degli altri componenti della rosa. Fax arrivato in ritardo per via di perquisizioni di tutte le forze dell’ordine fino ad allora conosciute per cercare prove di un numero cospicuo di reati nell’estate del Signore 2006.

Anche se ancora oggi fatichi a riconoscere le sembianze di Molinaro, Poulsen, Tiago e Stendardo, prova un senso di acrimonia verso un allenatore Settantenne a cui aveva affidato le chiavi del mercato. Delle sue gesta ricordiamo la minaccia di ricorrere al TAR del Lazio per le sanzioni comminate dalla giustizia sportiva a seguito dello scandalo di Calciopoli. Non si è ben capito se perché ritenesse la Serie B una condanna troppo mite o perché il contratto di Zaccone scadesse due settimane più tardi e quindi volesse massimizzare le risorse a disposizione secondo il noto concetto economico riassunto dal “è già pagato”.

Notevole anche il modo in cui abbia cercato di ingraziarsi la tifoseria di Tuttospot con dichiarazioni portafortuna: “Tifo Roma”, disse alla vigilia di Parma-Inter, leggendo il gobbo. Sappiamo tutti come finì. In cuor suo, però, fu contento per la doppietta del Genio. Ci ha riprovato nell’ultimo derby della Madonnina: “Tifo Milan”. Esiti devastanti per la tifoseria biancorossonera.

Ci preme, però, aggiungere qualche considerazione sull’articolo di Roberto Perrone. E’ quantomeno ingeneroso liberarsi di un presidente del suo calibro per meri problemi anagrafici. A 64 anni non si è vecchi, ormai la scienza ha fatto passi da gigante. Senza contare la storia del tono della voce, come se Blanc fosse il compianto Sandro Ciotti. Inoltre, passi la questione dell’“emergenza scandalo”, ma dire che l’immagine della società sia stata ricostruita ci pare francamente un azzardo. Neanche la premiata ditta B&B (Berlusconi&Bertolaso) riuscirebbe nella ricostruzione di macerie di proporzioni così elevate.

Se il problema è lo svecchiamento, un consiglio fraterno a John: il posto da presidente (a)spetta a Lapo (quasi cit., manca un congiuntivo).

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