scritto da il 30 ottobre 2009 alle 0:57

Nome e Cognome

Mario Balotelli. Questa vittoria porta la sua firma marchiata a fuoco, con acciaio al calor rosso. Tutte le azioni passano da lui. Riceve palloni nelle situazioni più impossibili e li addomestica con dei tocchi di pura magia. SuperMario oggi era in serata strepitosa, virtualmente immarcabile. Vero protagonista della partita. Regia, Montaggio e Recitazione. Tutta farina del suo sacco.

Si procura il rigore del primo vantaggio facendo l’otto intorno ai difensori del Palermo, neanche fossero i birilli della prova per il patentino dello scooter. Vorrebbe tirare il rigore e si allontana stizzito quando il Capitano lo porta via prendendolo per mano, il primo rigorista è Eto’o (scusaci Mario, avresti anche ragione, ma le regole sono regole e ci ricordiamo ancora cosa succede quando si infrangono… come dici? Tu non tiri come Materazzi? Obiettivamente è un punto a tuo favore!).

Subito pace tra le punte nerazzurre, grazie all’azione diplomatica di Capitan Zanetti e del maestoso Deki, ed ecco così regalato anche il siparietto “volemosse bbene”. Poi dicono che lo Stadio non è più un posto per famiglie! Mario, dillo ad Abete che ti deve una birra.

Di nuovo da solo contro tre nell’occasione del raddoppio. Sovrasta tutti i difensori e insacca sul primo palo, andandosi a prendere l’ovazione di San Siro che non aspettava altro.

Da vero rapinatore il suo secondo goal, va a ribadire in porta un colpo di testa del Cuchu. Probabilmente sarebbe finito in porta lo stesso, Sirigu sembrava troppo in ritardo per poter recuperare, ma va bene così. Per quello che ha fatto in campo è ancora a credito.

Infine ancora protagonista sul goal del 4-0. Lanciato da solo verso l’area si porta sul fondo trascinandosi dietro i due centrali del Palermo. Difende palla si gira e la appoggia per Eto’o, che non deve fare altro che calare il poker sul piatto.

Quando all’inizio del scondo tempo accusa un malore ed è costretto a uscire la differenza si nota subito. Passa un minuto e il Palermo accorcia le distanze. Il nostro ritmo cala, la concentrazione dei nostri pure. Difficile mantenerla quando chiudi il primo tempo con 4 reti di scarto sull’avversario. La manovra rallenta e diventa prevedibile, il Palermo prende coraggio e gli svarioni di Cordoba e del Bambino, in coabitazione con Muntari mettono a dura prova le nostre coronarie.

La temperatura scende, il Severgnini Inter Club inizia a mugugnare alle nostre spalle. La febbre del mio vicino di posto sembra aumentare, cerco di tranquillizzarlo, ma io stesso ho dimenticato la sciarpetta a casa e non ho molto conforto da offrire. Non sento ancora il tragico odore della beffa, ma confesso di aver lanciato un paio di occhiate all’orologio.

Si fa male anche Eto’o, però ritroviamo il Principe Milito e Thiago Motta. Sono al rientro e si vede, manca la velocità e un po’ di lucidità, ma c’è la classe a sopperire. Motta inizia ad amministrare il possesso palla a centrocampo, mandando fuori giri i giocatori del Palermo.

Maicon, fà il Maicon e manda in goal il Principe che battezza nel modo migliore il suo ritorno.

Potremmo dirne tante ancora su questa emozionante partita: potremmo parlare dello strepitoso momento di Deki che anche oggi ha giocato in modo esemplare.

Potremmo compiacerci della potenza di un Maicon che a tratti continua ad essere irritante, talvolta lento a rientrare o svogliato nell’alimentare l’azione certo, ma che quando scala di marcia e affonda sul gas, non ce n’è proprio per nessuno. Semplicemente immenso.

Potremmo, appunto, ma scusate questa sera è tutta per lui. Mario Balotelli.

Segna e fa segnare. Terrorizza gli avversari. Incanta i tifosi con numeri di pura magia.

Per caso vi ricorda qualcuno?

scritto da il 29 ottobre 2009 alle 11:13

Il paese dei campetti

Dovrei forse parlare della partita di questa sera, ma ad onor del vero credo che non ci sia molto da dire. Faccio solo qualche banale considerazione che potete tranquillamente archiviare come “parole in libertà”, un modo meno svilente per dire “chiacchiere da bar”.

Riceviamo una buona squadra. Allenata da colui che fu il mio eroe quando, grazie a una famiglia storicamente Interista, seppur solo blandamente tifosa, mi avvicinai ai colori che qui tutti amiamo. Le prestazioni del Palermo sono state abbastanza altalenanti in questo inizio di stagione, specialmente quando i rosa-nero si sono trovati lontani dal caldo pubblico casalingo, ma credo che tutti abbiano ben presente la strepitosa prova contro la Giuve. Vietato abbassare la guardia quindi e occhio ai problemi fisici che fino ad oggi ci hanno sempre impedito di schierare la formazione titolare.

Al momento sono tutti rientrati a parte ovviamente Sneijder, sono da valutare le condizioni di Milito e Motta, che avrebbero senza dubbio bisogno di mettere qualche minuto nelle gambe, ma che probabilmente non è il caso di rischiare subito per i 90 minuti. C’è da aspettarsi un minimo turnover questa sera per lasciare spazio a soluzioni più creative contro il Livorno.

Dal canto suo Zenga non è un avversario semplice, l’Uomo Ragno è l’antitesi di Spalletti e del suo mono-modulo. Walterone adatta spesso la squadra alle situazioni e agli avversari risultando abbastanza imprevedibile, anche se non sempre efficace. Sarà una gara interessante.

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Detto questo vorrei raccontarvi quel che si vede sorvolando l’Italia in una serata limpida e senza nuvole. La discesa verso l’aeroporto di Orio al Serio è stata per molti versi una rivelazione (Nino, sull’articolo da usare ogni regione si divide come da usanza Italiana, ma ne discuteremo in sede di commenti :-)).

Dopo il calar del sole, da qualche migliaio di metri di quota, la Lombardia appare come un’unica, quasi ininterrotta metropoli da Varese fino a Brescia (siamo ancora in trepidante attesa delle BreBeMi). Il buio della notte viene cacciato via da una fitta schiera di cittadine illuminate. Nel mezzo di tutto questo, ogni tanto lo sguardo viene attirato da un rettangolo verde illuminato a giorno.

Al viaggiatore calcisticamente coinvolto viene naturale chiedersi quale sia dei tanti che vengono nominati ogni domenica nelle trasmissioni sportive e subito inizia a scrutare i dintorni nel tentativo di trovare qualche riferimento che gli permetta di capire quale città stiamo sorvolando in quel momento, lungo il corridoio di discesa.

Solo quando finalmente la rotta si stabilizza dopo l’ultima virata al nostro osservatore, si paleserà la verità dei fatti. Quel rettangolo di gioco illuminato a giorno è seguito da un altro a poca distanza e poi da un altro ancora e così via fino a quando il sussulto del carrello sulla pista non lo distrae. Quello che sembrava un campo di una certa importanza da grande altezza altro non è che un campetto di paese illuminato a giorno.

Tipica contestazione in uno stadio di provincia

Ora sia chiaro, non è mia intenzione lanciarmi in una filippica contro i sindaci dei paeselli, che sprecano fiumi di denaro per avere dei campi regolamentari, illuminati come nemmeno a Marsiglia sanno fare, quando magari il paese limitrofo, a nemmeno due Km di distanza ha già un impianto del tutto identico.

Se ne potrebbe ragionare, come si potrebbe ragionare del dispendio energetico di tenere accese tutte quelle luminarie, ma non è mia intenzione.

Piuttosto mi stupiscono un paio di cosette. Non esagero affatto quando dico che di questi campi ne ho visti almeno una dozzina nel giro di cinque minuti cinque. Di tutti questi solo uno vedeva una partita in corso, tutti gli altri mostravano un perfetto manto erboso, illuminazione degna della Champions League e assolutamente nessuno in campo.

Le domande che lancio nel vuoto cosmico sono due:

Possibile che dei campetti nel Bresciano abbiano un terreno di gioco migliore di quello di San Siro?

E poi, con tutti questi campi sparsi in giro per l’Italia, che permettono a moltissimi di approcciare il gioco del Calcio, come facciamo a ritrovarci una Nazionale tanto pidocchiosa?

Troppa gente che scrive di Calcio invece che giocarlo si direbbe… mmm…

Speriamo almeno che Sarasa guarisca presto dalla Swine Flu, così che torni a raccontarci delle sue mirabolanti prestazioni sul sintetico Milanese! :-)

scritto da il 28 ottobre 2009 alle 18:04

Inter-Palermo & Indovina l’intruso

Che dire, il numero abnorme di commenti al post sottostante testimonia il non-aggiornamento del blog per un paio di giorni.. proviamo a rifarci con un post doppio.

Primo concorso “Indovina l’intruso” aperto a tutti, anche agli ultras, si tratta di individuare il personaggio o la situazione che sembra provenire da un altro pianeta rispetto alle altre:

  • Capello, Fabio (Commissario Tecnico dell’Inghilterra, già allenatore in Italia e Spagna per più di 15 anni) “Purtroppo gli ultrà fanno tutto quello che vogliono. Allo stadio si può insultare tutto e tutti. In Spagna invece c’è grande rispetto e le famiglie vanno allo stadio con i propri bambini: è un altro mondo [...] Mi rammarico molto di quanto sta succedendo in Italia, il declino sarà sempre più evidente, basterebbe solo applicare la legge. Bisogna prendere una decisione da parte delle autorità e dei club affinchè la gente torni negli stadi e questi siano più accoglienti”.
  • Petrucci Gianni (Presidente del Coni) “Comandano gli ultrà? Assolutamente no. Capello ha allenato in Italia, sono un suo amico, e non mi va che quando si è all’estero si danno dei giudizi sul proprio paese. Sono dichiarazioni che non mi intusiasmano e che lasciano il tempo che trovano. È facile parlare dall’alto” e Abete Giancarlo (Presidente FIGCI) “Alcune volte l’immagine che si trasferisce del nostro tifo può essere tale da confondere il comportamento di pochi, col comportamento di tanti. I risultati dimostrano che gli episodi di violenza sono diminuiti. La tessera del tifoso è un’opportunità importante per le stesse società. Se coloro i quali hanno problemi con la giustizia non sono d’accordo non è un problema”.
  • 27/10/2009: allenamento interrotto a Formello per la contestazione a squadra (Lazio), presidente ed allenatore, da parte degli ultras biancocelesti, il tutto con contorno di cori, striscioni e soprattutto petardi; ma siccome non paghiamo le tasse invano, sappiate che polizia e carabinieri in assetto antisommossa supportati da quattro blindati tenevano sotto controllo la situazione…
  • Ranieri Claudio (ex allenatore Juventus F.C.) “Posso dire che l’anno scorso volevamo Stankovic alla Juventus e non l’abbiamo preso perché non stava bene ai tifosi. Poi si è visto che campionato sta facendo…”
  • da Calciomercato.com: Venerdì prossimo i 42 presidenti di A e B diranno no alla tessera del tifoso e lo comunicheranno al ministro Roberto Maroni: come noto, il numero 1 del Viminale voleva renderla obbligatoria per le trasferte dal prossimo gennaio. Ma di fronte al no compatto dei club e alle proteste degli ultrà, è pronto a fare slittare tutto all’inizio della stagione 2010-’011. Sempre che il progetto, nel frattempo, non venga definitivamente accantonato. Intanto il senatore e giurista del Pdl, Domenico Benedetto Valentini, si è fatto firmatario di un disegno di legge presentato alla Commissione Affari costituzionali del Senato: nel nuovo articolo 9 della legge 41/2007 si specifica infatti che il Daspo deve essere “in atto”. Solo in quel caso non si possono acquistare biglietti e avere la tessera del tifoso. Prima era una norma assurda e troppo penalizzante. Chi ha sbagliato e pagato, non deve essere bollato a vita. “Con le regole attuali-sostengono infatti gli ultrà-un daspato sarebbe privato a vita della tessera del tifoso”. Lo stesso Maroni si era accorto che l’articolo 9 (voluto da Amato) era sbagliato, e quindi da cambiare. Detto questo, il progetto tessera del tifoso subirà uno stop, forse definitivo. I tifosi l’hanno capito e difatti non protestano nemmeno più.

Veniamo a noi, ovvero al posticipo della decima giornata, quell’Inter-Palermo che pare inizi all’insegna del tarallucci e vino tra Zenga e Mourinho, dopo le iniziali incomprensioni post Inter-Catania di un anno fa (“questa partita poteva finire 5-1″ e “mi sembra un’esagerazione”).. in effetti, un Mou più tenero di così con un allenatore della serie A mi sembra di ricordarlo solo con Leonardo prima di bastonarlo in campo nel derby d’agosto e pieno di elogi tattici a Gasperini prima dell’ultima goleada, ma addirittura stavolta si è spinto ad auspicarne un’eventuale successione!

In conferenza stampa, l’allenatore portoghese ha sottolineato il dato più curioso e meritevole della carriera da allenatore del più forte portiere della storia nerazzurra: la gavetta; è innegabile infatti che Zenga abbia girato mezzo mondo (con risultati in crescendo) prima di approdare a quella serie A che sembra un posto adeguato ad uno che non si ritiene già “imparato” per essere stato un grande campione sul campo, ma si migliora costantemente osservando chi ha più esperienza di lui.

Se poi questo lo porterà sulla panchina di una grande, magari addirittura a quel sogno chiamato Inter per Walterone, ce lo dirà solo il tempo, per ora resta un avversario ostico di tutto rispetto, capace di sorprendere per esempio la juventus con formazioni stile fine anni ’90 (con il 3-4-1-2)…

Da parte nostra, pare che siano tutti abili e arruolati tranne il solo Sneijder (che ritroveremo solo per Inter-Roma), si va verso un turn-over minimo (infatti i più han riposato durante l’ultimo turno) visto che il Palermo con il Catania ha in comune solo la regione d’appartenenza.
Probabile formazione: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel,Chivu; Zanetti, Cambiasso, Motta; Stankovic; Eto’o, Balotelli.

Note a margine:
1) prosegue il divertente teatrino con Balotelli, dopo i problemi “generassionali” abbiamo visto prima un Mario che esce dagli allenamenti con una “macchinina” (cit.) e lo fa notare (“non è mica una Ferrari” – vero, tra l’altro, risulta che il ragazzo abbia una Bentley…) ed oggi un Mou più accondiscendente “sabato avrà fatto quel che doveva fare dopo la partita, domenica si è riposato, da lunedì ha lavorato bene”… tutto nella norma quindi.
2) nel rispondere al settantenne già citato nel concorso di cui sopra, Mou ha detto che il primo giocatore con cui ha parlato una volta arrivato all’Inter è stato Stankovic, che gli ha detto di voler rimanere, e da quel giorno per lui era un giocatore su cui contare; non solo, l’allenatore indica chiaramente anche la data di questo colloquio, il 16/07, quindi qualsiasi contestazione da parte degli ultras bianconeri successiva, era una colossale perdita di tempo!
3) il nuovo presidente gobbo è Jean Claude Blanc, che risulta già in scia ai predecessori, i mitici Cobolli Gigli, ma su questo torneremo più nello specifico in futuro…

scritto da il 25 ottobre 2009 alle 10:58

Catania chi? Enzo?

Non è stata certo una partita da emozioni forti, Inter-Catania, chiusa dopo mezz’ora dall’uno-due Muntari-Sneijder (che gol, signori, che gol…) e poi riaperta solo virtualmente da un tuffo olimpico a 6 minuti dalla fine.

La squadra Etnea non ha prodotto occasioni degne di tal nome dimostrandosi di una pochezza quasi imbarazzante in tutti i reparti, e l’Inter avrebbe potuto chiudere il primo tempo con un vantaggio persino superiore, con un po’ di freddezza sotto porta in più.

Va bene lo stesso, non siamo ingordi e ci può bastare anche una vittoria per 2-1 contro una seria candidata alla retrocessione, soprattutto se questa partita ha concesso un po’ di tregua a pedine fondamentali come Samuel, Cambiasso e Stankovic… e questo ci porta alla rivoluzione copernicana annunciata da Mourinho nel post partita: lo sdoganamento del turn-over (“Questo mi farà pensare prima di qualche partita importante di Champions di lasciare fuori 3-4 giocatori fondamentali per noi e rischiare qualcosa in campionato dove abbiamo 40 partite da giocare e scommettere un po’ di più sulla Champions”).

L’anno scorso, ma a ben guardare anche quando allenava altre squadre, l’allenatore portoghese si è sempre affidato ai 12-13 titolari, quando disponibili, senza fare troppi calcoli sulle partite successive.
Atteggiamento magari dettato dall’età media (più bassa) al Porto ed al Chelsea, magari da un atteggiamento mentale più “sfrontato” in senso calcistico dei suoi giocatori in campo europeo: quale che sia la ragione, ha provato a replicare questa filosofia anche all’Inter, e finora non ha funzionato, quindi come diceva non so quale gnocca publicitaria “meglio cambiare no?”.

Se nella prossima sfida casalinga con il Palermo dovrebbero tornare quanti hanno riposato sabato, ci ha già annunciato invece la possibilità di far rifiatare qualcuno prima di una sfida di Champions, quindi contro il Livorno.
Visto il Vieirà versione bei tempi di ieri sera (traversa a parte), come dargli torto? Altri che mi aspetto di vedere con un minutaggio superiore sono i giovani perennemente in rampa di lancio, senza entrare nei problemi (de)generazionali, ovvero Santon, Khrin ed Arnautovic, e mi sa che all’occorrenza pure Lucio potrebbe far spazio a Matrix.

Accolgo con notevole piacere invece la notizia di un interessamento di De Laurentis per Quaresma, come da intervista al presidente-produttore sulla Gazza di ieri, così come credo che con l’arrivo di Pandev pure Suazo farà bene a cercarsi una sistemazione altrove, per non perdere l’occasione mondiale.

Malaysia MotoGP Motorcycle Racing

Capitolo extra-calcio: complimenti a Valentino Rossi per il nono mondiale, il settimo nella massima categoria, ora ha davanti solo dei mostri irraggiungibili come Nieto (13) ed Agostini (15) che però correvano in più classi ogni anno.
Aveva una maglietta con scritto ironicamente “Gallina vecchia fa buon brodo”, per rispondere a chi lo dava già per “bollito” visto il nuovo che avanza, Lorenzo & Stoner… spero che Adriano Galliani abbia visto e ne tragga ispirazione, magari gli viene fuori un’altra bella lettera per gli sponsor

scritto da il 24 ottobre 2009 alle 12:26

il segreto del suo successo

C’è poco da dire, prima o poi tutti gli altarini si svelano, caro Presidente Vitarob (per i nuovi, è il presidente onorario del blog).

Ergo, nei commenti ci hai fatto una testa tanta, per anni, su Zanetti, ma la Gazza di oggi ristabilisce la verità, una volta per tutte:

la "prima" che inchioda il Presidente vitarob alle sue responsabilità...

la "prima" che inchioda il Presidente vitarob alle sue responsabilità...

Battute (e montaggio) a parte, complimenti al Capitano per la longevità atletica, indipendentemente da altre considerazioni tecnico-tattiche, perchè a certi numeri si può arrivare solo con il lavoro e la vita da atleta, quella che non faceva per esempio un noto bomber che poi si andava a disintossicare in svizzera…

scritto da il 22 ottobre 2009 alle 21:21

Le solite facce di cemento

Per prima cosa un passo indietro: ci siamo ampiamente arrovellati su Inter-Dinamo Kiev, abbiamo provato a trovare delle spiegazioni razionali a qualcosa che razionale non è, ovvero la differenza di atteggiamento tra la squadra ammirata contro il Genoa e lo spettacolo poco edificante di martedì, come se non bastasse visto che siamo vicini ad Ognisanti (per i più giovincelli, Halloween, per Nino44 che già c’era, la festa di Pomona) ieri sera si sono svegliati i morti, in modo da regalare un dolcetto ai poveri milanisti dopo molti, anche troppi, scherzetti… insomma, due bei giorni del casso, per noi interisti a più o meno stretto contatto con amici, parenti, colleghi (o peggio, capi) rossoneri e persino gobbi, salvati da Buffon.

Già da oggi tuttavia possiamo provare a pensare ad altro, visto che gli spunti non mancano, in vista della nona giornata ma non solo.

Amarcord 1: è passato poco più di un anno dalla nota vicenda del “cemento in bocca”, ma il signor Lo Monaco, amministratore delegato del Catania, non pare aver frequentato in questo periodo alcun corso di usi e costumi dei popoli civili; l’ultima pirla del pacato gentlemen: “Noto che anche in questa stagione coi suoi comportamenti dimostri ancora di essere più capace a parlare fuori dal campo che a lavorare in campo, anche se ha tra le mani una tra le squadre più forti d’Europa. (…) Non nascondo che le mie parole nei suoi confronti di qualche tempo fa furono forti, ma io ho pagato con una multa e una inibizione, lui invece non paga mai, eppure continua a dire la sua su tutto e tutti”.

Ci spiegasse cosa ha detto Mourinho di anche solo paragonabile ai suoi avvertimenti di stampo (o betoniera) intimidatorio per non dire peggio… nel frattempo non disperiamo di vedere il suo bel faccione, un mix perfetto tra Riina e Pacciani, mentre si produce in improbabili non-scuse che in realtà peggiorano la situazione, come un anno fa appunto.

Amarcord 2: al via il processo che vede Christian Vieri contrapposto all’Inter nel noto affaire intercettazioni; l’ex calciatore (ora ufficialmente, dopo circa 4 anni de facto) non trova di meglio da fare che chiedere 21 Milioni di Euro come risarcimento, 9 dall’Inter e 12 da Telecom.
Mi piacerebbe aver visto la faccia dell’avvocato Danilo Buongiorno quando qualche settimana fa, magari dopo aver passato la giornata a sistemare le carte processuali e a provare a spiegare al suo assistito che non poteva dire al giudice di essere più uomo di lui (a prescindere dal colore dei calzini), avrà acceso il televisore per rilassarsi trovandosi di fronte questo spettacolo, da Chiambretti, minuto 7′ 42″…

Amarcord 3: siamo già alle ipotesi di sostituzione per Mourinho, il solito Gianluca Rossi spiega sicuro che Mou a fine anno se ne andrà, che il prossimo allenatore durerà ancora meno, nei servizi di Telelombardia ed Antenna 3 sulla Beneamata il sottofondo musicale è la cavalcata delle valchirie.. ho scritto “amarcord”, ma si legge “crisi Inter”; come se non bastasse, Chiellini testimonial di un videogioco torna a parlare di Scudetto e Champions League, come qualche mese fa’…

Amarcord 4: ricordo un’altra squadra capace di vincere contro il Real Madrid in una stagione che finì non male, ma malissimo; era la fine di Novembre del 1998, mattatore della serata il Divin Codino Roberto Baggio, in panca ancora Simoni; auguro ai rossoneri analogo epilogo della stagione…
Va detto che almeno non ci fu quell’anno nessuno dei nostri dirigenti a dichiarare, come Cravatta Gialla ieri, “eh, i tifosi devono capire che ogni tanto gli eroi si riposano in Campionato”... per la gioia di chi paga il biglietto.

scritto da il 22 ottobre 2009 alle 11:24

Senza nessun commento!

INCHIESTA CALCIOPOLI: LA STORIA DEL “DOSSIER” CHE NON PIACEVA A SKY E LA BUFERA IN ARRIVO SULLA UEFA!
22.10.2009 10:01 di Sabine Bertagna.

Fonte: fcinter1908.it
“Juve: il grande inganno” Kaos edizioni

Sono passati tre anni, ma Calciopoli ancora incombe sul panorama calcistico italiano. La recente smentita di De Santis, Moggi opinionista e presto anche presente al Cda della Juventus sono segnali di un equilibrio di trasparenza precaria, dal quale emergono alleanze mai spezzate. Il 6 febbraio 2006, dopo un Juventus-Udinese che fece gridare alla vergogna, Alessandro Arrighi (giornalista e autore di “Juve: il grande inganno” e “Scudetti col verme”, entrambi editi dalla Kaos) decide di inviare a Inter Channel una lettera di due pagine con il riepilogo dei favori arbitrali concessi alla Juventus e di quelli messi in atto per sfavorire l’Inter. La lettera viene letta in diretta da Roberto Scarpini al Processo di Biscardi e immediatamente citata dai media come un Dossier dell’Inter. Come spiegherà successivamente anche Giacinto Facchetti, non è altro che una richiesta di spiegazioni, dati alla mano, di uno spettacolo calcistico ormai increscioso, e che da lì a tre mesi sfocerà nello scandalo del pallone, che tutti conosciamo come Calciopoli. O che crediamo di conoscere. Alessandro Arrighi ha commentato in una lunga intervista in esclusiva per fcinter1908.it il panorama del calcio di oggi, la sudditanza giornalistica e l’imminente scandalo legato alla Uefa, del quale sentiremo presto parlare (preparatevi: sta per scoppiare un altro bubbone!). Con una dedica speciale a chi nell’onestà e nella trasparenza aveva trovato il suo unico modo di essere: l’indimenticabile Giacinto Facchetti.

Partiamo dalla lettera che lei aveva inviato a Inter Channel dopo un tristemente famoso Juventus-Udinese, quando i favori arbitrali avevano oltrepassato il limite della decenza. Ci può raccontare come è andata e in che modo quella denuncia è diventata un libro?

Dopo quella giornata di campionato ero esasperato dai furti ininterrotti ai danni dell’Inter. In quel campionato tutti i match della Juventus erano stati falsati e non a caso il 60% degli arbitri di allora è stato poi coinvolto nell’inchiesta di Napoli con accuse di associazione a delinquere e frode sportiva. Feci quindi semplicemente un riepilogo degli eventi, giornata per giornata, fino a quel momento e chiesi perché l’Inter non segnalasse le scorrettezze alla magistratura. Questo io lo scrissi quattro mesi prima che poi tutta l’Italia venisse a sapere la verità. Roberto Scarpini lesse un estratto di quelle due pagine al Processo di Biscardi e poi ho saputo che quelle pagine erano state date anche a Giacinto Facchetti. La stampa equivocò il tutto perché non era un dossier dell’Inter, ma un riepilogo documentato molto compatibile con la realtà dei fatti. Il Corriere della Sera parlò di un dossier dell’Inter e Bargiggia a Studio Sport mostrò l’originale del mio fax in diretta. Tra l’altro, sempre nel febbraio 2006, io questa vicenda l’avevo segnalata alla redazione sportiva di Sky (la quale è evidentemente condizionata dal patto di marketing Milan-Juventus stipulato tra Giraudo e Galliani nel 2005) e mi fu detto che la cosa non era di loro interesse. Hanno preso un buco pazzesco: avrebbero potuto anticipare di mesi quello che poi è venuto fuori e invece hanno ignorato completamente la vicenda. A maggio decisi di scrivere un libro, mi rispose la Kaos, che si offrì di pubblicarlo e “Juve: il grande inganno” vendette circa 3.500 copie.

Pochi mesi dopo sarebbe scoppiato lo scandalo Calciopoli. Improvvisamente la stampa ci raccontava di un sistema minuziosamente costruito da Moggi, nel quale si accordava con arbitri e designatori sull’esito delle partite. Ma dove era la stampa durante Calciopoli?

La grande stampa (televisioni, quotidiani sportivi e nazionali) ha occultato il 90% delle notizie fondamentali. Nessuno mai ha pubblicato quello che ha pubblicato l’Espresso, e cioè il rapporto dei carabinieri del nucleo provinciale di Roma, che aveva svolto le indagini su input dei pm di Napoli dal quale si evincono 20 anni di calcio italiano malato e nel quale si parla delle dirigenze e delle proprietà di Milan e di Juventus in termini piuttosto gravi. L’Espresso le ha pubblicate queste cose, ma nessuno le ha lette. Il pubblico non sa niente di tutto ciò. Nel rapporto si parla per esempio dello sconto delle auto Fiat riservato ad arbitri e guardalinee, di Moggi che chiama Lapo Elkann per sbloccare le auto per i fabbisogni della Juventus. Cose confermate anche da Capobianco, ex-dirigente bianconero. E poi ancora dell’accordo di potere Galliani-Carraro-Giraudo-Moggi per controllare il calcio italiano. E di Platini, che chiede la raccomandazione ai fondatori della Gea per essere eletto alla presidenza dell’Uefa. E’ notizia di questi giorni che l’Interpol ha scoperto che la Champions League è più taroccata del campionato italiano di Moggiopoli, con 40 partite sotto indagine. Quindi anche l’arbitraggio di ieri e in generale delle ultime partite dei nerazzurri in Europa potrebbe essere conseguenza di un sistema manovrato. A novembre verrà pubblicato il rapporto di questa indagine, che dura da tre anni, e della quale ha parlato solo il Mattino. Questo per dare un’idea del livello d’informazione. Non è venuto fuori neanche il 4% di quello che i carabinieri avevano scoperto. I giornalisti prendevano il premio scudetto dalla Juve. Se la Juventus vinceva lo scudetto pagava anche i giornalisti amici a fine campionato. E poi smentiamo una volta per tutte la grandissima balla delle presunte intercettazioni della Telecom e del presunto coinvolgimento dell’Inter. I pm di Napoli hanno risposto che le intercettazioni le hanno condotte i carabinieri e i pm Beatrice e Narducci. C’è stata poi un’indagine di due anni su Telecom che ha escluso in via preliminare qualsiasi coinvolgimento di Tronchetti Provera e di Carlo Buora per quanto riguarda le famose intercettazioni illegittime della Telecom. L’Inter ha querelato recentemente Bergamo, ma nessun giornale ha aggiunto la considerazione che questa storia era già stata vagliata e risolta dai magistrati. L’Inter in questa vicenda non ha avuto nessun tipo di coinvolgimento.

Mourinho, appena arrivato in Italia, ha inquadrato immediatamente due problematiche del calcio italiano: la prostituzione intellettuale e il conflitto d’interessi. Nel suo libro si parla molto dell’asse Juventus-Milan. Ora dopo Calciopoli come si è ridisegnato?

Che cosa è successo dopo Calciopoli? Nulla. La dimostrazione classica è il trofeo Berlusconi, l’unico trofeo al mondo giocato da soltanto due squadre, che è nato nel segno di Telepiù in seguito diventato Sky, con gli stessi dipendenti e con la stessa dirigenza. Il patto di marketing tra Juventus e Milan è tuttora esistente, anche la santa alleanza stipulata da Galliani e Giraudo non è stata infranta. Sempre per rimanere in tema di conflitto d’interessi, Galliani è stato già eletto presidente della neonata Lega di A, ora separata da quella di B.

Come è nata la dedica speciale a Giacinto Facchetti?

La cosa più significativo è che il mio libro è andato in stampa drammaticamente il giorno in cui Giacinto Facchetti è morto. Ho appreso la mattina in cui dovevano stampare il libro, che era venuto a mancare, ho telefonato alla Kaos e siamo riusciti a inserire la dedica in prima pagina a Giacinto. In seguito sono stato contattato dal figlio Gianfelice, che mi ha detto di aver letto il libro e di considerarlo come il proseguimento del lavoro di mio padre. Mi è stato vicino anche nella presentazione del libro.

Che cosa ne pensa dell’uscita di De Santis? Ritiene che la stampa gli abbia dato il giusto peso?

Penso che De Santis l’abbia fatto perché la vicenda gli sarebbe costata qualche milione di euro di danno e sarebbe stato sul lastrico. Se c’era una figura corretta quella era sicuramente Facchetti. Avendo mentito e non potendo provare nessuna delle sue accuse per non rovinarsi ulteriormente la vita De Santis è stato costretto a farlo. Come sarà costretto a fare presto Bergamo. Come ha fatto anche Moggi: i disperati cercano di dire quello che facevamo noi, lo facevano tutti.

Che cosa ne pensa della prossima partecipazione di Moggi al Consiglio d’Amministrazione della Juve?

Una cosa tragicomica. Più tragica che comica. Moggi è attualmente imputato in cinque, dico cinque, processi penali a suo carico. Uno a Roma, dove è già stato condannato a 18 mesi di reclusione per illecita concorrenza tramite minaccia e violenza, uno per falso in bilancio, falsa fatturazione, illecita iscrizione ai campionati di serie A, plusvalenze a Torino per la gestione della Juventus (processo sul quale la Figc chiude entrambi gli occhi altrimenti la Juve dovrebbe essere nuovamente processata e retrocessa), un processo a Roma per diffamazione aggravata ai danni dell’Inter e di Facchetti, un processo di Napoli associazione a delinquere e frode sportiva. 5 processi, e una persona già condannata, processata e radiata a livello sportivo diventa opinionista, viene ospitata in trasmissioni; Italia 7 Gold gli ha fatto ora un lauto contratto come ospite fisso della trasmissione sportiva. E presto si presenterà come grande dispensatore di verità al Cda della Juventus. Ricordiamoci che l’avvocato della Juventus Zacconi aveva detto nel 2006 che carte alla mano erano da serie C. Questo in sede di Cda.

Gli errori arbitrali commessi negli ultimi anni sono imputabili a qualche sistema?

Non sono imputabili ad un sistema. Resta il fatto che Juventus e Milan hanno sistematici favori arbitrali in tutte le partite, occultati in maniera vergognosa dai giornali e dalle trasmissioni sportive. Come i torti, che subisce l’Inter e che vengono sistematicamente fatti sparire dalle moviole domenicali. Parlerei del conflitto di interessi e del fatto che Juventus e Milan controllano il 95% della stampa sportiva italiana. Questo induce gli arbitri a non sbagliare per non essere massacrati il giorno dopo. E induce gli stessi a sbagliare molto piacevolmente contro l’Inter perché sanno che i loro errori non verranno mai fatti vedere. In questo modo gli arbitri fanno anche carriera internazionale. Pensiamo ad Orsato per esempio. In Cagliari-Inter: espulsione di Mourinho, rigore non dato a Stankovic, rigore dato contro, con Maicon che non sfiora il cagliaritano. Non a caso Orsato quando ha arbitrato l’Inter ha sempre fatto di tutto per non farlo vincere. Lui è uno dei papabili per l’arbitraggio internazionale. Questo mi sembra un segnale molto significativo per capire chi comanda ancora oggi.

RINGRAZIAMO LA GRANDE DISPONIBILITA’ DI ALESSANDRO ARRIGHI!

scritto da il 21 ottobre 2009 alle 8:19

Maledetti (spa)venti dell’est!

orde di cosacchi calano a San Siro ed al Camp Nou

orde di cosacchi calano a San Siro ed al Camp Nou

Bah, ora si ricomincerà con la solita menata della mentalità europea che manca, della Coppa che manca da 45 anni (che ai Gobbi ed ai BBilanisti giusto queste soddisfazioni sono rimaste) e tutte le solite frasi fatte del caso… che due palle!

Il tutto per una prestazione in effetti largamente bruttina della nostra squadra, non preventivabile (questa Dinamo può anche essere campione in carica dell’Ucraina, ma non mi sembra che come valori sia superiore all’Inter…), ma che secondo me si spiega con la forma altamente migliorabile (eufemismo) di chi ha giocato in attacco, rispetto a Genova: senza voler buttare la croce su Eto’o perchè non può essere un bidone, ieri era chiaro che non fosse in condizione, è reduce da un infortunio e se non fossimo stati in piena emergenza sarebbe rimasto in panca, però è oggettivo che il suo contributo nel primo tempo si sia limitato ad un assist di testa per Sneijder e ad una percussione fermata in modo dubbio al limite dell’area.

Nessuna traccia dei rientri che Mario aveva fatto solo 3 giorni prima a Genova, per dire, mentre Suazo entrato nella ripresa ha confermato tutti i suoi limiti conditi magari da un po’ di ruggine… alla fine, la mossa che ho maggiormente condiviso ieri è stata l’ingresso di Materazzi centravanti, alla disperata ricerca di qualche centimetro!

E’ chiaro che altri errori (alcuni francamente imbarazzanti) sono stati fatti in difesa, sia dai singoli (penso alle “sbucciate” di Lucio tipo quella che ha consegnato il pallone solo davanti a Shevcenko, ieri ancora in forma-milan) che complessive, tipo digonali sbagliate, raddoppi sul terzino ma senza che l’altro centrale od un centrocampista scalino a coprire il buco… insomma, qualche brividino ce l’hanno procurato, ma mi preoccupa maggiormente il numero di azioni degne di tal nome con protagonisti i nostri attaccanti.

Proviamo però a non picconarci troppo, veniamo alle note positive o quantomeno non negative: per la gioia di qualche nostro commentatore, ieri Zanetti ha provato due percussioni laterali, condite da dribling (riuscito!) e scarico verso il centro area, Muntari mi è sembrato in discreta condizione fisica (per dire, ha richiato che grandinasse ieri, perchè nel primo tempo mi era sembrato persino più “in palla” di Cambiasso!), Deki è in un buon momento e continua a dare la sveglia, Sneijder a parte il gol sbagliato ha giocato bene (non tanto quanto contro il Genoa, per me), non sono entrati nè Quaresima nè Mansini…

Si, ok, non il massimo, ma consoliamoci, queste dannate squadre dell’est sono particolarmente in forma in autunno causa loro calendari, in fin dei conti il risultato clamoroso della giornata è il Rubin Kazan che va a vincere a Barcellona, segno che nonostante le ironie da provincialotti di molti tifosi non interisti e la solita sottovalutazione da ignoranza di gran parte della stampa nostrana, il nostro era OGGETTIVAMENTE un girone non semplice!

Non semplice ma, meglio precisarlo a scanso di equivoci, se non si vince con Russi ed Ucraini è inutile fare progetti più ambiziosi e meglio concentrarsi su Campionato e (perchè no) Coppa Italia…

Ultima nota sull’arbitro: ha lasciato molto giocare, a volte secondo me anche troppo ignorando falli evidenti, però va detto che ha graziato Chivu da un rosso che ci poteva stare, visto l’intervento… insomma, non trascendentale, ma nemmeno decisivo in negativo.

scritto da il 19 ottobre 2009 alle 19:52

In Champions a caccia di punti (e conferme)

MouGenoaAbbiamo ancora negli occhi le immagini dello strepitoso successo di Marassi (anzi AVETE, visto che io purtroppo mi sono dovuto accontentare degli Highlights in differita) e già ci prepariamo all’importante match casalingo contro la Dynamo Kiev.

C’è da sperare che una vittoria tanto netta, ottenuta contro uno degli avversari più temibili del campionato Italiano, abbia galvanizzato l’ambiente ed è quello che sostiene anche il Mou nell’odierna conferenza stampa.

Una certa dose di prudenza tuttavia è d’obbligo perché l’avversario nasconde molte insidie e anche su questo il tecnico si è espresso molto chiaramente. La Dynamo se l’è giocata a viso aperto contro il Barca, certo con i risultati che ben sappiamo, ma ha mostrato organizzazione e velocità.

Piedi ben piantati per terra quindi e niente gambe tremanti anche e soprattutto considerando che la stampa sta in queste ore ripetendo il copione che aveva sfoderato dopo il successo nel Derby e la vittoria di Parma.  Anche su questo il commento del Filosofo di Setubal non si è fatto attendere:

Ai giocatori ho detto di non leggere tanto i giornali che parlano male di noi, né quelli che parlano molto bene di noi dopo Genova (fonte: Gazzetta.it)

A detta di José il match di domani è importante, ma non fondamentale poiché ci sono in palio ancora 12 punti. Sono completamente d’accordo con lui a metà.

Se da un lato siamo ormai ben abituati a non considerare troppo ciò che dicono di noi gli scribacchini in merito alle nostre prestazioni in Europa, dall’altro vorremmo ritrovare quella grinta che ci vede vincenti da quattro favolosi anni in Italia anche nella massima competizione Continentale.

Il Presidente, giustamente euforico per lo 0-5 di Genova, ha chiesto proprio questo. Chiede che si vada in Europa, con convinzione e con la consapevolezza che se c’è quella le vittorie arriveranno. Perché il gruppo c’è e si è mostrato forte e coeso. L’eccellente campagna acquisti di quest’anno, unita a un vivaio che ben conosciamo, promette lo sviluppo di un progetto solido. Con queste basi è lecito aspettarsi un passo avanti anche dal punto di vista mentale (lascio che siano UN e la Miss a parafrasare in lingua corrente ciò che chiediamo ai ragazzi).

Dal punto di vista tattico non si può ancora dire nulla. Le scelte del Mou saranno condizionate dal recupero di almeno uno tra Eto’o e Milito. Mario è squalificato e Suazo, con tutto il rispetto, mi sembra proprio l’ultima spiaggia. In dubbio anche Cambiasso, mentre sicuro assente sarà Motta.

Degli avversari non aggiungo nulla in più perché la partita di domani la giocheremo soprattutto con noi stessi.

Su di loro un solo dubbio: l’uomo con il tanga farà serata con Giorgio oggi?

scritto da il 19 ottobre 2009 alle 0:15

5 luci nel porto di Genova

24 ore dopo, a mente fredda, possiamo dirlo: è stata una grande serata, quella del Marassi.

Non per il primo posto in solitaria, con Sampdoria staccata di 2 punti e Fiorentina e Juventus di 4, ma per alcune impressioni che si sono viste confermate in questi due giorni:

  1. la possibilità di applicare differenti assetti tattici, a seconda degli uomini a disposizione, il classico”di necessità virtù”; ieri è toccato al 4-5-1 o 4-3-2-1 come piace ai più sofisticati, un modulo che già in passato ci aveva dato qualche soddisfazione ma che raramente aveva visto come interpreti contemporaneamente in campo gente che si intendesse così velocemente come ieri sera.
  2. Sneijder: il gioiello della campagna acquisti, più di Milito ed Eto’o, perchè è uno che mette in condizione di segnare, facile facile, persino un Vieirà d’annata, perchè ha praticamente le chiavi del centrocampo, nessun pallone dato a lui è perso, detta i tempi di ogni manovra… e, scusate se è poco, di ciò beneficia pure chi non è esattamente un fulmine di guerra, cioè Zanetti e Muntari, che vengono sgravati da qualsiasi compito di “costruzione” potendosi esprimere al meglio sul loro campo, quello della fisicità (da cui tra l’altro nascono due gol)!
  3. La mentalità: fatto il primo gol, si cerca con ordine il secondo, poi il terzo… e quando c’è un pallone vagante, qualcuno prova a trasformarlo in un’azione pericolosa comunque; e l’attaccante torna, copre, riparte, che si chiami Balotelli o Eto’o è così che vuole Mou, e così rendono al meglio… mai più “palla a tizio e ci pensa lui”, e se non proprio “mai”, almeno per un bel po’;  è giusto citare, perchè sennò poi sembra tutto scontato, il carattere di giocatori come Stankovic, che non si tira mai indietro dal provare qualche “tiro ignorante” di galandiana memoria… cito lui per l’intera “vecchia guardia”, quella che ha vinto anche il primo scudetto, il più bello, perchè da un contributo in termini di carica che fa la differenza tra un gruppo di spocchiosi senza prospettive ed un gruppo vincente.
  4. Lo stato di salute delle altre squadre di vertice: la Sampdoria oggi scontava la Cassanite all’Olimpico (intesa come sindrome non scientificamente spiegata che impedisce all’attaccante barese di rendere al meglio in quello stadio da circa 4 anni) contro una buona Lazio ma soprattutto dovrà fare a meno a Pazzini per un mesetto, i gobbi continuano a perdersi in troppe dichiarazioni che puntualmente disattendono per vari motivi, dagli acciacchi muscolari all’inesperienza di Ferrara, la Fiorentina è un buon progetto con delle ottime individualità… da circa 5 anni; altre squadre credibili non ne ho viste, nella parte alta della classifica, e nemmeno nel posticipo di stasera… Preghierina della sera: Libera nos a Burdisso, definitivamente…
  5. Le prospettive future: a questa squadra, che ha dato 5 gol al Genoa a Marassi (segnare, please, che voglio vedere quanti sapranno fare altrettanto o semplicemente vincere), presto andranno riaggiunti in rigoroso ordine temporale Eto’o (a cui vanno i complimenti per essere in lizza per le primissime posizioni del Pallone d’Oro, anche se lo vincerà Messi), Motta e Milito; non so voi, ma a me non pare la stessa cosa che dire “eh, ma abbiamo recuperato Sissoko (quello coi denti a posto)o “aspettiamo Del Piero” .. soprattutto se, mentre li aspetti entrare, dalla porta girevole dell’infermeria ti accorgi che stanno per darsi il cambio con un certo portiere…

Ma questa è un’altra storia, come pure le grottesche prime pagine di Tuttosport ed i bizzarri propositi dell’espero di governance Luciano Moggi: “Parteciperò alla prossima assemblea degli azionisti della juve, voglio capire perchè non si sono difesi da calciopoli; posso farlo perchè anch’io possiedo delle azioni della società”.

Certo, la maggior parte di quelle azioni le possiede come parziale compenso per esserne stato un alto dirigente, protagonista di calciopoli… era un po’ difficile che l’assemblea che lo confermava anno dopo anno difendesse la società o almeno il suo buon nome (vabbè…si fa per dire) dalle sue malefatte.

Se la cosa non mi facesse profondamente schifo, comprerei anch’io qualche azione della vecchia megera, per andare all’assemblea, intervenire e domandare alla nuova dirigenza come mai non fosse partita una bella azione di responsabilità per danni alla cosidetta “triade”.. magari l’han già spiegato, magari la risposta la intuiamo tutti, ma se vale tutto uno si adegua…

P.S.: non ho seguito la Formula 1 quest’anno, ne sono strafelice perchè di campionati con le regole che valevano un tot al kilo ne ho già seguiti troppi nel calcio, però complimenti a Jenson Button, neo campione del mondo.
Intendiamoci, è probabilmente il più scarso dai tempi di… boh, non seguivo ancora quello sport, però per il solo fatto che abbia vinto nell’anno in cui Briatore lo aveva definito “un paracarro”, per poi essere mollato lui sul ciglio della strada dalla compagnia di mattacchioni che governa la Formula 1, mi è molto simpatttico.