Lezione N°1: rifiutare lo 0-0 a priori

La Samp torna in vetta

La Samp torna in vetta

Se c’è una cosa che ha insegnato la trasferta a Marassi (per l’ennesima volta, per quanto mi riguarda) è che non si va fuori casa a prendere lo 0-0, perché può sempre capitare qualcosa che non va e finisci col perdere partite che con un po’ più di coraggio andavano vinte.

Non piangeremo per questi due punti persi. Lo scorso anno abbiamo lasciato molto più terreno in casa e quest’anno, tra assenze e incognite, dobbiamo ricostruirci un’identità. La vera differenza è la pressione della Juventus, che sta correndo molto e che sullo stesso campo, giovedì, ha giocato per vincere (rischiando di perdere).

L’errore macroscopico di Santon non deve trarre in inganno. La partita, impostata bene, era stata comunque interpretata male. I cambi del secondo tempo, soprattutto, hanno a mio parere trasmesso il messaggio che il pareggio a reti bianche andava bene. E tutto questo in una partita nella quale la nostra difesa aveva vaporizzato i temutissimi Cassano e Pazzini e proprio nel momento in cui si stava cominciando a prendere campo, per assestare il colpo finale.

L’aspetto più negativo è un altro: il fatto che abbiamo pochissime varianti tattiche al terzinismo. O c’è uno Stankovic in forma, o c’è Sneijder, o c’è Mario super-frizzante oppure siamo condannati a schierare un centrocampo nel quale nessuno fa un passo in avanti senza la palla. Cambiasso mediano-fisso è un lusso che con Zanetti in campo Mourinho non può più permettersi, anche se garantisce copertura e facilita il lavoro della coppia di difensori centrali.

Ieri si è visto chiaramente che se non andiamo sugli spazi otteniamo l’effetto di annullare noi il nostro potenziale offensivo. Ogni azione si risolveva in un uno-contro-uno nel quale ovviamente si è esaltata la forza di Mario, ma per il resto si viaggiava in orizzontale. Sono d’accordo con chi richiede la strigliata a Maicon, le cui lune non sono compatibili con l’idea di schema offensivo: troppo volte fa il cavallo pazzo, attacca quando vuole e soprattutto non si sa gestire, almeno in questo periodo in cui non è al 100%. Pertanto occorre che lavori per ritrovare la forma e correre per 90 minuti. Quante volte ieri è mancato il suo appoggio? Tantissime, per non sottolineare il fatto che non garantisce mai la copertura difensiva (gli unici guizzi di Cassano sono stati ai suoi danni). Occorre che riprenda la crescita tattica che l’ha portato a diventare il numero uno nel suo ruolo, altrimenti serve un difensore dietro di lui, cosa che ne snaturerebbe le sue qualità visto che sa correre con spazio davanti e non con spazio dietro.

Le punte sono penalizzate da questo mancato movimento. Vedere Eto’o che cerca la palla a centrocampo e tira da fuori per cercare il gol della domenica non è molto confortante, anche se lui ha la predisposizione al sacrificio. Penso che ieri, in fin dei conti, si è giocato per il pareggio. Sbagliato. Si deve sempre giocare per la vittoria. Sempre, soprattutto contro squadre infinitamente più deboli di noi come la Sampdoria. Perché se non mi arrabbio, a mente fredda, di sicuro mi annoio.

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