Siamo tutti “negri italiani”

La proposta giunge a ciel sereno da un nostro commentatore, “ricviareggino”, e siccome mi sembra bella, la rilancio qua con un post: amici nerazzurri che sarete allo stadio mercoledì sera, diamo una risposta a questi cialtroni semianalfabeti che in ogni parte d’italia credono che nell’Italia del 2009 il razzismo sia giustificato o non grave, comunque “non sanzionato”: presentiamoci sugli spalti col viso tutto nero.

I destinatari del messaggio sono molti, dai beceri che a Torino come a Cagliari come a Verona, come a Roma (e chissà quanti stadi mi dimentico) si sentono in diritto di subissare di ululati chiaramente razzisti i giocatori con la pelle diversa dalla loro, alle istituzioni che continuano a non prendere provvedimenti al riguardo, ai media che minimizzano, come già sottolineato da Luis nel precedente post, per finire ai giocatori stessi.

Si, perchè fior di giocatori grandi e vaccinati non trovano di meglio che provocare senza tregua un 18enne con fama di “cattivo”, l’ultimo esempio si è visto domenica con Dessena del Cagliari che ne prova di ogni, pur di scatenare la reazione di Balotelli.
Chissà che frustrazione avrà provato, nel vedere Mario allontanarsi senza colpo ferire.

Vi è un precedente abbastanza famoso al riguardo, è dei primi di giugno del 2001, a Treviso.
Nella squadra veneta in lotta per non retrocedere in serie C ha esordito la domenica prima a Terni un giovane ragazzo Nigeriano, Akeem Omolade, ed i presunti supporters della sua squadra, non accettando che un giocatore di colore vestisse la “loro” maglia, sulla base di convinzioni che nessuna scuola dell’obbligo ha nemmeno scalfito, iniziano a contestarlo ed arrotolata la bandiera se ne vanno.

La domenica successiva, già nel prepartita tra le mura “amiche” dello stadio Trevigiano si sentono distintamente cori contro il giocatore, li sentono anche i suoi compagni e decidono che quella vergogna non può passare tranquillamente, perchè quando lo si sminuisce, un comportamento sbagliato tende ad ad essere ripetuto.
Accade così che al momento di fare il loro ingresso in campo, tutti i giocatori in maglia celeste hanno il viso colorato, in segno di solidarietà, il pubblico sano di Treviso capisce e sono i pochi cialtroni ad essere fischiati.

Non so se sia possibile organizzare il tutto per domani sera, ma d’altra parte è una cosa semplice, che può fare chiunque senza troppi sbattimenti, certo dopo l’ingresso a S.Siro e comunque senza violare le norme sulla sicurezza (non so se ci siano restringimenti legati all’identificazione), ma credo ne valga la pena.

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