Aspettando Inter-Barça

Pep Decimo Meridio

Pep Decimo Meridio

Introduzione
Devo ammettere che la partita di domani col Barcellona non mi provoca uno spasmodico entusiasmo, forse perché è la prima delle 6 partite di qualificazione, forse per una reazione uguale e contraria all’eccessivo peso che i media vi hanno attribuito, sicuramente per gli interisti che saranno sugli spalti pronti a fischiare l’ex di turno.

La prova “Barça Campione d’Europa (e non solo)” è arrivata troppo presto per essere un test probante sulle capacità dell’Inter di giungere alla fase finale della competizione. Mourinho ha perfettamente ragione quando parla di meccanismi ancora da perfezionare per il 50% dei nuovi giocatori di movimento.

Classico mani avanti? Può darsi, ma difficilmente si riesce ad argomentare una tesi contraria a quella del nostro Special One. Nelle prime 3 gare di campionato l’Inter ha dato la sensazione di essere una squadra da trasferta, come lo scorso anno, anche se con elementi tecnico-tattici diversi. Nonostante si giochi a S.Siro, il Barcellona dalle percentuali altissime di possesso palla può concedere più spazio alle ripartenze che con Eto’o possono essere letali. Da verificare l’inserimento di Ibra, la capacità dell’Inter di contrastare le geometrie di Xavi ed Iniesta e la classe di Messi.

Mourinho vs Guardiola.
Guardiola è stato un pessimo esempio per il calcio internazionale. Dopo il suo primo anno sulla panchina blaugrana e 5 tituli conquistati ha convinto molti presidenti di club e di federazione che bastasse il nome, un bel faccino, un’eleganza nel vestire e nel parlare per diventare allenatori. Maradona ha solo il primo, Leonardo tutti, Ferrara forse nessuno. La realtà è ben diversa, il buon Pep ha sempre fatto l’allenatore e dimostra un’attitudine più che naturale nel guidare la propria squadra.

Eccessivo nello scegliere le immagini del Gladiatore per motivare i propri calciatori prima della finale di Roma,  forse è andato solo incontro alle ridotte conoscenze storiche dei suoi. Leggenda narra che lo scorso anno fosse andato da Laporta a chiedergli la panchina del Camp Nou, stuzzicandolo con un “tu non hai le palle”. Si sbagliava. Ha avuto coraggio nell’allontanare Eto’o e nel prendere Ibrahimovic. Vedremo se avrà ragione ancora una volta.

Leggenda per leggenda, Mou attraverso Mendes si sarebbe offerto a Laporta prima di accettare la proposta di Moratti. Le motivazioni del rifiuto del Barça sarebbero state molteplici: dalla filosofia di gioco non proprio coincidente con la storia blaugrana, ai suoi atteggiamenti negli scontri col Chelsea, da ricordare un’esultanza smisurata al pareggio di Drogba nella fase a gironi 2006-2007. Poco male per entrambi.

Qualche tempo fa, in un’intervista Mou disse che in Italia avrebbe adottato il rombo a centrocampo e che in Europa avrebbe potuto effettuare delle variazioni sul tema con una squadra maggiormente legata al concetto di ampiessa. Determinante sarà la posizione di Sneijder che può giocare anche largo in un 4-3-3, anche perché la fascia Dani Alves-Messi è una delle principali fonti di gioco blaugrana. In difesa l’unico dubbio riguarda il terzino sinistro, probabile l’inserimento di Chivu al posto di Santon. Zanetti-Stankovic-T.Motta e Sneijder, con uno tra Milito e Balotelli a far coppia con Eto’o.

Ibra-Eto’o.
Lo scambio dell’anno, con 50 mln per l’Inter. Una delle operazioni capolavoro di Moratti insieme all’acquisto dello svedese. La partita non riguarda solo loro due, anche se la grancassa mediatica ha spinto molto su questo tema. Capitolo accoglienza: Ibra andrebbe applaudito (ottimo articolo di Antognoni su Indiscreto), ma avrà la sua dose di fischi.

Eto’o a Barcellona verrà ringraziato per i successi conseguiti e questo sarà inevitabilmente rimarcato. Incuriosisce vedere Ibra svariare tra Samuel, Lucio e Maicon e l’accoglienza che gli tributeranno i suoi ex compagni. Nella speranza, ovviamente, di vedere il sorriso Durbans di Eto’o e non l’espressione beffarda del Genio.

Ps: Riflettori puntati su O.Marsiglia-Milan (cit.).

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