scritto da il 14 agosto 2009 alle 13:44

Omaggio alla Bretagna

937ac9234250e062e450c22cbd52226c_mediumIl calciomercato funziona così più o meno così: 9 notizie su 10 sono false o, se preferite, infondate, e l’unica notizia che ha un senso, l’unica trattativa che si sviluppa, nove volte su 10 finisce in niente. Dunque, solo l’1% delle “voci” diventa concreta, e se c’è di mezzo l’Inter – per i motivi che conosciamo, non ultima la prostitussione intellectuale – la percentuale scende allo 0,1%. Nella settima di ferragosto, poi, è inevitabile che le chiacchiere tendano all’impazzimento.

Non mi ero ancora abituato all’idea di vedere il ciuffo svolazzante di Mancini sulla panchina dello Zenit di San Pietroburgo – da ottobre – che esplode la “bomba”: i russi avrebbero preso Spalletti! Se così fosse, dopo le innumerevoli dichiarazioni d’amore per Roma, Spalletti farebbe bene a espatriare nottetempo, e potrebbe non bastargli, perché certi ultras sarebbero capaci di trovarlo – e fargliela pagare – anche nella più sperduta dacia sul Baltico.

Poi c’è il Genoa che voleva Quaresma, ma Quaresma – destinato a giocare 15 partite su 50 – vuol restare all’Inter. Allora il Genoa ha chiesto Amantino, ma Amantino – destinato a giocare 10 partite su 50 – vuol restare all’Inter. E l’inesausto Genoa ora ci chiede Obinna – che farà fatica a giocare in Coppa Italia.

Fra i nostri “esuberi”, c’è Nicolas Burdisso, centrale titolare della nazionale argentina che ha appena vinto a Mosca. Ha 28 anni, vale 7-8 milioni di euro, ma la Roma lo vorrebbe gratis (in prestito), anzi con una parte di ingaggio pagata da Moratti. Se l’Inter accetta condizioni simili, dopo aver strapagato Chivu e Amantino a un anno dallo svincolo, merita di lasciare tutti e 6 i punti ai giallorossi, nel prossimo campionato.

Infine, la stucchevole, interminabile telenovela sul “trequartista”, o “fantasista” che dir si voglia. Sul famoso “taccuino di Branca”, ci sono i nomi di Deco, Snejider, Van der Vaart, Modric, Rakitic, Cassano, Diamanti, Ederson e Gourcuff (e sicuramente dimentico qualcuno). Fosse per me, prenderei Gourcuff, a qualunque prezzo: se azzecca il Mondiale, il ragazzo (23 anni) raddoppierà l’attuale valutazione, e mi sembra più trequartista lui di tutti gli altri (eccezion fatta per Deco, che però lo era, o lo fu).

Purtroppo, la mia speranza sarà delusa, perché Moratti non vuol intaccare più di tanto il tesoretto ricavato dalla cessione di Ibra. Dovessi scommettere, lo farei su Van der Vaart, che mi ricorda Van der Meyde, e che farebbe la riserva di Stankovic. Ma il motivo fondamentale per cui vorrei vedere Gourcuff in nerazzurro è un altro: è bretone, e sono arrivato a considerare la Bretagna il più bel posto al mondo dove vivere.

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scritto da il 11 agosto 2009 alle 8:43

Nei panni di Moratti

mourinho2Da San Pietroburgo arriva la notizia dell’esonero di Advocaat da parte dello Zenit: se sulla panchina dei russi finisse Roberto Mancini, Moratti si toglierebbe un pensiero e potrebbe risparmiare una cifra oscillante fra i 15 e i 20 milioni di euro.

Dal ritiro del Genoa arriva la notizia del grave infortunio di Jankovic (avevo già deciso di prenderlo al fantacalcio): pare che Preziosi intenda avanzare una nuova proposta per Ricardo Quaresma, oppure per Amantino Mancini; in entrambi i casi, Moratti potrebbe incassare 7-8 milioni e risparmiarne altrettanti sul contratto.

Dalla nazionale francese arriva la notizia che Patrick Vieira, storico capitano, non è stato convocato per l’amichevole di domani. Vieira ha chiaro che se resta all’inter, si gioca la convocazione ai mondiali sudafricani, dunque potrebbe accasarsi altrove, con un risparmio (per Moratti) quantificabile in 8-9 milioni.

La Roma ha bisogno di un difensore centrale; anche l’Atletico Madrid ne ha bisogno, e a differenza dei giallorossi ha anche un po’ di soldini da investire, purché superi il turno preliminare di Champions, fra il 19 e il 26 agosto. Se Nicolas Burdisso facesse rotta su Madrid, il bilancio nerazzurro si arricchisce di 6-7 milioni e si alleggerisce di altri 4.

Victor Nosofor Obinna non è stato nemmeno convocato per Pechino, e già sa che non verrà inserito fra i 25 della Lista Champions: un anno fa l’Everton l’aveva già acquistato per 8 milioni di euro, poi non se ne fece nulla per problemi burocratici. Ora il nigeriano costa la metà, ma tutti sanno che l’Inter deve cederlo (come tutti sanno che il Real deve cederne altri 4-5, che il Milan cerca un terzino, l’Inter un trequartista, eccetera), e la situazione assomiglia a quella dei mercati di frutta e verdura a un’ora dalla chiusura.

Il totale di queste cinque ipotetiche operazioni supera largamente i 50 milioni di euro. Ovvero, il bilancio annuale di almeno 8 società che giocheranno in Serie A. Prima di invocare Snejider (o, meglio ancora, Gourcuff), ogni tifoso sensato (se esiste) dovrebbe fare un pensierino al fiume di denaro sprecato finora. E magari riflettere sul fatto che il Barcellona del triplete non è nato da un grande acquisto, ma dalla cessione di Deco e Ronaldinho.

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scritto da il 8 agosto 2009 alle 18:55

Inter-Lazio 1-2: le pagelle.

etoPartita dominata e persa, può capitare. Fare filotto è dura, limportante è esserci nei trofei più importanti, quando la nostra squadra farà valere lestrema qualità mostrata oggi. Il migliore in campo è stato sicuramente Etoo, da tragedia il commento dello stagionato Carlo Nesti, pagato dal servizio pubblico e quindi da noi cittadini, per scambiare quanti più nomi possibili.

Clima insopportabile con venti minuti di intervallo che servono al giornalista in studio della RAI (quello che ieri sera trovava tutte le scuse possibili e immaginabili per la debacle juventina) per esercitarsi nel nuovo sport: parlare con Nesti ma non darlo a vedere, facendo credere ai gonzi seduti in poltrona che la coppia di telecronisti sia volata a Berlino nottetempo, dopo la Sbornia di Salerno. (foto: inter.it)


JULIO CESAR
: S.V. – Incolpevole e sfortunato sul primo gol, sorpreso senza colpa dal bel lob di Rocchi sul secondo. Compie un solo intervento nellaltra unica occasione laziale, quando respinge in corner un tiro velenoso dellimpalpabile Zarate.

MAICON: 6 – Ancora lento e impacciato, scende molto nella ripresa, ma non è mai preciso e spesso è distratto negli appoggi. Deve comunque smaltire i carichi di lavoro, entra in forma in autunno, lo sappiamo.

CHIVU: 6 – Qualche responsabilità sul gol di Rocchi lha, la linea non si alza, parte un lancio da un settore del campo dove solitamente si lotta per buttare la palla in fallo laterale. A Zarate ha concesso poco e nulla comunque.

LUCIO: 7 – Il migliore del reparto arretrato, sia in difesa (eccellente nei recuperi su Rocchi e negli anticipi in uscita dallarea), impreciso ma sfortunato sui calci dangolo a favore, dove fa valere il suo noto tempismo. Grintoso e voglioso, è chiaro che è un perno sul quale fare affidamento.

ZANETTI: 6 – Quando la Lazio ci prova è dalla sua parte, in genere, ma spesso deve coprire labulico Motta che lo tradisce un po non facendo filtro. La sua è comunque una posizione di ripiego e nel finale è tra i pochi a correre ancora e provarci.

THIAGO MOTTA: 5 – Abbastanza spaesato e fuori dal gioco, perde spesso palla con appoggi fuori misura e non copre abbastanza. Non è in condizione ottimale, essendo un giocatore di stazza e di posizione. Forse gioca anche fuori ruolo e ciò non lo aiuta.

CAMBIASSO: 6.5 – Svolge il compito da par suo, recupera spesso palloni, altre volte si ferma per prendere fiato, nel finale è lasciato solo in mezzo con Vieira e non dà spazio alle velleità della Lazio, in contropiede. Solita prova insomma.

MUNTARI: 6 – Corre per tutto lincontro fino alla sostituzione, è tra i più presenti in campo e rimedia unammonizione francamente inventata dal mediocre Morganti. Sbaglia un gol facile allinizio, ma lha sbagliato pure Etoo. Cincischia prima del lancio letale di Mauri che scoperchia la difesa, nelloccasione del raddoppio biancoceleste.

STANKOVIC: 6.5 – Duetta bene con le punte nel primo tempo, quando il passo è mediamente lento. Nel secondo tempo la squadra accelera, ma lui continua a proporsi con un gran tiro parato dal miracolato Muslera. E impreciso anche sulluno due volante con la coppia Muntari – Etoo. La generosità non gli manca però.

MILITO: 6 – Meglio nel primo tempo, impreciso nella ripresa. Nella prima frazione si trova bene con Etoo, col quale dialoga in più di unoccasione, quando si allarga. Nel secondo tempo sbaglia due volte, la seconda pescato da un lancio millimetrico del Leone. Un passo indietro rispetto alle amichevoli, ma è sempre stato vivo. Giusto annullare il gol, peraltro di pregevole fattura.

ETOO: 7.5 – Il migliore in campo, in assoluto. Si divora il primo gol, quando salta Muslera, su una sciocchezza della difesa laziale. Man mano prende liniziativa dialogando coi compagni e andando alla conclusione: splendido il gol di potenza dell1-2. La punizione nel finale va fuori di poco. Giocatore completo, difende e smista il pallone, giocando di classe anche se circondato da avversari, ha personalità da vendere.

BALOTELLI: 6.5 – Entra nel vivo della battaglia finale procurando grattacapi infiniti alla difesa laziale, saltata come birilli più volte. Ha il solito pregio di mettere angoli pericolosi sui quali Muslera è fortunato, anche quando un rimpallo ravvicinato di Siviglia sembra annunciare il pareggio.

VIEIRA: 6+ – Guida lassalto dal centrocampo, con le sue lunghe leve, apre il gioco e fa la diga affianco a Cambiasso. Oggettivamente non si può dire che in questo periodo sia tra i peggiori, anzi.

SUAZO: 6.5 – Sfiora il gol del pari su colpo di testa (ennesimo miracolo di Muslera), apre spazi, fa talmente tanti dribbling che sembra il giocatore dellagosto di due stagioni fa. Speriamo trovi fiducia, può essere importante.

MOURINHO: 7 – La difesa alta probabilmente necessita di maggior concentrazione e forma fisica, ma è un passo in avanti. Praticamente dimenticato il lancio lungo, la squadra gioca palla a terra, molto meglio quando accelera, a dimostrazione del fatto che serve un centrocampista dal cambio di passo. Per velocizzare il gioco non si può giocare con Suazo, Maicon, Balotelli, Etoo e Milito contemporaneamente. Uno Sneijder sarebbe perfetto.

BALLARDINI: 5 – Aveva detto che avrebbe giocato a testa alta. Ha vinto, ha ragione lui. Ma ci ricorda il solito Prandelli versione San Siro, che fa le barricate e poi protesta per i contrasti.

NESTI: 2 – Ridicolo. Non riconosce un calciatore, pur commentando la partita dagli studi di Roma, comodamente seduto affianco a Bagni. Descrive lassedio finale come se fossimo di fronte a una partita di coppa europea, tifando smaccatamente per la Lazio. Bagni tenta di correggerlo, ma non fa testo.

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scritto da il 8 agosto 2009 alle 7:50

Calcio vero(simile)

primaLe amichevoli estive hanno un valore davvero relativo. E impossibile giudicare la stagione che verrà da partite che servono solo per far incassare qualche soldo dai diritti tv e dagli sponsor. Il punto è che la relatività per alcuni quotidiani è proprio il concetto di prostituzione espresso da uno dei luminari della materia, leditore con molta esperienza all spalle (cit.) Silvio Berlusconi.

Ieri abbiamo assistito ad una buona prova del Villareal che ha ab(battuto) la J**e dei proclami per 4-1, J**e che ha rischiato seriamente di subire una goleada stile Gent. Ma se la vittoria contro un Real infarcito di riserve è stata celebrata come un evento storico (J**e Galattica, ndl), la sconfitta di ieri ha pronte mille giustificazioni. Dallaggettivo ancelottiano “salutari” vicino a schiaffi, alla ormai mitologica fase di preparazione, come se la Liga iniziasse domani o se il Villareal disputasse il campionato russo, ancora in pieno svolgimento. Insomma, lennesima dimostrazione di come il tifoso j**entino venga trattato da idiota patentato. Anzi, di come  paghi per esserlo.

prima_pagina_grandeLa J**e perdente non fa vendere neanche la Gazzetta, infatti è nascosta a fondo pagina con un titolo da “un, due, tre stella”: “4 passi indietro” (“J**e MangiaReal”, dopo Siviglia, ndl). Ma cè la Supercoppa, direte. E invece no. Siccome domani il titulo sarà sulla sfida di Pechino, meglio relegare nel taglio alto il primo trofeo della stagione e rincuorare il tifoso milanista con unintervista esclusiva al neo-acquisto Adrea Pirlo, il centrocampista con la valigia appena disfatta, che pronuncia la parolina magica: Scudetto. Morale dei milanisti risollevato. Forse. Da segnalare che oggi la Gazzetta si accorge di aver fatto un errore ridicolo nella prima pagina del giorno del 17° scudetto (“Inter, uno tituli“, ndl).

Lasciamo stare le amichevoli e i sogni di mezzestate e parliamo un po di calcio vero, quello che gli altri sono costretti a guardarsi dalla tv. La partita di oggi può presentare diverse insidie, soprattutto per la difesa della Lazio: Etoo e Milito possono essere devastanti. Vedremo come è migliorata la loro intesa dopo i minuti di Montecarlo, e valuteremo anche laffiatamento tra Lucio e Chivu, coppia di centrali che Mou ha preferito al Muro, che per ora fa panchina. A centrocampo ci saranno i 3 mancini a sostegno di Stankovic in una delle sue ultime partite da trequartista designato. A destra Maicon e a sinistra Zanetti.

Inutile dire che sulla carta siamo i favoriti, a patto che la concentrazione ci assista per tutti i 90. E poi cè lo spauracchio Cruz, che tutti i media dipingono assetato di vendetta nel più classico dei wishful thinking. Oggi abbiamo la concreta possibilità di allontanare la profezia degli zero tituli, lasciando ai telespettatori di altra fede lo spauracchio di ulteriori festeggiamenti firmati José Mourinho.
Ps: le ciliegine sul mercato dellInter sono state il rinnovo di Del Piero e larrivo di Pirlo.

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scritto da il 6 agosto 2009 alle 18:54

Consigli per gli acquisti (intellectuali)

untitled--620x385Il protettore intellectuale.
“Qualche volta va ricordata una regola fondamentale del giornalismo sportivo. I tifosi leggono solo gli articoli sulla propria squadra, e vogliono avere conferme, non critiche. Se qualcuno continua a criticare troppo va a finire che i tifosi non lo leggono più e smettono anche di comprare quei giornali dove appaiono articoli per cui, dopo averli letti, bisogna fare gli scongiuri. Lo dico da editore con molta esperienza alle spalle”. Silvio Berlusconi.

Il concetto espresso ieri da Papi Silvio è un concentrato di balle e uno spunto per qualche riflessione tra il serio ed il faceto. Innanzitutto apprendiamo che il giornalismo sportivo, fratello scarso delle altre branche del giornalismo, è (o dovrebbe essere) governato dalla legge del Milanello Bianco. Nessuna critica, ma solo notizie positive sulla propria squadra del cuore. Occorre continuare a suonare i violini (o i pianoforti come accaduto con Fidel) nonostante la nave sia in procinto di essere inghiottita dall’oceano. Non è concesso il diritto di critica, solo leccate in stile Emilio Fede verso i gonzi che vanno (dovrebbero andare) in edicola a comprare le non notizie che avrebbero sempre voluto leggere.

In pratica quello che accade con Tuttosport, ma con l’aggravante che un giornale distante dalla linea della monosquadra debba parlar bene di tutte le formazioni, in una sorta di migno-tour intellectuale. Diciamo poi che, come raccontato da Olivari nel suo paese degli incubi (la ben nota Cialtronia), Berlusconi sa bene come indirizzare le linee editoriali dei quotidiani sportivi visto che in passato ha minacciato di ritirare le somme destinate alla pubblicità qualora fossero state pubblicate determinate notizie, senza contare la moral suasion (chiamiamola così) sulla scelta dei titoli, alla quale partecipa in qualità di consulente lo stesso Galliani.

La cosa strana è che guardando 10 anni di ControInter, le prostitute intellectuali del marciapiede di Cologno Monzese non ci sembra abbiano recepito il concetto espresso dal proprio protettore intellectuale.

Divieto di pazzi(e).
Per i sostenitori di Cassano all’Inter, Mou oggi ha ribadito l’identikit del giocatore per completare la rosa: “Voglio un playmaker, un giocatore che crei, che possa costruire gioco. Ne abbiamo bisogno. Stankovic lo scorso anno lo ha fatto, ma non è il suo ruolo. Serve uno che faccia gioco. A voi (i giornalisti, ndl) e al club dico profilo. Il nome lo decide il club”. Il barese dalla psiche labile oltre a non essere un trequartista non è nemmeno un playmaker. Il concetto è cristallino.

Ps: A rendere ancor più gustosa la foto (e il video), sotto il benvenuto a Huntelaar (Leonardo, che chiedeva Luis Fabiano, è stato accontentato), l’esperto di tabelle e rimonte Cristiano Ruiu.

scritto da il 6 agosto 2009 alle 18:54

Consigli per gli acquisti (intellectuali)

untitled--620x385Il protettore intellectuale.
“Qualche volta va ricordata una regola fondamentale del giornalismo sportivo. I tifosi leggono solo gli articoli sulla propria squadra, e vogliono avere conferme, non critiche. Se qualcuno continua a criticare troppo va a finire che i tifosi non lo leggono più e smettono anche di comprare quei giornali dove appaiono articoli per cui, dopo averli letti, bisogna fare gli scongiuri. Lo dico da editore con molta esperienza alle spalle”
. Silvio Berlusconi.

Il concetto espresso ieri da Papi Silvio è un concentrato di balle e uno spunto per qualche riflessione tra il serio ed il faceto. Innanzitutto apprendiamo che il giornalismo sportivo, fratello scarso delle altre branche del giornalismo, è (o dovrebbe essere) governato dalla legge del Milanello Bianco. Nessuna critica, ma solo notizie positive sulla propria squadra del cuore. Occorre continuare a suonare i violini (o i pianoforti come accaduto con Fidel) nonostante la nave sia in procinto di essere inghiottita dalloceano. Non è concesso il diritto di critica, solo leccate in stile Emilio Fede verso i gonzi che vanno (dovrebbero andare) in edicola a comprare le non notizie che avrebbero sempre voluto leggere.

In pratica quello che accade con Tuttosport, ma con laggravante che un giornale distante dalla linea della monosquadra debba parlar bene di tutte le formazioni, in una sorta di migno-tour intellectuale. Diciamo poi che, come raccontato da Olivari nel suo paese degli incubi (la ben nota Cialtronia), Berlusconi sa bene come indirizzare le linee editoriali dei quotidiani sportivi visto che in passato ha minacciato di ritirare le somme destinate alla pubblicità qualora fossero state pubblicate determinate notizie, senza contare la moral suasion (chiamiamola così) sulla scelta dei titoli, alla quale partecipa in qualità di consulente lo stesso Galliani.

La cosa strana è che guardando 10 anni di ControInter, le prostitute intellectuali del marciapiede di Cologno Monzese non ci sembra abbiano recepito il concetto espresso dal proprio protettore intellectuale.

Divieto di pazzi(e).
Per i sostenitori di Cassano allInter, Mou oggi ha ribadito lidentikit del giocatore per completare la rosa: “Voglio un playmaker, un giocatore che crei, che possa costruire gioco. Ne abbiamo bisogno. Stankovic lo scorso anno lo ha fatto, ma non è il suo ruolo. Serve uno che faccia gioco. A voi (i giornalisti, ndl) e al club dico profilo. Il nome lo decide il club”. Il barese dalla psiche labile oltre a non essere un trequartista non è nemmeno un playmaker. Il concetto è cristallino.

Ps: A rendere ancor più gustosa la foto (e il video), sotto il benvenuto a Huntelaar (Leonardo, che chiedeva Luis Fabiano, è stato accontentato), lesperto di tabelle e rimonte Cristiano Ruiu.

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scritto da il 3 agosto 2009 alle 11:54

Domande e risposte (?)

2hrldg9Domanda spontanea (cit.).
“Perché non potrei allenare la Juve? Perché ho allenato lInter negli anni di calciopoli e quindi sono diventato un ostacolo, un simbolo da battere. Il Milan? Perché sono stato troppi anni sulla panchina dellInter e non sono simpatico a qualche dirigente rossonero. Diverso il discorso per Fiorentina e Lazio, dove ho allenato in unepoca di rottura, come quella dei Cecchi Gori e dei Cragnotti. Se quindi non posso allenare in Italia? Non è vero, ci sono tanti altri club in A, ma voglio fare una grande esperienza allestero”.
Roberto Mancini, dopo aver raccontato la sua storia calcistica al Corsera, nel giro di 24 ore rilascia unintervista al Corsport in cui dimostra di aver capito perfettamente lantifona. Alla luce di queste dichiarazioni, diventano ancora più incompresibili i fiumi di parole delle scorse settimane. A cosa serviva rinnegare il suo passato allInter se lobiettivo è sempre stato lapprodo in un campionato straniero?

Un giornalista non Fidel.
- Fedele Confalonieri, pre­sidente di Mediaset, lei che è amico sto­rico di Berlusconi e tifosissimo del Mi­lan, come vive la recessione rossonera?
- Ma questo è il passato e alla gente preme il futuro.
- Lei dunque è fiducioso.
- Ci sono molti «se» nella sua fiducio­sa analisi.
- Qui però gli acquisti scarseggiano.
- In compenso Berlusconi ha lasciato partire Kaká, la bandiera designata del dopo-Maldini. Nemmeno il vituperato Farina era arrivato a tanto con Baresi.
- La verità è che attorno alla cessione di Kaká c’è stata poca chiarezza. La gen­te andava informata.
Berlusconi è convinto che, con Ronal­dinho titolare, il Milan avrebbe soffiato lo scudetto allInter.
- Il Cavaliere dice che quest’anno il Mi­lan è all’altezza di Juve e Inter. E i tifosi si sentono presi in giro.
- Berlusconi si è anche stupito dello sti­pendio di Pirlo.
- Lei crede per davvero alla cessione del club a una cordata araba?
- Però impressione è che il Milan non sia più una questione di cuore per la fa­miglia Berlusconi.
- Però si dice che lo voglia vendere.
- Ma l’Inter…

Queste le domande poste a Fidel Confalonieri da un giornalista che ancora può vantarsi di tal nome: Alberto Costa del Corsera. Tra le tante risposte del Presidente di Mediaset ne segnaliamo due: “Non drammatizzia­mo, Berlusconi e Galliani non mi sembra­no andati fuori di testa. Meritano rispetto e fiducia, hanno dato tanto al calcio italia­no e milanese. Ci vuole calma. Il nostro dirimpettaio di soldi ne ha molti di più e ha voglia di spendere, però dei 4 scudetti vinti dallInter, 2 sono regalatie “E poi, scusi: Bor­riello le sembra inferiore a Balotelli oppu­re più scarso di Milito?”. Ricordiamo che il suo padrone ne aveva chiesti 2 in regalo nei giorni dello scandalo, e nel caso fossero stati ottenuti si sarebbe parlato di risarcimento. Di Borriello ci è interessata sempre e solo Belen.

Lista passeggeri.
La Gazzetta di ieri ha messo in prima pagina laccordo raggiunto tra Inter e Real per il passaggio di Wesley Sneijder in maglia nerazzurra. Prestito con diritto di riscatto (18mln) la formula. Sarebbe un acquisto azzeccato dal punto di vista tecnico, tattico, anagrafico ed economico. Da valutare la propensione agli infortuni ed una carenza di personalità che spesso gli è stata imputata a Madrid. La tratta mercantile Milano, Madrid, Barcellona, intensificatasi nelle ultime settimane, ha suggerito un piccolo elenco di passeggeri che andrebbe valutato con attenzione.

Madrid-Milano: Simeone, Seedorf, Cambiasso, Samuel, Figo, Solari.
Madrid-laltra Milano: Redondo, Ronaldo, Emerson, José Mari.
Barcellona-Milano: Ronaldo, Etoo.
Barcellona- laltra Milano: Rivaldo, Zambrotta, Ronaldinho.
Milano-Madrid: Roberto Carlos, Ronaldo.
Laltra Milano-Madrid: Kakà.
Milano-Barcellona: Ibrahimovic, Maxwell.

La lista probabilmente non è completa, ma la considerazione più evidente da fare è che quando Real e Barça vengono a fare shopping a Milano, scelgono solo grandi firme. Quando lInter si reca nelle due maggiori città spagnole tende a non portare a casa bidoni clamorosi o balene da circo in cerca di spiagge. Trovate lintruso.

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