Una vita da romanzo

etoHo un amico – Raymon – che viene dal Camerun e tifava Milan; ora sarà costretto a tifare Inter, perché il suo idolo porterà la maglia nerazzurra numero 9.

Le agenzie hanno appena battuto la notizia dell’accordo raggiunto tra il furbo Mesalles (agente del camerunese – o camerunense?) e l’Inter: 10,5 milioni all’anno, più chissà quali bonus… Samuel Etoo è atteso lunedì a Milano.

In questi giorni ho letto un po’ di cose, ne riverso alcune qui.

Con i Leoni Indomabili (la Nazionale del Camerun), ha segnato 39 volte: è il miglior goleador della storia del Camerun e il capocannoniere ogni epoca della Coppa d’Africa con 16 reti. Ha vinto quella Coppa da esordiente nel 2000, e le Olimpiadi di Sydney quando non aveva ancora diciannove anni. Rivince la Coppa d’Africa nel 2002, ma nel 2006 è Etoo a sbagliare il rigore decisivo (il 24esimo) nei Quarti contro la Costa d’Avorio.

Pallone d’Oro africano nel 2003, 2004 e 2005.

Etoo è fra i pochissimi ad aver segnato in due finali di Champions League: nel 2006 con l’Arsenal, lo scorso maggio con il Manchester United. Cosa voleva dire il gesto dopo il gol dell’1-0 al Manchester, quella serie di colpi con la mano destra sulle vene del braccio sinistro?

Lui risponde: “Es el sangre de mi padre”.

A quale padre si riferisca non è chiaro. Perché “Samuel Etoo fils” di padri ne ha due. Uno è quello naturale, genetico: il suo nome è Jona Okwa ed è stato sposato con tre donne, la prima delle quali diede alla luce Samuel il 10 marzo 1981. Il secondo è quello calcistico: nel villaggio di Kumba, in Camerun, un uomo chiamato Etoo prese sotto la sua ala quel ragazzino destinato a diventare un fuoriclasse del calcio mondiale.

Appena un anno fa, Etoo chiedeva notizie sul clima di Tashkent, Uzbekistan. Da Barcellona l’avevano informato del fatto che il nuovo allenatore, Pep Guardiola, l’avrebbe ceduto volentieri. E il Kuruvchi di Tashkent gli aveva offerto quaranta milioni per trasferirsi un paio d’anni nella capitale uzbeka. I soldi gli interessano, ma non fino a questo punto.

A sedici anni, il suo cartellino era di proprietà del Real Madrid. Le merengues commisero l’errore di mandarlo ripetutamente in prestito (prima al Leganes, poi all’Espanyol, infine al Maiorca), senza rendersi conto del suo effettivo potenziale. “Riscattato” dal Maiorca, nelle Baleari Etoo divenne un idolo: 54 gol in cinque stagioni, prima del costosissimo trasferimento in Catalogna. Dove, in 5 anni, ha giocato 200 partite e segnato 130 gol.

Etoo ha avuto tre figli dalla moglie Georgette, ma ha dovuto riconoscere anche la paternità di Annie, nata nel 2002 dalla relazione con una donna in Sardegna.

Ambasciatore Unicef, è attivamente impegnato contro il razzismo. Nel febbraio 2006, minacciò di uscire dal campo durante una partita a Saragozza, in cui veniva costantemente bersagliato con ululati e lanci di noccioline. In quella partita, dopo aver realizzato la terza rete blaugrana, esultò muovendosi come una scimmia.

Ci farà divertire, ma lItalia per lui non sarà facile.

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About Taribo59

Rudi Ghedini, bolognese di provincia, interista dal gol sotto la pioggia di Jair al Benfica, di sinistra fin quando mi è parso ce ne fosse una.