Sunday bullshits

Latest_news_large_imageIn una domenica in cui anche il “wrestling su strada” (co-cit.) si lascia preferire al circo della F1, registriamo alcune dichiarazioni di ex nerazzurri, futuri ex e presidente che fanno sorgere alcune riflessioni.

Inter Real(tà)
Massimo Moratti, in esclusiva ai microfoni di Sky, ha ribadito che il concetto già espresso nellintervista dal titolo “Inter Real”, e cioè che per la Champions non devono esserci alibi. Messaggio rivolto al suo allenatore che 24 ore prima aveva soltanto detto la verità, riconoscendo la superiorità di 3, 4 squadre e togliedo la pressione ai suoi giocatori per lossessione di un obiettivo, lunico, che ancora tiene in vita i numerosi sostenitori avversari. Pur apprezzando tutti gli sforzi economici del presidente, a nulla serve vestire i panni del tifoso più accanito. In estate è sempre stato così, prima era lo scudetto, ora è la Champions. Non servono a nulla i proclami, men che meno se ingiustificati dalla realtà delle cose. LInter non è al livello di Barcellona, Real, Chelsea e Manchester United. Mou è stato cristallino: possiamo vincere la Champions grazie ai dettagli, alla fortuna. Se la mettiamo sul piano della qualità, non cè molta gara. Parole forse dure, che a Moratti possono essere andate di traverso, ma che doveva aspettarsi da un tecnico che non ha mai usato mezze misure nei confronti dei suoi datori di lavoro.

Un collega di Caliendo
A proposito di un altro dipendente dellInter, Roberto Mancini oggi ha rilasciato unintervista (lennesima) a lAvvenire in cui, tra molti concetti condivisibili, rivela che Moratti: “qualche volta ci ha provato a fare la formazione, magari spingendo per mandare in campo qualche giocatore che gli stava più a cuore. Ma non cè riuscito, anche perché penso che non sia giusto che un presidente interferisca sulle scelte tecniche. Questo è uno dei mali peggiori del nostro calcio”. Può essere che Moratti abbia “spinto” per qualcuno dei suoi pupilli (Recoba, Adriano e Figo), ma lutilità di rivelarlo? E chiara la sua voglia di smarcarsi dallInter, ma invece di chiacchierare come il peggior Caliendo (paragonando Moratti al megalomane di Arcore), sarebbe opportuno presentare qualcuno che si sobbarchi lo stipendio che lInter gli versa regolarmente da 12 mesi. Non solo, ma se “presidente, ds, responsabile area tecnica, team manager, qui da noi non fanno altro che complicare tutto e alimentare le pressioni. La mancanza di chiarezza e trasparenza nelle decisioni, unita a una cultura sportiva sempre più scarsa e agli stadi più brutti dEuropa, hanno messo in crisi il calcio italiano. Siamo in uno stato di inferiorità evidente rispetto a quello inglese e spagnolo”, perché cancellare la storia con lInter a colpi di parole, se lobiettivo professionale è la Premier o la Liga?

primaNews of the World (e le escort intellectuali)
E di oggi la presunta notizia dellofferta del Chelsea per Ibra dallautorevolissimo News of the World: 55-60 mln più Deco e Carvalho, due che lInter vuole in prestito secco (il primo) e oneroso con diritto di riscatto (il secondo). La prima domanda riguarda, il motivo dellattenzione che ogni santo giorno viene data anche allultimo dei giornali doltremanica, dellUzbekistan o del Nepal, senza chiedersi minimamente la veridicità della notizia pubblicata. La seconda domanda, non è nostra, ma di qualche prostituta inviata alla Malpensa: “Ibra, sei felice di restare allInter?”. Risposta: “Sì, sono contento”. Domanda: “Resterai per sempre allora?”. Risposta: “Vediamo, vediamo, vediamo, vediamo. Valuteremo giorno per giorno”.

Con Ibra che ha più volte chiarito come non si veda per molto tempo con la stessa casacca, che senso ha chiedere “resterai per sempre”? Lunico senso è fargli dire di no. Ma non per spacciarlo come discorso futuro, alla fine della prossima stagione o della successiva, ma per ricollegarla alla notizia della presunta offerta del Chelsea. Come fa Sportmediaset che mischia le due dichiarazioni. Le risposte alla Malpensa ed il presunto virgolettato del giornale inglese: “So che il Chelsea vuole acquistarmi e sono lusingato. I blues sono una delle migliori squadre dEuropa e la Premier League è uno dei campionati più importanti. I soldi? I soldi non sono un problema, io baso le mie scelte su quello che è meglio per me, su quello che è più adatto. Sarò ancora in grado di essere speciale nella squadra dove sto andando? Sono le mie qualità giuste per la Premier League? Il punto è porsi queste domande”. Dichiarazioni, queste ultime sui “soldi” sulla “Premier” e le “qualità giuste”, che risalgono a qualche settimana fa.

Come la vogliamo chiamare, “manipolassione”?

Non poteva mancare allappello De Paola ed il suo quotidiano umoristico. “Resti per tanti anni? Vediamo” diventa, virgolettato,Chelsea? Vediamo”.  Le vedove ed i burattini con la stessa strategia. Una sorpresa?

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