Lidea piuttosto balzana che i giocatori dellInter non sappiano fare un passaggio in profondità per servire le punte è smentita dai fatti. La sensazione che sia propagandata dalla stampa non sorprende: come al solito si insegue il bisogno di glorificare Moggi (per Ibrahimovic) e sminuire il ruolo degli allenatori dellInter (lo si è fatto con Mancini, ora senza avversari, ora con una rosa fortissimi, ora con Vieira e Ibra, e si prosegue con Mou, con 2 squadre imbattibili e bla bla bla). Che lo credano tifosi dellInter e blogger è un altro paio di maniche. Vuol dire che il nostro lavoro è ancora allinizio.
Ancora più ridicola è lidea che Milito ed Etoo siano costretti a inventarsi i gol, esattamente come avrebbe fatto Ibrahimovic. Se facessero come faceva Ibra, a parte sbagliare gol decisivi con lo United, probabilmente si inventerebbero non più di 5 gol. Il resto viene dal lavoro di squadra: da Andres Muntari, Yayà Cambiasso e Lionel Stankovic.
Ibrahimovic ha costruito un gol da solo, veramente decisivo ai fini del risultato, nelle seguenti occasioni:
A Genova la combinazione volante è con Mancini, non costruisce da solo.
Col Catania bastano due autoreti
A Torino realizza un gol in contropiede non frutto suo
Col Lecce ci deve pensare Cruz su colpo di testa di Ibrahimovic
Nel derby non segna e non incide
Col Bologna il suo primo vero acuto stagionale, golazo, ma su cross di Adriano. Non ha preso la palla e deciso da solo.
AllOlimpico segna 2 gol su assisti profondi dei compagni (Carles Cordoba e Andrès Muntari)
Dopo due 0-0 consecutivi contro Genoa e Fiorentina, nei quali sprechiamo molto si va a Reggio Calabria: gol decisivo di Cordoba, Ibrahimovic è splendido nel gol di Maicon. Lassist per Vieira viene addirittura da Quaresma.
E il Jardinero Thierry Cruz a realizzare il gol vittoria con lUdinese (dopo 11 giornate Ibra non ha segnato un solo gol inventato di suo, ma ha regalato 2 assist, come Muntari e Quaresma)
A Palermo finalmente Ibra fa tutto lui. Inventa il primo gol, decisivo. Il secondo è una sassata di punizione, che è un assolo per definizione. Quota gol inventati: 1
Il 23 novembre cè troppa Inter per la Juve: decide Muntari.
Col Napoli show collettivo della squadra nella prima mezzora: segnano Cordoba e Muntari, Ibra non è brillantissimo.
AllOlimpico disintegriamo la Lazio: il gol in apertura è di Samuel, il gol di Ibra è in realtà unautorete, anche se viene assegnato allo svedese; il raddoppio è frutto dellinvenzione del duo Ibra-Maicon, che mandano fuori giri Diakhitè.
In Inter-Chievo 4-2 Ibra gioca una partita sontuosa, che decide lincontro con una doppietta, anche se la partita si era complicata per latteggiamento della squadra, sul 2-0 si era sentita troppo sicura, dopo un gol di Maxwell e di Stankovic (grande azione di Maicon, Ibra, Obinna e Deki). Gol comunque di squadra: di testa il primo, fiondata il secondo. Maxwell al tempo è il decimo giocatore dellInter ad andare in gol. Si può considerare il secondo gol una invenzione? Magari si, dicendo però che anche Milito ed Etoo sono in grado di concludere da quella distanza, ben assistiti come in quel caso.
A Siena è Maicon a segnare i due gol della vittoria.
Contro il Cagliari il gol di Ibra da un metro e mezzo nasce da una invenzione di Crespo.
Da mezzo metro è il gol da calcio dangolo contro lAtalanta, sotto 3-0.
Contro la Samp Ibrahimovic è assente.
A Catania, in 10 contro 11, apre Lionel Stankovic su cross di Cruz, chiude Zlatan di pallonetto, molto pregevole, su millimetrico lancio di Yayà Cambiasso. Inventato? No, messo davanti alla porta da chi non saprebbe passare…
Col Torino segna Burdisso, Ibra è sfortunato con un legno.
A Lecce Ibra è fenomenale e segna il primo gol, contro un avversario onesto e niente più. Gran partita la sua. Lassist di Yayà Cambiasso è clamoroso, Ibra si ritrova ancora una volta davanti al portiere e lo fulmina con un destro preciso dal limite dellarea… qui cè tutto: lassist determinante e la precisione dellattaccante (che Etoo non possiede? Non facciamo ridere…)
Nel derby non segna Ibra.
A Bologna ci vuole fortuna: Cambiasso segna sugli sviluppi di un calcio da fermo, decide Balotelli sempre con una punizione, si ricordano le grandi parate di Julio Cesar.
Doppio SuperMario più Hernan Crespo contro la Roma. Ibra assente.
Nella partita più delicata dellanno Ibra segna a Genova ancora una volta messo davanti alla porta da Stankovic. Etoo ha segnato caterve di gol in pallonetto sul portiere in uscita. Qui Lionel Stankovic pennella che è una meraviglia dopo un pressing di squadra. Gol su assist prezioso, ma non certo inventato.
Ibra inventa il gol acrobatico contro la Fiorentina, su assist di Mario. Gol inventato, classico di Zlatan (e sono 3), i suo raddoppio è una sassata di punizione allo scadere.
Ibra contro la Reggina comincia il suo mal di pancia professionale, ma il 3° gol è un capolavoro di pura invenzione zlataniana. Gol inventati: 4.
A Udine un autogol ci regala i 3 punti, mentre col Palermo ci si addormenta sul 2-0 con un gol di Ibra su rigore.
A Torino segna SuperMario su assist di Andres Muntari, a Napoli si perde, mentre Zlatan con la Lazio chiede alla curva di fare quella cosa che potrebbe servire per diventare ministri, realizzando il primo gol. Pura invenzione? Si, Zlatan purifica un inutile appoggio di Muntari: 5 gol inventati.
A Verona primo match-ball scudetto: Crespo e capolavoro di Mario. Assente Ibra.
Col Siena, scudetto sul petto, Ibra smania per inventarsi il gol. Mancini lo mette davanti al portiere, mentre la difesa senese sembra un presepe. 3-0, 17° titulo.
Jimenez pressa, recupera la palla e serve Ibra, che inventa un gol, molto fondamentale come sappiamo… la difesa del Cagliari è quella che è, a fine maggio. Ma segniamolo dai: 6° gol inventato.
Ultima giornata con lAtalanta: gol di tacco, inventato si, ma sempre ininfluente (lo sono stati più certi suoi assist, la sua presenza globale nellattacco).
Ora, se andiamo davvero a contare quante volte Ibrahimovic è stato decisivo sul piano della realizzazione – perchè a sentire certuni il problema sarebbe quello di “armare” Etoo e Milito – ci rendiamo conto che il gol inventato, cioè nato da unazione senza sbocco o non suscettibile di portare al gol è molto raro. Ne ho contati 6-7, ma di veramente decisivi ne abbiamo al massimo 2-3. Molto più importante il suo apporto alla manovra offensiva. Ma Ibra come terminale offensivo è stat
o
preciso come può essere Etoo, con la differenza che Etoo in carriera è un attaccante molto più accurato di Zlatan. Il Genio ha segnato da mezzo metro, lanciato a rete, su cross e su punizione. Per affermare che Etoo e Milito non sarebbero in grado di segnare davanti al portiere, lanciati, di testa o da mezzo metro, ci vuole un bel coraggio. Forse da fastidio che li lanci Cambiasso magari, di sicuro lInter ha segnato tanto e con tanti giocatori, giocando un calcio particolare che si appoggiava primariamente su Ibrahimovic, ma non inteso come realizzatore.
Ibra era una presenza complessiva, fisica e di fantasia. Ma attenzione: la squadra è in grado di sfornare assist e costruire gioco, lo dimostrano i gol dello scorso anno. Con Ibrahimovic avevamo una squadra forzatamente lenta, che giocava sul passo, mettendo palla sui piedi o sul petto dello svedese. Con questi altri attaccanti molto dipenderà dal pressing più che dal trequartista ed è per questo che Mourinho ha richiesto un nuovo difensore centrale. Per far salire la difesa e costringere la linea mediana a spingersi in avanti, per riconquistare campo e palla. Lidea che nessuno sappia fare un passaggio filtrante è bislacca. Servono uomini che li suggeriscano anzitutto, e Ibra lo ha fatto rarissime volte. Un trequartista aggiungerebbe qualità, portando in alto il baricentro, in appoggio alle punte, che altrimenti sarebbero servite solo come lanno scorso, su passaggio lungo in profondità o su cross (e Milito ed Etoo hanno segnato di più di Ibrahimovic in queste circostanze).
Pertanto lammorbante tafazzismo nerazzurro di questi giorni è smentito dalla prova dei fatti. A noi serve un 10 per completare il reparto e dare alla squadra un uomo in grado di filtrare i palloni e dare ordine. Non serve certo la presunta fantasia di Cassano, o quella galoppante di Lavezzi, giocatori che sanno accendersi, ma molto anarchici. LInter non merita tifosi ridicoli che bocciano Samuel Etoo, il più forte e vincente attaccante europeo dellultimo quinquennio, dopo 2 giorni di allenamento e 43 minuti di unamichevole di fine Luglio. Atteggiamento bambinesco che si può riassumere solo in una gigantesca mancanza di idee proprie, che costringe a prenderne in prestito altrui e una certa inclinazione al delirio, da curare in posti diversi dal web. Forza Inter! Sempre.
Le quote Snai sono indicative ma non troppo. E capitato, negli ultimi anni, che la raccolta delle scommesse sulla squadra vincitrice venisse interrotta anzitempo. In italia la situazione comica però ha spesso raggiunto vette incommensurabili.
I giornali, per esempio, scrivevano che la LIGA spagnola era chiusa col Barcelona avanti di 7 punti, mentre in Italia era un discorso aperto con la stessa distanza tra Inter e Milan.
“I bianconeri sono lanti-Inter a detta dei quotisti e lo scudetto targato Ferrara è unopzione a 3,50. Sensibilmente inferiore il credito concesso al Milan, distante dal duetto al comando e proposto a 6,00“.
Ora, non penso che bisogna essere dei Pitagora per fare un semplice calcolo delle proporzioni, calcolo che comunque sottoponiamo alla lettura dei non pochi lurkers gobbi.
Tutto sta nella terminologia usata: la Juventus è vicina allInter (Inter squadra da battere: lo scudetto a 1,80. Ma la Juve è vicina a 3,50), il MIlan è distante.
Di sicuro cè che il Milan quotato a 6 è molto distante dallInter. Ma le proporzioni dicono che la Juventus è quotata a una cifra che corrisponde quasi al doppio della quota stabilita per lInter. La cosa comica è che seguendo il filo di Tuttosport, se la Juventus è vicina allInter, anche il Milan sarebbe vicino alla Juventus, visto che viene quotata quasi al doppio della quota stabilita per i bianconeri (3.50 e 6 è simile a 1.8 e 3.50). In buona sostanza il Milan può arrivare secondo con le stesse possibilità con le quali la Juventus può vincere lo Scudetto. Per quanto vale, dunque, è meno incerto lo Scudetto del secondo posto e la Juventus, più che esser sicura di vincere (tanto è vicina) dovrebbe altrettanto preoccuparsi di non esser raggiunta (come capitò lo scorso anno).
Questo per dire ancora una volta i giornali sono disposti a stravolgere anche la matematica, pur di far passare o forzare un messaggio: ci stanno presentando Diego e Melo alla stregua dei grandi acquisti estivi (Ibrahimovic, Kakà, Ronaldo, Benzema ed Etoo), addirittura Caceres viene presentato come un fuoriclasse, mentre è semplicemente un difensore uruguaiano rappresentato dallo stesso procuratore di Viudez e Cardacio. In più si parla diffusamente di “Inter indebolita” e distanza colmata. Se vi può interessare questi discorsi erano fatti anche lo scorso anno e sempre dagli stessi organi di stampa, ai quali i giocatori della Juventus rilasciano una o due interviste al giorno, piene di promesse e proclami degni dellultima storica puntata di Mai Dire Gol:
23 luglio 2008 – Dalla Nazionale a Poulsen, al biscotto Svezia-Danimarca: Buffon parla a ruota libera. “Juve, così ti volevo. Ora Inter e Roma non sono più sole. Non cè stato il colpo ad effetto, ma sono arrivati i giocatori giusti per migliorare il terzo posto dellultimo campionato”. Sui problemi alla schiena: “Sono alle spalle, sto molto meglio. Anzi, erano anni che non partivo per un ritiro precampionato sentendomi così bene”. Sullo scudetto: “Il favorito è il Milan: non avrà la Champions ed ha Ronaldinho” (Buffon lo scorso agosto).
Campione del Mondo nel 2002, vincitore delle Confederations Cup nel 2005 e nel 2009, 3 Campionati tedeschi, 3 Coppe di Germania, 2 Ligapokal. Tutto da titolare. Questo il palmarès di Lucimar Ferreira da Silva, in arte Lucio.
Classe 1978, capitano della nazionale brasiliana, impara larte del difendere nel Planaltina e comincia la sua carriera professionistica a 19 anni nel Guarà prima di essere ceduto, pochissimi mesi dopo, allInternacional di Porto Alegre.
51 presenze, 5 gol e una sicurezza da veterano gli sono più che sufficienti per mettersi in evidenza agli occhi degli osservatori europei e di Vanderlei Luxemburgo, ct della nazionale che lo convoca per i Giochi di Sidney prima e per la nazionale maggiore poi, nella quale esordirà in unamichevole contro il Cile per non perdere più il posto nonostante limmediato cambio di commissario tecnico.
Da quella amichevole la carriera di Lucio subisce una svolta: arriva il Bayer Leverkusen che lo porta in Europa per costruire il periodo più glorioso e sfortunato della sua storia: insieme a Butt, Nowotny, Ballack, Zè Roberto e Schneider, Lucio porta il Bayer a due secondi posti in Bundesliga e a quella che viene ricordata come una delle stagioni più sfortunate della storia del calcio.
E la primavera del 2002 e il Bayer sfiora il treble ritrovandosi però con gli ormai famigerati zeru tituli: seconda in campionato dove perde 5 punti nelle ultime tre giornate, finalista perdente (4-2) in Coppa di Germania contro lo Schalke04 e finalista perdente (2-1) in Champions League contro il Real Madrid quando, comunque, Lucio si toglie la piccola soddisfazione personale di realizzare il gol del momentaneo pareggio. Dopo 92 presenze e 15 gol lascia un ricordo indelebile a Leverkusen dove, fra le altre cose, i tifosi lo inseriscono nella “squadra del secolo” del Bayer insieme a molti compagni di quella sfortunata stagione.
Nel 2004 passa al Bayern di Monaco dove riesce finalmente ad arricchire il suo palmarès e ad affermarsi davanti al mondo come uno dei migliori difensori centrali in circolazione: già nel 2002 era stato lunico, insieme a Marcos e Cafu, a restare in campo ogni minuto nel Brasile Campione del Mondo, ma da qui in poi il suo posto in squadra non viene messo più in discussione, arrivando a giocare da titolare i Mondiali del 2006 e le Confederations del 2005 e del 2009, vinte entrambe grazie al suo fondamentale apporto (soprattutto in quella del 2009, dove Lucio realizza all84 il gol del decisivo 3-2 nella finale contro gli USA).
188cm per 84kg, non è solo limponenza fisica il suo punto di forza: estremamente tecnico, è un difensore abilissimo a giocare sullanticipo e bravissimo nel colpo di testa, arma che sa usare molto bene anche in attacco. Gli piace uscire dallarea a testa alta e palla al piede e andare ad impostare lazione fino oltre il centrocampo.
Oltre ad essere esattamente il tipo di difensore che voleva Mourinho, ha anche le caratteristiche ideali per sposarsi al meglio con Walter Samuel (anche se Mourinho in queste prime amichevoli lo prova spesso con Chivu): un destro e un mancino, uno che gioca in marcatura e uno sullanticipo, entrambi quasi insuperabili nel gioco aereo, possenti fisicamente e nonostante questo non lenti.
Presumibilmente Samuel guiderà la linea e al brasiliano sarà lasciato il compito di dare il via al gioco in una coppia di centrali difensivi che, sulla carta, non ha eguali al mondo. Aggiungendo alla linea difensiva Maicon e Santon risulta evidente come il nuovo numero 6 nerazzurro va a completare un reparto difficilmente migliorabile, quello dal quale iniziare a costruire le nostre fortune per la stagione 2009-2010.
Chiariamo subito, per onestà intellettuale, in modo da perdere qualche lettore già alla seconda riga: il dilemma del prigioniero (la “I” sta per Inter, non per Ibra) è un riferimento ad un esempio paradossale inventato negli anni 50 per spiegare le strategie sulla base delle aspettative; in questo post non si parla quindi dei guai giudiziari di nessuno, nè se sia peggio essere prigionieri delle telecronache di Sky o di Mediaset Premium.
Giusto perchè nessuno è così pazzo da parlare di queste cose alla cazzo in un blog calcistico, preciso che di tale dilemma al fine dellanalisi seguente è importante spiegare solo le premesse e la conclusione: ci sono due prigionieri, entrambi hanno due opzioni, confessare o tacere; il dilemma sta nel fatto che i loro anni di carcere varieranno a seconda della loro confessione ed anche di quella che eventualmente renderà laltro prigioniero: se entrambi tacciono, un anno a testa, se entrambi confessano, 6 anni a testa, se uno confessa e laltro no, chi confessa è libero e laltro sconta 7 anni; la conclusione (fidatevi di chi lo ha inventato e studiato) è che alla fine confessano entrambi, per minimizzare il danno che temono.
State ancora leggendo? Grandi! Allora, come si applica questo esempio alla tournèe americana dellInter appena conclusasi? Cè una società che ha programmato da mesi un torneo negli states, insieme ad altre 3 squadre, in cambio di un ritorno economico e che ha tutto linteresse a suscitare curiosità ed a farsi conoscere visto che non è pratica di questi eventi promozional-esibizionistici, almeno in questo continente; quando è già iniziata lavventura, riceve unofferta per il trasferimento dellanno, in termini economici.
Non essendo in ballo noccioline, il primo problema per la società diventa quindi chiudere la trattativa, anzichè pensare (solo) alla promozione. Della società fa pienamente parte lallenatore, in quanto informato costantemente di tutto, che approva loperazione e da perfetto dipendente pensa in primo luogo al bene della società.
E qui iniziano i problemi, per Mou: il primo dilemma è parlare o non parlare?
Perchè il portoghese, da grande comunicatore, sa come funziona il giochino della prostituzione intellectuale nel nostro paese: se non parla, si scateneranno le ipotesi più fantasiose, ma tutte in ununica direzione, cioè una frattura tra lui ed il presidente, mentre se parla dovrà stare comunque attento a non dire nulla che possa compromettere la trattativa, quindi non fare troppi apprezzamenti nè su chi parte (o le parole verranno interpretate come “rimpianto” e “contrarietà implicita” alloperazione), nè su chi potrebbe arrivare (sia perchè se poi salta tutto, ci fai la figura del fesso, sia per non far abbassare lofferta di conguaglio economico da parte del Barca)… E allora diranno alcuni, non poteva, uno preparato come Mou, dire comunque qualcosa, senza dire nulla di sostanzialmente rilevante?
No.
Punto.
Non è fatto così, il tizio che fa bene queste ora cose sta a Londra, molti altri sono sparsi per lItalia, Mou invece è diventato famoso anche per dire le cose chiaramente… non solo, ma se poi in conferenza stampa si presenta e recita il compitino, saranno pronti a rinfacciargli pure questo, a dire che non è daccordo, etc.etc…
Bene, a questo punto, il Mou (ma non in veste di mero allenatore, quanto di rappresentante della società Inter) ha le stesse due opzioni del caro vecchio prigioniero, parlare o non parlare, e lo stesso obiettivo obbligato, imposto dagli eventi: minimizzare il danno. In questo caso, visto che comunque verrà strumentalizzato il suo atteggiamento, meglio non rischiare di nuocere alla trattativa, e piuttosto sacrificare una grandissima vetrina. Perchè purtroppo questo prezzo è stato pagato, non crediate che sia una genialata in termini di immagine mandare in conferenza pre-Chelsea Baresi, Farias, o chi altri, era semplicemente lunica cosa possibile.
E un peccato quindi che loffertona sia arrivata con questo timing (cit.), ma stante così le cose nessuno poteva agire diversamente (ve lo immaginate il Presidente che dice a Laporta “caro Joan, grazie, ma tieniti tutto, la mia squadra deve fare promozione negli States“?), e pazienza se passeranno altri 4-5 anni prima che dagli USA ci ricontattino per una cosa del genere (dopo che appunto nel 2003 o 2004 andarono Giuve e BBilan a raccattare figure barbine a pagamento).
Ovviamente questo se nel frattempo non vinciamo niente a livello continentale, perchè questi tour dovrebbero servire anche a sopperire dal punto di vista dellimmagine ai 44 anni senza Coppa… mentre se riuscissimo a ri-scrivere il nostro nome sullalbo doro, il problema non si porrebbe proprio.
Vabbè, chiusa questa pagina di marketing, veniamo agli aspetti tecnici:
1) praticamente inutile la prima partita (visti i diversi calendari calcistici continentali, i Messicani del Club America sono in piena stagione, mentre noi eravamo al secondo impegno dallinizio del raduno), buon test la seconda, contro una squadra più avanti nella preparazione ma che ha evidenziato i nostri limiti ed i loro vantaggi dallaver azzeccato qualche anno fa (grazie anche al Mou) delle buone campagne acquisti pluriennali, infine nuovamente inutile la terza.
2) si, il derby merita un punto a parte, perchè finchè a fronteggiarsi sono stati gli undici-base, la partita è stata non eccelsa ma impietosamente squilibrata, dopo è iniziato un altro spettacolo, il circo.
3) buon inserimento dei primi nuovi arrivati, conferme in positivo ed in negativo dai vecchi, troppo presto per valutare gli schemi, senza Etoo e Hleb
4) il dubbio che potrebbe venire: ma abbiamo buttato nel cesso tutto il lavoro tattico fin qua?
Mia personalissima risposta: no, anche se qualcosa va rivisto, ma non è che da qui in avanti si gratteranno, il Mou poi ha già detto che sanno come inserire nel gruppo chi è arrivato dopo (anche Lucio, J.Cesar e Maicon, giusto per la precisione).
5) nella nostra rosa figurano ancora giocatori di dubbia (per non dire nulla) utilità, come Quaresma, Mansini, Obinna, Rivas, ed altri che come riserve potrebbero anche venir buone, ma non a quegli ingaggi (Vieirà) o che possono essere monetizzati “ora o mai più” (Burdisso). Ho molta fiducia in tal senso nel lavoro della società.
6) un altro attaccante ora non serve, nemmeno se di fantasia, al Massimo (nel senso che se proprio Massimo vuole spendere, non nel senso che non ci farebbe comodo) consiglierei Un centrocampista con i tempi degli inserimenti ma che parte da dietro.
Chiusura mediatica: presentato Ibra al Barcelona, sobrietà e rispetto, con le giuste parole (i dettagli tipo posa per i fotografi per la prima pagina di domani non mi interessano) da indirizzare al Club che lo ha reso ciò che è ora, prendendolo poco più che teppista (godeva di una specie di immunità presto perduta una volta giunto allInter) da una squadraccia di serie B, mi aspetto altrettanto domani da quella di Samuel Etoo.
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Al quale, ancora una volta, va il nostro benvenuto!
Le amichevoli ed i giudizi sulle amichevoli lasciano un po il tempo che trovano, anche se lavversario è il Milan. La prima gara senza Ibra mette in mostra un Milito che conferma la sua bravura in zona gol, un Lucio a suo agio tra Julio Cesar, Maicon e Chivu, un Cambiasso col radar già in funzione e un Balotelli alle prese con i falli da dietro dei suoi marcatori. La sensazione è che lInter si sia mostrata più squadra, mentre il Milan sembri un cantiere più aperto del nostro.
La cosa imbarazzante è stato il servizio che i mediaservi Longhi Bruno, Castagner Ilario e Pellegatti Carlo hanno inscenato per commentare una gara con una importanza davvero relativa. Due episodi su tutti: Gattuso subisce il secondo tunnel della partita da Milito e poi reagisce con una manata sul volto dellattaccante argentino. Larbitro fischia un fallo più che evidente (in una partita vera sarebbe stato da giallo) e Gattuso mette in scena una delle sue proteste in lingua araba. Longhi padre, invece di sottolineare la stupidità e lantisportività del gesto, afferma testuali parole: “Gattuso è arrabbiato con Milito perché con quel tunnel gli ha mancato di rispetto”. Servono commenti?
Nel finale di partita entra in scena il mediaservo più longevo: Carlo, lEmilio Fede di Milan Channel. Invece di chiedere a Leonardo della pessima prova di Onyewu, dellinconsistenza di Pirlo o dellevanescenza di Ronaldinho fornisce sul piatto dargento la giustificazione della sconfitta (che non vale nulla, ribadiamo). “3 partite in 6 giorni si sono fatte sentire”. Il futuro tecnico del Milan (in attesa di deroga dalla federazione), invece di rifiutare un assist del genere e spiegare che si trattasse di una partita dai labili contenuti, rilancia: “Abbiamo giocato 4 partite, non 3. Poi i viaggi, poi il regolamento di questo torneo [...] lInter ha avuto 5 giorni per preparare la partita…” Ad un certo punto abbiamo smesso di seguire una serie di giustificazioni imbarazzanti con la consapevolezza che anche questanno ci saremmo divertiti a contare i punti di distacco.
Ps: Per Longhi Bruno le parole di Leonardo “sono sacrosante”. Non avevamo dubbi.
Stanotte il primo derby di Milano contro i cugini. Non mi dispererei se vincessero, Galliani potrebbe inebriarsi quel tanto per negare i soccorsi a Leonardo, che si è reso conto che Oddo e Jankulowsky sono giocatori di cricket cingalesi spacciati per terzini fluidificanti.
LInter dovrebbe schierare una difesa slow-motion formato dal neo-acquisto Lucio e Christian Chivu, a destra Maicon e a sinistra Zanetti (che immagino possa ricoprire il rulo diverse volte la prossima stagione). In attesa di Samuel Etoo e Aleksandar Hleb Mourinho dovrebbe far giocare la coppia Milito-Balotelli, con Stankovic a supporto.
Etoo sarà a Milano domani, giornata nella quale si formalizzerà loperazione con gli annunci ufficiali delle società. Con Ibra va via un pezzo di storia dellInter, come è stato Matthaeus, rimasto a Milano il tempo necessario per entrare nella galleria dei Grandi di Sempre. A Samuel Etoo auguriamo lo stesso, e siamo certi che ci guiderà a trionfi ben più importanti.
Nel frattempo Ibrahimovic è arrivato a Barcellona, ecco in esclusiva splinderiana il video della sua prima uscita catalana:
La nuova barzelletta raccontata dalle prostitute intellettuali riguarda il prezzo di Eto’o. Ora, tutto il mondo racconta di una brillante operazione di mercato nella quale l’Inter ha nell’ordine:
1) Ceduto a peso d’oro una stella scontenta
2) Rimpiazzato la stella con una dello stesso peso se non addirittura più forte
3) Incassati 46 milioni di euro
4) Ottenuto il prestito di un trequartista di buon livello che stava cercando, con lo stipendio pagato dal Barcellona
5) Risparmiato complessivamente sul monte ingaggi, oltre ad essersi liberata di Raiola
Ora, questa operazione, se a farla fosse stato Galliani, avremmo visto paginate di elogi al grande manager. Invece, in Italia, paese della prostituzione intellettuale (che non va mai in vacanza) abbiamo queste porcherie:
Per Mediaset l’operazione Eto’o costa complessivamente 57 milioni, in base a calcoli fatti da loro. La Gazzetta dello Sport, nella prima estate senza Candido Cannavò (e si vede!) anzichè elogiare l’Inter per il fatto che sia riuscita nell’impresa di far arrivare una stella di assoluto valore nella Serie A, in sostituzione di Ibrahimovic, o comunque mantenere un atteggiamento neutro, decide che a “vincere” è stato Eto’o! Ma vincere contro chi? Contro l’Inter naturalmente, cui non si vede l’ora di attribuire sconfitte.
La conferma arriva dall’editoriale di Nicolino Cecere, che ancora una volta fa i conti a tasca all’Inter, dimenticandosi come Mediaset di fare quella stupida cosa che insegnano in prima elementare: il saldo.
Se l’Inter accorda 55-58 milioni ad Eto’o in 5 anni, è vero anche che non spende soldi per pagare Ibra (al lordo parliamo delle stesse cifre, anche se con Raiola è tutto molto aleatorio): per cui si può già dire che Eto’o si paga da sè. Anche perché arrivano 46 milioni di euro in più, che evidentemente fa comodo dimenticare.
Viene da chiedersi dov’erano Francesco Vecchi, Nicola Cecere e gli altri pseudo-analisti economici del nostro calcio, un anno fa, quando non furono resi noti i termini dell’ingaggio del suonatore di congas Ronaldinho, i termini del prestito di Shevchenko. Dov’erano? Probabilmente erano al mare, come sono stati al mare qualche giorno fa quando il sempreverde Del Piero rinnovava a cifre praticamente sconosciute.
Il bello è che quando c’è di mezzo l’Inter a cambiare sono anche i più fondati canoni oggettivi. Il costo di un giocatore viene considerato per l’ingaggio. A nessuno è venuto in mente di dire che Amauri alla Juventus è costato circa 40 milioni e che Diego sia costato circa 50. Infatti, nessuno l’ha scritto, altrimenti avrebbero dovuto aggiungere che la Juve quest’anno ha speso 100 milioni per 3 giocatori (Cannavaro, Melo, Diego).
La verità è che la madre delle prostitute intellettuali è sempre incinta, e che le figlie sono più scostumate di lei.
Di questo geniale colpo di mercato – tranne rare eccezioni: Pedullà, persino Franco Melli – che si accosta a quelli già effettuati (Lucio anzichè Cannavaro e Onyewu), non si legge altro che:
Pazienza, sapremo aspettare: giusto glissare sulle lamentele di Leonardo, un pupazzo non può far troppo rumore, giusto accorpare sempre Ancelotti al Milan, facendo passare per successi rossoneri quelli ottenuti dai Blues (è la nuova moda dell’estate). Noi sappiamo aspettare, come lo scorso anno di fronte ai temibili proclami di Buffon e Amauri. E allora vedremo se una squadra che ha sostituito Ibrahimovic con Eto’o, Cruz con Milito, Jimenez con Motta, Rivas con Lucio, per non dire di Hleb e Arnautovic si è davvero indebolita. Per ora ci godiamo il nostro nuovo acquisto, ringraziando sentitamente Zlatan per le magie che ci ha regalato in questi anni vincenti.
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Non poteva mancare il Messaggero di Roma: 50 milioni il costo di Eto’o.
Ho un amico – Raymon – che viene dal Camerun e tifava Milan; ora sarà costretto a tifare Inter, perché il suo idolo porterà la maglia nerazzurra numero 9.
Le agenzie hanno appena battuto la notizia dell’accordo raggiunto tra il furbo Mesalles (agente del camerunese – o camerunense?) e l’Inter: 10,5 milioni all’anno, più chissà quali bonus… Samuel Etoo è atteso lunedì a Milano.
In questi giorni ho letto un po’ di cose, ne riverso alcune qui.
Con i Leoni Indomabili (la Nazionale del Camerun), ha segnato 39 volte: è il miglior goleador della storia del Camerun e il capocannoniere ogni epoca della Coppa d’Africa con 16 reti. Ha vinto quella Coppa da esordiente nel 2000, e le Olimpiadi di Sydney quando non aveva ancora diciannove anni. Rivince la Coppa d’Africa nel 2002, ma nel 2006 è Etoo a sbagliare il rigore decisivo (il 24esimo) nei Quarti contro la Costa d’Avorio.
Pallone d’Oro africano nel 2003, 2004 e 2005.
Etoo è fra i pochissimi ad aver segnato in due finali di Champions League: nel 2006 con l’Arsenal, lo scorso maggio con il Manchester United. Cosa voleva dire il gesto dopo il gol dell’1-0 al Manchester, quella serie di colpi con la mano destra sulle vene del braccio sinistro?
Lui risponde: “Es el sangre de mi padre”.
A quale padre si riferisca non è chiaro. Perché “Samuel Etoo fils” di padri ne ha due. Uno è quello naturale, genetico: il suo nome è Jona Okwa ed è stato sposato con tre donne, la prima delle quali diede alla luce Samuel il 10 marzo 1981. Il secondo è quello calcistico: nel villaggio di Kumba, in Camerun, un uomo chiamato Etoo prese sotto la sua ala quel ragazzino destinato a diventare un fuoriclasse del calcio mondiale.
Appena un anno fa, Etoo chiedeva notizie sul clima di Tashkent, Uzbekistan. Da Barcellona l’avevano informato del fatto che il nuovo allenatore, Pep Guardiola, l’avrebbe ceduto volentieri. E il Kuruvchi di Tashkent gli aveva offerto quaranta milioni per trasferirsi un paio d’anni nella capitale uzbeka. I soldi gli interessano, ma non fino a questo punto.
A sedici anni, il suo cartellino era di proprietà del Real Madrid. Le merengues commisero l’errore di mandarlo ripetutamente in prestito (prima al Leganes, poi all’Espanyol, infine al Maiorca), senza rendersi conto del suo effettivo potenziale. “Riscattato” dal Maiorca, nelle Baleari Etoo divenne un idolo: 54 gol in cinque stagioni, prima del costosissimo trasferimento in Catalogna. Dove, in 5 anni, ha giocato 200 partite e segnato 130 gol.
Etoo ha avuto tre figli dalla moglie Georgette, ma ha dovuto riconoscere anche la paternità di Annie, nata nel 2002 dalla relazione con una donna in Sardegna.
Ambasciatore Unicef, è attivamente impegnato contro il razzismo. Nel febbraio 2006, minacciò di uscire dal campo durante una partita a Saragozza, in cui veniva costantemente bersagliato con ululati e lanci di noccioline. In quella partita, dopo aver realizzato la terza rete blaugrana, esultò muovendosi come una scimmia.
Ci farà divertire, ma lItalia per lui non sarà facile.
Vi vedo un po abbacchiati e severgninici… vediamo se al risveglio riuscite e tirarvi un po su di morale, anche perchè
4 anni di godimento estremo, lallenatore più Bauscia della storia moderna, una terminologia Bauscia da tramandare ai posteri, una società che finalmente sembra ingranare piano piano, abbiamo finalmente un vivaio che produce giovani di talento, MM sembra rinsavito (a parte imbambolarsi ogni tanto…), millemila punti di distacco da quellarobalì, abbiamo finalmente visto i gonzi gioire per essere andati in UEFA-lunicotrofeocheglimancava-manca-mancherà, ci siamo sbrodolati vedendo che lItalia non Bauscia era in delirio pensando che “se X vince, si porta a -7 e si riapre il campionato” oppure che “se Y vince a Udine…” (e sappiamo comè andata a finire), siamo arrivati al punto di non doverci strappare i capelli se luomo di punta della squadra va via a patto che ci diano soldi (e MM finalmente li esige, punto e basta)
Vi ho letto dire che “chissenefottedellacoppaitalia, permepossiamopureuscire…” per poi dovervi ora sopportare mentre vi fate pippe stratosferiche su:
unamichevole a Pasadena
a millemila gradi centrigradi
con i giocatori in balia dellacido lattico
giocata tra non-titolari vs. titolari
Mourinho che si era fatto la barba, di solito non se la fa per le amichevoli…
e chi più ne ha, più ne metta.
Fino a prova contraria
SIAMO I CAMPIONI INCONTRASTATI DELLITALIA.
Schiena dritta, petto in fuori.
CAZZUTERRIMI!
Comunicazioni di servizio:
I mitici Chuck Norris Facts si trovano qui in inglese e qui in italiano. Sono un ottimo manuale di cazzutaggine.
Sono finalmente aperte le iscrizioni al programma “Abbona un gonzo”. Per dire NO allestinzione della specie. Perchè cè chi perde 2-0 col Gelsi, e chi 2-1 col Club America.
TRATTATIVA ETOO: INCONTRO TERMINATO, FIRMA DOMANI?
LAPORTA: ESITO DIPENDE DA ETOO E IBRAHIMOVIC
BARCELLONA (SPAGNA) (ITALPRESS) – “Ce un principio dintesa tra me e Moratti ma tutto e condizionato allaccordo tra lInter ed Etoo, Ibra e il Barcellona”. Parola del presidente blaugrana, Joan Laporta, che a Sky Sport descrive la situazione che coinvolge i due attaccanti e i due club. Le dichiarazioni del numero uno catalano sembrano dunque escludere lipotesi (avanzata da Radio Marca) di un Barcellona disposto a un esborso di 75 milioni di euro per lacquisto di Ibrahimovic, senza linserimento di Etoo nella trattativa.
CALCIO: INTER; AGENTE ETOO A MILANO INCONTRA DIRIGENTI (ANSA) – MILANO, 22 LUG – Il procuratore di Samuel Etoo, Josep Maria Mesalles, e tornato a Milano e pochi minuti fa e entrato nello studio del vicepresidente nerazzurro, Rinaldo Ghelfi. Allingresso Mesalles non ha rilasciato alcuna dichiarazione. (ANSA).
FONTI BARCELLONA,TUTTE TRATTATIVE VANNO AVANTI (ANSA) – MILANO, 22 LUG – Le trattative sul trasferimento di Zlatan Ibrahimovic al Barcellona e sulla buonuscita a Samuel Etoo da parte del club catalano proseguono, non ce stata alcuna intesa ne alcuna rottura. E quanto ha appreso lANSA da fonti ufficiali della societa presieduta da Joan Laporta.
Non ci sono novita rispetto a ieri – hanno detto le fonti interpellate -, le trattative stanno seguendo il loro corso. Secondo alcune indiscrezioni, lagente di Etoo, Josep Maria Mesalles, sarebbe a Milano per incontrare di nuovo i dirigenti dellInter, ma non ci sono al momento conferme.
Alcuni organi di stampa affermano che il procuratore non avrebbe ottenuto dal Barca la liquidazione (tra 5 e 10 milioni di euro) richiesta e sarebbe tornato in Italia per chiudere comunque laffare con i nerazzurri. Sempre secondo questa ricostruzione, il Barcellona sarebbe pronto a pagare 75 milioni per Ibra. (ANSA).
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CALCIO: AGENTE BURDISSO, STO PARLANDO CON BIG SPAGNOLA = Buenos Aires, 22 lug. – (Adnkronos) – Nicolas Andres Burdisso godeva gia di poco spazio nello scacchiere nerazzurro di Jose Mourinho, ma dopo larrivo di Lucio gli spazi si sono ulteriormente ristretti. A confermare lipotesi di cessione e lagente di Burdisso, Fernando Hidalgo, che in esclusiva per Calciomercato.it si sofferma anche sullaltro difensore in esubero della rosa meneghina, Nelson Rivas. Burdisso? Si, ci sono alcune possibilita. Mi stanno dicendo che la Roma lo vuole, ma con me non ha parlato nessuno della societa.
Io pero sto parlando con una big spagnola e sto vedendo se posso chiudere loperazione, io credo che entro questa settimana verra fuori unofferta, lho gia riferito allInter, dice lagente.
Entro oggi o domani potranno gia esserci altre novita con una proposta ben definita che sto aspettando e che portero al club.
Il Genoa e la Fiorentina? No no, nessuna delle due societa mi ha chiamato, anche se mi piacerebbe portare Nicolas in viola cosi rinsaldo i rapporti con il mio amico Pantaleo Corvino, aggiunge. E Rivas? “Per lui le cose si muovono meno. Tutti mi dicono del Palermo, ma non mi hanno mai contattato…”.
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