L'obiettivo prefissato (e quello raggiunto).

Per quest’anno, non essendoci purtroppo la Champions League, l’obiettivo principale sarà il campionato”. Adriano Galliani, 16 luglio 2008.

“Ora Ancelotti deve vincere lo scudetto”, Adriano Galliani, 26 agosto 2008.

“Il primo obiettivo resta il campionato, poi l’Uefa e poi la coppa Italia: l’allenatore e giocatori hanno sempre chiaro in testa cosa vuole la società”. Adriano Galliani, 1 ottobre 2008

“Lo scudetto per forza è lobiettivo del Milan, dobbiamo solo recuperare la salute”. Adriano Galliani, 17 dicembre 2008

“E tutta colpa di Ancelotti, con gli uomini che ha il Milan, noi potevamo tranquillamente tenere testa allInter”. Silvio Berlusconi, 12 maggio 2009.

“Lo scorso anno abbiamo vinto il Mondiale per club, questanno abbiamo fatto un ottimo campionato, raggiungendo lobiettivo che ci eravamo prefissati, arrivando terzi ma a pari punti con la seconda”. Adriano Galliani, 1 giugno 2009.

J8522Obiezione.
Lultima dichiarazione di Adriano Galliani è parte di una risposta più ampia dove (non) spiega il perché il rapporto tra il Milan ed Ancelotti sia terminato. Pur credendo che le colpe maggiori siano della società dobbiamo riconoscere che la verità sullabbandono di Ancelotti lha detta,  una volta tanto, Silvio Berlusconi. Non ha raggiunto gli obiettivi iniziali e per questo è stato invitato a guardarsi attorno, finendo per accettare le lusinghe di Roman Abramovich.

La cosa che però dovrebbe far riflettere è che nessuno, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico, abbia fatto notare che lobiettivo raggiunto a fatica dal Milan questanno non fosse pre-fissato, ma post-fissato. Come nella consueta tradizione della propaganda milanista. Non si vince nulla? Bene, lobiettivo diventa “il terzo posto ma a pari punti con la seconda”. E a 10 punti dalla prima, aggiungiamo noi. Sono riusciti a perdere anche i circa 5 milioni di € di differenza tra la terza e la seconda classificata, ma hanno fatto “un ottimo campionato“. E se lavessero vinto come sarebbe stato etichettato?

Criteri da definire.
A proposito di giudizi, registriamo quelli di Alberto Cerruti che, dopo aver dato la media del 6,4 al Milan e di 6,5 allInter nel corso delle precedenti 37 gare, ribadendo che fossero legate alla singola giornata, oggi ci regala le pagelle che si riferiscono “a tutto il campionato, tenendo conto di tre parametri: aspettative iniziali, gioco e rendimento”. Inter 8,5, Milan 6. I conti non tornano. Qui il problema riguarda i parametri pre-fissati. Forse farebbe meglio ad esplicitarli, caro Cerruti. Se proprio non vuole possiamo sempre rivolgerci a Galliani.

Leonardo Mancini.
La scelta di Leonardo ha un risvolto particolare che riguarda fiumi di lacrime vedovili e burattinaie sulla prima esperienza da allenatore di Roberto Mancini. “Raccomandato Ge(a)ronzi”, secondo la versione più accreditata presso gli house organ biancorossoneri. Mancini infatti ottenne una deroga direttamente da Petrucci (qui e qui la ricostruzione della vicenda). Riportiamo alcuni commenti dei protagonisti dellepoca (2001). Renzo Ulivieri: “Mercoledì è stata una giornata di lutto, è morto il settore tecnico a Coverciano, è morta la democrazia”. Carlo Mazzone: “Qualcuno ha sbagliato”. Alberto Cavasin: “Si rischia di far confusione, io sono per il rispetto delle regole”.  Eugenio Fascetti: “Sono contento, non esistono più le regole quindi ognuno potrà fare quello che vuole”. Azeglio Vicini: “E una grave offesa portata alle istituzioni delle quali non sono stati tenuti in nessun conto i pareri richiesti e univocamente manifestati”.

Leonardo non ha ancora il patentino, dovrebbe ottenerlo tramite deroga concessa dalla Figc secondo un iter particolare non prima della metà di luglio. Deroga che viene concessa a chi ha disputato almeno una fase finale dei mondiali. Resta il fatto che per un mese e mezzo, Leonardo sarà un allenatore senza requisiti necessari. Sentiremo le stesse critiche e le stesse lamentele?

Ps: nella foto, la “cravatta oro” acquistabile allo J**estore per 23 €.

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