A 100 metri dalla libreria della Mursia, i 5 del Collettivo Bauscia vengono superati da una ragazza che chiede: “Siete il Collettivo Bauscia?”. Tra la sorpresa generale si accenna un “Sì”, pensando però dovè che avessero scritto il nome darte. In realtà la dama di bianco vestita (e facente parte dellufficio stampa Mursia) aveva visto il Manuale nelle loro mani, e ha fatto il classico due più due (= 5, dalla regia). Si accenna subito al vero motivo della visita in via Galvani: chiedere cioè se già fossero arrivate querele.
Lei ricorda come la stessa casa editrice avesse dato alle stampe un altro libro, destinato ai tifosi juventini (come lei), senza che gli avvocati avessero beccato nulla. Sapendo che in quel Manuale (quellaltro, quello per i gobbi) cerano condensate tutte le fandonie sul guidorossitronchettimoratti, lo stato danimo generale è migliorato.
Entrando in libreria il Collettivo viene accolto da una signora simpattìcissima che ricorda loro la straordinaria opera di diplomazia con la quale sia stato possibile inserire la segnalazione dellevento sulla Gazzetta. I 5 vengono presentati al barista della libreria, un milanista con gagliardetto in bella vista. Insomma si inizia a pensare che la presentazione fosse stata organizzata fuori casa e non tra le mura amiche. Giusto il tempo di completare il pensiero precedente che sfila davanti ai loro occhi un volto amico, Giorgio Ravaioli, che viene subito invitato ad entrare. Tra uno scambio di battute ed la conclusione di un discorso rimasto in sospeso qualche telefonata prima, il buon Giorgio mette i panni del profeta. Non riesce a terminare la frase: “E possibile che venga qualche giornalista, qualche fotografo…” che entrano una troupe di Inter Channel ed una di Italia 7 Gold. Ad aumentare la dose di incredulità ci pensa larrivo di Gianfelice, nonostante fosse annunciato.
Si entra nella sala della presentazione piena oltre le aspettative. In extremis arriva Vitarob con un sorriso benaugurante. Inizia la discussione con un intervento di Gianfelice che mette in luce le nefandezze editoriali di un quotidiano di Torino e linefficacia dello strumento querela nei confronti delle persone che hanno diffamato (e continuano a farlo) la memoria di Giacinto, sottolinenando il fatto che luscita di un libro del genere fosse dettato dal sentimento diffuso che la società nerazzurra provasse a reagire in prima persona agli attacchi mediatici che subisce. Poi è il turno di Watchdogs che racconta la “genesi” del libro, di ADV che chiarisce il suo pensiero su Mourinho e su Cannavaro, ricordando la statura (im)morale del capitano della nazionale, di Luis Suarez che tenta di ricordare le vedove ed i burattini, poi confluiti nella categoria delle Prostitute Intellectuali, di Snis che racconta del trattamento riservato ai tifosi nerazzurri per i loro striscioni (e di quello mancato nei confronti degli altri) e di MrSarasa che, da vero bauscia, sfodera la sciarpa rossonera di mille battaglie: “Non si vende Kakà” acquistata per loccasione a prezzo di saldo.
Lelemento positivo della serata è lattiva partecipazione del pubblico. Con domande, aneddoti, considerazioni che hanno testimoniato la sensibilità dei presenti al tema oggetto del libro. Purtroppo lora a disposizione è volata come nella migliore tradizione, ed ha lasciato spazio ai saluti e ai ringraziamenti. E stato il modo per conoscere di persona alcuni dei frequentatori assidui del blog come la Brujita Vano, il suo amico “Scamarcio” (cit.) Luposullestrisce, Camizlatan, esperto di intercettazioni giornalistiche e lalogol (il nick su Splinder, ma ha confessato di avere una doppia identità), incontrare il mitico Settore, salutare di nuovo Jair che ha rinunciato alla sua lezione in palestra, il “sindacalista” dal nome misterioso, il “collega” (cit.) Arcidiacono e tanti nerazzurri dai 15 ai 70 che hanno mostrato tutta la loro passione, arrivando addirittura a chiedere la dedica.
Mentre il buffet di rito veniva consumato, i 4/5 del Collettivo rilasciavano interviste alla tv, probabilmente attratti più dalla giornalista che dal tubo catodico. Il tutto mentre Gianfelice Facchetti dimostrava la consueta disponibilità nel rispondere alle domande ed esaudire le richieste dei tifosi. Anche Mursia, però, ha un orario di chiusura e alle 20:30 i bauscia si ritrovano in compagnia di un temporale che scandisce la loro corsa verso lunica pizzeria aperta nel raggio di 2 km. Tra birra, coca (cola), foto, telefonate (tra cui gli amici Fonz e “Ivan”) e quantaltro, giunge il momento di fare coming out: il Collettivo intero ha cenato con Galliani. Ma a differenza del geometra antennista, lei ha conquistato il titolo di dottoressa sul campo.
La serata termina con una romantica passeggiata per le vie della stazione centrale, stanchi per la tensione dellevento, ma felici per il risultato.
Grazie ancora alla Mursia, a Facchetti e a Tutti coloro che hanno deciso di condivedere con noi la serata allinsegna dei nostricolori.
P.S.: riportiamo volentieri lultimo componimento del Giorgio (Inter)nazionale:
TIFOSO EVOLUTO
Tifoso evoluto,
il Milan sei tu
Rimani seduto,
cè il verbo in tv.
Ascolta e fai il bravo,
su, batti le mani
“evviva il ricavo”
ti dice Galliani.
Scudetto? Dipende
La rosa? Chissà…
intanto si vende,
via Pirlo e Kakà.
La festa è finita,
ti è chiaro il concetto?
E guai al troglodita
che invoca rispetto…
La Confederations Cup che si chiude stasera ha certificato – soprattutto per la stampa – la crisi del calcio italiano. Attenzione ai giudizi definitivi però: non sfugga mai il fatto che si può parlare di crisi solo se fa comodo a chi è in crisi veramente.
Dipende anche dal punto di vista dellosservatore, come diceva Einstein. Se si considera il futuro del calcio italiano, le previsioni non possono essere considerate fosche. LUnder 21 ha mostrato qualche talento e colpisce il fatto che tra questi alcuni siano già pronti per la nazionale maggiore e giù responsabilizzati dal grande calcio (in particolare Criscito, Marchisio e Balotelli, per non dire di Santon e Cigarini). Il problema è che ci ritroviamo in una situazione simile a quella del 1986: una nazionale campione del Mondo che non ha attuato un ricambio, per due motivi.
a) La mancanza effettiva di sostituti allaltezza
b) Latteggiamento del commissario tecnico, che per riconoscenza od opinioni personali decide di dar fiducia a giocatori che non hanno futuro.
Ci vuole così molto ottimismo nel ritenere probabile un ripetersi del successo del 2006. Ma in realtà le condizioni astrali che si congiungono durante una campagna mondiale hanno molto a che vedere con la fortuna e poco con il valore assoluto delle compagini in campo, anche se dal 1970 ad oggi le finali hanno riguardato solo 6 Nazionali (Brasile, Olanda, Germania, Italia, Argentina e Francia), a conferma del fatto che vincere il Mondiale non è semplice, ma gli avversari da battere in fin dei conti sono sempre gli stessi.
Nel 2006 Lippi, come altri commissari tecnici prima di lui, ha avuto la sua dose di fortuna (si pensi al Bearzot del girone eliminatorio) e obbiettivamente fino al gol in semifinale di Grosso, lidea di vincere il Mondiale era molto campata in aria. Ucraina e Australia non sono state avversarie irresistibili e con la seconda abbiamo faticato parecchio. Il gruppo era più giovane e alcuni giocatori presero coraggio e giocarono il torneo della vita. Addirittura Del Piero riuscì a chiudere una partita in contropiede, finalmente!
Se Lippi fosse coraggioso o meno legato a certe logiche personali probabilmente il calcio italiano sarebbe apparso meno in crisi di quanto è realmente. Di sicuro lo è a livello economico, ma se questo è il problema, il ricorso ai giovani sarebbe parso un antidoto più che efficace. A partire dalla Nazionale.
Così non si può non sorridere di fronte alle dichiarazioni di un neo-allenatore come Costacurta che si allinea immediatamente al mainstream generale, dicendo che è giunta lora di fare le spese folli. Ma come? Si dà colpa alla crisi e poi non si vogliono i correttivi?
Va da sè che è oltremodo contraddittorio anche latteggiamento di chi ispira e detta la linea: se Berlusconi vuole la crisi lontano dai giornali, la paura scacciata dalla non paura, allora avrebbe dovuto lui mantenere Kakà e dare il primo segnale. Non abbiamo soldi, ma noi diamo un segnale contrario. Gli è che molto difficili salvare le apparenze quando si arriva a fine stagione e non è più possibile spostare lobbiettivo raggiungibile (anche se la pratica continua con misterioso interesse dei media nel calciomercato: Dzeko non arriva? Cè Adebayor… lobbiettivo fallito, nel mezzo, non è mai contemplato).
Tornando alla crisi del nostro calcio infine cè da dire che i soldi in circolazione sono pochi. Il mercato è libero, ma asfittico e cè chi ha soldi da spendere perchè ha più fonti di ricavo. Per quanto riguarda lInter io continuo a pensare che ci potrebbero essere acquisti migliori di quelli che facciamo. Ma è molto semplice criticare seduti dietro una scrivania a centinaia di chilometri di distanza.
Unora fa, dopo che la notizia era stata diffusa dalle agenzie, la seguente pagina presentava lo stesso titolo, ma con la parola MILAN al posto della parola Inter. Io ho letto la notizia proprio perché ero tentato di fare un rilievo ironico, con riferimento alle notizie di questi giorni che tutti non state seguendo sui telegiornali italiani. Abbiamo conferme da più parti di lettori e di altri redattori di Bauscia Cafè.
Ecco lANSA originale distribuita nelle redazioni:
E questa è la magia magia del Corriere…
Anche allinterno del testo la parola MILAN è stata sostituita dalla parola Inter. Uno scandalo, una vergogna, un prezioso esempio di prostituzione intellettuale. Che in via Solferino si siano già pentiti delle interviste alla DAddario?
Che altro aggiungere? Molto abbiamo scritto, speriamo di avere anche qualcosa da dire per passare una buona serata insieme, con la graditissima presenza di Gianfelice Facchetti che non credo abbia bisogno di particolari presentazioni…
Ps: Un grazie ai baristi per lennesima marketta. Non possiamo promettere che sarà lultima!
Largomento Maicon Douglas Sisenando & Antonio “tinta” Caliendo ormai ha frantumato anche la pazienza del tifoso interista più mite. Il tutto parte dal bluff madridista di Mourinho: 99,9% che si traduce in un rinnovo contrattuale, senza adeguamento per molti, con adeguamento per chi è abituato a pensar male. Lo scenario di fondo è però quel mal di pancia di Ibrahimovic che vorrebbe andare a giocare il calcio del 2015 al Camp Nou.
Il nostro attore mancato per colpa dellanagrafe brasiliana, prima che Mou firmasse fino al 2012, aveva rilasciato queste dichiarazioni: “Io resto al 100% e spero che la squadra rimanga questa. Io parlo per me, se un altro non è contento vada via, ma io sono contento perche questa Inter è vincente. Se può puntare anche alla Champions? Certo, può vincere anche la Champions League, magari cambiando qualcosina, perché non è una competizione affatto facile. Ma speriamo che lanno prossimo…”
Parole chiare che denotavano una parvenza di serietà da parte dellinteressato. Si può obiettare che nel mondo del calcio le parole valgano quasi zero, ma il cambio di rotta avvenuto qualche giorno dopo non era poi così pronosticabile. Il soggetto che lavora per lui e che denota una discreta ignoranza ogni qual volta apra bocca, è diventato co-protagonista di Giacomino Raiola sui media nazionali e non di uno spettacolino insulso fatto di affermazioni, smentite, correzioni, ammiccamenti, mezze verità e falsità più totali.
Il nostro attore, nel frattempo, aveva rilasciato unintervista nel caldo ritiro della nazionale alla Gazzetta in cui criticava lInter e lo staff medico reo di averlo rimesso in piedi dopo due mesi da una lesione di terzo grado al retto femorale. Il motivo? Dopo aver visto il film di Gabriele Muccino, invidioso da sempre della carriera di Will Smith, ha pensato bene di iniziare la sua personale interpretazione de “La ricerca della felicità”. Il Morandini, nella sua versione calcistico-clownesca, lo definisce: “teatrino organizzato per spillare più soldi al presidente magnanimo (eufemismo)”.
La lamentela imbarazzante ha come risultato una chiamata di Oriali a Caliendo con tanto di incontro per ridiscutere i parametri del contratto rinnovato 6 mesi fa fino al 2013. Non 3 anni, ma 6 mesi fa. La solita obiezione riemerge: “ma è il calcio, baby!”, in pratica un mondo dove anche i contratti valgono quasi come le parole. Dopo questo incontro il testimonial italiano (?) di Just for Men dice che per lui: “Maicon resta al 100%”, mentre Maicon, in preda ad un attacco di schizofrenia, o più semplicemente di un nuovo copione, ringrazia Combi ed il suo staff per averlo curato così bene alla Pinetina.
Ma qualcosa deve essere andato storto e le voci iniziano di nuovo a susseguirsi: Real, Chelsea, Manchester City, tutti alla caccia di un buffone di corte incidentalmente migliore al mondo nel suo ruolo. Il Douglas, però, vorrebbe diventare anche sceneggiatore e creatore del soggetto, ma è a corto di idee. Quindi, dopo aver copiato lintervista di kakà sui medici, decide di far sua anche la scusa della Champions i cui diritti appartengono ad Ibrahimovic (del quale però non dubitiamo della buona fede). Moratti ha fatto la sua scelta mediatica: Maicon (e Ibra) resta(no) al 50%. Percentuale riferita ad entrambi. Ieri il marito di Catheril Zeta Jones si è addirittura rifiutato di parlare di Inter, come se fosse un qualcosa di pestilenziale. Siamo in attesa delle prossime puntate. Il titolo provvisorio resta: “Le ali della libertà. A 40 milioni”.
Parlando un po più seriamente, il problema della corsa al rialzo può avere un senso in caso di nuovi elementi rispetto al momento in cui è avvenuto il rinnovo. A gennaio, i contratti di Suazo e Mansini erano già noti, mentre le prestazioni di Maicon sono rimaste costanti fino allinfortunio. Lunico elemento di novità può essere un ingaggio superiore offerto da unaltra squadra. Branca è volato a Madrid per verificare la disponibilità del Real a spendere la cifra richiesta dallInter. In caso di risposta affermativa, lInter potrebbe (o avrebbe potuto) decidere se aumentare lingaggio di Maicon o cederlo al Real. Il punto principale, però, riguarda la sproporzione dei diritti ed obblighi tra società e calciatore. Maicon, in caso di rinnovo a cifre più elevate, nel 2013 prenderà lo stesso stipendio. Allora, se i contratti hanno sostanzialmente un valore annuale, perché non rinegoziarlo anche nel 2012 quando a Maicon arriveranno offerte dal Betis Siviglia a 2 mln netti a stagione?
O in quel caso, ci sarà la recita del brogliaccio: “Linter è la mia seconda casa, mi trovo bene, aspetto le occasioni che mi darà il mister, Combi è mio fratello e non ho intenzione di lasciare Appiano Gentile”?
Anche il quotidiano umoristico è vittima di una congiura internazionale. Non più tardi di 6 giorni fa il direttore Paolodepaola apriva il suo giornale con “J**e dItalia”, con tanto di strilli: “Per Ferrara una squadra mondiale”; “I bianconeri voglioni Dossena, DAgostino e Rossi che potrebbero aggiungersi a Buffon(e), Canna-varo (cit.), Chiellini, Legrottaglie, Camoranesi e Iaquinta”.
Le prime avvisaglie si erano avute con lEgitto, ma ieri il colpo di grazia: la J**e dItalia è stata umiliata. Buffon vittima dei propositi della vigilia, Cannavaro71&Chiellini scherzati da Luis Fabiano, Robinho e dal compagno azzurro Kakà, Legrottaglie in panca a pregare affinché il Brasile terminasse la gara a reti inviolate per evitare lumiliazione parte seconda contro la Spagna, Camoranesi e Iaquinta desaparecidi. Lunico che si è salvato è stato Dossena entrato nel tabellino marcatori.
Oggi il Minzolini dei poveri ha parlato di Trezeguet. “LItalia sè persa“. E la J**e dItalia? Beh, “con Ferrara e Diego sarà tutta unaltra cosa”. Chiaro, no? Rimane il mitico “Ridateci Lippi” di un anno fa. Accontentati. A settembre dello scorso anno invocavano lesonero di Ranieri. Accontentati di nuovo. Chissà che il prossimo anno, di questi tempi, il settantenne riderà di gusto come ha fatto ieri Donadoni dinanzi alla tv?
Balotelli è stato squalificato per una sola giornata per un fallo di reazione. A memoria si fa fatica a ricordare una sentenza più mite per episodi del genere. I casi sono due: o il peso politico dellItalia in campo internazionale è aumentato a dismisura negli ultimi anni (dopo aver toccato il fondo con lassegnazione degli Europei a Polonia e Ucraina) oppure è stata riconosciuta la sceneggiata del difensore svedese vincitore del prestigioso premio Joe Bugner.
Secondo la Gazzetta, però, Balotelli “è stato graziato”, per Tuttosport “niente stangata”. Peccato non poter leggere tutti gli editoriali educativi, peccato non poter dare la colpa delleliminazione dellItalia a Balotelli, peccato non sentire Casiraghi parlare di croce e delizia, dopo che SuperMario gli ha regalato il pass per lEuropeo. Lunico consiglio che si può dare a Mario per le prossime due gare è quello di essere più realista del re. E di giocare come sa, per vincere e sperare in una convocazione di GrazieMarcello. Perché se convocasse Pepe e lo lasciasse a casa meriterebbe un tutor. A spese di De Paola.
Per le motivazioni della sentenza (e non solo), qui.
Lippi α: “Brasile e Spagna? Non c’è nessuna lacuna da colmare”. Giusto, prima concentriamoci per raggiungere Egitto e Stati Uniti.
Buffon 1: “E inutile massacrare ora il tecnico e la nazionale. Se le cose non vanno Lippi avrà la lucidità di cambiare: siamo sempre in grado di tornare indietro”. No no, non ne vale la pena, lhanno fatto lEgitto ed il Brasile. E poi ti risponde (forse) Lippi a fine gara: “Non bisogna spingere sui giovani, perchè serve labitudine alle partite importanti”. Alla domada sul “rinnovamento” saluta e se ne va.
Alberto Cerruti (a Radio 24): “Sono convinto che lItalia farà una grande partita dorgoglio”. Suggerimento per la pagella di domani: Italia 8 visti i mezzi (cit.), Brasile 5,5, doveva farne 6.
Buffon 2: “Possiamo vincere col Brasile, con la Spagna in semifinale e poi di nuovo col Brasile in finale” . Fabio, per il palonetto è L1 o L2?
Buffon 3: “Se sono preoccupato dai primi tempi dell’Italia? Mah, le altre squadre hanno tirato tre volte in porta in due partite. I nostri margini di miglioramento sono superiori ai nostri avversari e quindi in un futuro prossimo ci potrebbero consentire di toglierci delle soddisfazioni.”. Tabellino del primo tempo: 3 gol subiti, due pali, altre 4 occasioni pericolose. Ma il secondo tempo è finito 0-0.
Buffon 4: “Voglio la certezza di essere competitivi contro le squadre più forti. Spero di dimostrare che non valiamo meno del Brasile. Poi io questo torneo lo voglio vincere. Ma se vinciamo e usciamo, io sono contento lo stesso: battere squadre forti come il Brasile sarebbe la cosa più importante. Egitto-Usa? Sarà equilibrata” . Avete capito perchè è stato assolto per le scommesse?
Buffon 5:“Julio Cesar? In un momento della stagione ho detto che era più forte di me, lo è stato per 5 mesi, poi per un po’ è stato Bizzarri del Catania, oppure Curci del Siena. Ma in generale per valutare un portiere bisogna prendere in considerazione una decina d’anni” . Vedasi alla voce “la faccia come il culo”. E non basta Activia, nè Preparazione H.
Comunque, a Buffon aveva già risposto chi di dovere.
Non Dunga, nè Kakà, nè Robinho, nè Julio Cesar, nè Maicon, nè Luizao, nè Juan, nè Lucio… nemmeno RONALDINHO. Buffon parla troppo, ma domani sera rischia di stare zitto, Felipe Melo … non so se è chiaro, scherzati da Felipe Melo.
Le telecroncahe possibili: Civoli: “Kakà che finora…si può dire Salvatore?” Bagni: “eheh, si Kakà.. sta giocando con noi”
Aveva già fatto due assist, poi due minuti dopo questo scambio di genialate ha tirato di poco fuori.
Bagni 2: “Adesso (87°) si vede che ci (i Brasiliani, n.d.r.) stanno aspettando, perché una semifinale con lItalia può stancare di più gli Spagnoli”. Kakà, quello che giocava con noi (cit.), aveva dichiarato ieri: “LItalia è pericolosa, sarei felice se riuscissimo a eliminarla.” Come dire, trovate i due errori o le 11 piccole differenze…
Cannavaroju29cchietto, intervistato nel post partita, commenta pilatescamente luscita di Lippi sul non previsto rinnovamento. Poi, a microfoni quasi-spenti, il fuorionda esplicativo a Paris, su certe domande: “Sempre co sti giovani…”. Mancava giusto il coro dei liceali “MILF! MILF! MILF!”
Cissokho – la favolosa campagna di rivoluzione Milan, tesa ad abbassare l’età media della rosa (col solito trucco di bilancio del ritiro di Maldini…) parte col piede sbagliato. Il terzino sinistro francese Cissokho non passa le visite mediche. La versione ufficiale la conoscete. Quello che si sussurra è altro: a Berlusconi non è andato giù vedere sbandierati 15 milioni spesi per uno che ha giocato bene un semestre… al netto del p***a*iere come presidente (del consiglio) non possiamo dargli torto. Se Kakà è stato ceduto ci sarà un motivo: in questo senso le vere scosse arriveranno per il Milan. In dubbio la riconferma di Pirlo, Gattuso, Ambrosini e Pato.
Part 2 – Un classico portale gallianeo ne annunciava l’acquisto così, con tanto di parata, video, nomea (nuovo Serginho, dopo Grimi… il nuovo Maldini) e lodi sperticate all’Adriano nazionale…
Giginho – Ricordate il cult movie L’Allenatore nel Pallone? Gigi e Andrea si improvvisavano agenti di calcio, provando a piazzare mezzo campionato brasiliano alla corte di Oronzo Canà. Doveva arrivare Rummenigge, poi Junior, quindi Eder, infine arrivò Aristoteles. La tattica dei due finti procuratori, una rilettura della Volpe e il Gatto di collodiana memoria, è molto simile a quella del procuratore di Ledesma, il regista di centrocampo più lento dell’emisfero australe. Vi riporto solo le parole testuali: “Con Motta potrebbe giocare benissimo”, che letto in altri termini significherebbe Cambiasso in panchina. Un’altra grassa risata sprecata…
Dobbiamo arrenderci - arriverà Deco-tto. La sensazione è che il giocatore possa comunque essere utile, non tanto per il dogma “l’ha chiesto Mourinho”, fallibilissimo in sede di mercato, quanto perchè forse è il segnale che ci stiamo muovendo in sede di cessioni. La Gazzetta Gallianesca proprio ieri si spellava le mani per i risparmi del Milan, casualmente in contraddizione con lo sforzo fatto per prendere Cissokho (e di sforzo si trattava data la qualità degli articoli della rosea, ultimamente), un articolo simile non lo si vedrà per l’Inter che compra ancora in lire al lordo delle tasse… peccato che dovrebbe essere ormai certa la sistemazione di Jimenez, Mancini e Vieira.
L’Hyppie Sudafricano – C’è poco da fare e da dire: non c’è allenatore e uomo disprezzabile più fortunato di Marcello Lippi, GrazieMarcello che si fa le domande e si da le risposte, mentre il Paris di turno continua a dargli del lei, nonostante non possa chiedere nulla a proposito delle ridicole scelte (e magre figure) che sta facendo il mister di Viareggio. Alla resa dei conti c’è da dire che chi trasforma la Nazionale in una succursale dell’Udinese e della Juventus non può non ottenere risultati differenti. Imbarazzante Chiellini, Cannavaro in versione continua emergenza, discutibili i nuovi ingressi… quello che manca, nel mezzo della difesa, è un certo Marco Materazzi, ma state tranquilli, vedrete adesso come verrà improvvisamente valorizzato qualche difensore centrale del Parma (vedi foto di Marco Rossi). Con buona pace di fratello Nicola che pensava di aver raggiunto il Paradiso dopo la sbornia auto-rizzata.
Che i calciatori siano dei noti t(r)ombeurs, non lo scopriamo certo ora, e spero non ci siano tra di voi bacchettoni che si scandalizzano per le performances sessual-maratonete dei vari Cassano, Ronaldo (entrambi), o al contrario Legrottaglie: in questo blog siamo non solo di larghe vedute, ma soprattutto amanti della privacy e del quieto vivere (leggasi: farsi i cazzi propri).
Tuttavia, da bravi tifosi coscienziosi, un consiglio lo riserviamo allultimo protagonista delle cronache rosee (della gazza) per motivi extra-agonistici, il buon Sergio Aguero.
Caro Sergio, sei giovane, hai tutta la vita davanti, sei un calciatore dotato di un po di talento e verosimilmente hai la possibilità di raggiungere i migliori attaccanti del panorama mondiale, quanto a fama, vittorie e soprattutto stipendio… hai una compagna dal cognome “importante”, che per strana combinazione del fato è figlia del tuo attuale Commissario Tecnico, quel tranquillone di Maradona…
Ora, se zoccoleggi e ti fai beccare da paparazzi e indiscreti vari, non stai rischiando solo il posto in nazionale, ad un anno dai mondiali:
P.S.: a leggere il resoconto della Gazza, pare che sta Gianina sia anche la causa dellallontanamento di un altro talento dalla nazionale argentina, Riquelme, reo di non aver dissuaso il fratello dal “provarci” con la figlia del Pibe de Oro, anche se già neomamma… cioè, benedetti figlioli, ma non lo sapete che al mondo ce ne sono tante?
Proprio a questa qui dovete rompere tutti le balle?
LInter come pensa di rientrare dai costi? “Ci sarà grande attenzione nella campagna acquisti e vendite e tutto sarà fatto in modo da raggiungere lobiettivo nei prossimi tre anni, cercando di mantenere la squadra molto forte, facendo in modo che il club abbia mercato”. Massimo Moratti.
“In modo che il club abbia mercato”, vuol dire, che in caso di cessione del club da parte della famiglia Moratti, il valore dato al pacchetto azionario non risentirà della cronica capacità di generare perdite da parte della società nerazzurra.
Lattenzione ai bilanci è da ritenere senza dubbio positiva. E non per un discorso etico, o legato alla crisi del momento, ma è cosa buona e giusta per ogni società che si rispetti, a maggior ragione quando lazionista di maggioranza si sia comprensibilmente stancato di firmare lassegno di ricapitalizzazione. In questi 14 anni Moratti ha speso circa 700 milioni tra acquisto della società dalle mani di Pellegrini e aumenti di capitale. Lha fatto per libera scelta, per finanziare la sua (e la nostra) passione. Ma per dare un futuro al club, anche in caso di suo abbandono è opportuno che la società riesca nellimpresa dellautofinanziamento.
Il passo non sarà repentino, il programma è stato fissato in 3 anni. A differenza del presidente dei cugini che sbandiera ai quattro venti che in Italia non cè la crisi, salvo poi essere smentito da kakà, non si venderanno i campioni per risanare il bilancio, ma gli investimenti saranno oculati ed indirizzati in una direzione ben precisa.
I passi che ci aspettiamo (o aspetteremmo).
1) Innanzitutto un mercato caratterizzato prevalentemente dagli scambi. Non a caso per gli acquisti di Motta e Milito Preziosi riceverà diverse contropartite tecniche atte a ridurre lesborso finanziario. Anche lipotesi di Burdisso per Carvalho andrebbe in questa direzione.
2) Non ripetere gli errori alla Suazo. Lhonduregno guadagna 3.5 milioni netti più i premi. Non si possono garantire questi ingaggi a giocatori di fascia media (tendente alla bassa). In caso di cessione, infatti, diventano delle zavorre impossibili da piazzare se non accollandosi parte dellingaggio.
3) Ridurre il numero dei componenti della rosa, dando maggior spazio al vivaio. Su questo punto la strategia di Mourinho è quasi impeccabile. Il monte ingaggi verrebbe eroso sul fronte della quantità. Lunico corollario del teorema 22+3 portieri (di cui 9 sotto i 22 anni, Mou dixit) riguarda lintegrità fisica dei soggetti. Integrità legata anche alletà dei signoli, tranne qualche eccezione.
4) Legato a doppio filo al punto precedente è lintroduzione di un tetto massimo detà. Lacquisto di Deco, tanto per fare un esempio, andrebbe contro ogni logica. Fisica, atletica e economica perché si strapagherebbe un ex ottimo giocatore che se ne andrà a scadenza, sempre che riuscirà a camminare sulla proprie gambe. Deco sarebbe il nuovo Vieira.
5) Lnvestimento sui giovani, anche affermati, sarebbe la politica da seguire anche dal punto di vista finanziario. Occorre ragionare in termini di costo annuo. La somma tra ammortamento e ingaggio per intenderci. Ma nellanalisi andrebbe inserito anche il valore di cessione. Lesempio di Muntari, da questo punto di vista, deve far scuola. Un giocatore giovane, un ingaggio limitato e la possibilità di reimmetterlo nel mercato garantendo come minimo la somma sborsata.
La situazione delle 4 big inglesi.
Complice lexploit delle inglesi nelle ultime Champions è iniziato il dibattito sullindebitamento della Premier, considerato in qualche modo “senza fair play”, in quanto teso “drogare il mercato” con la composizione di rose molto competitive a discapito di chi non fuò far ricorso alle fonti di indebitamento. Occorre fare chiarezza, perché non cè niente di peggio che gridare allo scandalo invece di imitare i migliori.
Manchester United. La fonte più consistente del debito del MU è quella contratta del proprietario Glazer per acquistare la società: 836 milioni di €. In gergo è unoperazione di leveraged buy-out. A ripargarlo, però, ci pensa la società con i propri flussi di cassa. In parole poverissime, il proprietario riuncia a parte dei flussi di cassa futuri per ripagare il debito (capitale più interessi). Queste operazioni sono possibili solo se le banche coinvolte giudicano la società in grado di far fronte alle scadenza debitorie attraverso la generazione di flussi di cassa positivi derivanti dal business in cui operano. Ogni anno sono i 38 i milioni di € in interessi sul debito. Interessi che vengono puntualmente pagati.
Liverpool. La situazione debitoria della controllante del Liverpool (440 mln di €), la Kop Football è stata generata dai due proprietari americani Hicks e Gillett, i quali hanno contratto un prestito di 350 mln (poi rifinanziato) per acquisire il pacchetto di maggioranza del club. Il Liverpool ha un fatturato di 227 milioni di € ed ha chiuso lultimo esercizio in utile di 10,2 mln di sterline. La Kop ha chiuso con una perdita di 46,2 mln di sterline, ma ha in scadenza delle linee di credito (per 350 mln) entro il 24 luglio 2009. Si prospetta perciò un nuovo rifinanziamento del debito, oppure, nella peggiore delle ipotesi, la cessione dei suoi pezzi pregiati. I dati testimoniano come il Liverpool sia una società che produca utili, i problemi finanziari non sono legati alla “gestione sportiva”, ma a mere logiche di acquisizione del club.
Chelsea. I debiti del Chelsea (720 mln di € secondo alcune fonti, 935 mln secondo altre) sono per la stragrande maggioranza crediti di Abramovich. Il magnate russo ha utilizzato lo stumento del debito e non quello dellaumento di capitale per finanziare i Blues. Per chiarire meglio, Romano ha già investito risorse personali. Ha già “cacciato la grana“, in gergo assolutamente non tecnico. Il Chelsea in futuro dovrà restiturla se e quando il patron lo vorrà. In pratica con una semplice operazione di conversione del debito a capitale sociale con emissione di azioni al posto di obbligazioni (annullate di conseguenza) il Chelsea potrebbe cancellare il debito monstre. Discorso diverso potrebbe essere lanalisi della provenienza delle fortune di Abramovic, ma non essendo onniscienti, ci limitiamo a porre attenzione alla gestione finanziaria del club.
>A
rsenal. I Gunners hanno un debito di 380 milioni contratto quasi totalmente per la costruzione dellEmirates Stadium, costato quasi 400 milioni di sterline. La differenza è stata messa dagli sponsor. Mancano ancora 23 rate annuali da 20 mln di € per rimborsare capitale ed interessi. Stiamo perciò parlando di un investimento, uno degli stadi più moderni al mondo, fonte di ricavi non indifferente per le casse londinesi. La politica societaria ha avuto una ripercussione inevitabile su quella sportiva. Giocatori giovani, pagati poco, eventualmente rivendibili con plusvalenze rilevanti e dallo stipendio non eccessivo. Wenger non ha la pressione della vittoria, ma continua a fare egregiamente il suo lavoro.
A livello complessivo, perciò, stiamo parlando di un sistema che genera utili. I ricavi derivano in gran parte dalla contrattazione collettiva dei diritti tv: 2.4mld di €. La Premier è il prodotto di maggior successo in Asia, mercato che ha intenzione di colonizzare Perez con la sua nuova squadra di galacticos. Le altre fonti sono il merchandising e i proventi derivanti dallo stadio, biglietti, negozi e strutture. Stadi, ça va sans dire, di proprietà. Senza contare che si tratta spesso di club quotati in borsa, con controlli meno blandi della nostra Consob. Per una lettura interessante in materia, “Il business del calcio. Successi sportivi e rovesci finanziari”, Egea, 2004.
La Liga di Florentino.
Laltro campionato concorrente della nostra A è la Liga. Florentino Perez, come hanno fatto in passato gli stessi Berlusconi e Moratti può spendere tutti i soldi che vuole. Evidentemente ha lappoggio delle banche, che hanno fatto le loro valutazioni, a fine esercizio ci sarà il giudizio di una società di revisione che tutelerà i soci madridisti sul bilancio presentato dal presidente. Con gli ingaggi di Kakà e C.Ronaldo, può anche non vincere nulla per i prossimi anni (dubitiamo), ma si siederà con un potere contrattuale sterminato al tavolo delle trattative con tv e sponsor. E indubbio che la tassazione ridotta al 25% degli stipendi per i primi 5 anni per gli stranieri sia un vantaggio competitvo, ma gli ultimi a farlo notare dovrebbero essere i club italiani (e non solo per il nero).
Viva lIta(g)lia.
Il nostro provvedimento normativo lesivo della concorrenza è il decreto-legge n. 282 del 24 dicembre 2002, convertito, con modificazioni, nella legge n. 27 del 21 febbraio 2003, meglio conosciuto col nome improprio di decreto spalmadebiti (meglio spalmaperdite). I club infatti hanno potuto spalmare le svalutazioni dei calciatori in seguito alle allegre gestioni degli anni passati in 10 anni. LUe è intervenuta ritenendo il decreto lesivo delle norme sulla concorrenza e lItalia ha ridotto a 5 gli anni di utilizzo della facoltà normativa. Le fonti di ricavo sono inferiori a quelle dei competitor(s): botteghino e merchandising nei confronti di entrambi, diritti tv inferiori di 1 mld di € a quelli della Premier. Mentre i costi, soprattutto in termini di monte ingaggi, sono troppo elevati. Si tratta di un sistema che genera perdite, tranne rarissime eccezioni.
Questo è giustificabile sia in termini di deficienza managerialedella Lega (Beretta sarà il salvatore della patria?) che ha avuto ripercussioni sulla contrattazione allestero, ma anche allannoso conflitto di interessi esistente tra chi doveva acquistare i diritti tv (Berlusconi) e chi rappresentava gli interessi delle società (Galliani). Senza contare il problema delle plusvalenzefittizie, dellefalse fidejussioni, della quotazioneridicola permessa alla Lazio per ripagare il debito della Cirio nei confronti di Capitalia e di Roma e Juventus che dal giorno del debutto a Piazza Affari hanno visto diminuire considerevolmente il valore azionario, a cui si aggiungono gli occhi semichiusi della Consob sullaggiotaggio che va in onda nelletere romano da 20 mesi a questa parte.
Per giungere a Calciopoli, il più grande scandalo della storia dello sport italico.
Se foste uno sceicco pieno di soldi, investireste in un campionato che per anni ha avuto un duopolio di finti successi, che continua ad avere nel conflitto di interessi uno dei problemi irrisolti del nostro mondo pallonaro (e non solo), che ha un sistema di controllifiscali efinanziari lacunosi e differenti da regione a regione (vedi la Lazio di Lotito e la Reggina di Foti alle prese con i debiti fiscali rateizzati, cosa negata al Torino di Cimminelli) e che ha prodotto scudetti fasulli per via di arbitricompiacenti, sim slovene, svizzere o lussemburghesi e guardalinee dalla bandierina telecomandata?
La strada sembra segnata. Senza inversioni di tendenza saremo destinati a rimanere la Serie B dEuropa.
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