Ibra, la volpe e luva

A conclusione di una stagione trionfale abbiamo raggiunto un altro obiettivo stagionale, magari tra quelli dichiarati allinizio del Campionato, ma certamente dichiarato da Mourinho.

Zlatan Ibrahimovic è capocannoniere del campionato. Il Mou lo ha fortemente voluto, per una serie di ragioni. In primo luogo per motivare ulteriormente Zlatan a restare, rendendolo ancora più protagonista di uno scudetto che porta il suo nome inciso a fuoco. In secondo luogo per rendere ben chiaro a Moratti quanto sia importante Ibrahimovic per questa Inter. Infine perché in questo modo ne aumenta il valore sul mercato garantendosi la sua permanenza anche il prossimo anno o quantomeno un cospicuo ritorno economico con il quale chiedere alla Società di muoversi pesantemente sul mercato secondo i suoi desideri.

Francamente spero che questultimo caso non si verifichi e che Ibra resti. Anche con 60 Milioni in tasta non riesco a immaginare chi ci sia sul mercato che possa andare a sostituire lo svedese nella manovra offensiva. Sarebbe necessario cambiare completamente il modo di giocare, puntare più sulla manovra alla Barcelona che non sulla “intencità” tipica del calcio Inglese, il tutto condito con un numero ancor maggiore di “acquisti pesanti” a centrocampo e in attacco rispetto a quelli che stiamo tutti già auspicando. Nel campionato Italiano, le caratteristiche di Ibrahimovic sono assolutamente decisive: fantasia e potenza, capacità di difendere il pallone anche contro molti avversari aggressivi (e i nostri difensori lo sono), velocità.

Julio Ricardo CruzQuello che fino ad ora è mancato allo Svedese è la capacità di essere decisivo in Europa e questo non perché vengano meno i suoi valori allestero, quanto perché sottoporta gli è mancata la freddezza e il cinismo di mettere dentro palloni da un metro o di schiacciare in rete il pallone quando, per una volta, gli era arrivato un passaggio misurato con il calibro micrometrico. Pare che Moratti glielo abbia rinfacciato dopo Manchester, facendogli venire la famosa gastrite, e lo Svedese ha rispedito al mittente iniziando la sua personalissima recita nel mostrare platealmente tutto il suo disappunto a ogni errore dei compagni, siano essi più o meno dotati e di fronte a errori più o meno grandi. Se sia nato prima luovo o la gallina io lo ignoro.

Piuttosto mi sembra che “il caso Ibrahimovic”, ammesso che esista, è una classica situazione da favola della volpe e luva. Zlatan vuole vincere il pallone doro, ma non può farlo senza vincere in Europa, lui imputa alla squadra luscita dalla Champions, ma la verità è che lui stesso non si è dimostrato in grado di trascinare lInter oltre gli ottavi, cosa che invece hanno fatto i suoi predecessori al da lui ambito titolo (Kakà, Cristiano Ronaldo), che sono stati decisivi in occasione della vittoria di Bbilan e Manchester United.

Nellarticolo P.I. (Prostituzione Intellectuale) sulla Gazzetta on line, prontamente rilevato dai Bauscia, si titolava “Ibra: Il futuro? vedremo” come a intendere unincertezza, prontamente smentita in riga 4 dello stesso articolo, dove si riportano le parole dello Svedese che afferma che non ci sono percentuali da dare perché non ci sono trattative in corso. La cosa mi stupisce poco, al di là dellagitazione del pizzaiolo nellandare a proporre Ibra a destra e a manca, non vedo quale sia la squadra europea che possa dare allo Svedese garanzie superiori di quelle che avrebbe allInter, salvo forse Manchester e Barcelona, le quali però non hanno davvero bisogno di lui e del suo oneroso ingaggio per essere vincenti sotto tutti i punti di vista, tanto più considerando che ai loro occhi non è risultato tanto decisivo.

Ora come ora nessuno più di Mourinho ha considerazione di Zlatan, altrove sarebbe costretto a lottare per ritagliarsi uno spazio pari a quello che ha allInter. Ibra vorrebbe cambiare, questo si è capito, ma per farlo ed essere certamente vincente (il che non include andare al Real o al Manchester City, per quanto coperto doro) ha bisogno prima di vincere con noi. In Europa.

P.S.
Un mio personale grazie a Luis Figo, ma soprattuto a sua moglie. A Hernan “Sansone” Crespo, che più di ogni altro mi ha fatto sorridere e sognare nei momenti bui, a Julio Cruz, non hanno ancora inventato termini abbastanza lusinghieri per parlare di lui.

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About Fonz77

Milanese per nascita e per convinzione. Interista nel sangue da generazioni da parte di madre, mio padre ne sa talmente di calcio che crede che giochi ancora Mazzola... Sono il cümenda del blog, in carne e spocchia. Apostolo del culto José e sempiternamente vedovo dello Special One.