Il prato da tagliare (senza Jardinero)

primapagina_largeL’annuncio ha zittito tutti. I Laudisa, i De Paola, i Sanvito e tutti i mediaservi di Ettorino (cit.), “er Penombra” (cit.), Rognoni. Complimenti a Guadagno, giornalista del CorSport, che domenica aveva anticipato la notizia, anche se aveva puntato l’accento su elementi secondari, forse fuorviato dal suo cognome.

L’annuncio alle 23:00 è un qualcosa di tempisticamente perfetto. Tutte le prime pagine sono state predisposte, tutti gli editoriali scritti, gli articoli inseriti. Sull’affaire Mourinho, poi, gli espertoni di calciomercato italiano (e spagnolo) avevano scritto di tutto. Molti davano Mou partente destinazione Madrid senza nemmeno un agente immobiliare che avesse sparso la notizia dello stop del pagamento del canone di locazione nella villa di Como, o dei vicini che avessero visto il prato tagliato per poterla vendere con maggiore facilità (abbiamo letto anche questa). Insomma, parole al vento. Come quelle di As che aveva riportato addirittura le condizioni fissate da Mourinho in un articolo che sembrava scritto con l’ausilio di Wikipedia.  

L’annuncio in tarda serata scombussola i piani delle redazioni chiuse e gran parte degli articoli sono stati cestinati. Tocca riscrivere la storiella, sulla base del solo comunicato dell’Inter. Immaginiamo le facce di Verdelli e Laudisa, ai quali non rimane che sperare nel caso-Ibra per continuare il filone dell’alta tensione. Del Milan, in prima pagina, nemmeno una riga, tranne la pubblicità ai propri dvd su Maldini. Ancelotti? Leonardo? Do you Know Leonardo, Verdelli? Quello spintonato da capitan Maldini al termine di Milan-Roma?

I mediaservi di Cologno Monzese, non potendo più mettere in discussione la permanenza del tecnico avversario, la buttano sui soldi. La battaglia del grano, viene definita. Piccolo esempio di prostituçao: domenica pomeriggio, Carlo Ancelotti era in collegamento con Mediaset Premium e Bargiggia ha rinfacciato all’allenatore di Reggiolo il suo abboccamento dello scorso anno con Chelsea per spuntare un ingaggio più elevato. Secca la replica di Ancelotti che ha capito di essere stato scaricato anche dai media familiari. Se Bargiggia era a conoscenza della battaglia del grano in essere a Milanello, perché non l’ha riferito prima? Due possibili risposte: certe notizie non potevano essere date, non si poteva certo parlar male, all’epoca, di Carletto e del Milan ricattato, oppure si tratta di una invenzione di Bargiggia per screditare l’ormai traballante tecnico agli occhi del pubblico rossonero.

Perché allora si è passati dalla grana Mou al grano di Mou, con tanto di sondaggio? Perché il nano malato non spende più, c’è grossa crisi, diceva Quelo, allora Massimo “mani bucate” Moratti non può farlo. Dimenticandosi di 20 anni di gestione Berlusconi fatti di rosso (in bilancio) e nero (fuori bilancio). Ammesso che l’abbia fatto, tra l’altro. Sì, perché Mou è così avido che avrebbe messo su un teatrino del genere per un milione e mezzo all’anno. Il concetto di utilità marginale è sconosciuto. Non per avere più peso decisionale, non per farsi acquistare un difensore centrale in grado di sostituire all’occorrenza gli “infortunabili” Chivu e Samuel o il centometrista Cordoba. E nemmeno per evitare il rinnovo di Cruz. Mou vuole vincere e nel post partita col Siena ha spiegato esattamente le linee da seguire: “Quando si vince è molto difficile cambiare. E’ molto difficile perché il cuore lavora, l’emozione lavora, il ricordo dei grandi momenti diventa importante. Bisogna essere un po’ freddi o nascondere un po’ l’emozione per decidere di cambiare 2,3,4,5 giocatori di una squadra che ha vinto. Noi abbiamo bisogno di essere un po’ razionali”.

Appurata la permanenza di Mourinho, Laudisa, parlaci un po’ di kakà, del rinnovo di Favalli, se Seedorf rimarrà a farsi fischiare anche il prossimo anno o dell’eventuale riscatto di Senderos. Nessuno di questi ha tagliato il prato di recente?

Prostituzione intellettuale anche per i bauscia… che succede?

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