L’MVP stagionale dell’Inter

interOramai manca poco allo scudetto dell’Inter, che vorrei fosse dedicato ancora una volta a Peppino Prisco e Giacinto Facchetti. Immaginate quante risate si sarebbe fatto il nostro avvocato, di fronte alle cose balorde che provengono da Milanello (certo, se avesse letto la Gazzetta Gallianesca, ne avrebbe capito poco)! Che circo ragazzi! Se volete l’idea per uno striscione io direi di beccare il fotogramma dell’esultanza di Galliani a San Siro, domenica scorsa, e farci una bella stampa valida anche per le magliette: Esultami Sta Min****!

Veniamo al post. Il finale di stagione è arrivato, la squadra è un po’ cotta, quasi decotta e ci trasciniamo a ritmo di retrocessione verso un capolinea paradisiaco. Sembra facile vincere lo Scudetto, ma chiedetelo a chi arriva sempre dietro di noi!

E’ tempo di stilare la classifica dei migliori giocatori stagionali, dato che io perlomeno non appartengo alla corrente buonista, provo a marcare le differenze di rendimento all’interno della squadra.

Da segnalare: Christian Chivu (11), che da centrale ha giocato benissimo, occupandosi anche di otturare il buco esistenziale lasciato da Maxwell. Marco Materazzi (12): mai polemico, non ha giocato male quando è stato impiegato, anzi, con la Juventus fece una strepitosa partita in anticipo su Amauri a Milano. Nicolas Burdisso (13): finirà a fare il mediano volante, vedrete. Di testa sempre ottimo, da centrale è valido, un po’ meno sulle fasce. Hernan Crespo (14): in campo ha sempre messo l’anima, anche quando era visibilmente fuori forma, mai polemico veramente, uomo di gruppo, non è apparso indolente come il Jardinero Cruz, che solo per la carriera merita lo spot numero 15, da condividere con Luis Figo, per lo stesso motivo e per il fatto che finalmente è sembrato decente.

10. Davide Santon – Il Bambino è stata la scoperta della stagione. Ripensando alla prestazione horror di Maxwell a Verona, vien facile inserirlo nella top-ten. E’ giovane e può solo migliorare, con un maestro che sembra fatto apposta per forgiare i ragazzini.

9. Sulley Muntari – E’ vituperato, sottovalutato, scambiato per un bidone solo perchè non è Lampard. Il ghanese però ha segnato gol pesanti e soprattutto si è sentito quando è mancato, in termini di energia e prestanza fisica, perchè molto vigore è mancato in un centrocampo che passava per essere “potente” e già pecca di tecnica.

8. Javier Zanetti – Dejan Stankovic – Il duo di centrocampisti inossidabili, con la differenza che se Stankovic avesse la resistenza di Zanetti avremmo vinto il campionato a Febbraio. Dejan è andato calando, ma quando Mourinho ha cambiato modulo è su di lui che ha cominciato a girare la squadra, coi suoi limiti e difetti, ma con l’innegabile pregio di dare sempre tutto. Il capitano ha giocato in più ruoli senza mai sfigurare, quando è servito c’è sempre stato, col solito impegno.

7. Ivan Ramiro Cordoba – Ha commesso qualche errore (come a Bergamo), l’ha pagato, ma alla fine ha quasi sempre giocato. In difesa ha completato benissimo il reparto, mantenendo ancora l’arma della velocità nel suo carniere.

6. Mario Balotelli – Una stagione in crescendo, degna dei fuoriclasse, che escono fuori quando conta. Quello che mi piace di Mario, oltre alla grande talento, è la sua capacità mentale, che secondo me è superiore a quella di Zlatan. Ogni tanto ha bisogno di una spinta, ma non dimentichiamo mai quello che c’è scritto nella carta d’identità: 1990. Io in quell’anno spazzavo via le prime birre e tifavo Germania (Matthaus, Klinsmann, Brehme e le bombe di Augenthaler).

5. Walter Samuel – Il perno della difesa, l’unico dei centrali a saperla portare abbastanza in alto per far intravedere un minimo di pensiero filosofico mourinhano. Se il prossimo anno parte bene – incrociamo le dita – sarà la colonna portante del nuovo gioco di Mourinho: difesa alta, pressing e attacco sulle fasce.

4. Douglas Maicon – Fino all’infortunio si può dire che era stato, come sempre, devastante. La sua assenza ha creato un buco a centrocampo. Zanetti è retrocesso dietro, con la conseguenza che si prendono più gol, oltre al fatto di intimorire l’avversario di fascia con la sue leggendarie discese. Punto fermo e inamovibile per l’Inter formato Europa che desideriamo.

3. Esteban Cambiasso – Il Cuchu è stanchissimo, ma nella partita di Verona ci ha fatto vedere quanto possa essere prezioso nella fase offensiva. Dategli dieci metri per fare un triangolo e può sempre segnare. Grande lavoro in interdizione, durante l’anno, è il giocatore-immagine della nostra Inter vincente.

2. Julio Cesar – Strepitoso quando la difesa non ha chiuso abbastanza. Vitale in alcune partite nelle quali il risultato era stretto, persino eccessivo in certe parate. Una stagione diabolica che ha fatto abbassare la cresta a Buffon.

1. Zlatan Ibrahimovic – Il Genio ha segnato come non mai in campionato, con pochi rigori a disposizione. Ha segnato soprattutto gol pazzeschi: tacchi volanti, pallonetti, bordate di punizione, gol in contropiede. Resta il dilemma sul suo futuro, ma ciò non toglie nulla a una stagione vissuta da vero Imperatore.

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