Tutto nelle nostre mani

BalotelliJulio Cesar, Maicon, Cambiasso, Ibrahimovic. Chiunque all’inizio di questa stagione recitava questi quattro nomi a memoria, come una filastrocca, per indicare i pilastri dell’Inter, gli uomini di maggior classe, quelli insostituibili, i quattro cavalieri che portavano alto il vessillo nerazzurro in giro per l’Italia. Oggi pomeriggio, a Verona, ci saranno solo Julio Cesar e Cambiasso.

La squalifica di Ibrahimovic e l’infortunio di Maicon sono la base dalla quale dobbiamo partire nel pensare alla partita col Chievo. Partita che, si legge da più parti, potrebbe assegnare il titolo all’Inter con 3 giornate di anticipo. Potrebbe, ma oggettivamente l’evento sembra molto difficile: battere il Chievo a Verona, intanto, e poi aspettare -e sperare- che una Juventus mai così disastrata e fresca della recente indegna prestazione offerta contro il Lecce faccia il miracolo a San Siro contro un Milan che, al contrario, proprio in queste settimane sta offrendo il calcio migliore della stagione. Poche chiacchiere: è uno fisso.

Cominciamo col toglierci dalla bocca questo dolce sapore di una domenica sera da Campioni d’Italia, quindi, e facciamo di tutto per potercelo meritare la settimana prossima: tre punti a Verona. Solo questo conta. Senza Ibrahimovic e Maicon non sarà una passeggiata, senza tutte le soluzioni offensive che questi due sanno proporre non sarà semplice, senza la freschezza atletica e psicologica che -evidentemente- in questo periodo è un po’ venuta a mancare non sarà agevole. Dall’altra parte abbiamo una squadra con uno dei peggiori score casalinghi di tutta la Serie A e uno dei peggiori attacchi del campionato: le assenze di Pinzi, Colucci e Langella rischiano di farsi sentire e la situazione di classifica potrebbe concedere una certa tranquillità ai clivensi, ma non è su questo che dobbiamo contare. Dobbiamo piuttosto tenere ben presente che questo Chievo è la stessa squadra che nelle ultime 5 partite si è presa il lusso di fermare sul pareggio Juventus e Roma e di costringere ad un superlavoro il Milan per uscire dal Bentegodi con un risicato 0-1. Attenti all’intensità imposta da Di Carlo, attenti ai 90 minuti di corsa che questa squadra sa proporre, attenti alla difesa chiusa e alle ripartenze sulle quali i gialloblu proveranno a costruire la loro partita perfetta.

Dal canto nostro, sembra ormai certa la presenza di Muntari nell’11 titolare. E quindi Santon in panchina e Zanetti e Maxwell terzini a garantire un giusto mix fra inserimenti e coperture. L’intoccabile Samuel al centro della difesa a tenere a bada Bogdani e a far coppia con Cordoba, al quale toccherà il compito di stare attento alle ripartenze del Chievo e alla velocità di Pellissier. Centrocampo a tre con Muntari Cambiasso e Stankovic e in avanti Figo e Balotelli in appoggio all’unica punta Crespo, ma in corso d’opera si potrà facilmente passare al rombo con Figo trequartista e Balotelli-Crespo in avanti. Più della tattica e dello stato di forma, però, conta l’approccio mentale che i nostri avranno alla gara: concentrati, con la mente sgombra dalle notizie che potranno arrivare stasera e senza pensare al fatto che si troveranno davanti una delle prime non retrocesse di questa stagione: siamo 11 contro 11, e 11 contro 11 dobbiamo giocarcela a chi fa un gol in più.

Julio Cesar e Cambiasso ci sono, Ibra e Maicon si sono fatti da parte per vedere se davvero quest’Inter può fare a meno di loro. Per vedere se davvero Mario Balotelli può già caricarsi una squadra sulle spalle. Per vedere se davvero potremo essere Campioni d’Italia per la quarta volta consecutiva. E per festeggiare con noi domenica prossima a San Siro.

Commenti (132)

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.