La razionalità limitata

TverskyUna delle cose positive dopo partite come quella col Chievo (e dopo un Campionato come questo), è analizzare i comportamenti umani sulla base di alcune teorie alla base della psicologia cognitiva. Qualunque processo decisionale è soggetto alle limitazioni intrinseche della razionalità umana; in particolare la qualità dei processi di percezionegiudizio in base ai quali sono definiti gli input decisionali sono soggettivi e fallibili. Un vasto filone di ricerca noto con il nome di Behavioral Decision Theory ha individuato alcune debolezze tipiche, ricorrenti e sistematiche nei giudizi umani.

La ricerca delle informazioni è un processo costoso e difficile, per questo gli attori possono volerla limitare cosapevolmente. Il problema sussiste invece nelle tendenze inconsapevoli e spontanee della nostra mente ad indirizzare la ricerca in certe direzioni. Nel loro più influente lavoro sull’argomento, Tversky e Kahneman individuano tre eurismi di base in cui si concretizzano i limiti della razionalità nella ricerca di informazioni ed alternative: la formulazione di giudizi in base alla disponibilità, alla rappresentatività e all’ancoraggio. Ne illustriamo solo i due che ci interessano.

L’errore di disponibilità
Non tutte le informazioni rilevanti per emettere un giudizio sono egualmente disponibili. In particolare, se cercate nella nostra memoria, una distorsione prevedibile è che saranno utilizzate prevalentemente quelle informazioni che è più facile ricordare. Non si tratta solo della frequenza con cui si è esposti a certe tipologie di informazioni, ma anche della salienza, intesa come familiarità, intensità cognitiva ed emotiva dell’informazione.

L’errore di ancoraggio
Le persone effettuano spesso le stime partendo da un valore noto iniziale aggiustandolo nella direzione che si suppone corretta. La ricerca empirica mostra, in generale, che l’aggiustamento è insufficiente. Così le stime sono tipicamente distorte, nel senso che sono troppo vicine all’ancora utilizzata e troppo poco sensibili ai fattori correttivi che sarebbe necessario apportare.

Nel nostro piccolo, si cercherà di dimostrare che la decisione di scommettere sulla vittoria finale del Milan nel Campionato 08/09 (e quindi che l’Inter perda lo scudetto) sia intaccata da errori di disponibilità e di ancoraggio.

  1. L’errore di disponibilità per eccellenza è (causa salienza), purtroppo, il 5 maggio. La sindrome di rimonta avvenuta in altre condizioni, con altri concorrenti, con altri componenti della rosa e, soprattutto, in un campionato wrestling smascherato solo 4 anni più tardi.
  2. Sulla scia della sconfitta per antonomasia abbiamo le vittorie dell’Inter dell’89 e del 2007 (frequenza) , due scudetti dei record. Eventi eccezionali, non normali. Spesso, come illustrato da Watergate in un commento al post precedente, i campionati si decidono nelle ultime due giornate, La doppietta di Ibra in quel di Parma dovrebbe essere ancora attuale.
  3. L’ancoraggio (ai risultati) invece emerge nei giudizi che prendono in considerazione il trend delle ultime gare. I pareggi con Palermo, J**e e Chievo e la sconfitta a Napoli. A nulla servono i  relativi alla prestazione che avrebbe legittimato risultati diversi. Allo stesso modo il Milan che ha vinto immeritatamente con Lecce e Verona, ed ha incontrato ostacoli con coefficiente di difficoltà non elevatissimi, non potrà che vincerle tutte da qui alla fine. Ipotesi non impossibile, ma sicuramente difficilmente probabile.

Il pareggio odierno può aver scatenato in qualcuno i fantasmi più neri. Ma più che neri, sembrano errati. Dovremmo invece concentrarci sulle condizioni dello scorso campionato, dove avevamo mezza squadra ai box e un calendario più complesso visto il derby e la trasferta di Parma con due avversarie ancora in lotta per un obiettivo. Servono 5 punti su 9 disponibili. Senza considerare i 12 (9 o 10) del Milan. La razionalità limitata è un dato di fatto, l’irrazionalità illimitata è un male da estirpare.

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