Io speriamo che me la Chievo (cit.)

norigoreIeri qualche mediaservo (rigorosamente anonimo, a testimonianza che esiste ancora una vaga parvenza di senso del pudore) ha paventato l’ipotesi di una festa per pochi intimi, qualora l’Inter vincesse lo scudetto la prossima domenica a causa di un San Siro occupato dalle due illustri retrocesse. Se dovesse verificarsi l’ipotesi prospettata, i “pochi intimi” sarebbero i tifosi di Galliani e Blanc a darsi forza e compagnia in una Milano vestita di nerazzurro con tanto di dedica: “Non vincete più!”. Insomma auguriamo ai nostalgici del patto di non aggressione di uscire da San Siro con un risultato utile, altrimenti sarà una serata che ricorderebbero a lungo.

Prima di sperare che una J**e con le sembianze tipiche dell’Inter di qualche tempo fa (spogliatoio spaccato, allenatore dead man walking e contestazione del pubblico) faccia bottino pieno contro Dida&Co., occorre però battere il Chievo. E non sarà una partita semplicissima, anche in virtù di precedenti contraddittori. Si parte dal pareggio per 2-2 nel rush finale della stagione che si concluse (con) il 5 maggio. Protagonista del match, il miglior arbitro di sempre, quel Massimo De Santis che solo grazie alle intercettazioni ha svelato la sua bravura nel dirigere ed indirizzare le partite. Il rigore su Ronaldo, scambiato per fallo in attacco, è stato l’emblema di quel campionato. L’anno successivo, il possessore di schede Sim Racalbuto, assegna due rigori al Chievo ed espelle Okan per avergli toccato un braccio in sede di protesta: 2-1 per i “Mussi Volanti” il risultato.

L’anno di Zaccheroni vede la prima vittoria nerazzurra al Bentegodi: Vieri e Recoba i marcatori. La squadra allora allenata da Beretta (da qualche giorno ospite di Mourinho e dell’Inter ad Appiano) tiene invece a battesimo l’Inter manciniana. Un pareggio per 2-2, nonostante un Adriano semplicemente devastante. Adriano che vestirà il rossonero del Flamengo. L’anno successivo a sbloccare la partita ci pensa il neoacquisto Samuel su corner di Figo. Il portoghese, allora, aveva più di 70′ di autonomia. L’ultimo confronto risale alla stagione dello scudetto dei record: Adriano dopo alcuni secondi e Crespo, su gentile concessione di Sicignano, firmano la 15esima vittoria consecutiva.

Domenica mancherà Ibrahimovic, un motivo in più per far bene. Attacco sulle spalle di Balotelli, anche se Mou potrebbe schierare al suo fianco Crespo e Figo, reduce da una buona prova contro la Lazio, ma con una autonomia ridotta a 20′ e con un dinamismo ai  minimi storici. Provvidenziale, sul fronte fisico, il rientro di Stankovic. A patto che non debba correre per il portoghese e per Vieria. La formazione di Di Carlo, infatti, oltre ad offrire un calcio organizzato, è una delle squadre più in forma del Campionato e, dato da non sottovalutare, si tornerà a giocare al caldo, dopo una serie di partite in notturna. Realisticamente, i 3 punti permetterebbero di organizzare la festa contro il Siena. Ormai un classico (dolce-amaro) degli scudetti nerazzurri.

Sul capitolo mercato, interessante articolo di Pedullà che dà per conclusi gli affari(?) Milito ed Hernanes. Le parole di Raiola sanciscono una tregua tra Ibra e l’Inter, mentre Maxwell, dopo le intemperanze verbali del “pizzaiolo”, si avvia a firmare il rinnovo fino al 2013. Da leggere anche l’opinione di Antognoni su quel che resta dei quotidiani sportivi.

Avvertenza: questo articolo è riservato a pochi intimi.

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