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scritto da Fonz77 il 31 maggio 2009 alle 19:50
A conclusione di una stagione trionfale abbiamo raggiunto un altro obiettivo stagionale, magari tra quelli dichiarati allinizio del Campionato, ma certamente dichiarato da Mourinho.
Zlatan Ibrahimovic è capocannoniere del campionato. Il Mou lo ha fortemente voluto, per una serie di ragioni. In primo luogo per motivare ulteriormente Zlatan a restare, rendendolo ancora più protagonista di uno scudetto che porta il suo nome inciso a fuoco. In secondo luogo per rendere ben chiaro a Moratti quanto sia importante Ibrahimovic per questa Inter. Infine perché in questo modo ne aumenta il valore sul mercato garantendosi la sua permanenza anche il prossimo anno o quantomeno un cospicuo ritorno economico con il quale chiedere alla Società di muoversi pesantemente sul mercato secondo i suoi desideri.
Francamente spero che questultimo caso non si verifichi e che Ibra resti. Anche con 60 Milioni in tasta non riesco a immaginare chi ci sia sul mercato che possa andare a sostituire lo svedese nella manovra offensiva. Sarebbe necessario cambiare completamente il modo di giocare, puntare più sulla manovra alla Barcelona che non sulla “intencità” tipica del calcio Inglese, il tutto condito con un numero ancor maggiore di “acquisti pesanti” a centrocampo e in attacco rispetto a quelli che stiamo tutti già auspicando. Nel campionato Italiano, le caratteristiche di Ibrahimovic sono assolutamente decisive: fantasia e potenza, capacità di difendere il pallone anche contro molti avversari aggressivi (e i nostri difensori lo sono), velocità.
Quello che fino ad ora è mancato allo Svedese è la capacità di essere decisivo in Europa e questo non perché vengano meno i suoi valori allestero, quanto perché sottoporta gli è mancata la freddezza e il cinismo di mettere dentro palloni da un metro o di schiacciare in rete il pallone quando, per una volta, gli era arrivato un passaggio misurato con il calibro micrometrico. Pare che Moratti glielo abbia rinfacciato dopo Manchester, facendogli venire la famosa gastrite, e lo Svedese ha rispedito al mittente iniziando la sua personalissima recita nel mostrare platealmente tutto il suo disappunto a ogni errore dei compagni, siano essi più o meno dotati e di fronte a errori più o meno grandi. Se sia nato prima luovo o la gallina io lo ignoro.
Piuttosto mi sembra che “il caso Ibrahimovic”, ammesso che esista, è una classica situazione da favola della volpe e luva. Zlatan vuole vincere il pallone doro, ma non può farlo senza vincere in Europa, lui imputa alla squadra luscita dalla Champions, ma la verità è che lui stesso non si è dimostrato in grado di trascinare lInter oltre gli ottavi, cosa che invece hanno fatto i suoi predecessori al da lui ambito titolo (Kakà, Cristiano Ronaldo), che sono stati decisivi in occasione della vittoria di Bbilan e Manchester United.
Nellarticolo P.I. (Prostituzione Intellectuale) sulla Gazzetta on line, prontamente rilevato dai Bauscia, si titolava “Ibra: Il futuro? vedremo” come a intendere unincertezza, prontamente smentita in riga 4 dello stesso articolo, dove si riportano le parole dello Svedese che afferma che non ci sono percentuali da dare perché non ci sono trattative in corso. La cosa mi stupisce poco, al di là dellagitazione del pizzaiolo nellandare a proporre Ibra a destra e a manca, non vedo quale sia la squadra europea che possa dare allo Svedese garanzie superiori di quelle che avrebbe allInter, salvo forse Manchester e Barcelona, le quali però non hanno davvero bisogno di lui e del suo oneroso ingaggio per essere vincenti sotto tutti i punti di vista, tanto più considerando che ai loro occhi non è risultato tanto decisivo.
Ora come ora nessuno più di Mourinho ha considerazione di Zlatan, altrove sarebbe costretto a lottare per ritagliarsi uno spazio pari a quello che ha allInter. Ibra vorrebbe cambiare, questo si è capito, ma per farlo ed essere certamente vincente (il che non include andare al Real o al Manchester City, per quanto coperto doro) ha bisogno prima di vincere con noi. In Europa.
P.S.
Un mio personale grazie a Luis Figo, ma soprattuto a sua moglie. A Hernan “Sansone” Crespo, che più di ogni altro mi ha fatto sorridere e sognare nei momenti bui, a Julio Cruz, non hanno ancora inventato termini abbastanza lusinghieri per parlare di lui.
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scritto da errek il 31 maggio 2009 alle 16:00
GRAZIE LUIS!
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scritto da ex-collaboratori il 30 maggio 2009 alle 18:05
Carlo Ancelotti domani siederà per lultima volta sulla panchina del Milan. Lascia la società rossonera carico di ben 8 trofei, tra cui spiccano due Champions League e uno scudetto praticamente dominato. Si potrebbe dire che ha conquistato un trofeo per ogni anno di permanenza a Milanello. Si potrebbe dire… se non fosse propriamente il contrario.
I cantori del Milan, gli aedi del Gran Capo, spesso rifilano la storia che il Milan vince sempre. Lo stesso Berlusconi, qualche giorno fa, ha dichiarato che non può vincere sempre il Milan. Immaginerete il fuoco di fila dei giornalisti pronti a correggere questa dichiarazione, e invece niente. Anche questa è una vulgata, un luogo comune duro a morire.
Ancelotti nelle stagioni al Milan ha vinto solo in 3 dei suoi 8 anni, vincendo il 56% delle partite disputate. Una cifra ottima, ma non sufficiente a fargli trascorrere intere annate di gloria (2003-2004-2007 gli anni dei successi). Si prenda al contrario il curriculum di Sir Alex Ferguson o Josè Mourinho.
Da quando Sir Alex ha cominciato a vincere (1990) solo in 4 anni non ha portato a casa un trofeo (1994 – 1998 – 2002 – 2005). E contando i 4 anni precedenti arriviamo a 8, volendogli molto male, in quanto il Man UTD era molto più malridotto del Milan preso in carico da Ancelotti. In ogni caso abbiamo 8 stagioni su 24 senza successi e un ciclo vincente che si è sempre rinnovato e a partire dal 1990 ha conosciuto poche pause. Tra le altre cose Ferguson ha vinto 11 campionati su 24, 2 Champions League e svariate coppe nazionali, più le varie supercoppe e i trofei vinti grazie alle vittorie precedenti. E come se Ancelotti avesse vinto sempre, tranne un anno, portando a casa almeno 3 scudetti e tutte le coppe possibili (Ancelotti perse una Intercontinentale contro Burdisso).
Mourinho, al contrario, da quando è andato al Porto non ha trascorso un anno senza portare a casa un trofeo: 4 campionati di fila tra il 2002 e il 2006, una Champions, una Uefa, diverse supercoppe e le importanti coppe inglesi (vinte nel 2007, quando non ha vinto il campionato). Lunico anno in cui non poteva vincere nulla (2008) lha inaugurato con una Supercoppa italiana. Lo scudetto del 2009 arricchisce una nobile bacheca.
Se Ancelotti fosse stato Mourinho a questora avrebbe vinto 7 scudetti e almeno 4 Coppa Italia, oltre al palmares europeo.
Insomma, questo per dire che il tanto decantato ciclo di Ancelotti in realtà non cè mai stato. Uno si aspetta che durante un ciclo di 3-5-8 anni la squadra vinca ripetutamente, ciclicamente appunto. Invece, nel caso del Milan abbiamo che sono molte di più le stagioni nelle quali non ha vinto nulla e collezionato delusioni, che il contrario. Ovviamente ciò che ciclicamente è avvenuto è stata la produzione di scuse fanciullesche per nascondere questi insuccessi, con un meccanismo ormai consolidato. Nellanno delle non vittorie ci si richiamava alle vittorie degli anni passati (“se penso a un anno fa dove eravamo”), mentre per giustificare le disfatte presenti si è sempre spostato in avanti lorizzonte degli obbiettivi. Se si falliva in campionato, lobbiettivo era lEuropa, se si falliva in Europa lobbiettivo era il campionato. Fino a che non si è arrivati a fallire in entrambi i fronti e a mettere termine anzitempo al contratto che scadeva nel 2010.
Ancelotti è un bravo allenatore. A suo favore parlano i successi, alcuni davvero meritati (in particolare lo scudetto del 2004). Nelle campagne europee è stato vincente, ma contraddittorio: ha preso scoppole memorabili (La Coruna, Istanbul), mentre ha raccolto il massimo con il minimo (2007), nonostante labbondanza di stelle, perlomeno nellundici titolare. Quando ha vinto la Champions nel 2003 il Milan obbiettivamente era stata la peggior squadra delle 4 finaliste, che vinse la Coppa dopo una serie consecutiva di pareggi. Nel 2005 aveva la squadra migliore e si fece beffare da un Liverpool nettamente inferiore! Altro che 5 maggio!
E un vincente a corrente alternata, che ha corrisposto allidentikit del perfetto allenatore berlusconiano: aziendalista, di “casa” (cioè deciso a sopportare le ben note megalomanie), e dalla faccia pulita. E pazienza se è riuscito nel capolavoro di non vincere lo scudetto con la Juve di Moggi e Zidane.
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scritto da ex-collaboratori il 29 maggio 2009 alle 16:19
E come Europa League – Il sogno della Roma di questanno, dallo scudetto morale alla cessione forzata. Per acquistare De Rossi però cosa serve? Cash, e volontà del ragazzo di mettere un piede oltre Tivoli, che cè un altro mondo. E probabilmente dobbiamo tifare che la Rosella Sensi resista come Cesare assediato ad Alesia, così Moratti la foraggia e ci prendiamo qualche giocatore.
E come Esperienza – Bene, quella che ci manca in Europa, quella che non serve in campionato, se esperienza coincide con vecchiezza, lentezza e poca intensità. E come eccellenza europea voglio dire: ci manca molto. Soprattutto in termini di rapidità.
E come Etoo - Non vorrei mai che partisse Ibrahimovic. I campionati si vincono con i giocatori migliori e Ibra nel nostro campionato fa la differenza assoluta, senza di lui non avremmo alibi. Servirebbe un gioco più fluido, che in qualche modo la presenza di Ibra annulla, perché lui tiene palla, fa lanarchico, si sposta, si incazza, realizza. Nel caso dovesse andar via preferirei Etoo, perchè un attaccante di primissimo livello. Anche se il camerunense ha bisogno di un gioco molto ficcante per funzionare a dovere.
E come Essenziale – La festa scudetto in tono minore con lAtalanta. Abbiamo vinto, ma la famiglia Moratti non vuol dar segni di sfarzo in un momento di lutto come questo.
E come Elementare, Watson! – Perché Barzagli, il miglior difensore italiano nellultima stagione, non è stato convocato da Marcello LHippie? Elementare Watson!
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scritto da Luis il 28 maggio 2009 alle 10:33
La campagna cessioni.
Nella squadra neo-campione dEuropa in campo cerano 10 giocatori che lo scorso anno non hanno vinto nulla, più Piquet. E vero, Dani Alves era squalificato, ma si può affermare che la campagna cessioni sia stata più importante della capagna acquisti. Fuori, Ronaldinho, Zambrotta e Deco, i primi due acquistati dal trio Braida-Galliani-Bronzetti, il terzo penalizzato da un infortunio e poi “esonerato” insieme a Felipao Scolari. Probabilmente i critici glorificheranno il grande gioco del Barça, dimenticando che proprio a Stamford Bridge hanno avuto un colpo di fortuna (più di uno?) di rara grandezza, col vecchio volpone olandese che aveva annientato la trame blaugrana. Mou, nel dopo Manchester, ha dato spazio ai concetti di corsa, intencità e sinonimi vari e allidentikit di giocatori da evitare (“coloro che il meglio lhanno già dato”). Leventuale acquisto di Deco andrebbe clamorosamente controcorrente. Pensare alla tangente da recapitare a Mendes non sarebbe uneresia. Non si può vincere la Champions con gli scarti del Barça (Thiago Motta basta e avanza).
“Nucini, i buchi dellaccusa”, quelli che i Trofino della carta stampata.
“Gli arbitri andavano a cena con i giornalisti quando tutti sanno che non si possono avere rapporti con persone esterne. Io? E’ diverso: mi confidavo solo con Facchetti, l’unica persona onesta del mondo del calcio. Perché io, Danilo Nucini, non mi fidavo di nessuno, neanche dell’Ufficio Indagini. Ero un uomo solo”. E, naturalmente, contro tutti: contro i designatori che, senza distinzioni (ma Bergamo e Pairetto con particolare accanimento) nella sua carriera lo hanno sempre boicottato (“I rapporti erano pessimi perché la meritocrazia non esisteva e io non mi faccio mettere il guinzaglio» salvo poi affermare, incalzato dall’avvocato Trofino, che «a parte un anno, ho avuto quello che meritavo”), contro i colleghi arbitri (“Quelli anziani non vedono di buon occhio i giovani, e non c’è solidarietà”), contro i giornalisti (“Il Corriere della Sera scrisse che sono stato il peggiore in campo? Ma li legga pure tutti, i giornali, sappiamo com’era la storia…”). Contro la Juventus (“Pensate che dopo una partita mi regalò una maglietta senza il nome. Segno di antipatia? Lo dite voi…”) e, naturalmente, contro Luciano Moggi e Angelo Fabiani con i quali riferisce di incontri carbonari, di avvertimenti “mafiosi” e della consegna di una sim “protetta” che lui, invece di portare agli inquirenti ha buttato via senza dire niente a nessuno (tranne che a Facchetti, ovvio). Neppure al pm milanese Bocassini che lo convocò qualche tempo dopo (“Non me la sono sentita di rivelarle le cose. Di cosa abbiam parlato? Dell’andamento del calcio» con la Bocassini…). La sintesi di sei ore – zeppe di contraddizioni e atteggiamenti di ironica sfida verso gli avvocati difensori – di testimonianza di Danilo Nucini, ex arbitro e uno dei teste chiave dell’accusa nel processo di Calciopoli, lascia un senso di vago imbarazzo. Per i numerosi “buchi” nella sua testimonianza e, in definitiva, nell’impianto accusatorio dei pm Beatrice e Narducci. Stefano Salandin.
Le dichiarazioni più significative di Nucini rilasciate al banco dei testimoni le potete leggere qui. Il quotidiano delle vedove, quello che manipola la realtà in favore dei nostalgici di Moggi e Giraudo, ha evitato di riportare qualsiasi riferimento compromettente al virgolettato dellex arbitro che ha parlato apertamente del meccanismo in vigore tra le giacchette nere ai tempi dei designatori a strisce bianconere.
La sintesi di sei ore lascia un senso di vago imbarazzo. Certo a lasciare un senso di vago imbarazzo non sono le frasi: “Se sbagliavi a favore della Juve arbitravi in serie A, se sbagliavi contro la Juve arbitravi in B” oppure le considerazioni di Bergamo dopo un rigore assegnato contro al Bologna contro la J**e: “Mi disse che se il rigore di Cruz fosse entrato avrei finito la carriera”, o ancora le parole a lui riferite dal miglior arbitro di sempre (Massimo De Santis, ndr): “Se si voleva fare la serie A si doveva passare attraverso Fabiani e Moggi”. Moggi che prima di consegnargli una scheda sim non intercettabile gli disse via telefono (un classico): “sta tranquillo, ascolta quello che dice Fabiani e ci pensiamo noi”.
Forse prima di leggere larticolo (grazie a Watchdogs per la segnalazione) avremmo dovuto notare lautore. Un certo Stefano Salandin, che lestate scorsa ha avuto il coraggio di affermare: “Moratti venderà Ibra al Barcellona (allepoca si parlava di uno scambio con Etoo a seguito di una cena Laporta-Moratti) perché gli pesa che gli venga rinfacciata la vittoria con i due ex Juventini”. Insomma, siamo di fronte a casi umani. Devono mettere la firma su pezzi che non vorrebbero mai scrivere ma commissionati da un direttore che ha come unico punto di riferimento il numero di copie vendute. Putroppo svegliare i sonnambuli può avere ripercussioni dannose. Meglio anestetizzarli con loccultamento della verità. Leggere cose come queste ci fa pensare allo splendido monologo di Al Pacino nel finale dellAvvocato del Diavolo e, in secondo battuta, a Maurizio Belpietro.
Inter-natelo!
Oggi Laudisa ci propone Cassano. Chissà, dopo i buchi clamorosi dei giorni scorsi, può anche aver scritto la verità. Preferiamo sia lennesima balla. Ci siamo appena liberati di un non professionista con la passione per lalcol e per le masse adipose e dovremmo prendere un altro buono, anzi ottimo, per dare pretesti a vedove e burattini, che farebbe del caos indescrivibile alla prima panchina, che se la batterebbe con Deco in quanto a intencità e che ha dimostrato la sua inettitudine ai grandi livelli. Senza contare le sceneggiate varie e variopinte che ha inscenato su molti campi di A. Non è da Inter. Lasciamolo a Genova, o al massimo, mandiamolo da Fazio. Le inter-viste, quelle sì, sono eccezionali.
Arnautovic.
Non lo conosco, non lho mai visto giocare, ma questi colpi che hanno un senso economico mi piacciono a prescindere. Oggi dovrebbe essere a Milano per le visite mediche, almeno così riportano Gazzetta e Corsera. A differenza di Cassano non dovrà passare nel reparto di psichiatria.
Mancano pochi giorni e i bauscia si daranno alla prostituzione intellectuale. Vi terremo aggiornati.
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scritto da ex-collaboratori il 27 maggio 2009 alle 17:57
D come Determinazione – Quella messa in campo dai nostri giocatori, domenica dopo domenica. Da quanto tempo non perdiamo delle partite di fila? E lastinenza da vittoria? Ormai questo ciclo nerazzurro ha seppellito nella memoria i brutti tempi andati. Bisogna dirlo: stiamo come pascià.
D come Derozzi – Il gabbidan fuduro della Roma, che voleva interpellare lONU per lesclusione dalla Coppa Italia (che in caso di vittoria avrebbero festeggiato con un Boeing scoperto nei Fori Imperiali) e per il 3-3 in campionato, ha dichiarato di voler rimanere a Roma. Per la ggente. Fa ancora in tempo a redimersi e venire dalle nostre parti. Non si può fare il Pizarro per tutta la vita.
D come Bacheca Organica di Ambrosini – Spazioso, cavernoso, zeppo di scudetti altrui. E anche di una Coppa Uefa mai arrivata, nonostante fosse stata dichiarata “obbiettivo stagionale”.
D come Destinazione Affan*- A parte il deretano di Ambrosini, diciamolo, più o meno da quelle parti oggi potremmo mandare molte persone. Soprattutto le prostitute intellettuali doc che questanno hanno rosicato come castori canadesi. Da premio Oscar: “Interaccia” usato dalla Gazzetta per la seconda volta (siamo ancora in attesa di un Milanaccio e di una Juventaccia… a fronte degli scudetti altrui) e “Polveriera Inter”, un classico evergreen mai usato per le concorrenti.
D come Deco-tto. No Grazie, Josè. Abbiamo già dato.
D come Deki - Il Drago Stankovic luomo simbolo dellInter io vorrei non vorrei ma se vuoi. Emblema della polivalenza, un uomo che in campo sputa sangue e da il 135% mentre occupa il ruolo di trequartista al 37%, quello di mediano al 22%, quello di salva-cada-vieira al 12%, quello di lanciatore al 8% e di centrocampista centrale per il 21%.
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scritto da Mr Sarasa il 26 maggio 2009 alle 20:42
Chi ci legge da tempo sa che molti dei frequentatori di questo blog hanno per il personaggio che si va a presentare di seguito una stima smisurata, data da prove di Bausciaggine in diretta televisiva non seconde a Nicolino Berti…
Quando un paio di settimane fa cè stata lopportunità di conoscerlo, non vi nascondiamo che abbiamo passato un paio di ore ridendo di gusto, uno show semi-privato che ci è quasi dispiaciuto tenerci per noi.
E curioso poi che mentre questo post viene scritto, sia in tv a mazzulare i soliti bbilanisti (solo seduti ai suoi lati ce ne sono 2…) che si preoccupano dei rapporti tra Moratti e Mourinho, e non della triade che reggerà la loro squadra lanno prossimo (“il buono, il brutto ed il cattivo”… LOL)…
E con grande piacere quindi che pubblichiamo un suo primo contributo alla causa Bauscia, in questo caso si tratta di una poesia dedicata a quanto accaduto domenica… se non si fosse ancora capito, signore e signori, andiamo a dare il benvenuto con un caloroso applauso a Giorgio Ravaioli, grande tifoso nerazzurro e opinionista di Telelombardia!
Festa Rossonera
“Ah la festa rossonera
non ce niente di piu bello
nellincanto e latmosfera
gode anche lo zimbello.
Giorgio Ravaioli
e contento il presidente
dellinvito tanto fine
su un presunto precedente
a comprare le veline
e raggiante il capitano
quando un poimprovvisamente
scopre il nitido italiano
nello scritto di un pezzente
questa gioia non ha eguale
e noi siamo gli invidiosi
come toghe rancorosi
cinventiamo sermpre il male”
(autore di perle anche oggi come “gli allenatori del Milan potrebbero essere 3, ma anche 5 o 7, come la commissione di Amici di Maria De Filippi“, “lInter andava in spiaggia a novembre perché gli avversari giocavano a tre sette e oltre a rubare singolarmente si facevano anche i segni”, “Ancelotti può fare il d.s. della Liquigas, se Leonardo allena”, “Conte? lo consiglia Cesare Ragazzi” e “mandate il curriculum, sulla panchina del Milan dellanno prossimo cè ancora posto”)
A presto Giorgione!!!
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scritto da Luis il 26 maggio 2009 alle 15:22
L’annuncio ha zittito tutti. I Laudisa, i De Paola, i Sanvito e tutti i mediaservi di Ettorino (cit.), “er Penombra” (cit.), Rognoni. Complimenti a Guadagno, giornalista del CorSport, che domenica aveva anticipato la notizia, anche se aveva puntato l’accento su elementi secondari, forse fuorviato dal suo cognome.
L’annuncio alle 23:00 è un qualcosa di tempisticamente perfetto. Tutte le prime pagine sono state predisposte, tutti gli editoriali scritti, gli articoli inseriti. Sull’affaire Mourinho, poi, gli espertoni di calciomercato italiano (e spagnolo) avevano scritto di tutto. Molti davano Mou partente destinazione Madrid senza nemmeno un agente immobiliare che avesse sparso la notizia dello stop del pagamento del canone di locazione nella villa di Como, o dei vicini che avessero visto il prato tagliato per poterla vendere con maggiore facilità (abbiamo letto anche questa). Insomma, parole al vento. Come quelle di As che aveva riportato addirittura le condizioni fissate da Mourinho in un articolo che sembrava scritto con l’ausilio di Wikipedia.
L’annuncio in tarda serata scombussola i piani delle redazioni chiuse e gran parte degli articoli sono stati cestinati. Tocca riscrivere la storiella, sulla base del solo comunicato dell’Inter. Immaginiamo le facce di Verdelli e Laudisa, ai quali non rimane che sperare nel caso-Ibra per continuare il filone dell’alta tensione. Del Milan, in prima pagina, nemmeno una riga, tranne la pubblicità ai propri dvd su Maldini. Ancelotti? Leonardo? Do you Know Leonardo, Verdelli? Quello spintonato da capitan Maldini al termine di Milan-Roma?
I mediaservi di Cologno Monzese, non potendo più mettere in discussione la permanenza del tecnico avversario, la buttano sui soldi. La battaglia del grano, viene definita. Piccolo esempio di prostituçao: domenica pomeriggio, Carlo Ancelotti era in collegamento con Mediaset Premium e Bargiggia ha rinfacciato all’allenatore di Reggiolo il suo abboccamento dello scorso anno con Chelsea per spuntare un ingaggio più elevato. Secca la replica di Ancelotti che ha capito di essere stato scaricato anche dai media familiari. Se Bargiggia era a conoscenza della battaglia del grano in essere a Milanello, perché non l’ha riferito prima? Due possibili risposte: certe notizie non potevano essere date, non si poteva certo parlar male, all’epoca, di Carletto e del Milan ricattato, oppure si tratta di una invenzione di Bargiggia per screditare l’ormai traballante tecnico agli occhi del pubblico rossonero.
Perché allora si è passati dalla grana Mou al grano di Mou, con tanto di sondaggio? Perché il nano malato non spende più, c’è grossa crisi, diceva Quelo, allora Massimo “mani bucate” Moratti non può farlo. Dimenticandosi di 20 anni di gestione Berlusconi fatti di rosso (in bilancio) e nero (fuori bilancio). Ammesso che l’abbia fatto, tra l’altro. Sì, perché Mou è così avido che avrebbe messo su un teatrino del genere per un milione e mezzo all’anno. Il concetto di utilità marginale è sconosciuto. Non per avere più peso decisionale, non per farsi acquistare un difensore centrale in grado di sostituire all’occorrenza gli “infortunabili” Chivu e Samuel o il centometrista Cordoba. E nemmeno per evitare il rinnovo di Cruz. Mou vuole vincere e nel post partita col Siena ha spiegato esattamente le linee da seguire: “Quando si vince è molto difficile cambiare. E’ molto difficile perché il cuore lavora, l’emozione lavora, il ricordo dei grandi momenti diventa importante. Bisogna essere un po’ freddi o nascondere un po’ l’emozione per decidere di cambiare 2,3,4,5 giocatori di una squadra che ha vinto. Noi abbiamo bisogno di essere un po’ razionali”.
Appurata la permanenza di Mourinho, Laudisa, parlaci un po’ di kakà, del rinnovo di Favalli, se Seedorf rimarrà a farsi fischiare anche il prossimo anno o dell’eventuale riscatto di Senderos. Nessuno di questi ha tagliato il prato di recente?
Prostituzione intellettuale anche per i bauscia… che succede?
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scritto da Mr Sarasa il 26 maggio 2009 alle 1:07
Conflitto-1: inutile negarlo, la storia dello 0,01 % un po stava iniziando ad infastidire anche chi, come il sottoscritto, inizialmente laveva liquidata con una risata, condita dal fatto che a Madrid sparano qualsiasi nome pur di distogliere lattenzione da unannata fallimentare, mentre in Catalogna possono parlare di calcio giocato a pieno merito e che Monti (giornalista che più di tutti batte il ferro) risultava decaduto dalla grazia di Moratti…
Fastidio che rasenta la preoccupazione se a dire di essere leggermente infastidito è anche il Presidente, però… però porca puttana, mentre scrivo ho appena sentito il tono con cui Moratti ha detto quella frase, e mi sembra uno che è infastidito, sì, ma dai giornali! anche il “andremo a fondo” non è intesa come “indagheremo su cosa ha fatto quella bestia di Mourinho”, ma nel senso di “vedremo di finirla con questo balletto di percentuali”.
E infatti, ecco la news in semidiretta: Mourinho ha prolungato fino al 2012.
(Vabbè, mentre scrivo Franck New Order ipotizza tesi bizzarre come UNA MINACCIA DA PARTE DI MORATTI, DI RICORRERE LUI ALLA CLAUSOLA RESCISSORIA DA 7 MILIONI SE NON AVESSE FIRMATO IL PROLUNGAMENTO… ma i casi umani non andrebbero nemmeno commentati…)
Io mi limito a constatare che cambiano gli interpreti, ma è il secondo balletto del genere in 3 anni, vi ricordate quello del Mancio nellanno dei record? Direi che se in futuro ci venisse risparmiata la seconda replica, sentiti ringraziamenti a tutti, di sicuro come giàdetto in passato per altri, non siamo nati ieri, siamo abbastanza attrezzati, psicologicamente.
Conflitto-2: sistemato il dubbio-allenatore, cè ora da capire quale sarà la tangente da pagare a Mendes questanno. Personalmente direi Carvalho, costo accessibile (ma non a gratis) e ruolo in cui spesso manchiamo delluomo, in ogni caso non credo si possa pretendere carta bianca, a maggior ragione se 12 mesi orsono hai insistito per Quaresma e Muntari, spero sia chiaro anche al viziato interessato.
E un circolo vizioso che andrebbe spezzato da una legge, quello che vede protagonisti questi mediatori degni del mercato ittico (Mendes, ma anche Raiola, senza distinzioni), in quanto dallalto di una schiera sterminata di assistiti si permettono di imporre tizio o caio, come zavorra sul rinnovo di Sempronio che puntualmente poi ha mal di pancia e sbalzi dumore. Dicevo che serve una legge, non per amore delle norme in se, ma perchè mi pare chiaro che le società non abbiano la forza individuale di opporsi con latteggiamento a tali comportamenti, con la costante paura che anche un club “amico” possa giocare brutti scherzi.
Proposte concrete? separare nettamente i procuratori di calciatori da quelli di allenatori, giusto per cominciare, e multa (da destinare alla società) per chi si offrisse a destra e a manca nei 18 mesi successivi allultimo contratto firmato.
Conflitto-3: ok, va bene la ricerca degli ascolti, va bene che il calcio in tv non è una cosa seria, ma oggi quello che è accaduto a Lunedì di Rigore (antenna 3) supera ogni limite finora raggiunto, anche con le ospitate a suo tempo criticate del signor Moggi. Non mi pare di ricordare infatti unaltra trasmissione in cui sia stato lasciato analogo spazio autopromozionale ad un signore colpito da DASPO.
Il “barone” ha ricevuto appena qualche rimbrotto dai presenti, in merito ad aver “rovinato la festa” di Maldini, in compenso nessuno si è sognato di dire un bel “il re è nudo”, ovvero: “ma chi cazzo sei, patetica nullità, per atteggiarti a portatore di valori sportivi?” . E non solo: ad un certo punto il raffinato maitre-a-pensier ha detto un sibillino “tra poco ci saranno dei processi, vedremo chi vorrà dire o confermare cosa, in quelle sedi“, cui nessuno ha replicato.
Sarà il caso di rinfrescare la memoria a chi fortunatamente collega il nome “milan” solo alle due partite stagionali, ignorandolo per gli altri 363 giorni: nel Maggio 2007 a pochi giorni dalal finale di Champions alcuni dei capi storici della curva, tra cui questo “barone” vengono incarcerati con laccusa di tentata estorsione ai danni della società milan ma non solo. Si consiglia la lettura di questo e questo, per comprendere meglio lhumus in cui Maldini Paolo fa certe dichiarazioni, pochi giorni dopo, prendendo le distanze da questo “mondo”.
Frasi che posso ipotizzare gli abbiano fruttato una “convocazione” come testimone nel processo che scatterà a breve, o almeno così si spiegherebbe tranquillamente ed inequivocabilmente la frase del “barone”, che mi pare una minaccia in chiaro stile mafioso (“stai zitto che ti conviene”). Altro che valori, altro che la balla del “ma non era una contestazione, labbiamo applaudito ma gli abbiamo ricordato delle sue frasi sbagliate”, ribadito anche dallaltro gentlemen intervenuto telefonicamente.
Come diceva il presidente di quella squadra, parlando di una bomba che erroneamente aveva attribuito al suo stalliere con qualche precedente, “è stato un gesto fatto con molto rispetto, quasi con affetto“.
Lambiente, come dire, è quello lì.
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scritto da ex-collaboratori il 25 maggio 2009 alle 15:36
C come Cambiasso – C come Cuchu, C come capitano. Ordinato, perfetto, talentuoso. The steal of the draft dellultimo decennio. Lacquisto a parametro zero più decisivo, si è conquistato sul campo la fiducia di tutti gli allenatori. Sa guidare la squadra con temperamento e classe. Prossimo capitano, un grattacielo sopra De Rossi. E se devo indicare un prossimo allenatore dellInter, vorrei lui. E pensare che secondo lastronave madre…

C come C*lo – Ne abbiamo avuto, ma anche no. A volte in campionato, a volte in coppa. Serve sempre per vincere gli scudetti, ne serve ancora di più per vincere in Europa, dove invece siamo stati sfortunati. Ma in genere, come nel caso dei due autogol col Catania, per citare un esempio, si è dimostrato che la fortuna aiuta i migliori.
C come Champions – Chiamatela ossessione, io dico che fa solo danno allInter finché si fa finta di volerla a tutti i costi. La strada per la Champions è lastricata di decisioni complicate: in ordine sparso bisogna a) ringiovanire la rosa b) prendere due fuoriclasse dalla metà campo in su c) aumentare gli introiti d) avere 16-17 titolari intercambiabili. Noi abbiamo vuoti a centrocampo e in attacco. Da colmare assolutamente.
C come Corriere dello Sport – Questanno con la Roma fuori da ogni gioco è stato più leggibile. Rimane la sensazione generale sui media della carta stampata, che cioè non sappiano cosa fare per fronteggiare la crisi e tira molto lanti-interismo, inteso come prodotto editoriale. Gente furba, che sa vendere. Gente incompetente, che non sa fare informazione. Dopotutto lItalia è il paese che amiamo…
C come Crespo & Cruz - Attaccanti emblema della gestione di Josè Mourinho, che volendo imprimere il proprio marchio di fabbrica su questa Inter ha deciso che serve un certo repulisti nella rosa. Lidea di fondo è corretta e Mou è luomo adatto per far crescere dei giovani. Augurandoci tutti, compreso lo Special One, che abbiano la correttezza e il savoir-faire di questi due frombolieri argentini, che negli anni ci hanno regalato impegno ed esultanze.
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