Game over

Il più grande omaggio che potesse essere rivolto all’Inter è stato sentire tutti i tifosi juventini, della squadra che gioca in casa, esultare per essere riusciti a pareggiare nel recupero. Vederli tutti contenti per essere riusciti ad avere “solo” 10 punti di ritardo in classifica. Questo è il più grande riconoscimento della partita che abbiamo fatto, il più bell’omaggio che si potesse fare a una grande squadra come l’Inter.

Parole e musica di Josè Mourinho ai microfoni di Sky, anticipate 10 minuti prima da NkBauscia sul divano di casa sua che, nel suo piccolo, aveva detto esattamente le stesse cose usando solo toni un po’ più coloriti.

BalotelliE’ un’Inter compatta e moderatamente concentrata quella che scende in campo al Comunale di Torino per l’attesissima (?) partita contro la Juventus. Due terzini bassi per controllare la spinta bianconera, due ali alte per mettere pressione alla difesa e Ibrahimovic lasciato solo contro Legrottaglie e Chiellini “sacrificato” sull’altare della superiorità numerica a centrocampo: è su Cambiasso, Muntari e Stankovic opposti ai soli Tiago e Poulsen che Mourinho intende giocare la partitia. Il primo tempo viaggia a ritmi bassi con una super palla gol di Balotelli salvata sulla linea da Tiago e una Juve che dà il tutto per tutto ed è leggermente più pericolosa, riuscendo però solo raramente a cogliere impreparata la nostra difesa. Nel secondo tempo i bianconeri probabilmente pagano gli sforzi del primo e guadagnamo metri su metri, fino allo splendido contropiede iniziato da Ibrahimovic e Stankovic e concluso in maniera splendida da Muntari e Balotelli: 5 tocchi al pallone per farlo viaggiare dalla nostra area dritto fino alle spalle di Buffon. Poco altro da segnalare in una partita che diventa sempre più nervosa e che porta prima al “tentato rosso” di Balotelli e poi al rosso diretto a Tiago che, scherzato malamente da Ibrahimovic, Muntari e dallo stesso Balotelli in 3 metri di campo, non può fare a meno di perdere la testa e farsi buttare fuori.

Sembra finita, ma al 92′, dopo un rigore dubbio non concesso a Ibrahimovic, su calcio d’angolo Grygera si trova tutto solo a un metro da Julio Cesar (salta la marcatura dello stesso Ibrahimovic, che perde tempo a rialzarsi in area avversaria) e mette dentro un pari che scatena la gioia di tutto il Comunale e la sopracitata ironia di Josè Mourinho e NkBauscia.

Questo è quello che è successo negli ultimi 90 minuti. Negli ultimi 8 mesi, invece, succede che l’Inter si ritrova sola in testa alla classifica con DIECI punti di vantaggio sulla seconda a sei giornate dal termine: nessuno in Europa può vantare un margine migliore. Un margine che matematicamente non vuol dire Scudetto, ma che non può che lasciarci molto tranquilli in vista dell’obiettivo finale: al di là dei 5 maggi e del ricordo dello scorso torneo, nessuna mente ragionevole potrebbe ipotizzare il crollo verticale di una squadra che stasera, una volta di più, ha dimostrato di essere perfettamente cosciente delle sue capacità e della sua forza, compatta e concentrata verso l’obiettivo finale. Non potremo vincerlo la settimana prossima a Napoli (avremmo eguagliato il nostro stesso record vincendo con 5 giornate di anticipo) ma dal 2 maggio in poi, ogni data diventa buona.

Tirate via le bandiere dall’armadio. Fate controllare i clacson. Lavate le casacche nerazzurre. Armatevi di trombetta.

E tenete le chiavi della macchina a portata di mano.

[in lontananza, nel salotto, sento Ranieri che cerca di giustificare la partita e tutto il campionato, provando a spiegare dove sono maturati i 10 punti di vantaggio dell’Inter sulla Juve. Te lo diciamo noi, Claudio: sul campo.]

Commenti (147)

About Nk³

Il calcio è uno sport stupido, l'Inter è l'unico motivo per seguirlo. Fermamente convinto che mai nessun uomo abbia giocato a calcio come Ronaldo (ma anche Dalmat non scherzava). Vedovo di Ibrahimovic, ma con un Mourinho in panchina persino i Pandev e gli Sneijder possono sembrare campioni. Dategli un mojito e vi solleverà il mondo.