Ceffoni d’assestamento

Anche stavolta mi piacerebbe parlare solo delle giocate di Mario, Ibra o Muntari, incazzarmi per gli svarioni difensivi sul due a zero, parlare del monoschema di Capitan Tristessa, della semiparata di Toldo, discutere di moduli… al limite, se mi volessi accodare al perbenismo dilagante, potrei osservare un due-tre-quattro giorni di silenzio, spacciando per rispetto per le vittime del terremoto un po’ di pigrizia.

Invece credo che sia doveroso un accenno a quanto si è visto in questi due giorni, a Roma, Firenze, Reggio Calabria (e chissà magari ci si dimentica qualche altra piazza meno reclamizzata, magari delle serie minori).

Si è vista tutta l’ipocrisia di un mondo di semianalfabeti, perchè questo è quanto rimane di quello che un tempo era “il campionato più bello del mondo”, ed il campionario è sempre il solito: si comincia nelle conferenze stampa pre-partite, frasi di circostanza, tutti sono pronti a fare qualcosa per le vittime della disgrazia di turno, ci si prodiga in raccolte fondi, programmazione di amichevoli, promesse di visite… Ovviamente divisi tra chi vorrebbe sospendere il campionato sulla base di supposti valori che da anni non abitano più in questo sport, e chi più pragmaticamente pensa ai risvolti economici che ha sospendere “la prima industria del paese”… discussioni che rendono interessante persino un articolo di Panebianco, di riflesso: tutto già sentito, troppe volte per concedere neppure il beneficio del dubbio…

Finalmente arriva il giorno delle partite: striscioni fatti col ciclostile da galantuomini che si prenderebbero a mazzate per il colore politico, della pelle, o più banalmente della maglia… ma tutti insieme, tutti idealmente abbracciati nel “mezzo-minuto di silenzio” (l’altro mezzo è notoriamente dedicato ad applausi – un tifoso impaziente parte sempre, poi gli altri si accodano mentre i 25 a centrocampo invano cercano di far capire, restando in silenzio, che non sono passati i 60 secondi), tifosi ed addetti ai lavori, mi illudono però che stavolta siamo davvero tutti “fratelli d’italia”, come recitava lo striscione in curva sud.
Dallo stadio mi son goduto lo spettacolo del primo tempo, ho imprecato per quanto visto nel secondo, ma non mi aspettavo che in una domenica partita con queste premesse potesse succedere nulla di più dei cori – evitabilissimi, intendiamoci – di “vaffanculo”, scanditi senza motivazioni precise quasi come un saluto .

Arrivato a casa infatti apprendo che l’allenatore della Roma, Luciano Fazzoletti, tra il primo ed il secondo tempo è andato a piangere direttamente dall’arbitro, poi l’ha visto il team manager della Lazio, Tare, che non l’ha presa bene e gli si è fatto avanti con dito minaccioso, morale della favola: l’allenatore dal gioco più bello d’Italia dimostra di avere anche lui un maestro di stile, ovvero Ambrosini, infatti il dito in questione viene invitato a fare compagnia allo scudetto 2006-2007… In campo, espulsi Panucci dopo un battibecco con Lichtsteiner, poi Matuzalem e Mexes per un altro simposio del sapere (graziato invece Totti per alcuni poghi ai danni dello stesso Matuzalem).
Per non essere da meno di giocatori e componente tecnica, anche i tifosi in tribuna Tevere han pensato di mandare una bella cartolina di se, chissà se sarà arrivata alla sede della UEFA.

A Firenze, capitale del Fair-Play-alla-moda, due espulsi del Cagliari, poi a fine gara pare che Lopez, Melo e altri della Fiorentina se le siano date (che abbia iniziato Tizio o Caio, il concetto non cambia) di brutto.
Altre 24 ore, ed il palcoscenico di questo circo si sposta a Reggio Calabria: due espulsi, vari accenni di rissa, contestazione finale che degenera in tafferugli, dentro e fuori lo stadio.

Hai voglia a dire che questo “non è calcio”… è dopo giornate come questa che sale alta la voglia di Superlega… ma cosa centriamo noi con questi buzzurri???
Però, caro Massimo, anche le gare di sabato hanno dimostrato che il nostro centrocampo è tremendamente italiano, nel senso che lo scudo puoi continuare a portarlo a casa altri due anni in tranquillità, a meno di sconvolgimenti, ma l’Europa è un’altra cosa.

I ceffoni del titolo comunque non sono solo quelli di cui si è avuta notizia, ma vanno ricompresi anche quelli che idealmente darei a due nostri tesserati (o rispettivi procuratori): parlo dell’attuale capocannoniere, che forse non ha capito che non basta smistare palloni all’indietro, sempre spalle alla porta, con un qualche tocchetto del cazzo, per essere un Campione (e fossi nell’allenatore, ogni tanto una sostituzione “esemplare” gliela riserverei), e del desaparecido e deposto imperatore, il cui lacchè Rinaldi fa sapere che non accetterebbe clausole (anche temporanee) che ne impedissero il tesseramento in un altro club europeo.
Neanche noi.

Ti vogliamo al Milan, fetente.

P.S.: si ringrazia Gabriele (watchdogs) per una segnalazione che rimbalza direttamente dal Brasile: pare che Leite “Cerveja” Ribeiro non torni in Italia per timore non del Mou, non dei tifosi… MA DELLA FINANZA (tasse non pagate) !!!
Vi terremo aggiornati…

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