Quelli che non ci meritano e gli scendiletto

Prima o poi capiterà. Anche da quelle parti passerà e saranno costretti a salutarla. Il giorno che la vedranno non la riconosceranno, perché non l’hanno mai vista. Peggio: quando potevano vederla hanno deciso che non valeva la pena di stringerle la mano. Da quelle parti, a Torino, l’hanno sempre snobbata. Ma quando saranno costretti a riconoscerla, troveranno sempre una scusa per farne a meno.

Non sto parlando della superiorità tecnica dell’Inter. Sto parlando della Sportività. Quella cosa che Ranieri e gli Juventini ignorano completamente.

A Claudio Ranieri, che nelle sue noiosissime conferenze stampa si diverte a fare il compiaciuto di terzo livello, noi interisti possiamo rispondere che si, lo scudetto l’Inter può “solo” perderlo, ma anche “vincerlo”.

Vincerlo. Vincerlo. Vincerlo. Vincerlo.

Quattro volte di fila. Come si conviene alle squadre più forti di sempre. Ranieri è indubbiamente un valido allenatore, ma non è con i titoli vinti che si giudica una persona. Mourinho ha vinto molto, ma a noi e a tanti non piace per il suo curriculum. Piace perché è schietto, dice cose intelligenti, non è banale, né inutilmente provocatorio. Inoltre ha grande memoria, notevole preparazione e una capacità di saper distinguere le cose importanti da quelle ridicole, che sembrano tanto interessare alla stampa. Di Ranieri non giudico il curriculum da allenatore mediocre che non ha vinto con squadre che, guidate da altri, hanno dominato i campionati (Chelsea e Valencia), io giudico e condanno il finto buonismo, che strizza l’occhio a quei giornalisti con i quali potrebbe benissimo andare a cena. In cambio c’è poca critica, se non quella risentita di chi ancora sogna Moggi e i bei tempi delle schede telefoniche agli arbitri.

Insomma, quando Ranieri si renderà conto dell’antisportività della frase “può solo perderlo l’Inter”, forse il calcio italiano, nella sua miseria complessiva, avrà fatto un passo in avanti. Di Ancelotti e del suo finto “distacco” non parlo: lo sappiamo tutti che lui e Galliani e Ordine e gli altri leccapiedi dell’Invicibile Armada soffrono alla grande quando gli si sbatte la realtà in faccia: LOBOTOMIZZATI AD HONOREM.

10 passi in avanti li ha fatti oggi Mourinho, durante la consueta conferenza stampa, quando si è riferito con parole chiare e nette sulla vicenda Adriano. Io ho poco da aggiungere alle parole del mister: il problema travalica l’aspetto tecnico o i semplici rapporti giocatore-allenatore o giocatore-società. Nondimeno penso che questi problemi, per quanto possano apparire gravi, non debbano in nessun modo costituire un’eccezione rispetto al progetto tecnico. Adriano è da sostituire tecnicamente: l’aspetto umano fa sorgere la preoccupazione in persone come Josè Mourinho, come me, come chiunque veda un giovane lasciarsi andare. Ma il campo dice che non ci serve e che faremmo meglio a chiedere la risoluzione del contratto: i motivi dell’inadempimento cominciano a essere concreti.

La partita con l’Udinese è certamente tra quelle decisive e il Friuli è sempre stato campo ostico: l’anno scorso si celebrò uno dei tanti furti ai nostri danni che la prostituzione intellettuale ha occultato con sapienza, all’atto dei bilanci. Quest’anno non cambia molto: l’infortunio di Maicon è grave, ma dovremmo giocare una partita attenta, difensiva ma vogliosa, certamente marchiata a fuoco dalla voglia di vincere mostrata a Catania, Lecce, Genova e altre trasferte vittoriose. Le sensazioni di Mourinho sono positive, la squadre merita credito, nonostante gli acciacchi.

Un’ultima cosa la dedico a Quagliarella. Non mi esprimo su quello che succederà domani. Dico solo che dichiarazioni così antisportive dovrebbero trovare spazio ogni volta che serve. Non esiste il “bene supremo del campionato”. Se poi aggiungiamo il classico schema-Iaquinta il gioco è fatto. Esiste l’impegno da metterci dentro in ogni partita, contro l’Inter e contro la Juve. Un tempo esistevano le squadre materasso, oggi esistono quelle “scendiletto”. E non dico altro per carità di patria.

I convocati:

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni;

Difensori: 2 Ivan Cordoba, 6 Maxwell, 16 Nicolas Burdisso, 23 Marco Materazzi, 25 Walter Samuel, 26 Christian Chivu, 39 Davide Santon;

Centrocampisti: 4 Javier Zanetti, 5 Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 14 Patrick Vieira, 19 Esteban Cambiasso, 20 Sulley Muntari;

Attaccanti: 8 Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Cruz, 18 Hernan Crespo, 21 Victor Obinna, 45 Mario Balotelli.

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