L’Inter del futuro

In questo blog a Paolo Ziliani, l’ultima sua tirata anti-interista (guai ad attaccare la squadra del padrone eh…) gli è costata il link, anche perchè non sembra essere così ancorata alla realtà. Mourinho non va via e non è geloso del fatto che Ancelotti potrebbe prendere il suo posto al Real Madrid. Anche perchè Ziliani, da perfetto aziendalista, dimentica che è stato Ancelotti a polemizzare per primo con Mourinho. E che quindi la gelosia sarebbe di Carletto e non di Josè, se proprio vogliamo metterla in questi bizzarri termini.

Comunque, la notizia vera è che Mourinho sta lavorando per il futuro dell’Inter. Approva certi rinnovi di contratto, ne disapprova pubblicamente altri, facendo capire che la filosofia che segue e che ha illustrato a Moratti comprende molte cose: il mercato, la disciplina, le capacità aziendali della società Inter, gli affari. Mourinho è un manager a 360° e per Moratti è una benedizione, visto che le esternazioni del presidente ne subiscono ampia influenza.

Mourinho progetta l’Inter del futuro dunque. Un futuro che si collega alla visione del Presidente, che vorrebbe una società meno zavorrata dai suoi generosi interventi. Mourinho gli ha prospettato due strade.

a) Investire su grandi campioni, vincere e guadagnare con le vittorie di portata europea (scaldando i muscoli per il nuovo stadio, che darebbe ossigeno alle casse societarie).

b) Cedere i giocatori inutili, investire su pochi campioni in grado di far fare il salto di qualità e completare la rosa con elementi della primavera. Con un piano triennale, il cui ultimo capitolo rimane ancora la costruzione del nuovo stadio.

Il sottoscritto, come sapete, propende per la seconda ipotesi. Certo, i ricavi da stadio dell’Inter sono da barzelletta e nulla ci conforta in base al fatto che in Italia si possa replicare il modello di successo di alcuni big club europei. Anzi, io non sono del tutto convinto. Ma peggio di così davvero non si può fare.

Il fattore tecnico pertanto riveste un ruolo importante. Seguendo la filosofia di Mourinho, da qualunque parte la si prenda, piano A o piano B, i successi dovrebbero essere garantiti, purché la società si doti di una visione inglese.

Intanto l’Inter si comporta già da squadra d’Oltremanica. Mourinho fa meno turnover, utilizza meno giocatori, gioca tante partite e ha meno infortuni (fortuna o abilità?). La squadra va alleggerita, di peso, e velocizzata, soprattutto nella capacità offensive. Mourinho probabilmente non ha fatto nomi precisi, anche se qualcuno in mente ce l’ha. Benzema, Ribery, Hamsik e un difensore centrale di statura elevata che prenda il posto di Materazzi.

In compenso punterà su un nucleo di giocatori che ha vinto e che ha molto da dare e da correre (in modo veloce, ha puntualizzato ieri, riferendosi nemmeno troppo velatamente a chi, pur essendo avanti con gli anni, perora la causa di un rinnovo contrattuale: Cruz, Crespo, Figo).

Sarà difficile vendere Materazzi, Adriano e Vieira, mentre più mercato avrebbero Maxwell, Jimenez, Suazo, Rivas, Cruz ed eventualmente Burdisso (che non cederei facilmente, è del 1981). C’è poi l’incognita Quaresma da considerare.

Ma una rosa dell’Inter 2009-10 così schierata non mi dispiacerebbe:

Portieri: Julio Cesar, Toldo, Belec

Difensori: Santon, Zanetti, Maicon, Cordoba, Samuel, Chivu, Burdisso, Mei

Centrocampisti; Bolzoni, Cambiasso, Stankovic, Muntari, Hamsik, Khrin, Obi, Mancini, Diego

Attaccanti; Ibrahimovic, Balotelli, Benzema, Acquafresca, Destro.

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