Parametro zero, tutti i campioni da evitare

Secondo Repubblica questi sono i giocatori da comprare a parametro zero. Dei veri affari secondo loro… ma è davvero così?

Michael Ballack, tedesco, diversi anni sulle spalle. Non azzecca una partita dal mondiale del 2002, quando in linea col suo curriculum pensò bene di perdere anche quella finale. Corre meno di mia zia Stefania dopo una dieta di 72 giorni a pane e acqua. L’anno scorso non ha giocato male, ma se al Chelsea non vogliono rinnovarlo, nonostante Deco non giochi spesso, un motivo ci sarà. Da evitare.

John Obi Mikel, dalla sua ha l’età, è del 1987. Contro ha praticamente tutto il resto. Non fatevi impressionare dal fatto che sia nigeriano, che giochi con Essien e che abbia imparato da Makelele. E’ un Muntari con i difetti di Martins e la visione di gioco di Zebina e con questo spero di aver reso l’idea. Un classico errore di valutazione di Mourinho, che sperava di farne un giocatore di statura internazionale. Non voglio ferirlo, ma se arriva a Milano lo avvisteranno in qualche locale dove potrebbe incontrare Ronaldinho. Potrebbe fare il sostituto di Muntari, sperando che arrivi un titolare decente da sostituire. Attualmente è la riserva del ritrovato Essien.

Carlos Tevez, argentino. Qualche anno fa, all’epoca dell’arrivo in Europa, vantava una considerazione maggiore tra gli osservatori, ma la stella di Messi l’ha relegato a un ruolo di secondo piano. Su questo ragazzo tutto sprint e cicatrici ho grossi dubbi. Non lo ritengo un giocatore di primissimo livello, e per prendere Tevez, come seconda punta o giocatore di movimento, mi tengo meglio Balotelli. E poi non si capisce a chi appartenga… se non ho capito male il suo cartellino è in mano direttamente al gran Ayatollah Kamhenei.

Sami Hyypia, 34 anni, Liverpool. Alessandro Di Maria di Repubblica riesce nell’impresa di consigliarci il lungagnone finlandese del Liverpool, da un buon biennio ai margini della prima squadra e riserva di Skrtel e Carragher. Intendiamoci, non è stato malvagio, nel Merseyside è una specie di monumento vivente e per questo mi aspetterei di ritrovarlo in rossonero, affianco a Maldini, Nesta e Schnellinger.

Thomas Rosicky, 28 anni. Questo talentuoso ragazzo con la faccia da Tacchinardi magro a ventun anni  è il simbolo del calcio ceco degli ultimi dieci anni, fatto di tanti vorrei ma non posso. Talento, tiro, visione di gioco. Rosicky ha avuto tutto dalla vita. Compreso il Morbo di Aquilani.

Olivier Dacourt, 68 anni. Se salta Mourinho il francese prende il posto del più giovane delfino Vieira.

Emmanuel Ebouè ha 28 anni e corre sulla destra. Nell’Arsenal ha vissuto momenti di difficoltà per l’esplosione di Bakary Sagna, anche se spesso viene proposto più avanti. Ma se rimane Mourinho potrebbe arrivare per fare il vice Maicon, rompere le scatole a Maxwell e diventare vice-Santon. Il tutto a 16 milioni di euro di ingaggio.

Michael Owen, 29enne osteopata inglese, cresciuto a Liverpool e co-scopritore del Morbo di Aquilani.

Emerson, Milan. Nel 2008 è stato impegnato nelle sessions di registrazione del nuovo album del gruppo di Carl Palmer registrato con gli Asia e intitolato “Phoenix”. Nel 2009 potrebbe tornare a collaborare con Greg Lake per completare il discorso e trovare un’ottima scusa per le mancate apparizioni in campo.

Jorgensen, 1975, Fiorentina. Giocatore multiruolo che è stato a un passo dal diventare qualcuno. L’Inter potrebbe prenderlo in comodato gratuito con l’unico intento di non farlo giocare a San Siro.

Cannavaro, Morientes e Pires in Spagna attendono notizie sui loro contratti. Ancelotti non li ha richiesti, Moratti non è mai apparso entusiasta, chissà… rimangono i pigiamati di Torino. Potrebbe essere la prima volta che Cannavaro cambia squadra come Dio comanda.

Fred è un attaccante brasiliano che non ha smesso di far finta di fare faville in Francia. Eterna promessa raramente mantenuta, ha un buon tiro e una discreta propensione al Morbo di Daniel Fonseca, declinazione uruguayana del Morbo di Aquilani. Per questo motivo ha deciso di sfidare Ronaldo nel brasileirao.

Figo e Crespo. Se rinnovano è perché Natalino Moratti è stato messo a guidare la squadra come Capello nel 1991 e Kevin McHale nel 2008. E’ sempre un modo di arrangiarsi durante la crisi, non trovate?

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