Man United – Inter: molto coraggio, molta fortuna.

Alla fine ce l’ho fatta. Ho resistito alla tentazione di andare a ricontrollarmi tutti i giudizi espressi all’indomani delle eliminazioni premature dell’Inter dalla Champions. Stamattina se ne sono lette comunque tante: applausi alla Juventus per la mancata impresa (una mancata impresa è una sconfitta prevista, dalle mie parti), addirittura ci sono giornali che colgono la palla al balzo per aprire una maggior linea di credito alla Juve in ottica scudetto (mentre altri giornalisti pensano che l’Inter debba perdere tutto, in caso di eliminazione… vero Caressa?) e insomma, il circo mediatico si è rimesso all’opera come se fosse ispirato dalla madre di tutti i bimbiminkia del paese. Quelli che insozzano i forum dei giornali sportivi e si ritengono soddisfatti della partita della Juve, nonostante sia stata eliminata da un mediocre Chelsea.

Veniamo a noi: che partita dobbiamo aspettarci? Beh è davvero complicato cercare di svelare l’enigma tattico rappresentato da una sfida tra allenatori che si conoscono bene e che condividono, più o meno, la stessa visione del calcio. Sir Alex lo scorso anno vinse la Champions con una squadra super-catenacciara, impostata sulle fasce in maniera difensiva, con uno spreco di qualità abnorme che faceva inorridire le belle penne di casa nostra (quelle del “miglior gioco d’Europa” per intenderci). E invece scoprì di avere tra le mani una grandissima squadra, che dominò in Inghilterra e trionfò in Europa. Nessun grosso successo arriva senza fortuna, e Ferguson l’ha cercata, affidandosi all’estro dei suoi fuoriclasse. Attenzione: il Man UTD esprime un gioco convincente, fatto di pressing, occupazione degli spazi, veloci ripartenze, possesso palla. Si può dire che il Manchester abbia tutto ed esprima un calcio all’ennesima potenza. Questo basta e avanza per dire che abbiamo poche chances e che queste chances paradossalmente risiedano in una serie di evenienze che non si sono mai verificate in occasione delle sfide con Valencia e Liverpool.

Primo: la condizione fisica della squadra è nettamente migliore. Abbiamo degli infortunati dietro e il recupero di Samuel è affrettato. Ma la squadra non cammina, lo dimostrano i secondi tempi disputati nell’ultimo mese. Si corre fino all’ultimo. Inutile dire che la scusa valida oggi per la Juventus non valeva per noi altre volte, ma siamo sempre al circo, lo sapete.

Secondo: due risultati su tre. Lo United deve vincere, non c’è altra scelta. Ciò significa che non potrà fare una tattica di mera speculazione. L’Inter al contrario scenderà in campo con il risultato ancora aperto. Non deve vincere per forza, non deve fare imprese spettacolari tipo rimontare un utopistico 2-0 dell’andata. Si ricomincia da zero, con un risultato che premia molto chi ha fortuna e dovremo averne.

Terzo: li abbiamo visti e assaggiati. Ci hanno fatto male, ci hanno investito con impeto nel primo tempo di Milano, hanno dominato, ci hanno fatto capire cosa significa essere sul tetto d’Europa e d’Inghilterra contemporaneamente. Bene, non hanno segnato. Non serve più avere paura ed essere inutilmente prudenti. Se i ragazzi l’hanno capito hanno sconfitto l’annoso problema di approccio alla gara. Se ci siamo fin dal primo minuto può capitare di tutto, non siamo così scarsi.

Una ipotesi di formazione è quella con un centrocampo folto e un Balotelli schierato alla Rooney:
Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Samuel, Santon; Cambiasso; Zanetti, Stankovic, Muntari; Balotelli; Ibrahimovic.

Non credo in Vieira titolare o in sorprese particolari come Amantino Mancini (non molto in forma per la verità). Serve coraggio, fortuna e voglia di non darla vinta.

Ferguson recupera Anderson e ha una varietà di colpi tali da permettersi il lusso di lasciare qualche big in panchina. Non mi aspetto una gabbia su Maicon, ma una squadra concentrata unicamente a pressare alto, per non permettere il contropiede. Se alzeremo la difesa, porteremo noi avanti il pressing, allora avremo tutto da dire. Altrimenti è inutile pernsare di uscire dall’Old Trafford con un risultato positivo.

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