Se Zoro è più nero di Balotelli…

… e De Rossi è meno futuro è più gabidano.
Si poteva scommettere ad occhi chiusi sulla reazione che tv e carta stampata avrebbero avuto all’episodio favorevole successivo all’ultimo goal di Adriano, ritenuto, tra l’altro, regolare dal designatore. L’attacco mediatico è stato acuito dal fatto che la controparte fosse una società che ha la lacrima nel DNA. Nella sua storia e nei suoi giocatori simbolo. Le parole del gabidano, rivolte al suo successore (“Fai casino, non possono negare l’evidenza”) sanno di consapevolezza che la protesta avrebbe avuto tutto il risalto sperato.

gabidan futuro, durante un travaso di bile di proporzioni gigantesche, rincara la dose mettendo in dubbio la regolarità del Campionato e delle ultime quattro trasferte a San Siro. Il tutto finalizzato al paragone imprensentabile di Moratti come nuovo Moggi. E dell’Inter come la nuova (vecchia) J**e. Fa sorridere De Rossi, fanno sorridere Spalletti e Bruno Conti i quali sono già stati costretti a fare retromarcia dopo la rete di Mexes in netto fuorigioco appena quattro giorni dopo il goal di Ibra con off-side di Samuel nei quarti di Coppa Italia.

Gli arbitri, rispetto al passato, hanno dimostrato di sbagliare in tutte le direzioni. Muntari espulso in quel di Catania, un rigore solare di Ibrahimovic a Lecce spacciato per simulazione, il rigore di Ambrosini su Stankovic con tanto di rosso e il mancato secondo giallo per il centrocampista pesarese sono glli ultimi episodi che si possono citare. Il problema è che quasi nessuno li ha sottolineati (se non Mourinho). Come sono passati sottotraccia i regali dal dischetto forniti al Milan ad inizio stagione. Il rigore di Balotelli, se avesse vestito la casacca rossonera, sarebbe passato quasi inosservato sotto uno dei titoli rosei della Gazzetta. Senza dimenticare le decisioni favorevoli contro AtalantaFiorentina e Catania della J**e catalogati come prova di forza e d’orgoglio della banda Ranieri.

A Mediaset non è parso vero di avere a disposizione la decisione di Rizzoli per oscurare la figura (l’ennesima) barbina di un Milan letteralmente imbarazzante che ad inizio stagione aveva l’obbigo di vincere lo scudetto e che passerà la prossima settimana col dubbio “Beckham resta, Bechkam non resta”. Con la certezza di essere fuori da tutti gli obiettivi stagionali, terzo posto a parte. Addirittura uno scribacchino celebra con un articolo i 365 giorni dalla concessione dell’ultimo rigore fischiato contro l’Inter. A Napoli, proprio da Rizzoli. Dimenticando come fosse un rigore inesistente, visto che JC tocca prima il pallone, e che in questa stagione abbiamo ricevuto solo due rigori a favore. Per una analisi della gara questo è il post di Taribo.

Il caso-Balotelli.
Rigore a parte, le polemiche sorte dopo la realizzazione del rigore per aver “zittito” i tifosi romanisti e per aver aver fatto una linguaccia a Panucci che era andato a redarguirlo per quel gesto, sono di una faziosità ai limite del credibile. Il problema non è la reazione di Balotelli, ma i soliti insulti razzisti dei tifosi (in questo caso romanisti). Come scrivono i ragazzi di Interisti.org, “ieri abbiamo scoperto che Zoro è più nero di Balotelli”. Tre stagioni fa si iniziavano trasmissioni sportive con le immagini della reazione del difensore del Messina e con le accuse di razzismo alla tifoseria interista. Lo stesso polverone sollevato per gli striscioni apparsi in curva contro il Napoli lo scorso Campionato. Un po’ di coerenza sarebbe gradita. Aspettiamo sul tema l’opinione di Graziano Cesari, arbitro di un Cremonese-Inter 2-4 che ammonì Paul Ince reo di aver applaudito ai cori razzisti della curva avversaria (leggi).

Qualche riga la merita il signor Parodi. Caressa è ormai la parodia di un giornalista-telecronista a cui andrebbe almeno evitato il commento per la squadra di cui è tifoso sfegatato. Anche lui ha stigmatizzato il gesto di Balotelli, preferendo tacere suibbuuuu razzisti. Braveheart.

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