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Highlander: meno uno

marzo 30th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Giocatori | di Taribo59

È probabile che la stagione di Maicon sia finita, è certo che non giocherà il 18 aprile contro la Juve. L’Inter paga dazio alla nazionale brasiliana, e questo è un infortunio che può avere effetti devastanti, azzoppando uno dei 5 “highlander” (l’espressione è di Simone Nicoletti – iostoconmancini), quelli che Mourinho ha sempre mandato in campo.

Maicon Douglas Sisenando è secondo assoluto nella classifica dei minuti giocati (3560, pari al 94,9% del totale), è entrato in campo in 40 delle 41 partite ufficiali finora disputate dall’Inter, ha segnato 4 gol in campionato e uno in Champions, colpito 4 pali e fornito 7 assist. A mio sommesso parere, è stato il terzo calciatore più importante – dietro Ibra e Julio Cesar – di questa stagione nerazzurra.

Infortuni muscolari come quello che ha colpito Maicon sono, purtroppo, prevedibili. Il fatto che sia avvenuto in nazionale non mi toglie dalla testa che Mourinho avrebbe dovuto gestirlo con più parsimonia, ma mi rendo conto che non è facile rinunciare a una delle 2-3 migliori risorse offensive. Però, da almeno un mese il brasiliano appariva sempre meno potente e incisivo, e lo dimostravano i cross sparacchiati dalla tre-quarti campo, nel timore di non avere più il fiato per rincorrere l’avversario, avanzando quei 5-10 metri in più. E l’ultimo gol risale a Siena, 17 partite fa…

Ora, la perdita è assai grave, e Mourinho ha davanti a sé un problema di difficile soluzione.

  1. Arretrare Zanetti sembra la mossa con meno contro-indicazioni, ma in quel modo le rotazioni dei centrocampisti diverrebbero minime, e i rischi di “cottura” salirebbero esponenzialmente.
  2. Spostare Santon a destra e riproporre Maxwell, mi sembra improbabile, perché il brasiliano ha fatto dichiarazioni di rottura inconciliabili con un simile reinvestimento.
  3. Azzardare la difesa a 3, con Cordoba impegnato sul lato destro, mi sembra possibile solo in determinate partite, e non credo saggio improvvisare la difesa a 3 in piena volata-scudetto.

Ecco, lo scudetto: davvero – e non per scaramanzia – non riesco a capire come gli scommettitori possano offrire l’Inter a 1,06 e la Juve a 6,00. Sette punti di vantaggio sono tanti solo se l’Inter non perde all’Olimpico di Torino, altrimenti si tratta di gestire 4 punti in 8 partite (non proprio un gran margine, con 24 punti in palio). Sapevo che ci sarebbe stato da soffrire, almeno fino al 18 aprile, ora penso che la sofferenza sarà ancora più lunga.

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Intervista al Bambino – Nazionali che ci interessano

marzo 28th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Altre fonti, Giocatori, Nazionali | di Mr Sarasa

Riportiamo fedelmente l’intervista di Andrea Elefante e Luca Taidelli al giocatore rivelazione del campionato, Davide Santon, in edicola oggi sulla Gazzetta dello Sport:

D: Santon, si sente davvero un predestinato?

S: Diciamo che credo al destino e al fatto che ognuno di noi possa essere nato per fare qualcosa di specifico. E che mi sono capitate cose per cui mi sono detto: ma allora doveva proprio succedere

D: Tipo?
S: Partita con la Primavera, Filippini espulso, da esterno di centrocampo arretro a fare il laterale destro: non mi sono più mosso da lì. Bernazzani deve portare un terzino ad allenarsi con la prima squadra e sceglie me. Mourinho a destra ha Maicon e un giorno decide di provarmi a sinistra.

D: E’ lui il suo uomo del destino?

S: Quello che l’ha indirizzato di più, forse. Prima di lui mio padre, per quanto ha fatto per me fuori dal campo; e poi tutti gli uomini del settore giovanile dell’Inter: dev’essere destino anche che io sia qui, oggi.

D: Perchè?
S: Giocavo negli esordienti del Ravenna, a 10 anni feci un provino per l’Inter che poi quando ne avevo 14 scrisse: lo vogliamo. Due giorni dopo arrivò lo stesso foglio del Milan: allora avevo qualche simpatia rossonera ma avevo già scelto l’Inter. Perchè il cuore può cambiare e ora, per come mi sono trovato qui, non andrei mai dall’altra parte.

D: E uno sgarbo gliel’ha già fatto.
S: L’anno scorso con gli Allievi: una doppietta giocando da punta. Niente di strano, quando ho iniziato facevo l’ala destra, l’ala sinistra e anche il centravanti.

D: E oggi si sente sempre un laterale destro?
S: Il mio ruolo resta quello, ma ormai destra o sinistra non mi fa quasi più differenza. Anzi, se con l’Under 21 giocherò a destra mi farà un po’ strano, ma è come andare in bicicletta: non si disimpara.

D: E l’inno italiano l’ha imparato bene?
S: Lo so e Martedì lo canto anche. L’under21, porca miseria: il mio vero debutto azzurro, Mourinho direbbe “Fantastico”.

D: La prima cosa importante che le ha detto Mourinho?

S: Il lunedì prima di Inter-Roma di Coppa Italia, io e lui soli nello spogliatoio: “dopodomani sei titolare. E non dirlo a nessuno, neanche ai tuoi genitori”

D: E la cosa che le dice più spesso?

S: “Vai così, bambino”. Mi piace quando mi chiama così, e in fondo anche quando mi fa una testa così sull’importanza delle diagonali.

D: Il suo complimento più bello?
S: Quando in conferenza mi ha chiamato fenomeno: per me ha esagerato, ma sono cose che fanno piacere

D: Il miglior consiglio dato da un compagno?

S: Cambiasso: “Si vede che hai la testa sulle spalle: continua ad allenarti così”; Materazzi è stato più diretto: “Se non vai al Mondiale 2010, affacciati dal balcone e buttati giù”.

D: Ci spera?
S: Lippi mi ha fatto dei bei complimenti: io cerco di fare le cose con calma, ma se mi chiama non gli dico di no…

D: Più facile che Santon si monti la testa o arrivi presto in Nazionale?

S: Su una cosa metto la mano sul fuoco: resterò con i piedi per terra. Continuerò a non vedere l’ora di arrivare a casa per mangiare le lasagne di mia mamma e mia nonna, continuerò ad ascoltare mio padre, che mi ripete ogni giorno: “Davide, guarda che non hai fatto ancora niente”.

D: Quando non gioca a calcio: un libro, musica, la playstation?

S: Se devo essere sincero, playstation: una partita me la faccio sempre volentieri, ma non ho la “scimmia

D: C’è più adrenalina se: giochi contro Maldini, devi marcare C.Ronaldo, vieni paragonato a Facchetti?

S: Quel giorno contro Maldini non mi sembrava vero: il primo derby per me, l’ultimo per lui; C.Ronaldo è sempre stato il mio idolo: se ci fossero stati ancora i poster, in camera avrei avuto il suo. E Facchetti, sono curioso di vedere come giocava: ho chiesto di avere un video con alcune sue partite.

D: Le è capitato di farsi venire il dubbio: ce la farò?

S: Credo venga più o meno a tutti: me lo faccio passare pensando che pochi giovani, anche se bravi, hanno la fortuna di poter giocare in un grande club.

D: E il dubbio: mi sta succedendo tutto troppo in fretta?
S: E’ successo tutto all’improvviso, ma non ho paura: me la vivo serenamente.

D: Un po’ come vive le partite: ma non le è mai capitato di stupirsi di se stesso?

S: Non sapevo come può essere giocare contro 80.000 persone, sono entrato in campo e mi sono fatto coraggio così: “ma cosa ci fa tutta sta gente qui?”. Alla fine ho scoperto che non è poi così difficile: ho le mie emozioni, però mai davanti a tanta gente.

D: E il cuore in gola, mai?
S: Proprio in gola no, davvero. Io ragiono così: se giochi tranquillo, riesci a fare cose che non riusciresti a fare se fossi troppo teso. Certo, se tifosi e compagni ti danno una mano è più facile, ma un mio pregio è sempre stato quello: controllo le emozioni.

D: E un difetto?
S: Ora gioco a sinistra, dunque cerco di migliorare per controllare l’istinto che mi porterebbe a destra e per spostarmi più spesso la palla sul sinistro: se imparo a crossare bene con tutti e due i piedi divento più imprevedibile.

D: Santon e l’imprevedibile Balotelli: chi ha aiutato più chi?
S: Mario mi ha aiutato a trovare la fidanzata, visto che sto con Sofia, la sua ex… battute a parte, quello che Mario ha fatto l’anno scorso è stato uno straordinario esempio visivo; io credo di avergli dato qualche buon consiglio e di essergli stato vicinoquando ha avuto quel momento un po’ così.

D: Oggi Balotelli e Santon, e domani? Può fare tre nomi, pescando dal settore giovanile?
S: Destro, Obi e Caldirola. E mi perdonino gli altri.

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Vale la pena ricordare gli appuntamenti che vedono coinvolti i giocatori nerazzurri in questa sosta per le nazionali:
Austria – Italia (Under 21) 2-2 già giocata mercoledì sera, in campo Francesco Bolzoni
Oggi:
h19:45 Romania – Serbia (Stankovic)
h23:30 Argentina – Venezuela (Zanetti, Samuel)
Domani:
Ecuador – Brasile (Adriano, Julio Cesar, Maicon)
Ghana – Benin (Muntari)
Mozambico – Nigeria (Obinna)
Martedì 31/3:
Olanda – Italia (Under 21) (Balotelli, Santon)
Mercoledì 1/4:
Bolivia – Argentina
Brasile – Perù

Di queste credo che l’attenzione sia massima soprattutto per le gare di Argentina (debutto di Maradona ct in una gara ufficiale), Brasile (per sperare che non venga spremuto troppo Maicon) e soprattutto Under 21, sperando che per entrambi i nostri giocatori impiegati quella sia solo una passerella verso un prossimo salto di categoria.

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L’Inter del futuro

marzo 26th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Calcio Mercato, Società | di ex-collaboratori

In questo blog a Paolo Ziliani, l’ultima sua tirata anti-interista (guai ad attaccare la squadra del padrone eh…) gli è costata il link, anche perchè non sembra essere così ancorata alla realtà. Mourinho non va via e non è geloso del fatto che Ancelotti potrebbe prendere il suo posto al Real Madrid. Anche perchè Ziliani, da perfetto aziendalista, dimentica che è stato Ancelotti a polemizzare per primo con Mourinho. E che quindi la gelosia sarebbe di Carletto e non di Josè, se proprio vogliamo metterla in questi bizzarri termini.

Comunque, la notizia vera è che Mourinho sta lavorando per il futuro dell’Inter. Approva certi rinnovi di contratto, ne disapprova pubblicamente altri, facendo capire che la filosofia che segue e che ha illustrato a Moratti comprende molte cose: il mercato, la disciplina, le capacità aziendali della società Inter, gli affari. Mourinho è un manager a 360° e per Moratti è una benedizione, visto che le esternazioni del presidente ne subiscono ampia influenza.

Mourinho progetta l’Inter del futuro dunque. Un futuro che si collega alla visione del Presidente, che vorrebbe una società meno zavorrata dai suoi generosi interventi. Mourinho gli ha prospettato due strade.

a) Investire su grandi campioni, vincere e guadagnare con le vittorie di portata europea (scaldando i muscoli per il nuovo stadio, che darebbe ossigeno alle casse societarie).

b) Cedere i giocatori inutili, investire su pochi campioni in grado di far fare il salto di qualità e completare la rosa con elementi della primavera. Con un piano triennale, il cui ultimo capitolo rimane ancora la costruzione del nuovo stadio.

Il sottoscritto, come sapete, propende per la seconda ipotesi. Certo, i ricavi da stadio dell’Inter sono da barzelletta e nulla ci conforta in base al fatto che in Italia si possa replicare il modello di successo di alcuni big club europei. Anzi, io non sono del tutto convinto. Ma peggio di così davvero non si può fare.

Il fattore tecnico pertanto riveste un ruolo importante. Seguendo la filosofia di Mourinho, da qualunque parte la si prenda, piano A o piano B, i successi dovrebbero essere garantiti, purché la società si doti di una visione inglese.

Intanto l’Inter si comporta già da squadra d’Oltremanica. Mourinho fa meno turnover, utilizza meno giocatori, gioca tante partite e ha meno infortuni (fortuna o abilità?). La squadra va alleggerita, di peso, e velocizzata, soprattutto nella capacità offensive. Mourinho probabilmente non ha fatto nomi precisi, anche se qualcuno in mente ce l’ha. Benzema, Ribery, Hamsik e un difensore centrale di statura elevata che prenda il posto di Materazzi.

In compenso punterà su un nucleo di giocatori che ha vinto e che ha molto da dare e da correre (in modo veloce, ha puntualizzato ieri, riferendosi nemmeno troppo velatamente a chi, pur essendo avanti con gli anni, perora la causa di un rinnovo contrattuale: Cruz, Crespo, Figo).

Sarà difficile vendere Materazzi, Adriano e Vieira, mentre più mercato avrebbero Maxwell, Jimenez, Suazo, Rivas, Cruz ed eventualmente Burdisso (che non cederei facilmente, è del 1981). C’è poi l’incognita Quaresma da considerare.

Ma una rosa dell’Inter 2009-10 così schierata non mi dispiacerebbe:

Portieri: Julio Cesar, Toldo, Belec

Difensori: Santon, Zanetti, Maicon, Cordoba, Samuel, Chivu, Burdisso, Mei

Centrocampisti; Bolzoni, Cambiasso, Stankovic, Muntari, Hamsik, Khrin, Obi, Mancini, Diego

Attaccanti; Ibrahimovic, Balotelli, Benzema, Acquafresca, Destro.

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L’ultimo quarto di bue

marzo 24th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato | di Mr Sarasa

Dopo la sfida con la Reggina siamo arrivati all’ultimo quarto di campionato, e l’attuale sosta per le nazionali ci consente di fare un po’ il punto della situazione.

Mancano 9 partite, durante le quali amministrare (se possibile incrementando) un vantaggio di 7 punti, non pochi ma neppure infiniti, visto il discreto culo (da intendersi nel senso di fortuna, prima che padre Nicola venga a confessarci tutti) che sembra accompagnare il campionato dei gobbi: un’ottima ragione per incrementare il distacco, ove possibile.

Il nostro calendario alla ripresa ci vedrà in campo a Udine ed in casa contro il Palermo, prima dello scontro diretto, mentre la juve dovrà affrontare l’arrembante Chievo in casa ed un’insidiosa trasferta a Genova, sponda grifone: inutile dire che non firmerei per il pareggio in nessuna delle due giornate, visti i momenti non eccezionali di entrambe le nostre avversarie, mentre credo con relativa sicurezza che la juventus perderà almeno 2 punti.

Non ha senso invece mettersi a fare ipotesi post 18 Aprile, perchè gli scenari sarebbero nettamente diversi, a seconda del gap con il quale usciremo dall’Olimpico; vale la pena mettere in guardia tanto da facili entusiasmi che da catastrofismi: un anno fa infatti, dopo aver battuto in serie formazioni ostiche come atalanta, fiorentina, torino e cagliari ci andammo a complicare la vita contro i pensionati di via turati (ancora non era esploso Pato) e una squadretta come il Siena di Barnetta.

Quest’anno intanto stiamo meglio come condizione fisica, in secondo luogo abbiamo superato meglio l’impatto con l’eliminazione dalla Champions, a livello psicologico, dal punto di vista aritmetico siamo a +1 punto, infine, e non è un dettaglio, abbiamo Ibra ancora al top, come forse non era mai stato neppure nella stagione dei record.

In infermeria c’è tuttora mezza difesa, Cordoba, Materazzi, Burdisso e Chivu, si spera che il colombiano e l’argentino recuperino una forma passabile entro il 18 Aprile, e che Samuel e Rivas non subiscano altri malanni, che in questi due anni hanno dato abbondantemente…

A centrocampo si può pensare (in ottica “recupero/rifiato”) ad un maggior impiego di Bolzoni, stando ad un’intervista recente del Mou che ne ha apprezzato il lavoro di tutti i giorni ad Appiano, nell’attesa che Vieira trovi un ultimo sussulto della sua carriera ad altissimi livelli in questo finale di stagione; il calendario dovrebbe venire in aiuto a Zanetti, Stankovic e Cambiasso, che sono in grado di tirare benissimo la carretta con qualità e quantità quando hanno una sola partita alla settimana.

Il reparto dove siamo messi meglio, rispetto ad un anno fa, è senz’altro l’attacco: detto di Ibra, con i piedi autentico genio, abbiamo un Balotelli finalmente inserito nel gioco di squadra e due vecchi leoni pronti ad alzarsi dalla panchina per fare ciò che sanno fare meglio, con una professionalità esemplare nonostante le voci sempre più verosimili sul loro futuro.

Più in generale, non so voi ma io mi sento incredibilmente ottimista, al punto che mi scivolano via le 4-5 occasioni di incazzarmi (tipo la prima del ruttosporc affianco) per vedove, burattini e prostitute intellettuali… anche quando incrocio quotidianamente una di queste ultime, al massimo borbotto un bel “szszeru tituli” ;-)
Post (Taribo) Scriptum: interessante confronto che condivido in parte sul blog di Taribo.

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Parole in libertà

marzo 23rd, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale, Società, Video | di Luis

Non ci resta che piangere

Dopo aver assistito dal vivo ad una delle prodezze più spettacolari di Ibrahimovic in maglia nerazzurra, in una partita con meno storia di Javi Moreno al Milan, nella serata di ieri abbiamo appreso che Ibra si appresta a vincere “il suo settimo titolo nazionale sul campo”, che il rigore di Mancini in realtà era “un contatto voluto dal brasiliano che cambia direzione di corsa alla ricerca della gamba di Valdez” e che esistevano ben due rigori a favore della Reggina. A scanso di equivoci, non era la Brandi’s Band, ma il gruppo concorrente(?). Il tutto mentre a Napoli veniva in soccorso del Milan un errore arbitrale, l’ennesimo a vantaggio delle inseguitrici. La rete di Hamsik era regolare, non mancano le proteste dei partenopei, mentre attendiamo Godot, il polverone mediatico. La speranza è affidata a Totti e De Rossi, gli unici in grado di “fare casino” (cit.) per un terzo o quarto posto negato da “Rizzoli e la banda Collina” (altra cit.).

Aggiornamenti

Nel momento in cui Galliani torna il presidente (meno) occulto della Lega, compaiono le care vecchie abitudini di beoti che al San Paolo lo insultano con sputi a seguito, arrivando a bucargli le ruote della vettura. Per umiliarlo davvero, basta meno: due filmati. Il primo con le sue parole: “Ancelotti deve vincere lo scudetto” ed il secondo con un Mourinho d’annata: “Milan bene, Pato bene, Beckham bene, Kakà bene. Squadra con qualità… 14 (quattordici) punti di meno”, secondo l’ultimo aggiornamento Istat. Per la classifica alla moviola, invece, il primato è ancora saldo.

Ibrahimovic

Tornando all’Inter, inutile girarci intorno, sono le parole di Ibrahimovic a tenere banco. Non è il “vediamo” della scorsa settimana, ma un “vedremo” ribadito, ad esplicita domanda sul suo futuro, a Sky, Mediaset, Raiset e tv private. Resterà all’Inter tenendo fede al contratto fino al 2013? Se ne andrà verso altri lidi dorati? Non è questo il problema, se davvero ci fosse qualcuno disposto ad offrire i 100 milioni di cui parla Raiola (ma anche 70) e ad accollarsi i 22 milioni del suo ingaggio lordo annuo (a salire, ndl) si faccia avanti. Moratti non ha mai lesinato sui campioni da farci tifare, non sarebbe né primo, né l’ultimo. Siamo vaccinati. Viene solo da chiedersi il perché di una esternazione che aggiunge legna al fuoco sul marciapiede delle prostitute intellettuali che stavolta non devono pescare più di tanto nell’immaginazione per parlar (male) dell’Inter. Risentimento per le critiche di Moratti post-Manchester (“se hai 5 occasioni da goal devi buttarla dentro”)? Voglia di un ritocco all’ingaggio faraonico (“Sono abituato al fatto che il suo procuratore si faccia sentire con noi ogni anno”, sempre Moratti)? Desiderio di capire (ed indirizzare) le strategie societarie sulla prossima campagna acquisti (“per la Champions bisogna giocare in maniera diversa”, Ibra)? Il terzo motivo avrebbe più senso degli altri, ma fornire assist del genere ai mediaservi non è ammissibile.

Vari(al)e ed eventuali

Altre perle della giornata. Massimiliano Nebuloni che intervista Ibra sul “mal di pancia” risponde “Grazie” dopo che lo svedese gli dice: “Mi viene quando vedo te”. Sodomita. Mourinho dice a Varriale che in Italia ha capito che “Essere un po’ ipocrita in un mondo ipocrita non fa male”. Varriale risponde: “A noi piace il Mourinho non ipocrita”. A Varriale piace quando gli si dà della prostituta intellettuale… sulla strada di Nebuloni. Nel frattempo, con 7 punti di vantaggio sulla seconda, decide di inchinarsi (leggi). No comment.  Nell’intervista a “L’era glaciale” (parte uno, due, tre, quattro) Mancini risponde con una battuta alla domanda “Meglio Moratti presidente del consiglio o Berlusconi allenatore del Milan”? (Berlusconi è già l’allenatore del Milan). Mourinho invece precisa uno dei modi per perdere la dignità professionale: “Squadra in campo faccio io, tanti non la fanno”.  La differenza (mediatica) tra i due è tutta qui.

Pagelle

L’intervista polemica di Moratti appena rientrato da Miami tirava in ballo in maniera evidente le pagelle di Alberto Cerruti (video). Ieri su un giornale sportivo ho letto un’analisi su tutte e 20 le squadre di A. Quella del Bologna che è al 16esimo, 17esimo posto, è migliore di quella dell’Inter” ha detto un Moratti visibilmente irritato a microfoni e taccuini. Oggi Cerruti, condizionato dalle parole del presidente, modifica il tiro. Alla J**e dà 9, all’Inter 7, ma castiga il Bologna con un 4 che non lascia spazio alle interpretazioni (leggi). Così, per ripristinare le distanze.

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Parametro zero, tutti i campioni da evitare

marzo 19th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato | di ex-collaboratori

Secondo Repubblica questi sono i giocatori da comprare a parametro zero. Dei veri affari secondo loro… ma è davvero così?

Michael Ballack, tedesco, diversi anni sulle spalle. Non azzecca una partita dal mondiale del 2002, quando in linea col suo curriculum pensò bene di perdere anche quella finale. Corre meno di mia zia Stefania dopo una dieta di 72 giorni a pane e acqua. L’anno scorso non ha giocato male, ma se al Chelsea non vogliono rinnovarlo, nonostante Deco non giochi spesso, un motivo ci sarà. Da evitare.

John Obi Mikel, dalla sua ha l’età, è del 1987. Contro ha praticamente tutto il resto. Non fatevi impressionare dal fatto che sia nigeriano, che giochi con Essien e che abbia imparato da Makelele. E’ un Muntari con i difetti di Martins e la visione di gioco di Zebina e con questo spero di aver reso l’idea. Un classico errore di valutazione di Mourinho, che sperava di farne un giocatore di statura internazionale. Non voglio ferirlo, ma se arriva a Milano lo avvisteranno in qualche locale dove potrebbe incontrare Ronaldinho. Potrebbe fare il sostituto di Muntari, sperando che arrivi un titolare decente da sostituire. Attualmente è la riserva del ritrovato Essien.

Carlos Tevez, argentino. Qualche anno fa, all’epoca dell’arrivo in Europa, vantava una considerazione maggiore tra gli osservatori, ma la stella di Messi l’ha relegato a un ruolo di secondo piano. Su questo ragazzo tutto sprint e cicatrici ho grossi dubbi. Non lo ritengo un giocatore di primissimo livello, e per prendere Tevez, come seconda punta o giocatore di movimento, mi tengo meglio Balotelli. E poi non si capisce a chi appartenga… se non ho capito male il suo cartellino è in mano direttamente al gran Ayatollah Kamhenei.

Sami Hyypia, 34 anni, Liverpool. Alessandro Di Maria di Repubblica riesce nell’impresa di consigliarci il lungagnone finlandese del Liverpool, da un buon biennio ai margini della prima squadra e riserva di Skrtel e Carragher. Intendiamoci, non è stato malvagio, nel Merseyside è una specie di monumento vivente e per questo mi aspetterei di ritrovarlo in rossonero, affianco a Maldini, Nesta e Schnellinger.

Thomas Rosicky, 28 anni. Questo talentuoso ragazzo con la faccia da Tacchinardi magro a ventun anni  è il simbolo del calcio ceco degli ultimi dieci anni, fatto di tanti vorrei ma non posso. Talento, tiro, visione di gioco. Rosicky ha avuto tutto dalla vita. Compreso il Morbo di Aquilani.

Olivier Dacourt, 68 anni. Se salta Mourinho il francese prende il posto del più giovane delfino Vieira.

Emmanuel Ebouè ha 28 anni e corre sulla destra. Nell’Arsenal ha vissuto momenti di difficoltà per l’esplosione di Bakary Sagna, anche se spesso viene proposto più avanti. Ma se rimane Mourinho potrebbe arrivare per fare il vice Maicon, rompere le scatole a Maxwell e diventare vice-Santon. Il tutto a 16 milioni di euro di ingaggio.

Michael Owen, 29enne osteopata inglese, cresciuto a Liverpool e co-scopritore del Morbo di Aquilani.

Emerson, Milan. Nel 2008 è stato impegnato nelle sessions di registrazione del nuovo album del gruppo di Carl Palmer registrato con gli Asia e intitolato “Phoenix”. Nel 2009 potrebbe tornare a collaborare con Greg Lake per completare il discorso e trovare un’ottima scusa per le mancate apparizioni in campo.

Jorgensen, 1975, Fiorentina. Giocatore multiruolo che è stato a un passo dal diventare qualcuno. L’Inter potrebbe prenderlo in comodato gratuito con l’unico intento di non farlo giocare a San Siro.

Cannavaro, Morientes e Pires in Spagna attendono notizie sui loro contratti. Ancelotti non li ha richiesti, Moratti non è mai apparso entusiasta, chissà… rimangono i pigiamati di Torino. Potrebbe essere la prima volta che Cannavaro cambia squadra come Dio comanda.

Fred è un attaccante brasiliano che non ha smesso di far finta di fare faville in Francia. Eterna promessa raramente mantenuta, ha un buon tiro e una discreta propensione al Morbo di Daniel Fonseca, declinazione uruguayana del Morbo di Aquilani. Per questo motivo ha deciso di sfidare Ronaldo nel brasileirao.

Figo e Crespo. Se rinnovano è perché Natalino Moratti è stato messo a guidare la squadra come Capello nel 1991 e Kevin McHale nel 2008. E’ sempre un modo di arrangiarsi durante la crisi, non trovate?

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Cinque partenze

marzo 19th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Calcio Mercato, Discussioni, Società | di Taribo59

Se il calcio fosse un luogo razionale, dovremmo già essere strasicuri di cinque divorzi: 1) Trezeguet; 2) Mourinho; 3) Ancelotti; 4) Maxwell; 5) Ibrahimovic. Il punto è: chi se li prende?

Ranieri ha zittito Trezeguet con una foga eccessiva; il francese si era lamentato come si lamentano tutti, ma forse il tecnico bianconero ha scelto di cambiare modulo, e gli fa comodo se il francese se ne va. Purtroppo (per lui e la Juve) non si vede chi al mondo possa garantire 5 milioni di euro netti a stagione (fino al 2011) a un trentunenne che quest’anno è rimasto quasi sempre in panchina o in tribuna. Se vogliono cederlo, devono farlo giocare, ma il miraggio scudetto non è ancora svanito e il secondo posto darebbe comunque a Ranieri la patente di chi ha saputo migliorarsi rispetto all’anno prima. Qualche penna compiacente fa circolare la voce che il Milan possa essere interessato a Trezeguet, ma se Galliani compra un altro over 30, deve cercarsi un bunker e viverci in incognito.

Mi ricollego a Luis e al suo bel post di ieri: Mourinho e Moratti dovrebbero vedersi, al più presto, e valutare se e come proseguire insieme. Perché l’allenatore pare abbia preparato una lista di proscrizione con la quale metà degli allenatori di Serie A sarebbe capace di raggiungere la Zona Champions, e sapendo che l’Inter vuole liberarsene, questa dozzina di campioni o presunti tali non ha prezzo di vendita (chi può essere tanto folle da prendersi Vieira, Quaresma, Suazo, Materazzi e Mancini?). Gli unici a fine corsa sono Crespo, Cruz e Figo. Al contrario, i nomi voluti da Mourinho sarebbero costosissimi, e Moratti ha già dimostrato di disamorarsi in fretta degli allenatori che strapaga. Il portoghese ha commesso l’errore imperdonabile di puntare su Quaresma, ha fatto capire di disprezzare il mondo intorno al calcio italiano e se si convince che non vincerà la Champions nemmeno l’anno prossimo, potrebbe ascoltare le sirene (inglesi e madrilene).

Il terzo posto non basterà ad Ancelotti per dimenticare di aver fatto da parafulmine a una società che gli ha imposto scelte scellerate. Se la stampa sportiva italiana non fosse così incline alla “prostituzione intellettuale”, dovremmo leggere che per il secondo anno consecutivo il Milan ha regalato lo scudetto all’Inter, inseguendo il merchandising (magliette e amichevoli estere) mentre poteva disporre di un numero di campioni doppio rispetto a quello ai nerazzurri. Invece, si preferisce piangere sugli infortuni (come se l’Inter non ne avesse avuti), dimenticando che con un discreto difensore al posto di una delle tante stelle e mezze punte, il Milan starebbe là in cima. Ancelotti è il primo a saperlo, ma per lui c’è solo una panchina che vale la pena, quella di Madrid, e fino ai primi di luglio non si saprà chi paga (Florentino Perez?).

Su Maxwell è certo, su Ibra è probabile: se ne vogliono andare. Hanno lo stesso procuratore – che è anche quello di Maicon… -, un tipo sveglio che pur di guadagnare un euro ha già infinocchiato il Milan (trasferimento di Ibra dalla Juve all’Inter). Fosse per me, nessuno è incedibile, anzi Maxwell è cedibilissimo. Quanto a Ibra, non lo si può trattenere controvoglia: vuole la Champions, ogni volta che apre bocca fa capire di avere dubbi sul Progetto Inter. Conclusione: se Mourinho fa le valigie, se ne va anche Zlatan. Magari con la stessa destinazione.

Né Moratti né Mou possono stravincere. Serve un punto di equilibrio, che può assomigliare a questo: via Maxwell – uno dei pochi da cui ricavare qualcosa – via Quaresma e Suazo, fine-corsa per Figo, Crespo e Cruz (mi vien da piangere immaginandolo altrove). E tre arrivi “pesanti”: un centravanti e due centrocampisti. Totale: 10-20 milioni di deficit.Il mio timore è che sia Moratti che Mou, per puro orgoglio, tirino troppo la corda, fino a spezzarla. A quel punto chi potrà trattenere Ibra?

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La chiamata alle armi

marzo 18th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Manipolazione Intellettuale | di Luis

Il lavoro intellettuale più antico del mondo, nella sua differenziazione di prodotto (o servizio), annovera tra le sue fila il cosiddetto caso-Inter. La logica di funzionamento è chiara, lo abbiamo visto in passato. Il peso lordo è una rosa di 27 uomini, il netto è rappresentato dai 13-14 fedelissimi di Mourinho e la tara serve per battere il marciapiede. Ad ottobre è stato montato il caso-Balotelli. Ad ottobre, non gennaio. Abbiamo alla mente un caso-Cambiasso per una panchina da turn-over contro il Bologna con successiva partenza per Napoli. Che De Laurentis, causa tetto ingaggi, potesse pagare 1/3 dello stipendio del Cuchu relegato a semplice dettaglio. Questi sono solo due esempi, ma, a turno, è esploso il “caso-giocatore poco utilizzato”.

Con l’Inter prima in classifica con 7 punti di distacco dalla J**e di Joe Vinco e “fratello Nicola” e 12 di vantaggio sul Milan di Favalli, meglio tenere fede alle parole di Galliani, armarsi di cannoni e sparare contro il nemico. Il fatto che le munizioni, in gergo (confermato anche dall’appassionato di portaerei e c(or)azzate, nome in codice C&G), vengano chiamate palle non è una cosa di poco conto.

Si è partiti da un “Vediamo” di Ibrahimovic per ipotizzare un futuro del campione svedese lontano da Milano, nonostante un contratto fino al 2013 a più di 10 milioni di € annui. Notizia smentita dallo stesso Raiola 10 ore dopo. Oggi anche Jimenez fa outing: “A volte mi sento un fantasma”. Giacobbo ha già mandato una troupe di Voyager per una puntata speciale.  Ma il giusto mix tra la strategia della tensione e la compiacenza delle terga del padrone è il refrain del giocatore dell’Inter acquistato dal Milan. Nel giro di 48 ore Maxwell, Cruz e Adriano sono in procinto di varcare la soglia di Milanello.

Così il Milan appare attivo sul mercato è l’Inter assiste passiva alla diaspora della sua rosa. E’ troppo semplice affermare che Raiola per ottenere il rinnovo minacci (come fece con Nedved all’Inter) il trasferimento al Milan, o che Cysterpiller avrebbe risposto in maniera affermativa anche se la squadra proposta al Jardinero fosse stata il Lione o il Totthenam. Resta Adriano, alle prese con l’ennesima festa fuori luogo (leggi). Purtroppo peseranno più i casi Pirlo e Seedorf che non Vieri e Simic, perciò Adriano difficilmente si accaserà con il compagno di merende Ronaldinho, le cui serate sono coperte dal segreto professionale. Che “futuramente” desiderasse il Milan è noto, ma Moratti pur di non vederlo con la casacca rossonera sarebbe pronto a scucire un quadriennale alle cifre odierne. La speranza è quella di cederlo all’estero.

Ma tutto ciò ha poco valore. Il generale geometra ha annunciato la chiamata alle armi ed i soldatini hanno risposto affermativamente. I marciapiedi pullulano, le falangi (non solo romane) hanno compiuto il loro dovere. “Moratti che rientra oggi da Miami avrà il difficile compito di tenere compatto uno spogliatoio a rischio sfaldamento” (leggi). E’ crisi Inter, ma lo sapevamo già.

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Lettera a Marco Travaglio

marzo 17th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

Pubblico anche qua una lettera che ho appena spedito (firmata) a Marco Travaglio, sull’articolo di cui abbiamo discusso nei commenti al post precedente.

Egregio Travaglio,
chi le scrive è un suo attento lettore che oltre alla cronaca giudiziaria e politica (da lei ben descritte) segue pure le vicende pallonare, per passatempo e passione.
Non le nascondo di essere rimasto sorpreso dal riscontrare il suo nome a firma di un articolo, mi riferisco a quello su “A” intitolato “Special-One o furb-one?” che definirei quantomeno approssimativo; siccome mi spiace che un giornalista preciso come lei incappi in certi scivoloni, mi prendo la libertà di correggerla, certo che non ci sia malafede nel pezzo in questione.

1) le frasi che riporta, tanto quella dello “Special” che quella su “Dio” andrebbero contestualizzate: disse di essere speciale perché attaccato prima della presentazione da diversi tabloid che in risposta gli chiesero “si considera uno speciale per aver vinto la Champions?” e lui semplicemente lo confermò; la seconda era più estesa: “potevo rimanere al Porto, con la Champions vinta, Dio e poi solo io” (in risposta al fatto che non amasse le sfide), e credo che sia semplice reperire informazioni su come e quanto sia considerato in patria l’ex allenatore del Porto a suffragio di tale tesi.

2) da mero redattore di un blog frequentato quasi esclusivamente da interisti, e da amante del gioco di Mancini, le devo dire che in realtà Mourinho viene adorato per gli stessi motivi per cui veniva stimato in precedenza Roberto Mancini, ovvero la capacità di reagire agli attacchi mediatici che il sistema televisivo che conosciamo tutti riserva ai nemici della squadra del padrone. E’ un qualcosa che succede anche in politica, mi sembra abbastanza palese la similitudine tra il metodo del “Panino” e la struttura degli attacchi: provocazione-risposta-controrisposta con tono offeso da parte del provocatore.
Il problema è che il provocatore non è Mourinho, ma il frustrato e perdente di turno, tipici esponenti dell’italietta ipocrita e fintobuonista che ben conosciamo.

3) al di là dell’aspetto mediatico, nel giudicare il suo curriculum “tecnico” mi affido anc’io a Wikipedia, come fa lei nel suo articolo, e trovo: “il suo valore tecnico è riconosciuto: per due anni consecutivi, nel 2004 e 2005, è stato indicato come miglior allenatore del mondo dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio”; inoltre ha iniziato ad allenare nel 2000, vincendo in questo breve lasso di tempo 2 scudetti portoghesi, 1 coppa e 2 supercoppe portoghesi, una coppa Uefa ed una Champions League con il Porto, 2 campionati, 3 coppe ed una supercoppa in Inghilterra con il Chelsea, una supercoppa italiana con l’Inter alla prima partita ufficiale. Non lo definirei “un fenomeno da baraccone”, nè “un incompetente” nè uno che si è fatto strada con le chiacchiere a dispetto dei fatti.

4) mi piacerebbe conoscere i nomi di questi 30 allenatori italiani che vincerebbero il campionato a mani basse; so per certo però che non rispondono ai nomi di Ranieri, Ancelotti e Spalletti, visto che loro si hanno fatto autentici disastri, chi in prima persona chi avallando scelte quantomeno bizzarre da parte delle rispettive società.

5) la storia che “vincerebbe anche senza allenatore” ha molte smentite possibili, non serve andare molto indietro nel tempo, per vedere le storie di Real Madrid e Barcellona che in anni recenti in cui erano pieni di Campioni hanno rimediato solo figuracce, perchè allenati male.

6) in base a cosa si può dire che l’Inter “rischia di perdere lo scudetto perchè in panchina c’è Mourinho”? Mi pare che il vantaggio sia di 7 punti, senza segni di cedimento nelle ultime partite… insomma, dove sta il problema?

7) Mourinho ha capito benissimo in che paese è capitato, su questo ha ragione a metà.
Ha capito che in questo paese che non conosce il significato del termine “Meritocrazia” l’invidia nel proprio mondo di lavoro è a livelli pazzeschi, e le persone che non hanno alcun titolo per dare lezioni le danno.
Anzi, meno titoli hanno per farlo, più forte sarà la loro voce.
Ma cortesemente, mi spiega la differenza tra gli Ancelotti, Spalletti, Ranieri (ed il codazzo di giornalisti in malafede del mondo del calcio) ed i vari politici che predicano bene e razzolano malissimo (con l’aiuto dei compiacenti giornalisti di “regime”) ?
Qual’è la differenza tra il suo definire “prostitussione intellectuale” chi ad arte manipola le informazioni per far passare una versione totalmente distorta delle cose, e lei quando ben spiega “la scomparsa dei fatti”? mi sembrano due concetti molto simili, in realtà.

A me il parallelismo scatta in automatico, può essere un problema di tifo? Forse, non lo escludo, ma mi pare che questo sistema mediatico che gravita intorno all’azienda-calcio sia esattamente il medesimo che c’era prima del 2006. Siccome non mi pare che lei avesse in simpatia i dirigenti che controllavano quella piramide di potere illecito, mi sono molto meravigliato nel leggere un suo articolo così “fuori bersaglio”.

La saluto con immutata stima, ma la prego di approfondire meglio l’argomento prima di scriverne, mi (in quanto lettore) ha abituato decisamente meglio.

MrSarasa

P.S. per gli altri redattori: se volete/avete post pronti, metteteli pure domattina presto, di questo argomento abbiamo parlato a sufficienza (e comunque se Vano o altri volessero continuare, stasera vado a bere di brutto alla facciazza vostra, fate pure eheheh)

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Avvertimenti

marzo 17th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale | di Luis

Faremo in modo che l’Inter non parli più del Milan e nessuno dei nostri tesserati parlerà più dell’Inter e del suo allenatore (leggi). Il Milan risponderà coi cannoni alle prossime eventuali uscite del portoghese sulla società Milan” (leggi). Adriano Galliani, 16 marzo ‘09

Come riportato da watergate in un post precedente, la dinamica delle dichiarazioni di Mourinho non è riconducibile ad un attacco, ma ad una reazione. E questo nella maggior parte delle polemiche amplificate per poter gettare discredito su uno dei pochi personaggi che ha regalato spunti commerciali interessanti ai giornalai ed agli edicolanti. Categorie che devono restare distinte.

Il 3 marzo ‘09, nella conferenza passata alla storia con il titolo “prostitussione intelectuale” Mourinho ha tirato in ballo la mancanza di critica nei confronti di un “Milan che finirà la stagione con sssero tituli e con giocatori che hanno una cultura vincente e tutto ciò di cui una squadra ha bisogno”. L’attacco, anzi, la reazione era ben chiara. Non era al Milan in sé, ma ad un certo modo di fare giornalismo (rectius servilismo, o meglio ancora, mediaservilismo). Certo, si potrebbe obiettare che parlare di Milan e parlare di prostituzione più o meno intellettuale sia la stessa cosa, visto che il Circo Togni Spa fa parte del portafoglio titoli di Silvio Berlusconi insieme a Mediaset, casa chiusa dell’informazione per eccellenza.

Chissà cosa avrà pensato l’antennista, promosso a televenditore dei diritti tv a sconto proprio per le casse del suo padrone (leggi)? La redazione di Ettorino Rognoni si impegna giorno e notte per celare i risultati negativi del Milan, per esaltare Pato, per dimenticarsi di Ronaldinho e delle suoi stravizi, per difendere Milan Lab nonostante gli infortuni e le ricadute, per confermare Ancelotti mentre si offre a Roma, Costa d’Avorio e Real Madrid e questo signore libero venuto dal Portogallo si permette di mandare all’aria un lavoro certosino e ormai consolidato? E’ necessario tornare sui giusti binari. “Faremo in modo che l’Inter non parli più del Milan”. Ma se Mourinho dovesse permettersi di nuovo, “il Milan risponderà con i cannoni“. L’avvertimento è chiaro, quasi cristallino oserei dire.

Quali potrebbero essere i cannoni di cui parla il geometra? La risposta è semplice: aumentare il livello di bombardamento mediatico nei confronti dell’Inter. Amplificare o creare casi ad hoc per avvelenare maggiormente il clima intorno a Zanetti&co. Far inventare la solita notizia infondata da qualche mediaservo con più immaginazione di altri. Giornate di straordinari aspetterebbero Staffelli ed i suoi tapiri (a proposito, ma “qui Milanello a voi Striscia” lo abbiamo sentito l’ultima volta per Borriello e Belen). Imitazioni ancor più unidirezionali (ben fatte, tra l’altro) orchestrate da Ziliani a Guida al Campionato. Verrebbe schierata anche la prima linea composta da Fede, Del Debbio, Brachino, Facci e Belpietro: l’intellighenzia di rete.

Mou è avvisato. Ma la sua battaglia andrà avanti. Non si farà di certo intimidire da chi la dignità (non solo professionale) l’ha messa in vendita qualche lustro fa. A meno che Galliani, visti i trascorsi nel settore dell’edilizia del presidente più titolato (in azioni) al mondo, non decida di assumere Lo Monaco. Il cemento a presa rapida mantiene sempre il suo fascino.

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