Fischi a San Siro

“Una decisione sbagliata che favorisce l’Inter ha un impatto sociale-mediatico diverso rispetto a un’altra squadra” José Mourinho.

L’impatto sociale-mediatico.

Mourinho ha dato più volte prova di aver capito alla perfezione la situazione mediatica in cui lavora. Dai microfoni della Rai, in collegamento con Collina, ha spiegato al designatore che non sono gli arbitri il problema, ma tutto il circo che c’è intorno che può e tende a condizionare il loro operato (video, min 2:00). Come facilmente prevedibile, il fallo di Inzaghi su Lopez (per non parlare dei fuorigioco inesistenti sbandierati a Cossu ed Acquafresca) che ha permesso al Milan di battere un Cagliari meritevole come minimo del pareggio, è passato in secondo piano. Hanno preso la scena i fischi dei tifosi rossoneri a Seedorf ed Ancelotti (Gazzetta, Corsport, Tuttoj**e). Due notizie nuove di zecca, visto che l’olandese viene regolarmente fischiato da qualche mese, mentre Ancelotti veniva dato partente già all’inizio della stagione se non fosse riuscito a realizzare il diktat di Galliani (“deve vincere lo scudetto”). Sorvolando sul fatto che le responsabilità di questa situazione andrebbero come minimo condivise con la dirigenza (rectius, presidenza) che ha trasformato una squadra in un album di figurine, la cosa (retoricamente) interessante da notare è che (come al solito) i quotidiani sportivi (e non) abbassino i toni dello scontro arbitrale quando gli errori sono a favore di Milan e J**e, mentre sottolineino costantemente i “favori” dati all’Inter.

Sul fronte tv, la puntata di ieri di ControInter è stata emblematica. Ormai la macchina funziona talmente bene che gli attori non hanno bisogno nemmeno del copione. La recita a soggetto, l’improvvisazione, è talmente perfetta che parlare di linea editoriale diventa superfluo. Ospiti in studio Ancelotti, Allegri, Ale e Franz, Mug**i, Mosca, Giovanni Galli, Beccalossi, Liguori e Casarin. Il servizio d’apertura mette in evidenza gli errori pro-Milan, ma è sulla discussione della moviola che il teatrino mette in scena uno spettacolo indimenticabile. Si inizia con 3 off-side(s) ingiustamente fischiati al Cagliari, ma, come per magia, si inizia a parlare di errori a favore dell’Inter. Allegri non si scompone più di tanto (non è certo il Ghirardi “teletrasportato”), ma per controbilanciare gli errori degli assistenti, viene mostrato un presunto fallo di Conti su Flamini. Contatto chiaramente irrilevante, ma Galli interviene: “Per me nella stessa azione c’è un rigore anche su Seedorf”. E Liguori: “Ma tutto è relativo. Se viene considerato regolare il fallo di Chivu su Inzaghi, allora gli arbitri si regolano di conseguenza”. Dopo 20 minuti di attesa, si arriva all’episodio clou: il fallo di Inzaghi. Un minuto per dire che era un goal da annullare e subito viene tirato in ballo Adriano ed il goal (regolare, Collina dixit) del derby. Anche se per Casarin a calcio “non si gioca con le mani”. Peccato che per il rigore di Couto non fosse stato della stessa opinione. Per “straccio” Liguori senza il goal di Adriano il Milan sarebbe a -5, quindi l’errore di ieri è meno rilevante e a chi gli fa notare che la partita sarebbe finita in parità (e quindi, ipoteticamente, il distacco sarebbe rimasto di 8 punti), replica che “L’inter avrebbe perso”. Un buon Beccalossi cerca di ricordare ad Ancelotti che in tre anni ha collezionato 60 punti di distacco dall’Inter. La faccia di Brandi cerca di chiedere scusa ad Ancelotti, mentre Liguori conclude il suo intervento in questo ignobile modo (video). Ale e Franz pensavano di essere gli unici comici sul palco.

Restaurazione

In tutto questo, Collina sta pensando alle dimissioni. Certe nel caso in cui venisse eletto a capo dell’Aia Apricena: la testa di ponte della vecchia guardia capitanata da Tullio Lanese (leggi). La restaurazione sarebbe quasi completa.

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