Agricola cassato?

“Secondo quanto scrive ‘La Stampa’, la dirigenza di Corso Galileo Ferraris starebbe infatti valutando attentamente il suo operato: nel mirino i troppi infortuni e le ricadute (ultima quella dello sfortunatissimo Cristiano Zanetti). Il direttore sportivo Alessio Secco e l’amministratore delegato Jean Claude Blanc avrebbero raccolto voci all’interno del club bianconero tra cui quelle degli stessi giocatori. Il cui punto di vista, stando al quotidiano, avrebbe contribuito al cambio di rotta. La svolta estiva potrebbe essere preceduta da una limitazione immediata del suo operato” (leggi).

Se fosse vero quanto riportato da La Stampa, sarebbe al limite del paradosso. Gli stessi giocatori della J**e, colpiti da infortuni e ricadute, avrebbero “testimoniato” davanti ai dirigenti contro lo stesso Agricola ed i suoi metodi. Troppo facile indignarsi per l’illecita somministrazione di farmaci finalizzata alla frode sportiva riconosciuta da una sentenza della Cassazione, abuso che avrebbe potuto compromettere la salute di alcuni calciatori ancora presenti in rosa. Più logico prendersela col povero Agricola, reo di aver favorito le ricadute dei soliti noti.

Ci appelliamo a Secco e Blanc: non può essere trattato in questo modo uno dei maggiori artefici dei successi bianconeri insieme a Moggi, Giraudo, Bergamo, Baldas, Pairetto e la “tribù” degli “schedati” sim. Le lacrime, gli abbracci e l’esultanza dopo la lettura della sentenza di secondo grado al processo doping non possono essere dimenticati. Fanno parte della storia della società. Non può essere Cristiano “pubalgia” Zanetti il casus belli per l’allontanamento del dott. Riccardo Agricola. E non possono esserlo nemmeno i pareri di Camoranesi, Buffon, Trezeguet, Montero, Zidane o Vialli. Per un semplice motivo: è caduto in prescrizione il 30 marzo 2007.

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