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Il dialogo con la coscienza

febbraio 28th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calciopoli, Discussioni | di Luis

“Non conosco i loro rapporti (con Galliani, ndl), non so quale confidenza ci fosse. Mi stupisce di non trovare tante telefonate, non solo quelle di Galliani. Moggi aveva tanti amici. Erano tutti amici del nostro direttore, erano tutti contenti. Moggi sapeva gestire tanti calciatori, faceva bene tante cose, tutti sapevano della sua potenza. Prima aveva tanti amici, riceveva oltre 400 telefonate al giorno, ora molta gente non chiama più, questo dispiace. La J**e in B? Per il momento sono chiacchiere, ognuno dice la sua, ci sono delle indagini in corso, è giusto che vadano avanti fino in fondo e se qualcuno ha sbagliato pagherà. Io comunque ho con la Juve un contratto per altri due anni, quindi personalmente non ho nessun problema. Fabio Cannavaro, 24 maggio 2006. “Personalmente” amico di Moggi e degno capitano dell’Ita(g)lia Campione del Mondo.

“Lo scudetto all’Inter? Io lo scorso anno li ho battuti sul campo due volte. Sarò impopolare, ma i due scudetti tolti alla Juve li sento miei: li ho vinti giocando e credo che nei confronti della Juve ci sia stato un accanimento. Era una squadra antipatica perchè vinceva tanto”. Fabio Cannavaro, 31 agosto 2006. “Personalmente”, con due anni di contratto… al Real Madrid, soffre di amnesie. Non era (in) lui quando, con tanto di faccione incredulo, protestò per il goal annullato da De Santis in un celeberrimo J**e-Parma 1-0.

“Per come abbiamo giocato, per quello che abbiamo dato, per le emozioni che abbiamo provato, io mi sento ancora campione d’Italia con la Juventus”. Zlatan Ibrahimovic, 27 gennaio 2007. Uno dei motivi, Raiola a parte, per cui la sua avventura all’Inter verrà archiviata come una storia di sesso (e non d’amore).

“Quando parlo a mio nome la cosa è chiara, ho giocato e ho vinto due scudetti. Dopo, per la società di calcio è differente. Per me giocatore so esattamente cosa penso, non ho bisogno che sia scritto “Thuram ha vinto due scudetti o non ha vinto due scudetti”. Lilian Thuram, 16 gennaio 2009. Per la società di calcio è differente. E per una associazione a delinquere?

“Moggi, Giraudo e Bettega continuano ad essere miei amici. Gli scudetti che hanno tolto alla Juventus sono stati vinti sul campo. In campo abbiamo sempre giocato per vincere e io non ho visto tutti questi favori”. Fabio Capello, 27 gennaio 2009. Non vede bene. Marcello Lippi ha scelto Try.

“Con la Juventus di Capello ho vinto due scudetti, poi tolti. Per me non cambia nulla, io so quello che ho fatto, vinto e meritato nella mia vita. Ho delle mie convinzioni e nessuno me le toglierà, al di là di quello che può venir fuori dal processo e dalla giustizia. Ognuno di noi dentro di sè ha una coscienza con la quale dialoga, ognuno di noi sa quello che ha guadagnato sul campo in maniera meritata.Gianluigi Buffon(e), 27 febbraio 2009. Anche qualcun altro è convinto di aver comprato legalmente la Mondadori. Processo e giustizia non contano. La coscienza di Buffon(e) è caduta in depressione.

“Tutti noi abbiamo sempre dato il massimo, in allenamento e in partita, e adesso ci troviamo con due scudetti in meno per colpe non nostre. Sì, sono tradito e deluso”. Gianluca Zambrotta, 28 febbario 2008.

“All’inizio ho pensato che fosse la solita bolla di sapone creata per distrarci. Invece era una cosa molto più seria e con il tempo capii che non sarebbe finita con l’estate. Tutto ciò che avevo fatto in campo veniva dimenticato, azzerato, cancellato. Gianluca Pessotto, 17 dicembre 2008

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Intervista a Esteban Cambiasso

febbraio 26th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Altre fonti, Giocatori | di Nk

Cambiasso1Sarai il futuro capitano dell’Inter?
Sto bene così, non è un obiettivo che ho in testa. Poi, se un giorno ci sarà l’opportunità, sarà un orgoglio per me. Ora abbiamo un grandissimo capitano e io sono contento così.

È cambiato qualcosa per te con il passaggio da Mancini e Mourinho? In campo devi coprire di più adesso?
È un discorso tattico, ad esempio la rete fatta a Bologna è stata su un calcio piazzato. Come gioco, arrivo molto meno all’area avversaria.

Lo scorso anno avevi più libertà offensiva?
Gli anni scorsi andavo molto più avanti e rimaneva Zanetti a coprire le spalle.

Sono cambiati gli allenamenti?
Durante l’anno si fanno pochi allenamenti perchè ci sono tantissime partite. Si è vista molta differenza nel ritiro, perché a Mourinho non piace lavorare in palestra, mentre a Mancini sì.

Inter-Manchester: poco pressing e poco ritmo. Avete avuto troppo timore?
Il primo tempo è stato giocato tra due squadre che si rispettano, abbiamo preso le misure, come in una partita a scacchi. Poi, nel secondo tempo, abbiamo capito che avremmo rischiato in quel modo, siamo stati bravi a cambiare atteggiamento e modo di giocare. Per fortuna non abbiamo preso gol, ma purtroppo non siamo riusciti a segnare.

Cambiasso2Secondo te l’Inter soffre ancora il “blocco psicologico da Champions”?
Non credo sia un blocco psicologico. In Champions si deve giocare in un modo diverso, non è un discorso psicologico. Se fosse una mancanza di personalità la squadra non avrebbe vinto i trofei che abbiamo vinto noi negli ultimi anni, però bisogna avere più possesso palla e bisogna cercare di segnare.

Secondo te che percentuale avete di passare il turno?
Credo sia tutto aperto, lo dimostrano anche i risultati di ieri sera, loro dovranno vincere per passare.

Perché Ibrahimovic sembra poco decisivo nelle partite fondamentali?
È ingiusto caricare tutto su un giocatore. Ci sono state partite decisive in cui lui è stato molto importante per noi. In Italia c’è la tendenza a dire che è decisivo solo colui che segna, a volte si può essere decisivi anche nell’atteggiamento, lui lo è per noi in tante partite. Non devo difenderlo, ma è molto importante come giocatore, ha ancora tanta strada da fare e credo che insieme vinceremo tanti trofei.

Julio Cesar è il portiere più forte?
In questo momento sì. Essendo Buffon al rientro da un infortunio che lo ha penalizzato un po’ nell’ultimo periodo, Julio Cesar è il più forte. Però, speriamo che non debba dimostrarlo in tutte le partite…

Cristiano Ronaldo si è dimostrato strepitoso: è più rapido di te?
Con le gambe sicuro, ma non conta solo questa velocità. L’ha dimostrato l’anno scorso, speriamo che quest’anno lo possa dimostrare solo in Premier League e non in Champions.

Secondo te è davvero il numero uno?
Credo che Messi in questo momento sia un gradino più su.

Sullo screzio tra Balotelli e Cristiano Ronaldo: cosa ne pensi?
È un giocatore di 19 anni che gioca in Champions League, affronta il Pallone d’Oro e gli dice “qui ci sono io”. Questa è una lettura che si può fare, ma non bisogna analizzarla più di tanto, fa parte di una partita.

Che percentuali ha la Roma di passare il turno contro l’Arsenal?
Non lo so, ma l’assenza di De Rossi per la Roma significherà tantissimo. Credo sia ancora tutto aperto. Si parla tanto delle italiane che sono in svantaggio, ma ancora c’è tutto da giocare.

Cambiasso3Credete di avere già metà dello scudetto in tasca?
La Roma credo sia in netta crescita, ha avuto una partenza un po’ difficile, ma nelle ultime giornate è la Roma che ci aspettavamo tutti. Juve e Milan saranno concorrenti fino alla fine, ma la classifica dice tanto, abbiamo nelle mani la possibilità di vincere lo scudetto.

Inter-Roma: domenica sarà una partita importante…
In campionato tutte le partite sono fondamentali.

Su Chelsea-Juventus.
La Juve ha avuto qualche occasione per segnare, il Chelsea avrà 15 giorni per allenarsi con il nuovo allenatore che lavorerà sul possesso palla.

Credi che Ranieri manderà in campo dall’inizio il tridente con Trezeguet per recuperare lo svantaggio?
Non credo dall’inizio, credo che sia una soluzione per l’ultima mezzora.

Cosa pensi di Giuseppe Rossi e Luca Toni?
Rossi è un giocatore velocissimo a decidere, velocissimo in area di rigore. Toni è il centravanti italiano per eccellenza, sa sempre stare nel posto giusto, di testa è molto bravo e con i piedi non è da meno.

Gattuso ha criticato l’atteggiamento di Amauri (per la Nazionale): cosa ne pensi tu?
E’ una questione delicata… Se Amauri ha detto che non gliene frega niente di quello che dice Gattuso, figuratevi cosa gli interessa di quello che dico io. Amauri probabilmente da bambino sognava la maglia verdeoro e non quella azzurra, ma non è un argomento che mi riguarda tanto.

Le squadre inglesi sono più forti?
Lo dimostrano i risultati, ma penso che bisogna aspettare ancora 15 giorni, credo sia ancora tutto aperto.

Che finale di Roma sogni?
Non riesco a sognare niente in questo momento. La cosa più bella dei sogni è sognare cose più vicine nel tempo.

Aguero è in chiara polemica con il club, dicono che se ne andrà a fine stagione. Gli avete già liberato un letto ad Appiano Gentile?
Là gode di grande stima, ha fatto molto bene, dice che è molto felice a Madrid. Nel momento di una sostituzione puoi essere frustrato, ma credo che resterà lì.

Che rapporto hai con Maradona?
Per me è un idolo calcistico. Lui ha tanta scelta, l’Argentina ha tanti giocatori bravi, io lavoro qui, poi se ci sarà l’occasione di andarci, come ho fatto molte volte, ci andrò.

Questa Nazionale per te è competitiva per vincere un campionato del mondo?
La potenzialità c’è, poi se Messi mantiene questo livello può essere quel giocatore in più.

[Esteban Cambiasso ai microfoni di Sky Sport]

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Inter-Manchester “post” partita

febbraio 25th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League, Giocatori | di Luis

Note negative.
1) Il test match di stasera ha dato esito negativo. Le attenzioni (personali) della vigilia erano rivolte all’atteggiamento e non al risultato. Alla mentalità e non all’utopistico bel gioco. Ebbene, un primo tempo da brividi ha mostrato che non basta una conferenza stampa da manuale di comunicazione a caricare la squadra. Il lavoro che José era chiamato a fare sull’approccio alla sfida decisiva di oggi non è stato dei migliori. Primo tempo da brividi. Giocatori in campo con una paura di sbagliare evidente, poca concentrazione nel mantenere un ordine tattico basilare, centrocampo spesso fuori posizione e punte lasciate in balia dei difensori avversari. Lo United avrebbe meritato di chiudere in (doppio) vantaggio la prima frazione. Berbatov, Ronaldo e Giggs non sono riusciti a concretizzare almeno 3 nitide occasioni da rete. Non si ricordano, invece, parate di Van der Sar.
2) La scelta di Rivas è stata sbagliata, lo stesso Chivu ha sofferto Berbatov riuscendo poche volte nell’anticipo, beccandosi un giallo meritato e con una percentuale di palloni colpiti di testa davvero irrisoria. Muntari ha palesato tutti i suoi limiti in fase offensiva, con una tecnica inversamente proporzionale alla capacità di corsa (10 i Km percorsi), mentre puntare su Adriano ormai è come sfiorare l’accanimento terapeutico. Se nel derby almeno ha fatto a “sportellate”con quel che resta della difesa del Milan, regalandoci addirittura una progressione su un Maldini ormai agonizzante, oggi è stato semplicemente imbarazzante. Da rivedere il tiro ciccato nell’occasione più nitida creata dall’Inter ed uno stop con caduta qualche minuto dopo dalla stessa posizione. Il problema, per entrambi, è che il calcio è uno sport diverso dall’atletica o dalla lotta greco-romana.
3) Da Ibra ci si aspettava qualcosa di più. Qualche numero dei suoi vanificato con cross per il compagno fantasma, l’ostinazione a voler battere punizioni impossibili per le qualità mostrate finora e un’indisponenza verso Balotelli che andrebbe censurata. Non abbiamo bisogno del Totti nerazzurro in grado di firmare provvedimenti ai limiti dell’ostracismo, oltretutto penalizzanti per la squadra.
4) Ferguson è stato bravo ad ingabbiare anche l’altra fonte del gioco nerazzurro: non è un caso che Maicon abbia giocato una delle sue partite (a)normali.

Note positve.
1) Davide “Bambino” Santon: il migliore insieme all’Acchiappasogni. Ero scettico sulla sua presenza in campo, ma ha dimostrato personalità e carattere da veterano. A differenza di 9/11 dei suoi colleghi più anziani e (teoricamente) più esperti. In questo Mou ha avuto ragione: non esiste l’esperienza. “Mi vendo la grinta che non hai” cantava Renato Zero; ieri sera Santon ha girato il remake del video. E’ stato entusiasmante vedere C.Ronaldo in ripiegamento sulle sue avanzate.
2) Julio Cesar si è confermato all’altezza, fugando i residui dubbi sulla sua bravura nei calci da fermo. Strepitoso sul colpo di testa di Ronaldo, attentissimo su Giggs e sullo stesso pallone d’Oro che alzano la testa fintando il passaggio al centro e poi tirano verso la porta. Concentrato su Rooney nell’uscita finale: se siamo ancora in corsa il merito è in gran parte suo.
3) Il risultato. Credo che Mourinho avrebbe messo la firma per questo 0-0, proclami a parte. Si va a giocare ad Old Trafford consci del fatto che saranno loro a far la partita e saremo noi a sfruttare eventuali spazi in ripartenza. Ha ancora due settimane per colmare le lacune apparse evidenti anche agli occhi di Ferguson. Probabilmente confida nei rientri di Samuel e Vieira. La speranza è che dia una maglia da titolare a Balotelli (o Cruz) e che ci risparmi l’ennesima esibizione dell’attaccante sovrappeso. La buona sorte lo ha accompagnato per tutti i 90′, ma deve metterci del suo affinchè non diventi veritiera l’etichetta di “Cuper fortunato”.

L’Hombre Vertical dimenticò di farlo, ma a noi basta che spieghi ai “suoi giocatori” la regola dei goal in trasferta.

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Inter – Manchester United – il prepartita

febbraio 23rd, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Champions League, Tattica | di ex-collaboratori
Inter – Manchester United – San Siro 24 Febbraio ore 20:45.

I più e i meno delle due squadre:

Inter Più: Per la prima volta in quattro anni arriva alle eliminatorie della Champions quasi al completo e con una condizione in crescendo. Lo scorso anno, dopo Dubai, la squadra era a pezzi, non correva, c’erano diversi infortunati e molti punti interrogativi, Ibra era più out che in, ed era in atto il dissidio tra Mancini e il dott. Combi. Quest’anno siamo più fortunati. Mancherà Samuel, ma possiamo accontentarci guardando alle assenze dello United.

Inter Meno: Chi ci assicura che basti tutto questo? Il gioco espresso non è mai stato brillantissimo (attenzione: non ho scritto bello, che è diverso). La squadra ha sofferto nel finale col Bologna e nel finale con il Milan, ma dopo 70 minuti di totale controllo. La condizione fisica non c’entra nulla. Forse la squadra si sente troppo sicura. E contro il Bologna o il Milan un certo tipo di atteggiamento può bastare, col Man UTD la concrentrazione e la pressione devono essere costanti.

Man UTD più: Lo scorso anno Ferguson fece ruotare i giocatori prima degli scontri con la Roma, preferendo gli impegni inglesi. Stavolta ha fatto giocare mezza squadra, ma ha diverse opzioni offensive, che gli trasmettono tranquillità. Una su tutte? Un Giggs in condizione strepitosa, che può assicurare venti minuti di grande vena. E una sicurezza che, a differenza della nostra, non diventa mai spocchia e poggia su successi internazionali consolidati.

Man UTD meno: La difesa è dimezzata. Col Milan nel 2007 mancavano 3/4 della difesa. Adesso i sicuri titolari sono Evra e Rio Ferdinand, ma con un buco nel mezzo molto evidente che potrebbe costringere Sir Alex Ferguson a esperimenti dell’ultima ora, si tenta il recupero in extremis del giovane Evans. O’Shea potrebbe farcela. Ma nel dubbio sulla destra potrebbe arretrare Fletcher.

Gli allenatori: la sfida è tra le più piccanti del calcio moderno. Josè Mourinho è in vantaggio sul collega scozzese in termini di scontri diretti, tra i quali spicca il celebre ottavo di finale della Champions League del 2004, che spalancò ai biancoblu del Porto la strada verso il trionfo di Gelsenkirchen. Mourinho si considera amico del collega e dice di stimarlo, anche di recente sir Alex ha dichiarato che il portoghese sarebbe il miglior successore nella panchina dei Red Devils. Inutile dire che ci sarà un match nel match.

La Tattica: Il Man UTD ha vinto la Champions League dello scorso anno con il catenaccio duro e puro, a partire dalla difficile sfida dell’Olimpico contro la Roma. Spesso si sono visti Rooney e Tevez rientrare per coprire, col solo Ronaldo pronto a ripartire per le vie centrali in contropiede. Con Berbatov hanno colmato la lacuna creatasi con la partenza di Ruud Van Nistelrooy.

Ma la sagacia tattica di Ferguson non si risolve solo nell’uso delle ali in ripiegamento (di moda in Inghilterra): i mediani fanno molto filtro e percussione e Scholes rimane un elemento di lusso nella manovra. Tiene palla, sa concludere e dettare i tempi, creando sempre la superiorità numerica a ridosso dell’area. Tuttavia il rosso potrebbe non partire titolare, proprio per dare spazio a Giggs e Park, in un centrocampo larghissimo e intasato. Esattamente come se lo aspetta il tecnico dell’Inter. Da tenere d’occhio Carrick, centrocampista moderno e sottovalutato.

Mourinho si considera un motivatore eccezionale, degno di queste sfide e basta sentirlo parlare per capire che non pecca di immodestia. Negli anni scorsi siamo andati a giocare senza la forza mentale necessaria, l’ha ribadito pure Stankovic. Malissimo come approccio nel ritorno di Valencia, dove non forzammo mai i ritmi, se non nell’inutile assalto finale, ancora peggio a Liverpool. con una squadra imbottita di terzini, che pur non concedendo nulla di pericoloso, non riusciva mai a ripartire. Se domani Mourinho dimostrerà di aver inculcato ai giocatori il coraggio di affrontare a viso aperto avversari blasonati, come facciamo in Italia, metà dell’opera sarà compiuta. Si potrà perdere e uscire, ma con un contegno commisurato alla nostra attuale identità di squadre vincente.

Le sfide nella sfida.

In Inghilterra si aspettano molto dallo scontro titanico tra Evra e Maicon, ex compagni di squadra al Monaco. Entrambi sono molto migliorati sotto l’aspetto difensivo, anche se Maicon atleticamente lo sovrasta. Molto dipenderà dal centrocampo, a meno che le emergenze non costringano Sir Alex a dirottare il francese al centro.

Ronaldo-Ibrahimovic: le grandi stelle si lanciano segnali, con interviste nelle quali ribadiscono la fiducia nei propri mezzi. Ma quanto conta il singolo in queste sfide? Moltissimo, soprattutto se la partita è tirata. Ronaldo è più risolutore, egoista di Ibra, che quando è in giornata crea spazi per i compagni, oltre che concludere. Ibra deve anche sfatare il falso mito che lo vuole in difficoltà nelle sfide che contano. In verità in questi anni è mancata tutta la squadra come approccio e non ho dimenticato le critiche trasversali lanciate a Mancini dopo la grigia gara di Anfield.

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Fischi a San Siro

febbraio 23rd, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale, Video | di Luis

“Una decisione sbagliata che favorisce l’Inter ha un impatto sociale-mediatico diverso rispetto a un’altra squadra” José Mourinho.

L’impatto sociale-mediatico.

Mourinho ha dato più volte prova di aver capito alla perfezione la situazione mediatica in cui lavora. Dai microfoni della Rai, in collegamento con Collina, ha spiegato al designatore che non sono gli arbitri il problema, ma tutto il circo che c’è intorno che può e tende a condizionare il loro operato (video, min 2:00). Come facilmente prevedibile, il fallo di Inzaghi su Lopez (per non parlare dei fuorigioco inesistenti sbandierati a Cossu ed Acquafresca) che ha permesso al Milan di battere un Cagliari meritevole come minimo del pareggio, è passato in secondo piano. Hanno preso la scena i fischi dei tifosi rossoneri a Seedorf ed Ancelotti (Gazzetta, Corsport, Tuttoj**e). Due notizie nuove di zecca, visto che l’olandese viene regolarmente fischiato da qualche mese, mentre Ancelotti veniva dato partente già all’inizio della stagione se non fosse riuscito a realizzare il diktat di Galliani (“deve vincere lo scudetto”). Sorvolando sul fatto che le responsabilità di questa situazione andrebbero come minimo condivise con la dirigenza (rectius, presidenza) che ha trasformato una squadra in un album di figurine, la cosa (retoricamente) interessante da notare è che (come al solito) i quotidiani sportivi (e non) abbassino i toni dello scontro arbitrale quando gli errori sono a favore di Milan e J**e, mentre sottolineino costantemente i “favori” dati all’Inter.

Sul fronte tv, la puntata di ieri di ControInter è stata emblematica. Ormai la macchina funziona talmente bene che gli attori non hanno bisogno nemmeno del copione. La recita a soggetto, l’improvvisazione, è talmente perfetta che parlare di linea editoriale diventa superfluo. Ospiti in studio Ancelotti, Allegri, Ale e Franz, Mug**i, Mosca, Giovanni Galli, Beccalossi, Liguori e Casarin. Il servizio d’apertura mette in evidenza gli errori pro-Milan, ma è sulla discussione della moviola che il teatrino mette in scena uno spettacolo indimenticabile. Si inizia con 3 off-side(s) ingiustamente fischiati al Cagliari, ma, come per magia, si inizia a parlare di errori a favore dell’Inter. Allegri non si scompone più di tanto (non è certo il Ghirardi “teletrasportato”), ma per controbilanciare gli errori degli assistenti, viene mostrato un presunto fallo di Conti su Flamini. Contatto chiaramente irrilevante, ma Galli interviene: “Per me nella stessa azione c’è un rigore anche su Seedorf”. E Liguori: “Ma tutto è relativo. Se viene considerato regolare il fallo di Chivu su Inzaghi, allora gli arbitri si regolano di conseguenza”. Dopo 20 minuti di attesa, si arriva all’episodio clou: il fallo di Inzaghi. Un minuto per dire che era un goal da annullare e subito viene tirato in ballo Adriano ed il goal (regolare, Collina dixit) del derby. Anche se per Casarin a calcio “non si gioca con le mani”. Peccato che per il rigore di Couto non fosse stato della stessa opinione. Per “straccio” Liguori senza il goal di Adriano il Milan sarebbe a -5, quindi l’errore di ieri è meno rilevante e a chi gli fa notare che la partita sarebbe finita in parità (e quindi, ipoteticamente, il distacco sarebbe rimasto di 8 punti), replica che “L’inter avrebbe perso”. Un buon Beccalossi cerca di ricordare ad Ancelotti che in tre anni ha collezionato 60 punti di distacco dall’Inter. La faccia di Brandi cerca di chiedere scusa ad Ancelotti, mentre Liguori conclude il suo intervento in questo ignobile modo (video). Ale e Franz pensavano di essere gli unici comici sul palco.

Restaurazione

In tutto questo, Collina sta pensando alle dimissioni. Certe nel caso in cui venisse eletto a capo dell’Aia Apricena: la testa di ponte della vecchia guardia capitanata da Tullio Lanese (leggi). La restaurazione sarebbe quasi completa.

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Dal vostro inviato al Dall’Ara

febbraio 21st, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Giocatori | di Taribo59

Dopo una partita come questa, come si fa a criticare Mourinho? Mancano meno di 10 minuti alla fine, quando decide di far entrare Balotelli, e un minuto dopo Balotelli segna il gol della vittoria… Che dire? Bravo o fortunato, Mourinho possiede qualità rare, e i 59 punti raccolti dall’Inter in 25 giornate chiuderebbero la bocca a chiunque.

Eppure, secondo il mio modestissimo parere, oggi Mourinho ne ha sbagliate tante. Prima di tutto, l’incomprensibile scelta di Maxwell come vice Stankovic; in realtà era Muntari a dover recitare la parte del serbo (senza averne la minima attitudine), ma il fatto di schierare contro la quart’ultima in classifica tanti calciatori con attitudini difensive (Maicon e Santon, Cordoba e Rivas, Zanetti, Maxwell e Muntari), mi è sembrato un errore. Se non giocano contro il Bologna, Figo e Jimenez a cosa servono?

L’Inter del primo tempo ha giocato sotto ritmo, senza rischiare niente ma anche senza costruire una sola azione decente. Nessuna parata di Antonioli, nemmeno un calcio d’angolo all’attivo, una quantità di errori di misura nei passaggi, insolite imprecisioni in Maicon e Santon, un caotico nulla da Adriano.

Giustamente Mourinho ha sostituito Muntari con Stankovic. Per un quarto d’ora l’Inter ha giocato a calcio, con alcune accelerazioni e una discreta pressione nella metà campo rossoblù, ma il gol è venuto dal primo calcio d’angolo, grazie a Cambiasso, il più rapido nell’impossessarsi della carambola scaturita da uno degli ormai soliti colpi di testa di Adriano, a occhi chiusi e con la palla che va sbattere contro il braccio (involontario quanto grottesco).

Sullo 0-1 e davanti alla pochezza del Bologna – giocando così, come potrà salvarsi? – ho sperato che Mourinho si decidesse a sostituire Adriano con Cruz, oppure inserisse Figo o Balotelli al posto di Maxwell. Dietro la panchina, Cruz e Balotelli si sono “riscaldati” per una buona mezzora, poi tutto a un tratto è apparso Vieira ed è entrato al posto di Adriano… Se lo fai col Milan – togliere attaccanti per inserire centrocampisti o togliere centrocampisti per inserire difensori – posso anche capirti, caro Mourinho. Farlo contro questo Bologna, mi è parso assurdo. Senza che ve ne fosse il motivo, l’Inter ha rinculato di una trentina di metri, nemmeno il tempo di precisare i timori a chi mi stava accanto, che uno dei difensori centrali del Bologna (magari proprio quello che avrebbe dovuto marcare Adriano) – tale Britos, non proprio un goleador – va in gol di testa con stupefacente facilità da calcio d’angolo.

Ho pensato: il pareggio è giusto, troppi sprechi, scarsa personalità, squadra senza voglia di faticare in vista del Manchester. Da parte sua, Mihajlovic ha cercato solo di chiudere tutti gli spazi; più la partita sarà brutta, deve aver pensato Sinisa, più possibilità ho di cavrane un punto. Ma ecco Mourinho spedire in campo Balotelli al posto dell’indisponente Maxwell: con la prima palla che riceve, Balotelli tenta il dribbling e si conquista un calcio di punizione, con la seconda segna un classico gollonzo, sul quale auguro ad Antonioli di non costruirci troppi incubi.

Di nuovo in vantaggio e dopo aver già fatto una sciocchezza sul gol di Britos, ho pensato che avremmo portato in porto questa vittoria non troppo gloriosa, rischiando il meno possibile. Un po’ di circolazione della palla, niente di più. Sbagliavo. Il Bologna, fin lì incapace di fare tre passaggi di fila, ha stretto la difesa nerazzurra negli ultimi 20 metri, inanellando 5-6 calci d’angolo consecutivi, e su un colpo di testa di Di Vaio (netto anticipo su Cordoba), solo una grande parata di Julio Cesar ha consentito a Mourinho di presentarsi sorridente davanti ai microfoni.

Nel complesso, l’Inter mi è parsa carente sia sul piano della costruzione del gioco che nella fase difensiva. Muntari, Maxwell e Adriano sono stati dannosi, Maicon, Santon e Stankovic non hanno costruito nulla, solo Ibra, Cambiasso e Rivas meritano più della sufficienza. Su tutto, incombe il rebus Adriano: se è quello visto oggi pomeriggio al Dall’Ara, non si può pensare di giocare in 10 contro i Red Devils.

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Pensando al Bologna, ma anche no

febbraio 21st, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Discussioni, Manipolazione Intellettuale, Video | di ex-collaboratori

Inter all’All Star Game?

E’ una voce che circola in America, ma non aspettatevi una gara di schiacciate contro LeBron James e Dwyane Wade. La gara delle stelle è quella della Major League Soccer, la lega dei Los Angeles Galaxy per intenderci. A dare la notizia è il New York Times e immaginiamo il rosicamento di Galliani, che de relato dagli americani si è beccato del “ridicolo”. Invece, la notizia ha qualche conferma anche perché il giornale newyorkese approfondisce la questione della prossima tournee nordamericana. L’Inter, insomma, ripercorrerà le tappe del Chelsea, del Man UTD e del Real Madrid, da tempo impegnati in preparazioni remunerative. Una conferma di Josè Mourinho, nonostante le voci che ogni tanto circolano sulla sua voglia di ritornare in Inghilterra. L’All Star Game avrà luogo nello stato mormone dello Utah, patria del duo Stockton-Malone, del lago salato e del leggendario Butch Cassidy.

A Bologna con furore (e concentrazione)

E’ quello che ha chiesto Josè Mourinho ai giocatori. E’ già capitato altre volte di mancare in concentrazione quando due eventi importanti si avvicinano. Dopo grandi vittorie la Champions ci ha riservato delle pause stralunate. Ze Mario teme che capiti lo stesso, ma in modo invertito, oggi. Il turnover tanto auspicato non ci sarà, non in modo integrale perlomeno, certo è che dalle scelte di oggi potremmo capirne qualcosa di più in relazione alla sfida con lo United. Mourinho per Ferguson è una sorta di bestia nera e in Inghilterra, al di là delle classiche sboronate, ci temono, proprio per la presenza del portoghese. Non azzardo formazioni per oggi o per la Champions. Ma a Bologna mi aspetto una squadra in grado di passare in vantaggio e amministrare il pallone, senza strafare.

Un pensiero per Candido

Massimo Moratti è stato tra i primi a recarsi in ospedale, dove tuttora resta gravissimo. Da parte mia, ma immagino anche degli altri redattori e di tutti i vecchi bauscia, mando un abbraccio a Candido Cannavò, ultimo esemplare di una razza in estinzione. Quella dei giornalisti che prima di scrivere qualcosa, ci pensano due volte. Forza Candido! Ricordo ancora con piacere il suo editoriale contro la ridicola classifica “senza gli errori arbitrali” pubblicata dal suo indegno successore Verdelli. Gli scrisse una perifrasi che valeva più di ogni altro giro di parole, facendo intendere a tutti che su certe vaccate si rischiava il buon nome del suo amato giornale (”strano intermezzo rosa”). Un tempo autorevole e oggi ridotto a un tabloid illeggibile.

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La mano in faccia

febbraio 20th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Altre fonti, Discussioni | di Nk

Virgilio è uno della Banda Bagaj. Virgilio ha una bambina di sei anni che si chiama Alice e che insieme a tanti altri bambini porta ogni volta allo stadio. Virgilio domenica sera era a San Siro per il derby, insieme alle amiche, amici e bambini del suo Inter Club. Virgilio adesso rischia di restare cieco da un occhio per il resto dei suoi giorni.

Il fatto

BBPoco prima dell’inizio della partita, un grosso striscione esposto dalla curva rossonera ostruisce la visuale degli abbonati dell’Inter nell’anello sottostante. Qualcuno da sotto tenta di danneggiare lo striscione, e dalla curva parte un manipolo che scende nel primo anello blu per vendicare l’affronto. Per ritorsione, un gruppo di ultrà milanisti tenta di impossessarsi dello striscione della Banda Bagaj, che in occasione del derby ha trasferito i suoi iscritti -tra cui donne e bambini- in quel settore. Volano i pugni. Gli steward sono pochi e presi in contropiede: Virgilio e i suoi amici si difendono, e i milanisti non riescono a sottrarre lo striscione. Nella colluttazione Virgilio è colpito da un pugno a un occhio, ed è subito evidente che sia successo qualcosa di grave. Viene trasportato al Fatebenefratelli nel reparto Oftalmico: il pugno –probabilmente con l’ausilio di un tirapugni o di un anello- gli ha letteralmente tagliato l’occhio in due. Viene operato il giorno dopo: il nervo ottico non è stato leso, scongiurando l’asportazione dell’occhio. Ma dopo l’intervento le condizioni restano critiche, al punto che in questa fase lo staff medico non azzarda previsioni sul recupero graduale della vista.

La notizia

La stampa ha riferito il fatto limitandosi a qualche dispaccio ANSA, liquidando la faccenda quasi con un senso di fastidio: la cosa importante era il fallo di mano di Adriano. Esempio eclatante: a pagina 8 della Gazzetta Dello Sport di lunedì 16 febbraio compare un trafiletto sulle coreografie delle curve, che dedica le seguenti quattro (quattro di numero) righe finali all’incidente: “C’è stata pure una rissa tra interisti e milanisti, finita a cazzotti, proprio a causa di alcuni striscioni”. Tutto qui. A caldo, sarà anche difficile capire con chiarezza cosa sta succedendo in un settore dello stadio in subbuglio. Ma nel corso delle ore, quando il tam tam inizia a ricostruire la dinamica dei fatti e le conseguenze per Virgilio, per i media cambia poco: si va avanti con qualche comunicato che accenna a ‘incidenti’ e ‘scazzottate’ tra tifosi, sette dei quali sarebbero finiti all’ospedale, con il più grave che ha riportato la frattura del setto nasale. Ragazzate, insomma.

Poi, ieri fa la comparsa il seguente comunicato: “(ANSA)- MILANO, 18 FEB – Ha riportato gravi lesioni all’occhio uno dei tifosi interisti feriti negli scontri con gli ultras del Milan all’inizio del derby. Lo ha riferito la Digos di Milano in una conferenza stampa sugli arresti di sette supporter rossoneri. Nel complesso i feriti sono sei, tutti tifosi dell’ Inter non appartenenti a gruppi ultrà. Uno di loro ha subito la frattura del setto nasale. La polizia prosegue l’esame dei filmati delle telecamere per identificare altri partecipanti ai tafferugli”. Imbarazzo generale, misto a silenzi infastiditi. Come a dire: vabbè, succede, se la sono voluta, e adesso non andiamo avanti a menarla con queste storie tra teppisti.

In attesa degli sviluppi, non possiamo non sottolineare qualche aspetto sconcertante e vergognoso dell’intera vicenda.

1) In primis, l’assurdità del fatto in sé: un gruppo di ultras che per quattro strappi al bordo di uno striscione troppo largo decidono di ‘vendicarsi’ attaccando fisicamente un gruppo di tifosi notoriamente pacifici e benemeriti come la Banda Bagaj -tra cui donne, ragazze e bambini-, contravvenendo a ogni codice di curva, di ogni provenienza e colore;

2) Il derby a Milano è vissuto da molti anni in un’atmosfera tranquilla, senza scontri e tafferugli tra le fazioni più estreme del tifo: una ‘non belligeranza’ che ha evitato sin qui tensioni e guai, al contrario di quanto si è visto in altre città (ricordate gli appelli contro la ‘genovesizzazione’ del tifo a Milano?). Fatti come quelli del 15 febbraio possono ingenerare una reazione a catena estremamente pericolosa;

3) Il modo in cui la situazione è stata affrontata dagli steward nel settore blu è stato a dir poco imbarazzante: erano in pochi, spaesati e soprattutto non preparati a fronteggiare casi del genere. Si fa un gran parlare di violenza negli stadi e di modello inglese: bene, che i cosiddetti addetti ai lavori (giornalisti ed ‘esperti’ compresi) vadano a farsi una full immersion in Gran Bretagna a constatare preparazione e reali mansioni di polizia e soprattutto stewards. Ma che ci vadano davvero, ad Upton Park o al Den, senza accompagnatori italiani e possibilmente non tra una visita e l’altra alla sala massaggi più vicina;

4) Il modo in cui i media -e soprattutto le TV- si sono occupati frettolosamente della vicenda è stato scandaloso. Che una persona corra il rischio di non vederci più da un occhio è un particolare irrilevante,da riferire in coda e in cinque secondi di orologio. Una affermazione in diretta TV su tutte: “La colpa è dell’Inter: non si possono spostare i propri abbonati nel settore sottostante la curva del Milan in un derby”. Si rimane talmente esterrefatti da non riuscire a rispondere. Si finisce davvero col tacere dall’imbarazzo, ed è proprio quello che vogliono: il silenzio.

BB“Non so come reagirei, al pensiero che i miei bambini vedano una scena del genere allo stadio, e che magari la vittima di tutto questo possa essere loro padre. Non riesco davvero a immaginare la mia reazione”. Me lo ha detto un amico stasera. Penso alla piccola Alice e alla paura che ha provato vedendo il suo papà ridotto in quello stato, e non riesco a immaginarlo nemmeno io, che non ho figli. Mentre il pensiero e tutta la nostra solidarietà vanno a Virgilio, resta una nota di fondo molto simile alla beffa, sfogliando i titoli dei giornali di questi ultimi giorni. “La Mano Sullo Scudetto”, “La Porta In Faccia”, “La Mano E’ Pulita”. Una mano in faccia, appunto.

“Cosa resta di un bel derby?”. Resti tu in un letto d’ospedale, con la paura del giorno in cui ti leveranno le bende.

[Glezos Alberganti su La Settimana Sportiva]

[Qui il comunicato ufficiale della Banda Bagaj]

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Perchè noi sì e loro no

febbraio 19th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Discussioni, Manipolazione Intellettuale, Società | di ex-collaboratori

Dal 2006 a questa parte, cioé da quando si gioca ad armi pari, l’Inter domina in Italia. Questo dominio è stato talmente eloquente, che per sanarlo, i nostri avversari si sono tributati premi mai visti prima (tipo: campionato morale, la promozione dalla B alla A premiata in campo, il corteo per un pallone d’oro, esplosioni di gioia per Cicinho, una spettacolare presentazione per un prestito), un po’ come quando l’Inter dominava contemporaneamente anche nel mondo e ci si inventava le benedette Coppe delle Alpi. In ogni caso abbiamo assistito a questa tendenza che si può riassumere in una frase: a Milan e Juve – qualunque cosa accada – non va mai male*.

Dopo il Derby dominato dall’Inter, se uno di calcio ne capisce e sa notare le differenze che corrono tra una squadra che passeggia e una che divora il campo con tecnica e corsa, ne abbiamo lette di tutti i tipi, in media cose scritte per tenere buoni i tifosi della Juve e del Milan. Soprattutto di quest’ultimo. Chi ha dimenticato la frase di Galliani una volta preso Ronaldinho? Ora Ancelotti deve vincere lo scudetto. Sventolata così ai quattro venti sapeva di rivalsa.  Qualche mese dopo e 11 punti dietro, ci viene da chiedere ancora una volta: perché noi si e loro no?

Le differenza principali tra Inter e Milan sono societarie. Nel 2006 se Moratti avesse fatto il calcolo che l’Inter non poteva vincere mai per il potere trasversale di Moggi e compagnia, non avrebbe mai rinforzato la squadra. Invece, per essere sicuro di poter vincere e acquisire un reale vantaggio sul campo ha fatto una campagna acquisti mirata, non eccessivamente dispendiosa, ma probabilmente la miglior campagna di calciomercato degli ultimi 10 anni in Italia. Si è assicurato tre difensori esterni, autentica lacuna decennale (Grosso, Maicon, Maxwell), due centrocampisti di esperienza e valore come Dacourt e Vieira e, ovviamente, due attaccanti di spessore: Crespo e Ibrahimovic. C’è da dire che c’erano assai più dubbi sul secondo che sul primo, considerata la stagione deludente appena trascorsa alla Juventus.

Al Milan, al contrario, hanno iniziato a piangere. La Coppa dei Campioni, vinta grazie alla magia dei singoli e a una serie di combinazioni fortunate, nella quale ha giocato una grossa parte l’abitudine a vincere dei rossoneri, ha illuso Galliani, che ha ignorato i 28 punti di distacco effettivi, bollandoli come un episodio momentaneo.

Nell’anno seguente l’Inter ha provato a migliorare la squadra. Ci sono stati gli acquisti di Chivu, Suazo, Rivas e Jimenez. Il calciomercato non è stato perfetto, anzi. Ma inutile dirvi quanto oggi sia importante Chivu, mentre Rivas rimane un discreto back-up. Ciò che conta è che il progetto tecnico è sempre stato evidente. Piccoli ritocchi per migliorare dove si può, senza spezzare l’organizzazione di gioco. Al Milan hanno seguito i sogni. Dopo aver bocciato Oliveira prima ci hanno tentato con Ronaldo, poi è stata la volta di Emerson, infine, dopo l’ennesimo scudetto interista e altri 21 punti di distacco, ecco arrivare Zambrotta, Senderos, Shevchenko e Ronaldinho.

I colpi del Milan sono stati veramente all’insegna del marketing: si è speso molto per un giocatore (anzi due, se consideriamo Pato), mentre si è abbozzato per il resto, tentando prestiti o acquisendo giocatori che avevano già dato. La cosa assurda è che nelle intenzioni di Galliani questo doveva essere l’anno del cambiamento, soprattutto perché non c’era la Champions e i giocatori acquistati sembrava che avessero colmato le classiche lacune difensive. Invece, dopo gli ennesimi acquisti di metà stagione (Mattioni, Silva, Beckham), che avevano fatto dire ad Omini-de che il Milan meritasse quasi un nove e mezzo per i suoi movimenti… ci sono altri 11 punti da calcolare, a 11 partite dalla fine. Campionato aperto? Può darsi. Intanto il divario tecnico sul campo parla di 60 punti di distacco rimediati in nemmeno tre stagioni!

Il raffronto concreto poi sbiadisce se consideriamo che Mourinho, nuovo acquisto azzeccato dalla società, ha imposto un primo svecchiamento della rosa, integrando un ragazzo come Santon e impostando una difesa non più basata su Materazzi e Cordoba – gli anziani – ma su Chivu, Samuel e in seconda battuta Burdisso. Dacourt è stato ceduto, mentre ci sono serie riserve su Crespo e Cruz. I soldi non sono stati spesi benissimo: Mancini e Quaresma sono stati bocciati, ma c’è tempo e modo di recuperarli. Muntari è un acquisto condivisibile. Al contrario, a Febbraio del 2009, il Milan si interroga su una pesante ricostruzione che parte dal cambio dell’allenatore. Ma poi? E’ chiaro che per portare la difesa a livelli accettabili, non basta Thiago Silva, per quanto bravo e di prospettiva. Ma le lacune cominciano a intravedersi anche in altri settori. Tolto Pato l’attacco ha poco da dire, Borriello è sempre out, ma è pur sempre Borriello, un onesto giocatore e niente più. A centrocampo i limiti del trio Pirlo – Seedorf – Ambrosini appaiono oramai evidenti e si tende a ripetere l’errore compiuto in difesa: dar fiducia a giocatori incostanti, bloccati dagli infortuni, che invecchiano e nessuno se ne accorge (Gattuso è del 1978, Ambrosini del 1977, Seedorf del 1976) o tutti fanno finta di nulla.

Sono questi i motivi principali per cui loro non possono e noi si: non è questione di cicli, è questione di cattiva programmazione, di travisamento della realtà, aumentati dalla continua propaganda che si spande dall’ambiente rossonero, abile nell’avvolgere di nebbie un panorama sterile e deserto. Il Milan sta pagando a caro prezzo una gestione che vive ormai di lustrini e paillette, allineata agli umori politici del capo, che considera la sua creatura utile solo in funzione della vittoria e totalmente inutile nel caso contrario. Una società che quando perde si presenta Galliani e quando vince si presenta il Presidente, con una coppa in mano, in una delle tante trasmissioni confezionate dall’astronave madre, dove c’è la valletta di turno, guarda a caso nerazzurra, che si spella per i complimenti. Difficile pensare di vincere, quando – consci delle proprie debolezze – si pensa a tramutare le prossime sconfitte in eventi mediatici, destinati a un pubblico sazio sì di vittorie, ma ritenuto incline a esser preso in giro.

* Puntualmente la Gazzetta di oggi confeziona un altro spuntino mediatico per i milanisti, facendogli credere che il pareggio a Brema (in Coppa Uefa) sia una specie di rivincita per il Derby perso e gli 11 punti di distacco raccimolati. La leggenda dei lobotomizzati prosegue…

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“Contrattempi in preparazione”

febbraio 17th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Manipolazione Intellettuale, Video | di Luis

Ipse dixit, virtuosisti a confronto

Galliani: “Siamo più forti dell’Inter”. Sì, la conosciamo già. E a Natale ci riprenderete.
Galliani: “In una gara secca siamo più forti noi”. Indagato per false comunicazioni sociali.
Galliani: “La differenza con l’Inter? I punti persi con le piccole“. Inter, J**e, Genoa e Roma hanno guadagnato punti contro una grande.
Ancelotti: “Con Beckham lo scudetto sarebbe più facile perchè David ha dato un nuovo impulso sotto il profilo della qualità e dell’entusiasmo”. Usando il condizionale si evitano querele. Galliani prenda nota.
Ancelotti (pre-derby): “Ottimisti per lo scudetto”. Tonino Guerra è il suo ghostwriter.
Ancelotti (post-derby): “Non pensiamo allo scudetto”. All’UniEuro, domenica, c’è il fuori tutto.
Pato (1 – agosto): “Il Milan quest’an­no è fortissimo. Io sono sicuro: vincere­mo il campionato. Non dico arriveremo tra le prime. Dico vinceremo lo scudet­to”. Pato (2 – gennaio): ”Dobbiamo vincere questo scudetto”. Pato (3 – febbraio): “Sono sicuro che possiamo vincere lo scudetto”. Sono sicuro, dobbiamo, possiamo. Il trend non è rassicurante ma sta studiando da futuro Galliani. Ah, ieri sera ha scelto saggiamente la strada del no-comment, anticipando di alcune ore il suo antennista.
Kakà (dopo Napoli ed il famigerato “Comanda il Milan”): “Ha ragione Ancelotti, ora che siamo primi possiamo solo peggiorare”. Anche Ancelotti ha un contatto diretto con Dio.
Kakà: (Beckham, ndl) porterà altra qua­lità al Milan e per vincere questo campiona­to ci vogliono giocatori che mantengano alto il livello della squadra. Come Beckham“. E’ evidente il piano mediatico rossonero: dare la colpa allo Spice Boy per il titolo mancato.
Gazzetta: “Effetto Beckham sul derby: tutto deciso in pochi secondi”. Gli addebitano anche la sconfitta del derby. Se tre indizi fanno una prova…
Kaladze: “Sono contento di essere ritornato dopo un mese di stop (contro l’Irlanda del Trap, ndl), ho fatto tutta la partita, da tempo sto lavorando con la squadra e ora sono a disposizione del mister, poi è lui che fa le scelte. Io sono pronto”. A disposizione del mister…Mourinho.
Ancelotti (luglio ‘08) : “Gli infortuni di Nesta e Borriello? Non si tratta di problemi gravi. Sono contrattempi che in una preparazione ci possono stare. (Febbraio ‘09) Nesta: operazione alla schiena, tempi di recupero sconosciuti”. Borriello: operazione con sorpresa, stagione finita”. Dalla scoperta della disfunzione tiroidea di Ronaldo quelli di Milan Lab non azzeccano più un ca**o.

Il contrappasso dei mediaservi

Studio Sport bolla (3 volte in 2 servizi) come viziata da un fallo di mani la rete di Adriano anche se Brandi, Alberto Brandi, scrive testualmente: “La linea del designatore è che il primo tocco di Adriano con la testa “sani” la deviazione col braccio” (leggi). Insomma, la teoria dell’intervento prevalente utilizzata per affermare, con la consueta dose di salivazione, che il rigore fischiato da Gervasoni in Inter-Parma 3-2 non fosse da concedere. Dà sempre una sensazione piacevole assistere all’applicazione della legge del contrappasso. Anche se la squadra diretta da Ettorino Rognoni cerca disperatamente di trovare qualche cavillo a cui appigliarsi per stravolgere quello da loro stessi affermato poco più di un anno fa. Il tutto per giustificare una sconfitta di misura del Milan: risultato bugiardo, come il circo dei mediaservi. Per fortuna, a rendere dura la realtà, ci ha pensato il circo vero: il Medrano sul campo.

Il rigore su Stankovic

Grazie a Miss e Watch, ecco i link(s) (video, video) che dimostrano come Ambrosini non tocchi minimamente il pallone nell’intervento su Stankovic. Rigore ed espulsione. Così, per fare un po’ di cronaca, la partita è stata viziata (cit.): eravamo sullo 0-0.

Aggiornamento

“Milan bene, Pato bene, Beckham bene, Kakà bene. Squadra con qualità…undici punti di meno”, José Mourinho (quasi cit.).

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