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Assumetevi le vostre responsabilità

gennaio 24th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Coppa Italia, Manipolazione Intellettuale | di Nk³

UltrasA Vocalelli, al Romanista, ai signori di RaiSport che sembra Roma Channel, a De Paola, a Studio Sport, ai parlamentari trombati che presiedono ancora il “Roma club Montecitorio” e che sosterranno «qualunque azione che l’A.S. Roma deciderà di intraprendere per la propria tutela dopo la partita di Coppa Italia Inter-Roma», alla presidente Rosella Sensi e alla società che sforna dossier a tutto andare, a tutti coloro che spargono veleni per giustificare l’ennesima prestazione negativa della Roma con tanto di calci e calcioni

DICIAMO FIN DA ORA CHE

dal momento che la finale di coppa italia è a Roma, se l’Inter dovesse giocarla e dovessero accadere incidenti da parte dei ben noti accoltellatori della capitale,

VI CONSIDEREREMO MANDANTI MORALI.
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Ipse dixit

gennaio 23rd, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Manipolazione Intellettuale | di Luis

“C’è un modo diverso e forse più efficace per parlare di sport. Non gradisco i toni esasperati. Non ho mai amato i processi a gettone (mi riferisco a quelli televisivi). Tendo a non prendermela con gli arbitri (solitamente i più deboli della compagnia perché privi della moviola). Discorso a parte per il designatore (lui, la moviola la vede). Non mi piace chi ha la verità in tasca, chi non ha rispetto per gli altri e si sente libero di offendere su ordinazione”. Paolo de Paola, editoriale d’insediamento, 10/01/2008.

Niente toni esasperati, niente processi a gettone (in tv), non se la prende con gli arbitri (e neanche una sola volta con i guardalinee), niente verità in tasca, non gli piace chi non ha rispetto per gli altri e si sente libero di offendere su ordinazione. Questo per giustificare l’espressione “quotidiano umoristico”.

“Al termine di ogni competizione i complimenti dei rivali sono, solitamente, il trofeo più esaltante per un vincitore. Uno speciale percorso d’onore fra chi si è combattuto. Ma li avete sentiti De Rossi e Spalletti? Vi sono apparse le parole di chi ha riconosciuto il pieno merito dell’avversario? A Moratti piace molto questa situazione esclusiva, ma lo sport è condivisione, è apertura, è lealtà, è rispetto”Paolo De Paola, 19/05/2008.

Questo lo sport, mentre Tuttosport che  titola Sono 15 cos’è? Condivisione, apertura o lealtà? Di sicuro non è rispetto (delle sentenze). Forse rientra nella strategia di non esasperazione dei toni. A proposito di strategia, merita attenzione questo articolo di watchdogs sulla “doppia linea (telefonica)” nel post-partita di Inter-Roma.

Ancora sulle presunte frasi di José Mourinho (che ha, anzi, avrebbe deciso di querelare). I maggiori quotidiani nazionali hanno ripreso la “notizia”. L’articolo di Massimiliano Nerozzi su La Stampa raccoglie le espressioni “migliori” dei forum e dei blog bianconeri, salvo poi concludere con: “qualcuno, nei blog, s’interroga sulla veridicità delle dichiarazioni, ma è la minoranza: troppo bella la storia, per metterla in discussione con un po’ di verità, pensa la maggioranza dei bianconeri”. Maggioranza di cui probabilmente fa parte (ci terrei a sottolineare l’avverbio di dubbio, qualora la mia supposizione si rivelasse sbagliata), visto che per le 45 righe precedenti non utilizza nemmeno il condizionale riportato dalla fonte. Ma, ipse dixit, è troppo bella la storia per metterla in discussione con un po’ di verità.

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Dalla Coppa al mercato: il capitolo cessioni

gennaio 22nd, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Società | di ex-collaboratori

Chiusa la prima campagna di Coppa Italia, col pianto tragico dei romanisti, che forse non si sono resi conto di quanto sono stati beceri nelle loro affermazioni pre-gara, in particolare l’utile idiota di Moggi Sir Perrotta da Ashton-under-Lyne, per l’Inter ricomincia l’avventura in Campionato. Il più grosso problema, per la squadra, non è tanto quello di riallineare la forma dei principali giocatori, in modo che i reparti non abbiano scompensi, quanto arrivare alla partita col Manchester con una classifica ricca e sgombri di mente.

Questo mese di transizione è effettivamente decisivo: può servire per mettere il lucchetto al campionato e rilanciare le nostre fameliche ambizioni europee. A tal proposito quanto può servire il mercato? Riprendendo il discorso realistico fatto qui, dobbiamo chiederci: quelli che abbiamo sono peggiori di quelli che arriverebbero?

Io continuo a ripetere, nel solco di questo realismo anti-francorossiano, che non mi costringe a mutuare in prezzi del vecchio conio, per spaventare la gente… che Moratti ha poca voglia di spendere.

1) Ha già speso in due anni cifre molto importanti, da squadra inglese: Chivu, Suazo, Acquafresca, Muntari, Quaresma e Mancini sono stati pagati profumatamente, anche se potevano essere acquistati a prezzi più ragionevoli. Ma si sa che i rapporti con la Rosella Sensi sono cordiali…

2) La congiuntura economica non favorisce lo spreco di soldi e Moratti vuole verificare se gli acquisti imposti da Mourinho, e sottoscritti dalla società, portino a un ritorno di investimento. In questo discorso potrebbe rientrare lo stesso tecnico se i risultati, fin qui molto buoni, peggiorassero.

Tuttavia, in questi giorni, più che di acquisti si parla di cessioni. Detto che del problema lista champions me ne fregherei altamente, impacchetterei di persona Materazzi per portarlo a Londra, sponda Spurs. E oggi come oggi sacrificherei anche Burdisso, se ci fosse un’offerta convincente, mantenendo Rivas e integrando Santon come esterno. Se raggranelliamo qualcosa da queste cessioni, unite a quelle di Crespo e Dacourt, che in termini di ingaggio gravano pesantemente, forse Branca avrebbe qualche piccolo spazio di manovra. Ma la rosa va sfoltita, perché aderire al progetto di Mourinho significa assecondarlo nella gestione.

Se la situazione muta è ovvio che mi auguro che Adriano, sul serio, ci garantisca qualcosa, per poi cederlo, dopo averlo messo in vetrina (anche se dubito che appartenga a Moratti un simile atteggiamento). Il vero buco rimane a centrocampo: se c’è un’offerta per Vieira su due piedi non la valuterei, è il miglior centrocampista che abbiamo e quello che fa fare il salto di qualità al reparto, ma insomma…

Si può magari aggiungere che la buona prova di Santon dev’essere da stimolo a provare Bolzoni, nessuno gli chiede di essere Vieira e nemmeno Dacourt, ma non è detto che non possa far rifiatare Cambiasso e Zanetti di volta in volta. Con 5-6 cessioni, tra le quali inserirei anche uno tra Jimenez, Quaresma e Mancini, forse si può trovare spazio per Balotelli e comprare un giocatore alla Manicone. E dal prossimo anno via a un progetto simil-Manchester esclusivamente dedicato alla conquista della Coppa dalle grandi orecchie.

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Avanti in Coppa Italia, ora il campionato

gennaio 21st, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Coppa Italia, Manipolazione Intellettuale | di ex-collaboratori

L’Inter gioca una partita di grinta e impegno, mostrando progressi rispetto alle ultime uscite, soprattutto affrontando un avversario di rango, ben lontano dalla passeggiata dell’Olimpico dell’autunno scorso. Oggi siamo in pieno inverno e si vede: la squadra ha qualche problema di gioco, di fluidità della manovra e tende a subire abbastanza, prima sulle fasce, poi al centro. Ma nel complesso la prestazione è molto più che sufficiente, perché abbiamo creato occasioni, abbiamo reagito al pareggio e abbiamo trovato qualche novità sul cammino che ci può far sperare bene.

Santon merita una menzione particolare. E’ un esterno destro alto, che Mourinho, fin dall’estate, ha provato a impostare sulla linea di difesa. Messo in quarantena Maxwell si è fatto valere sulla fascia opposta, mostrando tutte le sue qualità: corsa, dribbling, coraggio. Sembra assurdo doverlo ribadire, perché da anni abbiamo il miglior settore giovanile italiano, ma ragazzi così vanno portati in prima squadra e devono pesare sul mercato. Al diavolo gli Angeleri e tutti i misteriosi parametri zero che potrebbero arrivare. Santon è un capitale da investire già da questa stagione: è fresco, ha voglia e può solo migliorare.

Adriano è in lento, ma progressivo miglioramento. Ha lottato con le sue armi, peso e prepotenza, contro una difesa di primo livello, scardinandola. Ha offerto un sublime assist per Ibrahimovic e ha sempre coperto la sua zona. Certo, dovrebbe dimagrire di dieci chili e mantenere promesse che non hai mantenute, ma cosa dobbiamo dire? Meglio avercelo, perché almeno ha peso e riesce a liberare spazi per Ibra.

Nella prestazione odierna mi piace sottolineare la prova di Toldo e Burdisso ha giocato persino meglio di Samuel, se vogliamo. Quello che sembra evidente è che per un motivo o per l’altro la difesa è indebolita: ha preso gol e ha rischiato, mentre sovente ha battagliato, ma ripeto che ciò dipende dal centrocampo. Cambiasso poco in forma? Zanetti idem? No, direi che è un discorso di atteggiamento tattico, di equilibrio. Appena c’è qualcuno che corre a un passo diverso dai colleghi di reparto, le distanze saltano: Stankovic, pur sempre uno dei migliori, non è ancora quello di un mese fa e Muntari sembra aver oltrepassato il picco di forma. Un po’ come all’inizio del campionato quando le distanze erano lunghissime: per questo invoco il turnover, qualcuno riposa ed entro un mese abbiamo la squadra pronta per la rincorsa finale.

La partita, nel complesso, è stata equilibrata, la vittoria va a nostro merito, contro questi maledetti piagnoni romanisti. Non come i giudizi dei due telecronisti, probabilmente nascosti in una cabina segreta di Trigoria. Veramente patetici.

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Spifferi, fessure, voragini e centrifughe

gennaio 21st, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Manipolazione Intellettuale, Società | di Luis

Dopo la partita di Bergamo ha parlato con i giocatori. Vi siete capiti? “Penso che per voi giornalisti, in senso generale, sia più facile continuare con le vostre fonti. Voi sapete assolutamente tutto: è un ‘miracolo’ sapere la squadra che scenderà in campo quindici minuti dopo l’ultima nostra riunione tecnica o sapere che cosa dico ai giocatori in privato: siete veramente bravi… Ma se volete sapere cosa ci siamo detti ieri, è meglio venirlo a sapere da altre fonti: io non dico e non dirò” .

Questa affermazione di Mourinho nella conferenza di ieri è passata quasi sottotraccia. Non è difficile capire il perché, visto che spetta ai giornalisti stessi amplificare o meno il messaggio di una notizia. Ecco, finalmente Mourinho sembrerebbe aver capito l’ambiente che lo circonda. Dopo 8 vittorie consecutive sono bastati un pareggio interno col Cagliari e la sonora sconfitta di Bergamo per riesumare i vecchi problemi. Certo, anche il suo modo di giustificare la sconfitta non è stato il massimo dell’eleganza, ma, puntuale ed atteso si è alimentato il sospetto (anche qualcosa in più) di dissidi tra Moratti ed il nuovo tecnico. L’insoddisfazione del presidente per la gestione di alcuni “casi”, il gioco espresso dalla squadra nelle ultime gare ed i milioni spesi in estate i motivi dei primi dubbi di Moratti.

Tornando agli spifferi, ne suggeriamo uno suggestivo riportato da Laura Alari. “Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria, il secondo lo avete vinto perchè non c’era nessuno. Il terzo all’ultimo minuto. Siete una squadra…” questo avrebbe detto Mourinho ai suoi dopo la prestazione negativa di domenica con tanto di indignazione dei giocatori e comunicazione a Moratti dell’accaduto (leggi). L’articolo della Alari è stato preso a mo’ di esempio di una categoria di giornalisti che sembrano più “amici di” che “obiettivi”. Da quando Mancini è stato allontanato dall’Inter è iniziata la campagna contro Mourinho, che finora non ha certo dimostrato di essere il grande allenatore descritto nella sua biografia, ma ha dato prova di essere una persona intelligente in grado di rivedere le proprie idee per arrivare alla vittoria. La stessa Alari aveva scritto dopo la conquista del 16° scudetto: “Una lezione di personalità, di orgoglio, di compattezza sbattuta in faccia a chi ha tentato di fermarla coprendola di fango, perchè non riusciva a fermarla in campo. Ma anche a chi, dall’interno, si è insinuato nelle fessure congenite della società con la speranza che prima o poi diventassero voragini: è il vecchio trucco di chi sa di non essere all’altezza e per paura di perdere la posizione cerca di stroncare quelli che potrebbero far salire il livello troppo in alto” (leggi). Fessure congenite e voragini. Termini sostituiti dal più ammiccante spifferi. Un po’ di coerenza non guasterebbe.

Anche Marco Ansaldo, su La Stampa, dopo un brillante articolo in cui dimostrava la propria incompetenza nostalgica in tema di diritto sportivo, cita la differenza di vedute tra Moratti e Mourinho su Cordoba come possibile elemento di disturbo tra le parti (leggi). Le parole di Moratti, dette con Cordoba presente alla Comuna Baires, sono di una normalità imbarazzante, ma, come si dice in questi casi, tutto fa brodo.

Una cosa è certa, Mourinho ha terminato la fase di prelavaggio, per continuare il paragone di Trapattoni sulla centrifuga-Inter. Ha capito l’aria che si respira, l’ambiente non proprio accogliente che lo circonda, la pressione mediatica che avvolge squadra e società e le “fessure congenite che possono diventare voragini”. Il suo impermeabile ed il suo ombrello aperto in anticipo in una famosa pubblicità sapranno resistere alle intemperie, ma in soccorso alle capacità manageriali devono arrivare quelle tecniche, iniziando da stasera. Una vittoria contro la Roma rasserenerebbe gli animi di tutti. Tutti tranne quelli pronti ad alimentare il seme del dubbio nei rapporti con Moratti. Chi vuole il bene dell’Inter deve augurarsi di vedere Mourinho sulla panchina dell’Inter fino alla scadenza del suo contratto. Il confronto con l’immagine di Mancini prima e dopo la centrifuga sarebbe il solo e divertente spunto di riflessione.

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Ci serve un Manicone: 10 nomi per il centrocampo

gennaio 20th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Discussioni | di Taribo59

Manca una decina di giorni alla fine del “mercato di riparazione” (espressione adattissima all’Inter, che il mercato estivo l’ha vistosamente sbagliato). Moratti dice che non arriverà nessuno, e posso capire il suo umore avendo speso certe cifre per Quaresma e Mancini. Ma se Branca & C. riuscissero a piazzare un po’ degli elementi in esubero, sfoltendo la rosa e alleggerendo il monte-ingaggi, forse Moratti entrerà nell’ordine di idee di reinvestire qualcosa.

Finora Mourinho ha schierato 26 calciatori, aggiungendo Orlandoni, Santon e Bolzoni si arriva a 29. Ne basterebbero 23-24, e non avrei dubbi sul fatto che sia opportuno cedere 5 o 6 fra questi: Burdisso o Materazzi, Rivas, Dacourt, Obinna o Jimenez, Crespo (e se davvero il Real Madrid fosse interessato ad Amantino Mancini, lascerei partire pure lui).

So bene quale sia la situazione degli ingaggi, quasi tutta la rosa nerazzurra è invendibile a prezzi decenti, ma spero che almeno 4 dei nomi qui sopra vadano a cercare fortuna altrove: è l’unico modo per dare spazio a qualche giovane e definire precise gerarchie.

Fossi in Mourinho, spingerei all’esodo con una conferenza-stampa nella quale comunicare i 25 nomi della prossima Lista Champions: gli esclusi non avrebbero alibi, e pazienza se il loro prezzo scenderà ancora. La rosa nerazzurra è tanto folta quanto squilibrata: in particolare, mi sembra carente a centrocampo. Trovo assurdo insistere su “ripieghi” come Chivu, avendo già Zanetti: a certi livelli, non puoi confezionare un centrocampo in cui due su quattro non segnano mai, anzi non entrano nemmeno in area. E dove un raffreddore di Cambiasso può innescare una catastrofica reazione a catena.

L’identikit dell’uomo che serve all’Inter mi spinge a preferire chi sta giocando in Italia (l’ambientamento di Quaresma dovrà pure insegnare qualcosa), ha meno di 30 anni e può sedere per un mese di fila in panchina senza alimentare polemiche. Farò 10 nomi, escludendo i costosissimi Hamsik, Diego, Montolivo, Gourcuff e Aquilani, uno dei quali spero arrivi a luglio. Sono nomi “abbordabili” a cifre decorose, 6 su 10 sono italiani.

Nell’ordine di preferenza: 1) Palombo, 2) Inler, 3) Galloppa, 4) Biondini, 5) Ledesma C., 6) Abate, 7) Guberti, 8) Cigarini, 9) Tissone, 10) Carmona.

Ho escluso “registi” alla Liverani, Zanchetta e Cossu (ma il Ledesma della Lazio, Palombo e Cigarini sanno fare anche quello), perché credo serva un’iniezione di dinamismo e di pressing, per far rifiatare, a turno, Cambiasso e Stankovic, nella speranza (temo infondata) che anche Vieira possa dare un buon contributo. A chi preferirebbe vedere un nuovo attaccante, ritenendo sufficiente la rosa di centrocampisti e pensa abbia dimenticato Muntari, rispondo che a gennaio non può arrivare nessun attaccante migliore di Cruz, Balotelli e Adriano, mentre Muntari lo considero solo un cambio, un’arma tattica a intermittenza, avendo mostrato invincibili limiti tecnici e caratteriali.

Il mio identikit, dunque, porta a una conclusione che chi ha una certa età non può non ricordare con affetto: parlo di Antonio Manicone, utilissimo e umilissimo, grazie al quale 15 anni fa l’Inter di Bagnoli arrivò a sfidare l’armata del Milan di Capello.

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Impagabili

gennaio 20th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calcio Mercato, Manipolazione Intellettuale, Video | di Nk³

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Atalanta-Inter, le pagelle

gennaio 19th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Campionato, Pagelle | di Luis

Julio Cesar 5,5 | Impietosa la grafica riassuntiva a fine primo tempo: 4 tiri subiti nello specchio, 3 goal. Solo sul primo, forse, c’era margine d’intervento. Imprendibili gli altri. Commette l’unico errore (ininfluente) a risultato compromesso: manca la presa nell’occasione che porta al palo di Ferreira Pinto. Maicon 6 | La sua partita la ricorderemo solo per il siparietto messo in scena con Bellini. L’atalantino, invitato dalColosso a confessare un’evidente deviazione in fallo laterale, fa spallucce ed il brasiliano se ne va offeso ed indignato. Paga la mostruosa prestazione in Coppa Italia col Genoa, dimostrando di non essere un cyborg. Cordoba & Burdisso 9 (in due) | Soffrono i movimenti di Floccari e gli inserimenti di Doni, complici errori individuali ed un centrocampo molle e disunito in fase di copertura. La sensazione è che con Samuel in campo la musica non sarebbe stata molto diversa. Maxwell 5 | Il manuale del calcio, tanto caro a José Altafini, dedica un apposito capitolo alle respinte difensive in caso di cross. L’imperativo categorico è di non respingere il pallone centralmente. Floccari, sentitamente, ringrazia.

Zanetti 5 | Primo tempo in balia del centrocampo avversario. Secondo tempo passato a coprire le avanzate di Obinna e a rincorrere le sgroppate di Ferreira Pinto. Domenica bestiale. Cambiasso 5 | Difficile dire se risente maggiormente della condizione e dell’organizzazione degli avversari o delle modifiche tattiche apportate da Mourinho. Il risultato è una prestazione notevolmente al di sotto dei suoi standard(s). Chivu 5 | Si fa fatica a trovare cosa sia cambiato dalla scorsa stagione, dove ha dimostrato di saper occupare (bene) gli spazi a centrocampo, risultando un jolly importantissimo per la conquista del titolo. Viene sostituito sul 2-0 ma la sua era una presenza fantasma. Stankovic 5 | Al rientro dopo la squalifica e l’infortunio non offre il contributo sperato. Inizia trequartista e finisce davanti alla difesa, ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. Ibrahimovic 4,5 (il peggiore) | L’inquadratura della telecamera posta dietro la porta di JC mostra chiaramente il comportamento dei 3 in barriera: Maicon salta (come si dovrebbe), Stankovic vede il pallone passare sulla testa dello svedese ed Ibra non trova di meglio da fare che allungare il braccio toccando il pallone con la mano. Se ci avesse messo la testa (e non solo in senso metaforico) avrebbe evitato (o forse solo ritardato) il 2-0. Invidioso dei turni di riposo concessi a Stankovic, Maicon e Muntari, decide di farsi ammonire per proteste. Il pallone ciccato in occasione della rete della bandiera testimonia il suo senso del goal. Crespo 5 | Prima chance da titolare in campionato dopo la volenterosa prova col Genoa e l’assist contro il Cagliari. Ha un solo pallone giocabile. Tiro da dimenticare. Adriano 6 | Sembra quasi incredibile, ma è stato il migliore del reparto offensivo. Ripropone la rovesciata (anche se siamo molto lontani dai livelli di Julio Baptista) e cerca in più di una occasione l’azione personale. Lo scatto non è quello dei tempi migliori, il tiro neanche, ma, vista la (non) concorrenza potrebbe trovare spazio sia mercoledì che domenica. 

Obinna 5,5 | Deve allenarsi davvero secondo i dettami del tecnico per essere preferito a Mancini e Quaresma. Entra e fa il suo dovere, anche se sbaglia qualche cross di troppo. Errore macroscopico davanti a Coppola sul finale. Non deve essere certo lui il salvatore della partia. Figo 5,5 | Tanta buona volontà. Non sufficiente per colmare un dinamismo ormai prossimo ai livelli di Milanello. Mourinho 5 |L’elemento ricorrente nelle sua gestione è il cambio di atteggiamento tattico in caso di svantaggio. Eravamo abituati ad avere un modulo di riferimento, senza repentini cambiamenti nel momento in cui bisognava recuperare. Sconfessare il lavoro settimanale dopo pochi minuti di gioco non è un messaggio positivo. Attribuire i goal ad errori individuali non cambia la sostanza delle cose: l’Atalanta ha vinto anche per una occupazione del campo nettamente migliore. La Roma e la Samp ci diranno se la strada intrapresa sarà quella giusta. Rizzoli 6 | Partita facile da dirigere. Ha imparato che non sono necessari 3 vaffa per estrarre un giallo.

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I cinque grandi problemi dell’Inter

gennaio 19th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Allenatore, Campionato, Tattica | di ex-collaboratori

1. Mancanza di gioco offensivo. La manovra offensiva è stata affidata finora a tre grandi soluzioni: 1) palla a Ibrahimovic, per creare spazio o concludere 2) le discese di Maicon 3) i calci piazzati. Di queste soluzioni, la terza è nettamente meno efficace degli anni passati. I tiratori di calci d’angolo sono diventati Maicon e Cambiasso, si segna meno che in passato, ma in ogni caso creiamo meno calci piazzati a causa della sterilità del gioco offensivo. Mancano quindi: le percussioni a sinistra, che lo scorso anno funzionavano persino tra Maxwell e Cesar, mancano le percussioni centrali di Cambiasso, manca la capacità di tenere palla e di rallentare il gioco a piacimento.

2. Mourinho ha fatto poco turnover. L’allenatore portoghese ha escluso dalle rotazioni dei giocatori importanti non solo dal punto di vista economico, ma essenziali per far rifiatare i titolari, con il risultato che la squadra non appare mai troppo lucida quando crea qualche occasione. Mancini, Jimenez, Dacourt, Balotelli e Quaresma (ma prima anche Crespo e Cruz hanno subito questo strano destino), meritano spazio, non si può giocare su tre fronti sempre con Cordoba – Maicon – Cambiasso- Ibra.

3. La difesa: ieri è stata inguardabile. Ma la vera notizia è che la nostra difesa è vulnerabile se viene presa in velocità. Spetta al centrocampo rompere il gioco avversario, rallentarlo e non concedere facili penetrazioni. Ieri è stata una giornata di errori individuali, ma le azioni dell’Atalanta erano sempre pericolose. Pertanto la posizione di Cambiasso e l’utilizzo di Zanetti e Chivu non ha pagato i dividendi auspicati. Se proprio dobbiamo rischiare, meglio farlo quando stiamo attaccando.

4. Mourinho e le piccole. Mourinho ha dimostrato di essere un notevole motivatore per le grandi sfide, mentre ha toppato con le piccole. Impreparazione tattica? Presunzione? Assenze incolmabili? Forse si e forse no, c’è un po’ di tutto nelle prestazioni opache dell’Inter contro le squadre più deboli. Di sicuro la squadra è apparsa fiacca, svogliata, poco incline a seguire i dettami del tecnico, uno dei quali (il pressing alto) avrebbe assicurato più copertura e maggiori ripartenze.

5. La squadra incompleta e il calcio mercato. Per un motivo o per l’altro da due anni non facciamo una campagna acquisti efficace. Eccezioni sono il Chivu martoriato ed eroico dello scorso anno (un fuoriclasse che dovremmo sfruttare maggioramente) e il Muntari di questa stagione, che corre come pochi e almeno tambureggia in mezzo. E abbiamo parlato di un difensore e di un centrocampista ottimo, ma non certo eccellente. La squadra in attacco non ha valide alternative: Balotelli è troppo acerbo, Crespo e Cruz troppo usurati, Adriano è Adriano, mentre Suazo è stato venduto dopo aver ricomprato Acquafresca. In mezzo manca uno che sappia far gioco. O meglio, con l’infortunio di Vieira e l’assenza di Muntari la squadra perde peso, forza fisica e dinamismo, diventando improvvisamente leggera e fragile e senza capacità di palleggio. Questo significa che i nostri centrocampisti fanno un buon centrocampo nel complesso, ma presi uno per uno sono giocatori di complemento. Eccetto Vieira, che quando è in forma tende a dominare il reparto. Ma come sta Vieira non lo sanno nemmeno ad Appiano, temo.

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Via del campo (c’è una puttana…)

gennaio 17th, 2009 | Commenti disabilitati | Posted in Calciopoli, Discussioni, Manipolazione Intellettuale | di Mr Sarasa

Nel decennale della morte del poeta/cantautore/studioso genovese e genoano F. De Andrè spiace dover contraddire una delle sue strofe più famose:

“dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior”

In questa settimana infatti abbiamo assistito al solito letame che genera altro letame, diciamo per partenogenesi, e ad un raro esempio di diamante figlio di diamante.

Per iniziare bene la giornata di vigilia di Atalanta – Inter partiamo da questo secondo aspetto, vale a dire le parole di Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticabile BANDIERA  e PRESIDENTE, per uno di quegli strani scherzi del destino legato al nero&azzurro anche di Bergamo oltre che della Beneamata. L’intervista ha già fatto il giro del web, quindi ci limitiamo a linkarla qui. Vale la pena di ricordare che questa storia non inizia ieri, o a Porta a Porta, ma è conseguenza diretta di quanto iniziato all’indomani dello scoppio di Calciopoli.

La situazione era la seguente: contemporaneamente alle prime indiscrezioni Giacinto Facchetti era ricoverato in ospedale per l’aggravarsi della terribile malattia all’insaputa dei più; Moggi nei primi goffi tentativi di difesa (quando era l’unico sicuro di essere stato beccato con le mani nella m…armellata e il sistema mediatico non aveva ancora chiare direttive su cosa dire, per intenderci) inizia a tirare in ballo Facchetti con allusioni a sue telefonate e fidejussioni alla Reggina (aspetto legato all’attività di broker del Presidente).

Il Cipe non può difendersi pubblicamente, nelle sue condizioni, ma parte una querela nei confronti del lurido;  di lì a poco alle indiscrezioni segueono le indagini di Palazzi, il licenziamento della Triade ed il processo sportivo. (Quasi) tutta l’Italia si rende conto direttamente di cosa ha combinato “er paletta” che quindi deve provare a limitare i danni, più che continuare a spargere letame su uno dei pochi simboli positivi del calcio italiano.

Purtroppo il 4 Settembre il male si porta via Facchetti, e il simbolo dello schifo del calcio italiano, il secondo flagello in ordine temporale ma primo per entità dei danni causati, questo autentico letamaio vivente ha il coraggio di affidare alle agenzie le seguenti parole: “…non sapevo delle condizioni di Facchetti, o non avrei detto quelle parole…”

Il che, se si ha un minimo di cervello, può voler dire solo due cose a rigor di logica:

1) che sono vere ma avrebbe avuto “pietà” del malato, non rivelando niente
2) oppure che si è inventato TUTTO di sana pianta, e che se avesse saputo delle condizioni di Facchetti avrebbe evitato di tirare questo bel carico di M…oggi sul defunto, e per niente, visto che non ha poi confermato queste accuse nel corso del processo sportivo.

Ma a questo punto della squallida storia entra in scena Gianfelice, che non avrà seguito le orme del  padre sul campo da gioco, ma da lui ha appreso i valori della vita, quelli che distinguono le persone per bene da quelli lì. E quindi non solo porta avanti la querela nei confronti di Moggi, ma promette un uso dell’eventuale risarcimento in linea con lo spirito del Cipe, oltre a querelare anche l’ex arbitro (non imparziale) De Santis.
Chissà, forse è per questa non-rinuncia della famiglia Facchetti a voler pulire la memoria di Giacinto dal fango gettatogli addosso, che il condannato Moggi l’altra sera ha sentito l’esigenza di ritirare in ballo  una persona a cui non avrebbe avuto il diritto nemmeno di allacciare le scarpe, ma NOI non dimentichiamo.
Al fianco di Gianfelice, al fianco idealmente di Giacinto.

Mai stati quella roba lì, NOI. (cit.)

PS: siccome all’inizio si è accennato al letame che figlia incessantemente, accenniamo all’ultimo caso umano discendente da Calciopoli, cioè l’intervista manipolata ad arte del Romanista (l’unico giornale scritto con le lacrime – cit.) a Perrotta: basta prendere delle parole chiaramente sarcastiche (Domanda: Moggi ha detto che lo scudetto dell’anno scorso la Roma lo avrebbe vinto senza certi aiuti all’Inter.
Perrotta: “Magari arrivasse una nuova Calciopoli, così quello dell’anno scorso ce lo assegnano… io preferisco pensare che l’anno scorso l’Inter ha vinto perchè si è rivelata la squadra più forte…”. ) e titolare: “PERROTTA: UN’ALTRA CALCIOPOLI? MAGARI, COSI’ VINCIAMO SCUDETTO” (sorvolando sull’italiano sgrammaticato ovviamente…). Come cantava Faber?

“Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso. ”


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