Tutti vogliono viaggiare in prima

Burdisso, Crespo, Dacourt, Jimenez, Materazzi, Obinna, Rivas… fosse per Mourinho, sarebbero già altrove (fosse per me, sarebbero altrove anche Figo, Adriano, Mancini e Quaresma). Ma nessuno ha voglia di lasciare la bambagia in cui l’Inter culla i propri tesserati, coperti da contratti faraonici anche quando sono destinati a scaldare panchine o tribune. Il che, oltre a far riflettere sulla “voglia di giocare” di questi strapagati professionisti, dovrebbe spingere la dirigenza nerazzurra ad alcuni drastici cambiamenti.

Primo: nessun contratto pluriennale a chi abbia più di 33-34 anni.

Secondo: una clausola di rescissione concordata, con la quale “liberare” il calciatore prima della scadenza, pagando – che ne so – il 50% del contratto ancora in essere.

Terzo: abbandonare o almeno limitare la strada degli “svincolati”, da pagare a peso d’oro.

Dopo la strepitosa campagna-acquisti post-calciopoli (in un colpo solo, Ibra, Vieira, Maicon, Maxwell, Crespo, Grosso e Dacourt), l’Inter ha sostanzialmente fallito le due successive opportunità di rafforzamento. Nell’estate del 2007 sono arrivati Chivu, Cesar, Maniche, Suazo, Rivas, Pelè e Jimenez; l’estate scorsa si sono aggiunti Muntari, Mancini, Obinna e Quaresma.

La squadra non è stata ringiovanita e non si sono affrontati i due problemi essenziali: dare qualità al centrocampo e identificare il centravanti da schierare accanto a Ibra. L’Inter che sta annaspando in queste ultime, faticosissime, macchinosissime partite è per nove o dieci undicesimi la squadra assemblata da Roberto Mancini nell’estate 2006. Nel frattempo, il monte-ingaggi è lievitato (solo il Milan spende altrettanto), i giovani della Primavera più forte d’Italia non toccano il campo, e i prati di Appiano Gentile sono troppo piccoli per far allenare decentemente 29-30 calciatori.

A una settimana scarsa dalla chiusura del mercato, gli infortuni in difesa possono far dubitare dell’opportunità di scremare questa rosa pletorica, ma ancora spero che Branca & C. riescano ad accontentare Mourinho. Liberarsi di 4-5 contratti, significa anche dare sicurezza a chi resta. Può rimotivare i depressi, rinsaldare il gruppo.

PS – non avrei fatto ricorso per la squalifica di Adriano. E’ vero che tanti altri falli in area, per divincolarsi, non vengono sanzionati così duramente, ma è altrettanto vero che Adriano è recidivo (con queste sono 7 le giornate di squalifica da “prova tv”, record assoluto), e se l’arbitro avesse visto la scena, l’avrebbe espulso. Sullo 0-0…

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