Tra Inter-Samp e Catania-Inter

Oggi post doppio: una parte è dedicata alle rivoluzionarie tattiche di Josè Mourinho, un’altra è la prima parte di un racconto western moderno, per prepararci alla sfida di domani (tanto la conferenza di Beppe Baresi non dice molto, si può trovare quì, quò e quà, e nei commenti possiamo parlarne fino alla nausea).

LE RIVOLUZIONARIE TATTICHE DI MR. JOSE’ MOURINHO – PRIMA PARTE: GIOCARE CON L’UOMO IN MENO

Molti durante le partite dell’Inter di quest’anno almeno una volta si saranno chiesti: ma questo ci è o ci fà?

Bene, è il momento di rasserenare tutti costoro con una piccola guida interpretativa del credo tecnico-tattico-drammatico-pragmatico del nostro allenatore.

Oggi esaminiamo un accorgimento introdotto sin dalla prima partita ufficiale, dopo un precampionato normalissimo: GIOCARE CON L’UOMO IN MENO.

Perchè è indubbio che questa sia una scelta consapevole, alla prima volta dici “crede in Figo”, la seconda volta “Adriano merita un’altra chance”, ma la terza capisci che è tutto calcolato.

Funzionamento pratico:

1) se l’avversario è una squadra normale, metti un giocatore chiaramente fantasma, non importa in che ruolo (Adriano, Figo, Burdisso, Mansini, Quaresma) oppure un giocatore buono o anche passabile ma fuori ruolo (Muntari vertice basso o trequartista, Balotelli in fascia, Obinna seconda punta, Cruz DIETRO a Ibra); da notare che Mourinho, avendo sei mesi di tempo per capire i nostri limiti e non trovandone a sufficienza, fa spendere un fracco di soldi al presidente per comprargli un giocatore fantasma (Quaresma) e far ritornare Adriano, per avere sempre a disposizione almeno un “uomo in meno”.
2) se l’avversario è troppo inferiore alle nostre potenzialità, gli uomini in meno possono essere anche DUE.

Ma arrivati a questo punto, la domanda ulteriore è: MA PERCHE’?

L’Interista avveduto sa già la risposta, spieghiamola a chi vede in queste soluzioni d’avanguardia un ritorno ad anni foschi: i giocatori validi si abituano a correre anche per i compagni “assenti”.

E quando – verso Aprile/Maggio – il mister schiererà 11 giocatori veri, non ce ne sarà per nessuno.

La prossima lezione verterà sul secondo dubbio esistenziale del 2008-2009: LA FAGIOLATA.

(continua?)

SFIDA ALLOMONACO CORRAL

…il suo nome era Monaco, LO Monaco, perchè chi incrociava la sua strada faceva bene a farsi il segno della croce, e aspettava il gringo venuto da fuori città al Saloon Massimino, così chiamato dal nome del minuto ex-proprietario, un buffo pianista dagli eccentrici comportamenti.

Lo aspettava da quasi cinque mesi ormai, da quando lo aveva coperto di ridicolo davanti al mondo… ehm, alla città intera, quello sfregio alla sua personalità non se l’era mica scordato, gli avrebbe fatto vedere che duro fosse, di cemento diciamo.

Mentre era assorto a lucidare la sua betoniera a presa rapida lo raggiunse la notizia inattesa, che rischiava di madare tutto all’aria: quel pavido di un gringo si era fatto espellere il giorno prima, pur di non incrociarlo sul campo.

“Pusillanime – pensò – ma non mi sfuggi”. Ripose i sacchi di cemento e prese la sua seconda arma preferita, il cellulare-sei-colpi, dono del suo vecchio amico Lucky Lucy.

Compose il numero di Padre Rav, confessore delle più inenarrabili porcate commesse nel loro sporco mondo, uno che aveva già ascoltato gente del calibro dello stesso Lucky Lucy e della sua banda:

“Pronto Padre? vorrei recapitare un messaggio. Mi fai intervenire stasera in trasmissione?”

“certo figliolo, come vuoi. Però dovrò sottolineare che anche l’ultima volta prima di darti la parola, quando l’hai sparata così grossa, noi abbiamo provato a calmarti, ok?”

“eheh, si Padre, mi ricordo quella volta… vabene, e io la coprirò a mia volta dicendo che infatti dopo mi ero scusato. A dopo.”

Così aspettarono entrambi la sera, mentre Padre Rav diceva messa nella Chiesa Rigorista del Lunedì: dopo l’omelia moviolista, il Raverendo diede la parola allo Monaco (licenza letteraria), per il suo sermone conclusivo:

ed ecco, in verità vi dico, il Gringo è venuto tra noi a dispensare falsi miti. Da quando è tra noi, ha soltanto seminato polemiche, ma capisco che è di questo che ha bisogno il nostro ambiente…

Padre Rav lo interruppe, per provare a limitarne almeno parzialmente le esternazioni: “certo figliolo, certo! Ma visto che sarà squalificato, forse potrete chiarirvi sulle tribune?”

Sapete che io già mi ero scusato con lui, ma quando dopodomani verrà, non gli stringerò la mano. Perchè non lo conosco. E io stringo la mano solo a chi se lo merita…però gli troveremo un posto consono… con vista sul campo…” e nella sua testa aveva ben chiaro il posto: patibolo con vista campo… santo; Padre Rav preferì non rischiare ritorsioni, e chiuse la cerimonia.

Poche ore dopo il gringo ricevette il suo aiutante alla locanda: “Ti sta preparando una bella accoglienza, quello Monaco…” e riferì tutto d’un fiato il messaggio.

Il gringo stese le gambe sul tavolo, si stiracchio per bene, e chiese all’amico: “scusa, non ho capito una cosa di tutta sta storia… ma chi sarebbe sto Monaco? io conosco solo Monaco di Tibet, Monaco di Baviera, Gran Premio di Monaco… piuttosto vieni qua che abbiamo una partita seria da preparare, senza perdere altro tempo…”

(racconto satirico, senza alcun intento offensivo; segnalo soltanto che le frasi in blu sono “recitate in originale”, fonte: puntata di ieri di Lunedì di Rigore)

PS 1: Balotelli non convocato. Non è una gran notizia, qualche commentatore lo coprirà di insulti, più per sembrare filo-murignano che non per reale conoscenza della situazione/motivi oggettivi. A me francamente non frega molto, fino a fine gennaio fuori aveva detto l’allenatore e fuori fino a fine gennaio è stato.

Mario può essere ancora decisivo nei mesi restanti, come l’anno scorso. E con la fine del mercato, la situazione si rasserenerà… però intanto l’allenatore deve fare 3 punti, non come dopo Atalanta-Inter… quando uno come Mario forse poteva servire.

PS 2: aggiornamento-boxe: Tosel aveva segnato per noi, la Corte Di Giustizia Federale ha messo al sicuro il risultato.

E ora Adriano, che era convocato solo nell’eventualità che il ricorso venisse accolto, resta a Milano; in tempi di crisi, i locali della movida contano di recuperare i mancati incassi di sabato…

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