Il punto dopo Inter-Sampdoria

Vive la sudditance! Si potrebbe dire, parafrasando non so bene che cosa. Ebbene si, 3 giornate dico 3 giornate ad Adriano, che immagino si stia già organizzando le vigilie a questo punto. Diciamocelo: è sfigato il nostro attaccante, così come sembra essere sfigata l’Inter con la prova tv. Tre giornate a Muntari, tre giornate ad Adri, una volta ne diedero tre a Samuel per essersi raschiato la gola a 57 metri di distanza da una bambola ceca misteriosamente sdraiata in terra. Per concluderla in bellezza: c’est la vie…

Veniamo alle polemiche e ai commenti del dopo Inter-Sampdoria. Non siamo stati brillanti, la critica ci vede bene nel dire che l’Inter non gioca tutto sto gran calcio. Anzi, rispetto all’inizio del mese di dicembre, siamo proprio indietro e non ne azzecchiamo una. L’impressione è quella di settembre insomma: mezza squadra corre, l’altra metà cammina, per un motivo o per l’altro. Diverso è il discorso sulle avversarie, le cui prestazioni sono enfatizzate, nonostante i fatti dimostrino il contrario. La Juventus, c’è da dirlo, sta correndo molto, ha fiato ed energia, vanno a benzina agricola che è un piacere. Ma non hanno un benedetto schema offensivo, e Ranieri presto potrebbe essere denunciato per atti pubblici in luoghi osceni (fornire la distinta della formazione nello spogliatoio della Juve). E il Milan? I casciavit hanno vinto nettamente a Bologna e facendo belle azioni… in contropiede. Un Bologna in dieci, messo K.O. da un ridicolo rigore su Zambrotta (non ce l’hanno detto, ma i rigori in favore del Milan sono una fiction, siccome ha successo, la produzione continua), che a Bologna trova sempre della gambe invisibili a fermarlo. Insomma, l’esaltazione per lo show del Milan è ridicola, se paragonata, per esempio, a una vittoria molto più significativa quale quella ottenuta dal Cagliari all’Olimpico. E la Roma? Dopo aver pianto inutilmente tutta la settimana per essere stata esclusa dall’unica competizione che gli consentivamo (noi e altri…) di vincere, strappa una bella vittoria a Napoli, che guarda caso non perdeva al San Paolo dall’ultimo scontro con i capitolini. Della serie: abbassiamoci le braghe e facciamoli passare.

In buona sostanza della prestazione dell’Inter rimane l’impressione di una grinta che va oltre i nostri reali limiti di gioco, siamo stati presi letteralmente a pugni dalla Sampdoria sul piano fisico, ma paga il solo Adriano. In compenso con due o tre azioni veloci abbiamo fatto nostro il risultato. Segnalo pertanto: lo scambio volante che a destra innesca Maicon per il cross dell’uno a zero; l’azione veloce che porta Mancini sul fondo, mette in mezzo per Stankovic che tira sul portiere e l’azione di pressing che libera Deki al tiro, con una spettacolare traversa. Da questi sprazzi si capisce quali sono le potenzialità e i limiti attuali della nostra squadra: ci manca il cambio di passo a centrocampo e una certa energia per far girare il pallone o recuperarlo nei momenti di stanca. Con venti minuti per tempo di corsa e scambi veloci, al contrario, potremmo sistemare chiunque.

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