I cinque grandi problemi dell’Inter

1. Mancanza di gioco offensivo. La manovra offensiva è stata affidata finora a tre grandi soluzioni: 1) palla a Ibrahimovic, per creare spazio o concludere 2) le discese di Maicon 3) i calci piazzati. Di queste soluzioni, la terza è nettamente meno efficace degli anni passati. I tiratori di calci d’angolo sono diventati Maicon e Cambiasso, si segna meno che in passato, ma in ogni caso creiamo meno calci piazzati a causa della sterilità del gioco offensivo. Mancano quindi: le percussioni a sinistra, che lo scorso anno funzionavano persino tra Maxwell e Cesar, mancano le percussioni centrali di Cambiasso, manca la capacità di tenere palla e di rallentare il gioco a piacimento.

2. Mourinho ha fatto poco turnover. L’allenatore portoghese ha escluso dalle rotazioni dei giocatori importanti non solo dal punto di vista economico, ma essenziali per far rifiatare i titolari, con il risultato che la squadra non appare mai troppo lucida quando crea qualche occasione. Mancini, Jimenez, Dacourt, Balotelli e Quaresma (ma prima anche Crespo e Cruz hanno subito questo strano destino), meritano spazio, non si può giocare su tre fronti sempre con Cordoba – Maicon – Cambiasso- Ibra.

3. La difesa: ieri è stata inguardabile. Ma la vera notizia è che la nostra difesa è vulnerabile se viene presa in velocità. Spetta al centrocampo rompere il gioco avversario, rallentarlo e non concedere facili penetrazioni. Ieri è stata una giornata di errori individuali, ma le azioni dell’Atalanta erano sempre pericolose. Pertanto la posizione di Cambiasso e l’utilizzo di Zanetti e Chivu non ha pagato i dividendi auspicati. Se proprio dobbiamo rischiare, meglio farlo quando stiamo attaccando.

4. Mourinho e le piccole. Mourinho ha dimostrato di essere un notevole motivatore per le grandi sfide, mentre ha toppato con le piccole. Impreparazione tattica? Presunzione? Assenze incolmabili? Forse si e forse no, c’è un po’ di tutto nelle prestazioni opache dell’Inter contro le squadre più deboli. Di sicuro la squadra è apparsa fiacca, svogliata, poco incline a seguire i dettami del tecnico, uno dei quali (il pressing alto) avrebbe assicurato più copertura e maggiori ripartenze.

5. La squadra incompleta e il calcio mercato. Per un motivo o per l’altro da due anni non facciamo una campagna acquisti efficace. Eccezioni sono il Chivu martoriato ed eroico dello scorso anno (un fuoriclasse che dovremmo sfruttare maggioramente) e il Muntari di questa stagione, che corre come pochi e almeno tambureggia in mezzo. E abbiamo parlato di un difensore e di un centrocampista ottimo, ma non certo eccellente. La squadra in attacco non ha valide alternative: Balotelli è troppo acerbo, Crespo e Cruz troppo usurati, Adriano è Adriano, mentre Suazo è stato venduto dopo aver ricomprato Acquafresca. In mezzo manca uno che sappia far gioco. O meglio, con l’infortunio di Vieira e l’assenza di Muntari la squadra perde peso, forza fisica e dinamismo, diventando improvvisamente leggera e fragile e senza capacità di palleggio. Questo significa che i nostri centrocampisti fanno un buon centrocampo nel complesso, ma presi uno per uno sono giocatori di complemento. Eccetto Vieira, che quando è in forma tende a dominare il reparto. Ma come sta Vieira non lo sanno nemmeno ad Appiano, temo.

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