Via del campo (c’è una puttana…)

Nel decennale della morte del poeta/cantautore/studioso genovese e genoano F. De Andrè spiace dover contraddire una delle sue strofe più famose:

“dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior”

In questa settimana infatti abbiamo assistito al solito letame che genera altro letame, diciamo per partenogenesi, e ad un raro esempio di diamante figlio di diamante.

Per iniziare bene la giornata di vigilia di Atalanta – Inter partiamo da questo secondo aspetto, vale a dire le parole di Gianfelice Facchetti, figlio dell’indimenticabile BANDIERA  e PRESIDENTE, per uno di quegli strani scherzi del destino legato al nero&azzurro anche di Bergamo oltre che della Beneamata. L’intervista ha già fatto il giro del web, quindi ci limitiamo a linkarla qui. Vale la pena di ricordare che questa storia non inizia ieri, o a Porta a Porta, ma è conseguenza diretta di quanto iniziato all’indomani dello scoppio di Calciopoli.

La situazione era la seguente: contemporaneamente alle prime indiscrezioni Giacinto Facchetti era ricoverato in ospedale per l’aggravarsi della terribile malattia all’insaputa dei più; Moggi nei primi goffi tentativi di difesa (quando era l’unico sicuro di essere stato beccato con le mani nella m…armellata e il sistema mediatico non aveva ancora chiare direttive su cosa dire, per intenderci) inizia a tirare in ballo Facchetti con allusioni a sue telefonate e fidejussioni alla Reggina (aspetto legato all’attività di broker del Presidente).

Il Cipe non può difendersi pubblicamente, nelle sue condizioni, ma parte una querela nei confronti del lurido;  di lì a poco alle indiscrezioni segueono le indagini di Palazzi, il licenziamento della Triade ed il processo sportivo. (Quasi) tutta l’Italia si rende conto direttamente di cosa ha combinato “er paletta” che quindi deve provare a limitare i danni, più che continuare a spargere letame su uno dei pochi simboli positivi del calcio italiano.

Purtroppo il 4 Settembre il male si porta via Facchetti, e il simbolo dello schifo del calcio italiano, il secondo flagello in ordine temporale ma primo per entità dei danni causati, questo autentico letamaio vivente ha il coraggio di affidare alle agenzie le seguenti parole: “…non sapevo delle condizioni di Facchetti, o non avrei detto quelle parole…”

Il che, se si ha un minimo di cervello, può voler dire solo due cose a rigor di logica:

1) che sono vere ma avrebbe avuto “pietà” del malato, non rivelando niente
2) oppure che si è inventato TUTTO di sana pianta, e che se avesse saputo delle condizioni di Facchetti avrebbe evitato di tirare questo bel carico di M…oggi sul defunto, e per niente, visto che non ha poi confermato queste accuse nel corso del processo sportivo.

Ma a questo punto della squallida storia entra in scena Gianfelice, che non avrà seguito le orme del  padre sul campo da gioco, ma da lui ha appreso i valori della vita, quelli che distinguono le persone per bene da quelli lì. E quindi non solo porta avanti la querela nei confronti di Moggi, ma promette un uso dell’eventuale risarcimento in linea con lo spirito del Cipe, oltre a querelare anche l’ex arbitro (non imparziale) De Santis.
Chissà, forse è per questa non-rinuncia della famiglia Facchetti a voler pulire la memoria di Giacinto dal fango gettatogli addosso, che il condannato Moggi l’altra sera ha sentito l’esigenza di ritirare in ballo  una persona a cui non avrebbe avuto il diritto nemmeno di allacciare le scarpe, ma NOI non dimentichiamo.
Al fianco di Gianfelice, al fianco idealmente di Giacinto.

Mai stati quella roba lì, NOI. (cit.)

PS: siccome all’inizio si è accennato al letame che figlia incessantemente, accenniamo all’ultimo caso umano discendente da Calciopoli, cioè l’intervista manipolata ad arte del Romanista (l’unico giornale scritto con le lacrime – cit.) a Perrotta: basta prendere delle parole chiaramente sarcastiche (Domanda: Moggi ha detto che lo scudetto dell’anno scorso la Roma lo avrebbe vinto senza certi aiuti all’Inter.
Perrotta: “Magari arrivasse una nuova Calciopoli, così quello dell’anno scorso ce lo assegnano… io preferisco pensare che l’anno scorso l’Inter ha vinto perchè si è rivelata la squadra più forte…”. ) e titolare: “PERROTTA: UN’ALTRA CALCIOPOLI? MAGARI, COSI’ VINCIAMO SCUDETTO” (sorvolando sull’italiano sgrammaticato ovviamente…). Come cantava Faber?

“Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso. ”


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