scritto da il 31 gennaio 2009 alle 11:26

La restaurazione e gli anelli al naso

Il giorno dopo lo scoop da premio Pulitzer confezionato dal Giornale che una volta fu di Montanelli (le cui ossa ieri sono state rinvenute a 169 miglia di distanza, a furia di rivoltarsi) e oggi è dell’usignol Giordano, direi che si può fare un quadro riassuntivo di ciò che è successo, a beneficio di quei lettori che ancora non sapessero o non abbiano colto quelle che Stephen Hawking chiama le sottili inferenze.

Smentita la notizia in prima pagina

Il Giornale attraverso il suo giornalista Fazzo viene in possesso di un documento della polizia giudiziaria, un rapporto nel quale chi l’ha steso, leggendo giornali, classifiche e formazioni, si è fatto l’idea che l’Inter possa aver rallentato di proposito la corsa scudetto per permettere alle agenzie di scommesse di riaprire le giocate. A parte che per sostenere una cosa del genere ci vorrebbe una cosa che in gergo giudiziario si chiama prova (lo diciamo a beneficio di Fazzo), come si è comportato il Giornale?

Dopo la reazione per una volta decisa dell’Inter, che ha minacciato querele, al Giornale hanno pensato bene di insistere con la tiritera: la notizia c’è, l’abbiamo pubblicata, facendo il nostro dovere di cronisti. Ma è qui che al Giornale fanno un clamoroso autogol, perché è semplice scoprire il giochetto delle tre carte. Prima danno ampio risalto al falso scoop (che loro chiamano notizia, ma ognuno chiama il proprio lavoro come vuole, siamo in democrazia), con una bella immagine in prima pagina e titolo in evidenza (non a caso definito “fuorviante”), poi alla smentita della Procura, che annuncia che quel rapporto di polizia giudiziaria non è in alcun modo legato ad alcuna indagine sullo scudetto 2007-08, come invece faceva pensare il tenore dell’articolo di Fazzo (non contano le notizie che dai, ma come le presenti, al Giornale d’altronde qualche tempo fa volevano farci credere che un tipo sveglio come Romano Prodi fosse stato assoldato da Breznev, per fare gli interessi dell’URSS, come infiltrato nei governi della DC…), al Giornale fanno retromarcia.

Come presenta la notizia il Giornale

La reazione è classica: dire che hanno riportato la notizia, sminuendo questa. Quindi cosa accade? Affianco all’articolo di Fazzo, piazzano una specie di articolo giocoso, che prende di mira la fonte, accusandola di inconsistenza. Come a dire: vedete? Anche per noi, che abbiamo riportato la notizia, la fonte è priva di fondamento.

Peccato che ci sia una grossa differenza tra una prima pagina e una interna, ma il gioco del Giornale si scopre subito: a) da un lato creare la solita tensione sull’Inter  b) come facce di bronzo, far finta di nulla, e rivoltare la notizia in un attacco alla magistratura, rea di occuparsi di cose di poco conto.

La frase: “Il Pm: Inter partite perse per favorire le scommesse” suggerisce l’idea che ci sia un’inchiesta e che questa frase provenga da un lavoro di indagini basato su indizi, non su un rapporto che per lo stesso Giornale è privo di senso.

Un editoriale

Eppure, oggi Marco Lombardo deve spiegarci perchè ci sono solo notizie e fantasie e deve rendere conto a noi tutti di questa ipocrita contraddizione, che fa finta di non vedere e che scopre il nervo scoperto:

Il nostro Luca Fazzo scova un rapporto chiesto da un Pm riguardante l’ultimo campionato di serie A, un documento scritto in «poliziesco» su ordine del giudice Civardi che analizza la seconda parte del campionato, anzi il «cosiddetto Girone di ritorno» (volevate depistarli, eh?) dell’Inter di Mancini. Per chi avesse potuto avere dubbi al riguardo, abbiamo appositamente pubblicato il frontespizio del rapporto con la dicitura «Procura della Repubblica» presso il Tribunale Ordinario di Milano, con tanto di oggetto: «annotazione di P. G.». Essendoci – grazie al lavoro di Fazzo – imbattuti in una notizia di evidente rilievo, non abbiamo fatto altro che pubblicarla, come si fa di solito in questi casi essendo giornalisti. E quindi, ecco l’articolo del collega che spiega la genesi del rapporto e della notizia, ecco il documento in versione praticamente integrale ed ecco soprattutto il commento di Cristiano Gatti con il quale il Giornale prende posizione: trattasi – si prega di leggere bene – di giustizia da Bar Sport. E quindi – si prega nuovamente attenzione – trattasi di un articolo CONTRO un certo tipo disinvolto di fare giustizia e A FAVORE dello scudetto nerazzurro.

Cioé avete capito cosa è successo secondo Lombardo? Fazzo ha trovato un rapporto di poco conto (secondo la posizione del Giornale) e nottetempo si sarebbe infiltrato nelle rotative per stravolgere la prima pagina decisa dal direttore Giordano, sconvolgendo la linea ufficiale del Giornale espressa dal divertito Cristiano Gatti! Se fossero stati sinceri avrebbero dovuto dar conto della posizione di Gatti in prima pagina, non il contrario. Invece si riporta una presunta posizione di un magistrato inquirente, dentro un’inchiesta che non esiste.

Al limite c’è sempre la Magistratura…

Se non fosse comica la cosa, ci sarebbe davvero da preoccuparsi. Caro Lombardo, conta quello che mandi nelle edicole, la posizione del Giornale è quella di aver dato enorme rilievo e di aver tenuto conto del rapporto di PG come se fosse una notizia da sbattere in prima pagina, esattamente come avete fatto.

A Luca Fazzo, che si è professato interista, diciamo: di interisti come te facciamo volentieri a meno.

Ps.: Paparesta si rimangia tutto. Tira aria di restaurazione. Battiamo il Torino di Lucian.. Rino Foschi.

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scritto da il 30 gennaio 2009 alle 9:26

Spazzatura berlusconiana

Non si può dire altro a proposito del ridicolo e comico scoop presentato da Il Giornale, testata di proprietà della famiglia Berlusconi, che ipotizza che l’Inter abbia volutamente rallentato la corsa scudetto per favorire gli scommettitori.

Già l’articolo si presenta nella solita forma cara al giornalismo da Serie D italiano: si avanza una ipotesi, la si propaga per mezzo articolo e poi la si smentisce a fondo pagina, dato che c’è sempre da chiudere uno spazio. E così il giornalista Fazzo scrive:

Il rapporto di tre pagine è basato prevalentemente su «fonti aperte», cioè pubbliche. È centrato sulla corsa a due tra Inter e Roma per la conquista dello scudetto, sulle oscillazioni del distacco tra le due formazioni e sull’impatto che queste ebbero sul business delle scommesse.

Quindi: si tratta di un rapportino di tre pagine, marginate e scritte al computer, che prende spunto dai giornali… dalle formazioni, dalla classifica della serie A e dall’andamento delle squadre.

Tuttavia, la tesi iniziale viene immediatamente smentita dal rapporto. A dircelo è lo stesso giornalista:

Dalla lettura del rapporto si intuisce che l’ipotesi investigativa – mai esplicitata a chiare lettere, ma inequivocabile nella sostanza – è che l’Inter abbia rallentato deliberatamente la sua corsa al titolo.

Mai esplicitata a chiare lettere. Che si tratti di un puro cazzeggio della Procura?

Ma il capolavoro viene dopo:

Non è un caso che a essere chiamati in causa con nome e cognome siano due tesserati dell’Inter che risultano in contatto telefonico con il pregiudicato Brescia. Il tecnico Roberto Mancini («la strana scelta di Mancini») e il difensore centrale Materazzi, che nell’incontro col Siena impedisce al rigorista titolare Julio Cruz di calciare un penalty, incaricandosi dell’esecuzione. E sbagliando.

Sarà per questo che Mancini era incazzato come una iena con Materazzi? Al punto di urlargli una frase un po’ meno prosaica di “che cosa stai facendo?” – E come può legittimamente pensare, questo giornalista o chi ha steso il rapporto, che l’Inter avrebbe comunque vinto a Parma?

Il bello viene però alla fine, quando l’articolista decide di smentire tutto quello che ha scritto con biblica fatica cinque minuti prima:

È chiaro che non basta così poco per accusare Mancini, Materazzi o nessun altro di essersi messi al soldo degli allibratori. E infatti – almeno per quanto risulta ufficialmente – non vi sono procedimenti aperti a carico di nessuno. Ma del rapporto impressiona la minuzia con cui si addentra nelle scelte tecniche della panchina nerazzurra.

E allora se non basta così poco perché non la smetti di scrivere vaccate? Se non vi sono procedimenti a carico perché buttare fango sopra dei professionisti che, fino a prova contraria, si sono sempre dimostrati persone perbene. In che cosa si addentra il rapporto? Nella natura dell’infortunio di Ibrahimovic, che giocava mezzo tempo anche agli Europei? Oppure nel mancato utilizzo di altri giocatori infortunati?

La chiosa finale è da brividi: «Sicuramente l’andamento così altalenante tenuto dalla squadra nerazzurra ha generato anche molte e diverse situazioni riconducibili al mondo delle scommesse legali».

Ah ecco si tratta di “scommesse legali”… la classica riapertura delle giocate. A saperlo non avrei cominciato nemmeno la lettura.

ECCO IL RAPPORTO ONLINE… c’è proprio da ridere. Nel rapporto, infatti, viene smentita la tesi del giornalista:

Generando parecchie polemiche poiché in campo al momento precedente al tiro, il suo comportamento aveva generato una lite con il suo compagno di squadra designato, di fatto non rispettando le disposizioni avute negli spogliatoi da parte dell’allenatore Mancini.

Spostiamo l’Inter in Premier League!!!

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scritto da il 29 gennaio 2009 alle 11:54

La TricoInter di tutti i tempi

malgioglioAstutillo Malgioglio

1986-nov.’91

Miss: Il nostro Nigel Mansell, il nostro Magnum PI, si narra che facessi finta che fosse il mio papà, data l’incredibile somiglianza tra i due. Vale la pena leggere qualcosa della sua

storia personale (qui)

Watch: poco da dire, grande capello, grande baffo, grande impegno nel sociale.

centofantiFelice Centofanti

1995-1996

W: noi abbiamo Centofanti, vaffanculo a tutti quanti! Uno dei tanti terzini sinistri tra Brehme e Maxwell, con un incredibile somiglianza con Otto, l’autista del pullmino dei Simpson.

M: tempo fa è stato avvistato ai Gods of Metal sul palco con la maglia dell’Inter

westTaribo West

1997-1999

W: Quando decise di farsi le treccine con i colori dell’Inter fu talmente preciso che copiò lo stemma e si fece anche le treccine oro…

M: Loro avranno il menino de deus, noi abbiamo il reverendo West. Scusate se è poco…

gasparini Angiolino Gasparini

1975-1978

W: riga in mezzo, baffetti da sparviero, ricordato più per motivi tricologici che per meriti sportivi.

M: all’epoca di Re Sole sarebbe stato uno spadaccino perfetto… altro che calciatore, avrebbe fatto il moschettiere!
BERGOMIGiuseppe Bergomi

1979-1999

M: Lo zio è famoso per il monociglio. Eppure se penso alle immagini dell’Inter di quando ero piccola, Bergomi lo ricordo così. Sfido chiunque a trovare le sopracciglia…

W: quando esordì e poi vinse il mondiale aveva sti baffi a 18 anni, io avevo sei anni di meno ed ero terrorizzato all’idea di poter avere tutta quella peluria qualche anno dopo. Altro che farsi la barba quando non ce l’hai ancora.

supermanJavier Zanetti

dal 1995

Due parole in più per Superman, il capitano, che ha ispirato questo post. No, io proprio con le chiome selvagge di Camoranesi, la fascia intorno ai capelli di

Ronaldinho o i cambi di look di Ronaldo non c’entro proprio nulla. Appunto,  MAI STATO QUELLA ROBA LÀ (cit.)

Io ai miei capelli in ordine ci tengo. Anche in campo. Anche se gioco sotto a un

temporale. Anche se corro in mezzo alle raffiche di vento. Tutti, persino i compagni di squadra e addirittura mia moglie, mi chiedono come faccio a finire la partita sempre pettinato.

Purtroppo siamo tenuti a smentire categoricamente queste dichiarazioni di Zanetti, abbiamo infatti le prove di un superman spettinato sotto la pioggia. Se avete coraggio, se siete pronti per la verità… cliccate qui.

prohaskaHerbert Prohaska

1980-1982

W: adesso fa il commentatore alla TV austriaca, ha una pettinatura decente ed è perfino liscio in volto, ma col capello cotonato e i baffi faceva molto “Napo orso capo”

M: è perfino liscio di capelli, aggiungerei…
baggioRoberto Baggio

1998-2000

W: ha licenziato più barbieri lui di quanti allenatori ha esonerato Zamparini, ma il risultato è sempre lo stesso: un codino che sembra posticcio in una pettinatura da pirla. Molto meglio in campo che sulla poltroncina del parrucchiere!

M: quando ha tagliato il codino ho esultato, mentre in giappone si strappavano le vesti disperati, creando un’onda di depressione che ha dato il via al movimento Emo.

meazzaGiuseppe Meazza

1927-1940 e 1946-1947

W: il più grande di tutti i tempi, il Cristiano Ronaldo degli anni ’30, testimonial della brillantina che lo fece diventare un idolo dell’epoca e noto “tRombeur de femmes”

M: anche lui, commentando il caso Kaká, avrebbe risposto ai giornalisti “G’ho de dumandà a Diu”. Bauscia vero, un po’ unto, ma vero!

ibraZlatan Ibrahimović

dal 2006

M: ho già detto nei commenti di ieri cosa penso di questa capigliatura

W: meglio che si tiene la fascetta in testa… ma i capelli lasciamoglieli, che valga anche per lui la “sansonite” di Crespo? Noooo da noi ha fatto sfracelli anche col pelo più corto.
zamoranoIván Luìs Zamorano Zamora

1996-2001

M: Come non ricordare quella chioma fluente in elevazione a cercare il colpo di testa? Ivan Zamorano uno di noi.

W: e come si muoveva la chioma nel suo secondo sport preferito, il “beso de la camiseta”

ALLENATORE

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W & M: e chi, se non IL CIUFFO?

IN PANCHINA

freySébastien Frey

1998-1999 e 2000-2001

W & M: uno che dopo la TricoInter ha giocato nel TricoParma e ora è nella TricoFiorentina. Una giovane promessa mantenuta, insomma…

BrehmeAndreas Brehme

1988-1992

W & M: il terzino biondo che faceva impazzire il mondo! Una zazzera che oggi è ingrigita, ma che ai tempi dell’Inter dei record faceva fatica a seguire le sgroppate sulla fascia del suo proprietario…

bertiNicola Berti

1988-gen.’98

M: Quando avevo 12 anni andava di moda la frangia col ciuffo tenuta su con

dolorosissime sessioni di 20 minuti allo specchio: con la sinistra si reggeva il phon e con la destra la spazzola, il phon doveva rigorosamente abbrustolire i capelli, fino ad aver preso una parvenza de ciuffo e frangia. Per stabilizzare il risultato, ci volevano altri 20 minuti di lacca. Berti, invece, il ciuffo ce l’ha sempre avuto senza soffrire!

W: no no soffriva, ma era figlio di un salumiere di Parma e usava l’unto della salamella per tenersi il ciuffo ben alzato. Il problema è che la salamella se la mangiava pure…
balotelliMario Barwuah Balotelli

dal 2007

W & M: decisamente debilitato in allenamento per le lunghe sedute dall’hair sculptor, ha qualche problema con Mourinho
beccalossiEvaristo Beccalossi

1978-1984

M: Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto…

W: e sai quanto volte ha dovuto insistere col barbiere per non farsi tagliare quel capello ribelle?
klinsmannJürgen Klinsmann

1989-1992

M: Direttamente dal set di Kiss Me, Licia… Mirko dei Bee-Hive!

W: e se giocasse oggi si sarebbe anche fatto il ciuffo color cacchina :)
Abbiamo scelto minuziosamente tutte foto del periodo interista di questi giocatori, c’è un dubbio solo su Baggio (all’Inter aveva ancora il codino?). Figo però merita di essere almeno in panchina, anche se con un’acconciatura dei tempi dello Sporting.

Ecco a voi…

figoLuís Filipe Madeira Caeiro Figo

dal 2005

*Inter 49 – Juventus 43 – Milan 41
p.s. un ringraziamento speciale a Sarasa per l’idea del post scaturita in chat (invece di lavorare…), a NK per il campo e a Watchdogs per aver fatto questo post meravigliosamente divertente insieme a me.

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scritto da il 28 gennaio 2009 alle 23:00

Catania-Inter 0-2. Siamo tornati

Grande, grandissima prova della nostra Inter nella bolgia del Massimino di Catania, contro una squadra tosta, che usa il fattore campo (davvero caldo) per forzare la mano all’arbitro, che le ha provate tutte per condizionare la partita.

Inter subito determinata
Ma il campo, quello dove si gioca, dice un’altra cosa: l’Inter si presenta con una grinta e una determinazione impressionanti, il tempo di aggiustare la mira e Stankovic va in gol, sfruttando al massimo la solita giocata sulle fasce dei nostri attaccanti. Cruz si sgancia e mette in mezzo un cross al bacio, che Deki trasforma di voglia.

Muntari fuori!
La reazione dei catanesi c’è, ma si limita a un tentato omicidio di Morimoto ai danni di un ordinato e presente Burdisso. Nel frattempo però Ibra fa una giocata delle sue e coglie la traversa, Paolucci – scuola Juve – sbraita, si butta in terra quasi quanto Mascara, ma prova a impensierire Julio Cesar. Fino all’episodio chiave la partita è in mano all’Inter, poi Rocchi entra in scena buttando fuori Muntari, ingiustamente. Rosso diretto e scompaginamento tattico: gli attaccanti che stavano larghi per favorire gli inserimenti di Stankovic, adesso giocano in profondità, con Cruz a fare il raccordo con la linea mediana. Poco male, è l’unica soluzione di fronte a un Catania addirittura straripante, ma dove non arriva Julio Cesar ci pensano Cambiasso, Cordoba e Burdisso, autentici muri.

Ibra-show
Nel secondo tempo l’Inter esce ordinata e controlla: Cruz lascia il posto a Maxwell che si alterna nelle chiusure con un gigantesco Santon, il Catania è poca cosa: un palo fortuito di Mascara meriterebbe miglior sorte se fossimo la Juve, ma è ancora Deki a ispirare la fuga di Ibra, che aggira il fuorigioco etneo, fa un sombrero a Bizzarri, si aggiusta il cerchietto e insacca a porta vuota. Partita chiusa, in attesa delle belle notizie dagli altri campi.

Riepilogando…

L’Inter risponde da grande squadra alle chiacchiere e alle aggressioni esterne, mostrando una compattezza di spirito che dice una sola cosa: siamo uniti e non molleremo facilmente il primo posto.

I migliori
Tutti, davvero difficile segnare qualcosa di negativo. Muntari ha avuto poco tempo, ma stavamo controllando il gioco. Notevole la prestazione di Burdisso, Santon e Cordoba. Il ragazzino si liberava in disimpegno aggirando l’avversario, pazzesco. Straordinario Cambiasso e grande, grande qualità da Stankovic e Maicon, mentre di Ibra è inutile parlare. Nell’ultima mezzora i catanesi allo stadio avrebbero dovuto pagare un extra al biglietto di ingresso… una menzione particolare la merita Julio Cruz, schierato titolare, che dimostra di esser sempre un giocatore che unisce acume e umiltà, Zanetti è sembrato in ripresa, un po’ come tutti. Veramente una prova da Inter che spezza il morale degli avversari e di chi ci vuole male.

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scritto da il 27 gennaio 2009 alle 18:14

Tra Inter-Samp e Catania-Inter

Oggi post doppio: una parte è dedicata alle rivoluzionarie tattiche di Josè Mourinho, un’altra è la prima parte di un racconto western moderno, per prepararci alla sfida di domani (tanto la conferenza di Beppe Baresi non dice molto, si può trovare quì, quò e quà, e nei commenti possiamo parlarne fino alla nausea).

LE RIVOLUZIONARIE TATTICHE DI MR. JOSE’ MOURINHO – PRIMA PARTE: GIOCARE CON L’UOMO IN MENO

Molti durante le partite dell’Inter di quest’anno almeno una volta si saranno chiesti: ma questo ci è o ci fà?

Bene, è il momento di rasserenare tutti costoro con una piccola guida interpretativa del credo tecnico-tattico-drammatico-pragmatico del nostro allenatore.

Oggi esaminiamo un accorgimento introdotto sin dalla prima partita ufficiale, dopo un precampionato normalissimo: GIOCARE CON L’UOMO IN MENO.

Perchè è indubbio che questa sia una scelta consapevole, alla prima volta dici “crede in Figo”, la seconda volta “Adriano merita un’altra chance”, ma la terza capisci che è tutto calcolato.

Funzionamento pratico:

1) se l’avversario è una squadra normale, metti un giocatore chiaramente fantasma, non importa in che ruolo (Adriano, Figo, Burdisso, Mansini, Quaresma) oppure un giocatore buono o anche passabile ma fuori ruolo (Muntari vertice basso o trequartista, Balotelli in fascia, Obinna seconda punta, Cruz DIETRO a Ibra); da notare che Mourinho, avendo sei mesi di tempo per capire i nostri limiti e non trovandone a sufficienza, fa spendere un fracco di soldi al presidente per comprargli un giocatore fantasma (Quaresma) e far ritornare Adriano, per avere sempre a disposizione almeno un “uomo in meno”.
2) se l’avversario è troppo inferiore alle nostre potenzialità, gli uomini in meno possono essere anche DUE.

Ma arrivati a questo punto, la domanda ulteriore è: MA PERCHE’?

L’Interista avveduto sa già la risposta, spieghiamola a chi vede in queste soluzioni d’avanguardia un ritorno ad anni foschi: i giocatori validi si abituano a correre anche per i compagni “assenti”.

E quando – verso Aprile/Maggio – il mister schiererà 11 giocatori veri, non ce ne sarà per nessuno.

La prossima lezione verterà sul secondo dubbio esistenziale del 2008-2009: LA FAGIOLATA.

(continua?)

SFIDA ALLOMONACO CORRAL

…il suo nome era Monaco, LO Monaco, perchè chi incrociava la sua strada faceva bene a farsi il segno della croce, e aspettava il gringo venuto da fuori città al Saloon Massimino, così chiamato dal nome del minuto ex-proprietario, un buffo pianista dagli eccentrici comportamenti.

Lo aspettava da quasi cinque mesi ormai, da quando lo aveva coperto di ridicolo davanti al mondo… ehm, alla città intera, quello sfregio alla sua personalità non se l’era mica scordato, gli avrebbe fatto vedere che duro fosse, di cemento diciamo.

Mentre era assorto a lucidare la sua betoniera a presa rapida lo raggiunse la notizia inattesa, che rischiava di madare tutto all’aria: quel pavido di un gringo si era fatto espellere il giorno prima, pur di non incrociarlo sul campo.

“Pusillanime – pensò – ma non mi sfuggi”. Ripose i sacchi di cemento e prese la sua seconda arma preferita, il cellulare-sei-colpi, dono del suo vecchio amico Lucky Lucy.

Compose il numero di Padre Rav, confessore delle più inenarrabili porcate commesse nel loro sporco mondo, uno che aveva già ascoltato gente del calibro dello stesso Lucky Lucy e della sua banda:

“Pronto Padre? vorrei recapitare un messaggio. Mi fai intervenire stasera in trasmissione?”

“certo figliolo, come vuoi. Però dovrò sottolineare che anche l’ultima volta prima di darti la parola, quando l’hai sparata così grossa, noi abbiamo provato a calmarti, ok?”

“eheh, si Padre, mi ricordo quella volta… vabene, e io la coprirò a mia volta dicendo che infatti dopo mi ero scusato. A dopo.”

Così aspettarono entrambi la sera, mentre Padre Rav diceva messa nella Chiesa Rigorista del Lunedì: dopo l’omelia moviolista, il Raverendo diede la parola allo Monaco (licenza letteraria), per il suo sermone conclusivo:

ed ecco, in verità vi dico, il Gringo è venuto tra noi a dispensare falsi miti. Da quando è tra noi, ha soltanto seminato polemiche, ma capisco che è di questo che ha bisogno il nostro ambiente…

Padre Rav lo interruppe, per provare a limitarne almeno parzialmente le esternazioni: “certo figliolo, certo! Ma visto che sarà squalificato, forse potrete chiarirvi sulle tribune?”

Sapete che io già mi ero scusato con lui, ma quando dopodomani verrà, non gli stringerò la mano. Perchè non lo conosco. E io stringo la mano solo a chi se lo merita…però gli troveremo un posto consono… con vista sul campo…” e nella sua testa aveva ben chiaro il posto: patibolo con vista campo… santo; Padre Rav preferì non rischiare ritorsioni, e chiuse la cerimonia.

Poche ore dopo il gringo ricevette il suo aiutante alla locanda: “Ti sta preparando una bella accoglienza, quello Monaco…” e riferì tutto d’un fiato il messaggio.

Il gringo stese le gambe sul tavolo, si stiracchio per bene, e chiese all’amico: “scusa, non ho capito una cosa di tutta sta storia… ma chi sarebbe sto Monaco? io conosco solo Monaco di Tibet, Monaco di Baviera, Gran Premio di Monaco… piuttosto vieni qua che abbiamo una partita seria da preparare, senza perdere altro tempo…”

(racconto satirico, senza alcun intento offensivo; segnalo soltanto che le frasi in blu sono “recitate in originale”, fonte: puntata di ieri di Lunedì di Rigore)

PS 1: Balotelli non convocato. Non è una gran notizia, qualche commentatore lo coprirà di insulti, più per sembrare filo-murignano che non per reale conoscenza della situazione/motivi oggettivi. A me francamente non frega molto, fino a fine gennaio fuori aveva detto l’allenatore e fuori fino a fine gennaio è stato.

Mario può essere ancora decisivo nei mesi restanti, come l’anno scorso. E con la fine del mercato, la situazione si rasserenerà… però intanto l’allenatore deve fare 3 punti, non come dopo Atalanta-Inter… quando uno come Mario forse poteva servire.

PS 2: aggiornamento-boxe: Tosel aveva segnato per noi, la Corte Di Giustizia Federale ha messo al sicuro il risultato.

E ora Adriano, che era convocato solo nell’eventualità che il ricorso venisse accolto, resta a Milano; in tempi di crisi, i locali della movida contano di recuperare i mancati incassi di sabato…

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scritto da il 27 gennaio 2009 alle 10:36

Tutti vogliono viaggiare in prima

Burdisso, Crespo, Dacourt, Jimenez, Materazzi, Obinna, Rivas… fosse per Mourinho, sarebbero già altrove (fosse per me, sarebbero altrove anche Figo, Adriano, Mancini e Quaresma). Ma nessuno ha voglia di lasciare la bambagia in cui l’Inter culla i propri tesserati, coperti da contratti faraonici anche quando sono destinati a scaldare panchine o tribune. Il che, oltre a far riflettere sulla “voglia di giocare” di questi strapagati professionisti, dovrebbe spingere la dirigenza nerazzurra ad alcuni drastici cambiamenti.

Primo: nessun contratto pluriennale a chi abbia più di 33-34 anni.

Secondo: una clausola di rescissione concordata, con la quale “liberare” il calciatore prima della scadenza, pagando – che ne so – il 50% del contratto ancora in essere.

Terzo: abbandonare o almeno limitare la strada degli “svincolati”, da pagare a peso d’oro.

Dopo la strepitosa campagna-acquisti post-calciopoli (in un colpo solo, Ibra, Vieira, Maicon, Maxwell, Crespo, Grosso e Dacourt), l’Inter ha sostanzialmente fallito le due successive opportunità di rafforzamento. Nell’estate del 2007 sono arrivati Chivu, Cesar, Maniche, Suazo, Rivas, Pelè e Jimenez; l’estate scorsa si sono aggiunti Muntari, Mancini, Obinna e Quaresma.

La squadra non è stata ringiovanita e non si sono affrontati i due problemi essenziali: dare qualità al centrocampo e identificare il centravanti da schierare accanto a Ibra. L’Inter che sta annaspando in queste ultime, faticosissime, macchinosissime partite è per nove o dieci undicesimi la squadra assemblata da Roberto Mancini nell’estate 2006. Nel frattempo, il monte-ingaggi è lievitato (solo il Milan spende altrettanto), i giovani della Primavera più forte d’Italia non toccano il campo, e i prati di Appiano Gentile sono troppo piccoli per far allenare decentemente 29-30 calciatori.

A una settimana scarsa dalla chiusura del mercato, gli infortuni in difesa possono far dubitare dell’opportunità di scremare questa rosa pletorica, ma ancora spero che Branca & C. riescano ad accontentare Mourinho. Liberarsi di 4-5 contratti, significa anche dare sicurezza a chi resta. Può rimotivare i depressi, rinsaldare il gruppo.

PS - non avrei fatto ricorso per la squalifica di Adriano. E’ vero che tanti altri falli in area, per divincolarsi, non vengono sanzionati così duramente, ma è altrettanto vero che Adriano è recidivo (con queste sono 7 le giornate di squalifica da “prova tv”, record assoluto), e se l’arbitro avesse visto la scena, l’avrebbe espulso. Sullo 0-0…

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scritto da il 26 gennaio 2009 alle 17:24

Il punto dopo Inter-Sampdoria

Vive la sudditance! Si potrebbe dire, parafrasando non so bene che cosa. Ebbene si, 3 giornate dico 3 giornate ad Adriano, che immagino si stia già organizzando le vigilie a questo punto. Diciamocelo: è sfigato il nostro attaccante, così come sembra essere sfigata l’Inter con la prova tv. Tre giornate a Muntari, tre giornate ad Adri, una volta ne diedero tre a Samuel per essersi raschiato la gola a 57 metri di distanza da una bambola ceca misteriosamente sdraiata in terra. Per concluderla in bellezza: c’est la vie…

Veniamo alle polemiche e ai commenti del dopo Inter-Sampdoria. Non siamo stati brillanti, la critica ci vede bene nel dire che l’Inter non gioca tutto sto gran calcio. Anzi, rispetto all’inizio del mese di dicembre, siamo proprio indietro e non ne azzecchiamo una. L’impressione è quella di settembre insomma: mezza squadra corre, l’altra metà cammina, per un motivo o per l’altro. Diverso è il discorso sulle avversarie, le cui prestazioni sono enfatizzate, nonostante i fatti dimostrino il contrario. La Juventus, c’è da dirlo, sta correndo molto, ha fiato ed energia, vanno a benzina agricola che è un piacere. Ma non hanno un benedetto schema offensivo, e Ranieri presto potrebbe essere denunciato per atti pubblici in luoghi osceni (fornire la distinta della formazione nello spogliatoio della Juve). E il Milan? I casciavit hanno vinto nettamente a Bologna e facendo belle azioni… in contropiede. Un Bologna in dieci, messo K.O. da un ridicolo rigore su Zambrotta (non ce l’hanno detto, ma i rigori in favore del Milan sono una fiction, siccome ha successo, la produzione continua), che a Bologna trova sempre della gambe invisibili a fermarlo. Insomma, l’esaltazione per lo show del Milan è ridicola, se paragonata, per esempio, a una vittoria molto più significativa quale quella ottenuta dal Cagliari all’Olimpico. E la Roma? Dopo aver pianto inutilmente tutta la settimana per essere stata esclusa dall’unica competizione che gli consentivamo (noi e altri…) di vincere, strappa una bella vittoria a Napoli, che guarda caso non perdeva al San Paolo dall’ultimo scontro con i capitolini. Della serie: abbassiamoci le braghe e facciamoli passare.

In buona sostanza della prestazione dell’Inter rimane l’impressione di una grinta che va oltre i nostri reali limiti di gioco, siamo stati presi letteralmente a pugni dalla Sampdoria sul piano fisico, ma paga il solo Adriano. In compenso con due o tre azioni veloci abbiamo fatto nostro il risultato. Segnalo pertanto: lo scambio volante che a destra innesca Maicon per il cross dell’uno a zero; l’azione veloce che porta Mancini sul fondo, mette in mezzo per Stankovic che tira sul portiere e l’azione di pressing che libera Deki al tiro, con una spettacolare traversa. Da questi sprazzi si capisce quali sono le potenzialità e i limiti attuali della nostra squadra: ci manca il cambio di passo a centrocampo e una certa energia per far girare il pallone o recuperarlo nei momenti di stanca. Con venti minuti per tempo di corsa e scambi veloci, al contrario, potremmo sistemare chiunque.

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scritto da il 26 gennaio 2009 alle 9:19

Mourinho dopo Inter-Sampdoria

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scritto da il 24 gennaio 2009 alle 23:15

Le interviste impossibili

Questa è la trascrizione dell’intervista di Michele Giammarioli a Bruno Vespa andata in onda nell’odierna puntata di Dribbling (video).

Molte reazioni al tuo Porta a Porta nel quale hai intervistato Luciano Moggi. Il presidente della Federcalcio Abete, per esempio, si è detto indignato per quanto emerso nella trasmissione.
Beh, certo, perché nella trasmissione è venuto fuori in maniera clamorosa che tre squadre e mezza possono vincere il campionato: l’Inter, il Milan, la J**e e la mezza è la Roma. Capisco che il presidente se la prenda un pochino perché ci stanno altre squadre che forse non sono così contente.

Caro Bruno, in maniera clamorosa? Non occorre essere degli appassionati per sapere che le rose delle squadre che hai menzionato sono le uniche attrezzate per vincere il titolo. Non solo, ma c’è una legge (anche di mercato, questo mercato) che prevede che chi più spende, ha più possibilità di ottenere la vittoria dello scudetto. Non a caso l’Inter ha chiuso gli ultimi due bilanci in fragorosa perdita. Più del Milan, più della J**e, più della Roma. I bilanci del Milan vincente di Berlusconi, nero a parte, erano sempre in passivo. La cosa strana, semmai, nel mondo del calcio, era avere bilanci in pareggio ed ottenere vittorie a ripetizione. Poteva un surplus in termini di capacità managerial-sportive compensare una differenza evidentissima in termini di spesa? Abbiamo scoperto il trucco. I due supermanager Moggi e Giraudo avevano un doppio lavoro: facevano anche i designatori. Ah, ed Abete non si era indignato per questo, lo sai.

Bruno, non sei stato forse un po’ troppo ospitale?
Ma, guarda, da un punto di vista emotivo io tifoso j**entino, un po’ alla buona devo dire quando ci fu la perdita degli scudetti dissi che era giusta. Il problema è di capire se poi altri potrebbero perdere degli scudetti o non dovrebbero vincerli. Cioè non vorrei che la J**entus avesse pagato anche per altri.

Potrebbero perderli (altri chi? L’Inter in quel periodo non vinceva mai, cit.). Il tuo editore (Berlusconi, ndr) è stato penalizzato e quello scudetto è stato assegnato al terzo classificato. L’ha già perso, nonostante ne avesse rivendicati due. Non dovrebbero vincerli. Ti vogliamo informare, inoltre, che il processo riguarda il periodo che va dal 2004-2006, purtroppo. Perché, volendo, possiamo parlare dal ’94 ad oggi. Ma non vogliamo tirare fuori il doping, il sistema che non nasce e prolifera in due sole stagioni e quant’altro. Comunque, non hai risposto alla domanda. Ti aveva chiesto se (forse, eh) tu non fossi stato troppo ospitale.

Continuiamo con le reazioni. Arrigo Sacchi contesta a Moggi che tutti si comportavano così mentre il figlio di Facchetti sostiene che il padre avrebbe zittito Moggi.
Tra Facchetti e Moggi c’è, da quanto ho capito, una ruggine antica ed insanabile e tutti fanno così.. si?… no?… non lo so (intanto partono le immagini del tuffo di Vucinic nella recente sfida di Coppa Italia sul quale la Roma ha reclamato un calcio di rigore, ndr). Certo, le cose che son successe negli ultimi campionati hanno mostrato ad esempio che l’Inter viene guardata con molta simpatia.

Basta dare un’occhiata alla storia personale di Moggi e di Facchetti per evitare dei siparietti scabrosi tipo si?…no?… non lo so, non c’ero e se c’ero dormivo. Ma tu i libri di Travaglio non li leggi per partito preso (nel senso costituzionale del termine).

Fra i tuoi ospiti il più critico è stato Caprarica. Condividi?
Ha contribuito di certo a rendere piuttosto acceso il dibattito. Ma la cosa che mi ha colpito di più in quel dibattito e che gli arbitri sono attratti dal potere. E quindi se è la J**entus quella che comanda fanno il regalino alla J**ventus, chi comanda è l’Inter, fanno il regalino al più potente di turno e questo, diciamo le cose come stanno, non dico che falsifichi i campionati ma sicuramente li influenza.

Bruno, ma i potenti di turno, di solito siedono sulle tue poltrone. Ti ha chiamato anche il Papa in diretta e ti sei commosso da attore consumato. Vuoi dire che Moratti adesso rappresenta il potere? E non è mai venuto a Porta a Porta. No… qualcosa non quadra. A proposito Bruno, in ritardo di 8 anni, ma ti faccio i complimenti per quella scrivania del contratto con gli italiani. Elegantissima.

Concludiamo con gli arbitri che sono stati al centro di calciopoli. Qualcuno sostiene come hai accennato tu pocanzi che alla J**entus di ieri si stia sostituendo l’Inter di oggi. Che ne pensi?
Credo che siano i fatti. Appunto perché gli arbitri guardano con attenzione alla potente di turno. Moggi ha spiegato anche perché se nei consigli di amministrazione delle società ci sono i consiglieri federali, questi consiglieri federali possono avere un occhio di riguardo nei confronti di arbitri magari non di livello internazionale che vogliono diventare… quindi in qualche modo tutto si tiene (stacco sul faccione di Giammarioli che annuisce, ndr)

I fatti, credo che siano i fatti. Bruno, è proprio deformazione professionale. Ma da quando Moggi è diventato una fonte attendibile? La storia del Consiglio Federale è vera quanto Guidorossitronchettimoratti, stessa fonte. Ma allora perché dimentichi Adriano Galliani consigliere federale al pari di Moratti? Colui che doveva incontrare Collina nel giorno di chiusura del ristorante di Leonardo Meani, addetto agli arbitri del Milan? Ah, già, scusa…dimenticavo il problema dell’editore.

Sudditanza psicologica?
Credo di sì.

Soltanto sudditanza psicologica?
Mi auguro di si (con sorriso ammiccante, ndr).

Bruno, un’ultima cosa, ma secondo te la “puntata cucita su misura” per Fini e la tua riverenza nei confronti del Cavaliere le ascriveresti alla categoria della sudditanza psicologica? Soltanto sudditanza psicologica?

Per dare un’idea di chi fosse l’intervistatore, Michele Giammarioli, potete consultare i suoi editoriali su Il Romanista. Ne cito uno che riassume il personaggio:

“Intanto l’Inter riprende a ricevere “aiutoni” dagli arbitri e passa a Bergamo pur confermando il suo livello di “cottura” che ci lascia ben sperare nei prossimi turni di campionato. Vorrei soltanto che si evitasse di continuare a parlare di semplice “sudditanza psicologica” da parte degli arbitri nostrani dato che i regali fatti questa stagione alla squadra di Moratti sono stati talmente pacchiani da risultare difficilmente giustificabili anche se sotto la divisa arbitrale si celasse il più acceso dei tifosi neroazzurri. Ma allora se non è sudditanza psicologica cosa è? Si dice giustamente che per muovere accuse ci vogliono prove proprio come è avvenuto per calciopoli. A mio avviso basta rivedere le moviole di tutta la stagione per avere la certificazione degli errori grossolani perpetrati a favore dell’Inter. Per considerarli prove ci vogliono le intercettazioni telefoniche? Può darsi. Nel frattempo ci tocca recriminare sui tanti punti buttati dalla Roma nel girone di andata ma ci inorgoglisce che nonostante gli arbitri e i nostri fisiologici ma tutto sommato relativi cali siamo lì ancora a soli quattro punti dalla vetta della classifica. D’altronde lo sappiamo che per vincere storicamente la Roma deve stravincere contro tutto e contro tutti: ieri la Juventus di Moggi oggi l’Inter di Moratti e Mancini”.

Rewind. Giammarioli dixit: “Qualcuno sostiene come hai accennato tu pocanzi che alla J**entus di ieri si stia sostituendo l’Inter di oggi”. Michele, quel qualcuno sei (anche) tu. E lo fai senza prove. Perché in un programma a diffusione nazionale disconosci la paternità delle tue opinioni e cerchi il conforto di Vespa per esporre le tue idee? Non bastavano le moviole?

Ricordiamo che, anche quest’anno, l’abbonamento Rai scade il 31 gennaio.

PS. L’intervista è andata in onda lo stesso giorno in cui la J**e batte la Fiorentina per 1-0 con un rigore non dato per fallo su Jovetic ed un goal annullato a Gilardino per un fuorigioco inesistente. Il consigliere federale Massimo Moratti si deve essere dimesso.

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scritto da il 24 gennaio 2009 alle 15:20

Mourinho non convoca SuperMario

Agli aspetti extra-calcistici ha pensato direttamente Ze Mario, per cui, incolliamo direttamente dal sito ufficiale dell’Inter i punti salienti della conferenza stampa, in attesa del video integrale:

Mourinho: dopo ventotto partite, non ci sarà Zlatan Ibrahimovic. Come si può fare a meno di lui?
“Uno come lui non si può sostituire in modo automatico, un giocatore come lui che è unico e ha dato un contributo fantastico in tutte le partite. Però sarà sufficiente giocare come squadra, in modo compatto, con la consapevolezza che questa è un partita molto importante per noi. In un certo senso sarà opportuno dimenticare Ibrahimovic: lui per noi è importantissimo, ma oggi non è utile parlare molto di lui perché domani non ci sarà ed è senza di lui che dobbiamo affrontare la Sampdoria e conquistare questi tre punti”.

Adriano è pronto a farsi carico del peso del reparto offensivo?
“Adriano è un giocatore molto importante, con grandi capacità. Ha giocato grandissime partite contro Roma, Atalanta e Genoa. Sembra che questo sia un momento molto importante per lui. Il principio di ‘giocare come squadra’ vale anche per lui: se la squadra gioca come tale è molto più facile per i singoli fare bene. In questo momento abbiamo fiducia e sappiamo che potrà raggiungere risultati importanti”.

Mario Balotelli non è tra i convocati perché non si è allenato nel modo opportuno?
“È stata una scelta tecnica”.

Si parla di un accordo per la cessione in prestito al Betis Siviglia di Obinna: è vero?
“Non parlo di mercato”.

Preferisce che si parli di tutto quello che ha fatto discutere in settimana o preferisce lasciar perdere?
“Non parlo, parlerà il mio avvocato. Io lo farò quando toccherà a me, in tribunale. Non so se la procedura giudiziaria in Italia è veloce, se ci vorranno due mesi o due anni. So solo che mi piacerebbe poter parlare in tribunale già domani”.

Mourinho è stato infastidito da queste voci?
“No”.

L’Inter giocherà anche sulle assenze che accusa la Sampdoria, quella di Antonio Cassano per esempio?
“Noi vogliamo sapere quello che vogliono anche gli altri, chi gioca e chi no. Se sapremo che Cassano non sarà in campo, al suo posto ci saranno Pazzini e Bellucci o Pazzini come unica punta con un uomo in più a centrocampo. È importante sapere se Cassano sarà in condizione di giocare o meno perché ha grandi qualità e se non ci sarà lui ci sarà qualcun altro”.

Mourinho: è impossibile pensare che l’Inter domani possa rinunciare al rombo a centrocampo e schierare tre punte?
“Capisco la domanda, la curiosità. L’importante è giocare come squadra e farlo bene: se questo succederà, potranno scendere in campo una o due punte o Adriano e un altro attaccante o due esterni. L’importante sarà comunque l’atteggiamento e, come ho già detto, giocare come squadra. Se faremo così, con più o meno difficoltà, riusciremo a vincere la partita”.

In questi ultimi giorni ha detto spesso che l’Inter deve giocare come squadra: è un messaggio che vuole lanciare al gruppo dopo la partita di domenica scorsa a Bergamo?
“A Bergamo è stata l’unica volta… Forse un po’ anche contro il Panathinaikos in casa, invece nella sconfitte contro il Milan o con il Werder Brema abbiamo sempre giocato come squadra. Forse l’abbiamo fatto qualche volta meglio e qualche volta peggio, ma c’è sempre stato il concetto di squadra, di collaborazione psicologica, di pensiero collettivo e di empatia posizionale”.

Stiamo assistendo all’ennesima rinascita di Adriano, ma questa sembra la volta buona. Mourinho ha detto qualcosa di particolare al ragazzo al rientro delle vacanze?
“No, sta facendo tutto da solo. Noi facciamo il nostro cercando di aiutarlo per prepararsi nel modo migliore possibile. Gli abbiamo concesso qualche attenzione in più, principalmente sotto il punto di vista fisico, ma tutto quello che sta succedendo a lui in questo momento è merito della sua responsabilità, assolutamente”.

Ieri Claudio Ranieri ha dichiarato che l’Inter sta iniziando a scricchiolare, invece il c.t Domenech ha detto che, a volte, le cose che dice sono talmente provocatorie che si trasformano in comiche. Ha qualcosa da rispondere?
“La prima parola che ha detto non la conosco (ndr.: scricchiolare), il mio italiano non è abbastanza forte per capirla… (ndr.: sorride). Domenech, invece, è diventato importante per me perché l’ultima volta che ho pianto è stato dopo la sua conferenza stampa al termine della finale del Mondiale contro l’Italia. Ho pianto perché è stata una conferenza stampa emozionante e mi ha toccato il cuore. Ho pianto, pianto e pianto per una conferenza stampa che non dimenticherò mai. Un allenatore che dopo una sconfitta è stato assolutamente meraviglioso”.

Sembra di vederla un po’ arrabbiata, è vero?
“No, sono solo stanco, ho fatto un po’ di palestra e un po’ di sauna. La sauna mi ammazza… ‘.

C’è qualcosa che in questa settimana l’ha delusa dopo la sconfitta contro l’Atalanta?
“Nel calcio niente mi delude”.

Negli altri paesi era abituato a sentir parlare addirittura di dossier sulle sviste arbitrali? È abituato a questa filosofia?
“In Portogallo sì, in Inghilterra no. La mia formazione sportiva nasce in Portogallo, paese nel quale il calcio non è molto diverso rispetto a quello italiano. Anch’io sono cresciuto in un ambiente nel quale, dopo una sconfitta, si parla di arbitri, guardalinee, la pioggia, la palla dentro o fuori, il campo che era troppo duro… Questa è la nostra filosofia e per questo non posso criticarla. Ci ho vissuto tanti anni e la accetto. Posso dire però che forse mi piace di più quella inglese”.

Ha già preso una decisione in relazione al possibile inserimento di Patrick Vieira nella prossima lista Champions che presenterà a fine mese?
“Aspetto che ritorni Patrick, dobbiamo parlare insieme. Se lui avrà la possibilità di giocare in Champions sarà sicuramente in lista, perché è un giocatore importante. Se lui non potrà giocare in coppa, allora sarà meglio che occupi il suo posto un calciatore che è nelle condizioni fisiche per scendere in campo. Ma ripeto: se Patrick è nelle condizioni di giocare sino alla partita contro il Manchester United, e visto che poi speriamo di avere anche i quarti, ovviamente sarà in lista”.

Sempre Patrick Vieira ha dichiarato a ‘L’Equipe’ che sta valutando la possibilità di lasciare la nazionale francese. Pensa che questa possa essere una scelta utile per il giocatore?
‘Non saprei, non parlo di queste cose. Dovete parlarne solo con Patrick’.

Sente un po’ la pressione della Juventus che questa sera, dovesse vincere contro la Fiorentina, raggiungerebbe momentaneamente l’Inter in testa alla classifica?
“Quale pressione? Pressione di che cosa? Non capisco… “.

Dopo la partita contro l’Atalanta ha detto che ci sono alcuni problemi da risolvere e ha parlato di un Adriano in netta crescita. Ma è Adriano in netta ripresa o è la squadra ad aver fatto qualche passo indietro dopo la pausa natalizia?
“In Champions League l’Inter potrebbe essere in una situazione migliore di quella nella quale è ora? No, perché o siamo qualificati per gli ottavi di finale o siamo eliminati. E noi siamo qualificati. Nella Supercoppa italiana, l’Inter potrebbe aver fatto meglio del risultato che ha ottenuto? No, perché o la vinci o la perdi. E noi l’abbiamo vinta. In Coppa Italia potremmo essere in una situazione migliore dopo avere ottenuto la qualificazione in semifinale? No. E in Campionato? Siamo primi. Potremmo essere in una posizione migliore? No. L’unica cosa è che potremmo avare un maggior vantaggio rispetto alle avversarie, ma questo è l’unico parametro del quale si può parlare. Infatti, delle quattro competizioni nelle quali l’Inter è impegnata, una l’abbiamo già vinta e delle altre abbiamo ottenuto in tutte il massimo risultato raggiungibile sino a questo momento. Allora è una crisi incredibile la nostra e come qualcuno di voi mi ha detto prima ho addosso una pressione che non mi fa dormire. La mia vita è un vero dramma in questo momento… ‘.

Dopo la partita contro l’Atalanta, Maicon ha detto che l’Inter è l’unica squadra che, nonostante sia prima in classifica, è sempre criticata…
‘Allora vi dico questo: dopo la partita contro l’Atalanta tutte le critiche sono possibili, ammissibili e giustificate. Punto. Perché stiamo parlando di una partita, di 90′ nei quali si può fare una critica su tutto e tutti. Si può dire che la squadra ha fatto una partita orribile, si può parlare dell’allenatore che è responsabile della sua squadra, insomma si può dire di tutto e di tutti. Ma questa è solo una partita e, dopo uno o due giorni, si torna nella situazione reale e si vede che a tutte le squadre del campionato dietro di lei, che ci sono solo tre squadre come noi in Tim Cup, che solo noi abbiamo vinto la Supercoppa italiana, e che in Champions League ci sono 15 squadre agli ottavi con l’Inter. Questa è la realtà del momento. Ripeto: se vogliamo parlare della partita contro l’Atalanta, facciamolo e critichiamo pure, io sarò d’accordo con voi sotto tutti i punti di vista. Perché secondo me è giusto che si parli in certi termini di una squadra quando questa si esprime in modo negativo. Ma dopo la gara di Bergamo, c’è stata una gara contro la Roma e io non capisco perché si parla della penultima. Per me non ci sono problemi, comunque, neppure di parlare dell’Atalanta, perchè non sono una persona che dimentica subito le situazioni negative’.

I temi tattici:

La rinuncia a Balotelli significa un ritorno al 4-3-3?
E se invece si gioca ancora col rombo chi mette affianco ad Adriano?
E in difesa? Cordoba e Maxwell giocheranno?

Per me, comunque, proverà un modulo misto, già visto in questo campionato. Anche se non mi sorprenderebbe la rinuncia ad uno tra Zanetti e Muntari.

Io vi propongo questa formazione: Julio Cesar, Maicon, Samuel, Cordoba, Chivu; Cambiasso; Zanetti, Muntari; Stankovic; Mancini, Adriano con Amantino a fare da pendolo tra le fasce in appoggio alla punta.

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